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Salvini a Pichetto Fratin: “Acquisto gas russo cag… pazzesca? I più anti-russi come Macron e Sanchez lo comprano e noi no”

L’ipotesi lanciata da Matteo Salvini che il governo italiano possa tornare ad effettuare importazioni di gas russo per far fronte alla crisi energetica, nella giornata di ieri è stata stroncata in modo netto dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del governo Meloni. “E’ una cagata pazzesca” il virgolettato non smentito e riportato nelle cronache parlamentari. Il ragionamento di Gilberto Pichetto Fratin è che “costerebbe molto lo stesso”. E che non sarebbe vantaggioso l’acquisto di gas russo.

Oggi il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e Trasporti prima finge stupore e si lascia andare ad una esclamazione sarcastica, poi spiega: “Tengo presente il fatto che oggi, mentre stiamo parlando, cinque paesi europei stanno continuando ad acquistare combustibile dalla Russia, tra cui Francia e Spagna“. “Quindi – continua il leader della Lega – mentre noi discutiamo di quello che potremmo fare ma non facciamo a discapito di famiglie e imprese, altri paesi europei oggi stanno comprando. E quindi quelli che sono i più anti-russi stanno finanziando l’economia russa, chiedete a Macron e a Sanchez per quale motivo stanno comprando combustibili oggi per centinaia di milioni di euro. Nel mese di aprile 1 miliardo e 700 milioni di euro. E quindi per quello che mi riguarda tornare a comprare a prezzi più vantaggiosi rispetto a quello che stiamo spendendo oggi, combustibili in tutto il mondo, Russia compresa, è un tema sul tavolo”.

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Salvini diserta (ancora) la parata del 2 giugno: “Al lavoro al ministero”. La Russa: “Ognuno è dove vuole”

Dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, passando per il vicepremier Antonio Tajani e anche i ministri, come Giuseppe Valditara, Carlo Nordio eGilberto Pichetto Fratin. Tutti nel palco d’onore insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i vertici militari per partecipare alla tradizionale parata del 2 giugno. Il grande assente è stato però l’altro vicepremier, il leader della Lega Matteo Salvini.

Non è la prima volta che l’attuale ministro alle Infrastrutture e trasporti diserta la cerimonia della Festa della Repubblica. Questa volta, però, la sua assenza è stata fatta presente agli altri esponenti del partito di governo. “Questa è la festa di tutti gli italiani e mi dispiace per chi era assente. Non ho visto Salvini, ma non ho visto molti. Tranne Italia Viva, non ho visto un capogruppo“, ha commentato La Russa. Per la seconda carica dello Stato “ognuno è dove vuole“: “Io non chiedo mai dove sono, sono altri che hanno la mania di chiedere dove sono”, conclude il presidente del Senato.

Sulla stessa linea l’altro vicepremier che, per sviare le critiche, tira in ballo i leader dell’opposizione: “Salvini assente? Non so, lo dovete domandare a lui. Non c’erano neanche Conte e la Schlein, non li ho visti. È un peccato quando si manca…”, ha detto il leader di Forza Italia parlando a margine delle celebrazioni.

Dopo le dichiarazioni di La Russa e Tajani fonti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti fanno sapere che Matteo Salvini, “ha passato tutta la mattinata al lavoro, come ieri peraltro, su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis, con l’obiettivo fra gli altri di evitare lo sciopero dei ferrovieri per il prossimo 11 giugno”.

Quindi gli impegni di lavoro avrebbero costretto il ministro a non potere partecipare alla parata. In realtà, anche negli anni passati è stato assente diverse volte. Un giorno molto particolare per Salvini considerando che il 2 giugno del 2013, da segretario di quella che si chiamava ancora “Lega Nord“, sui social scriveva “Non c’è un caz** da festeggiare. Tra l’altro sempre il 2 giugno, ma di due anni fa, il Carroccio è stato protagonista di un duro attacco al presidente Mattarella: dichiarazioni, di Claudio Borghi prima e Salvini poi, che provocare molto imbarazzo nel governo.

(Foto dal sito del Ministero della Difesa)

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