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F1, il dibattito sull’Aduo: chi può fermare la Mercedes di Kimi Antonelli? Il Gp di Barcellona è il vero banco di prova

Già nel post gara di Monaco in paddock è cominciato il chiacchiericcio sui risultati dell’Aduo e tra colleghi alla domanda “li hai visti?” tutti hanno risposto stupiti “davvero?” quando hanno scoperto che la FIA ha valutato Red Bull-Ford come miglior power unit delle prime cinque gare mondiali. Inaspettato, quantomeno, visto il dominio di Mercedes finora – ha vinto tutte le gare – e la posizione in classifica che occupa la squadra di Milton Keynes.

Non è uscita ancora una nota ufficiale perché Red Bull ha chiesto alla federazione di approfondire la valutazione. Un esito che ha sorpreso perché, se confermato, significa che la macchina di Kimi Antonelli e George Russell fa la differenza con la parte elettrica del motore e restituisce credito al telaio costruito a Brackley. Ma soprattutto ha la facoltà di sviluppare ancora una monoposto che già sembra imprendibile per gli avversari.

Ma cos’è l’Aduo? È l’acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities che consente lo sviluppo addizionale della componente motore in finestre aggiuntive per la stagione in corso e successiva in base alla percentuale di differenza di prestazione rilevata all’interno della finestra di valutazione di riferimento. La prima è stata chiusa in Canada, poi Ungheria, Olanda e Messico.

Al momento lo scostamento di Mercedes da Red Bull, ricordiamolo benchmark secondo le federazione, è del 2%, dunque la possibilità di uno sviluppo aggiuntivo quest’anno e l’anno prossimo. La Ferrari è nella finestra del 4%, quindi avrà due possibili sviluppi da sfruttare per ogni stagione. Ora si aspetterà ancora per vedere l’esito del ricorso e la Fia aggiornerà, tema del giovedì nel paddock di Barcellona.

Circuito di Catalogna che è da sempre il vero banco di prova della stagione. Un circuito completo e di riferimento per capire i veri livelli della macchina portata in pista. Al Montmelò in tanti portano aggiornamenti, Ferrari soprattutto, ma nelle parole della vigilia i piloti hanno pinzato il freno: Mercedes sarà ancora fortissima.

A proposito di freni, Charles Leclerc dopo l’incidente di Monaco ha scelto di cambiare l’impianto andando nella stessa direzione di Lewis Hamilton. L’inglese, ora secondo nel mondiale (non accadeva dalla notte di Abu Dhabi in cui ha perso il titolo contro Verstappen nel 2021), si sta ritrovando e predica cautela: “Gli aggiornamenti non si portano in una settimana, noi continuiamo a spingere”. Voglia di rivalsa per i delusi di Montecarlo. Su tutti Russell: “Non mi sta andando dritto in weekend, ma non durerà per sempre”.

Anche Max Verstappen ha parlato della sua situazione: “Noi miglior motore? Fa piacere per chi ci ha lavorato, ma aspettiamo le verifiche”. Tanti temi per un weekend rovente – temperature altissime, altro banco di prova – che inizia ancora una volta nel segno di Kimi Antonelli a caccia di altri record.

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Ferrari, scoppia pure il caso freni: lo sfogo di Leclerc, la replica di Brembo e la soluzione segreta di Hamilton

Il weekend di casa non è decisamente andato come sognava Charles Leclerc. Tra le strade di Monaco la Ferrari aveva forse la prima vera, chiara, opportunità di tornare alla vittoria in questa prima parte di stagione. Ma in questo momento nessuno può nulla contro Kimi Antonelli, in uno stato di onnipotenza in Formula 1, in modalità “Giro degli dei” come diceva il suo idolo Ayrton Senna. Leclerc era riuscito ad arrivare in posizione podio e pronto a sfruttare la penalità del compagno Lewis Hamilton per prendersi anche il secondo posto ma poi tra la safety car e il giro di pit stop è cominciato l’incubo. Leclerc è stato letteralmente frenato dalla sua Ferrari, o meglio dalle sue componenti.

Perché sull’incidente all’Antony Noghes il monegasco non vuole prendersi la colpa e ha rilanciato: “Io non mi nascondo mai, ma mi hanno abbandonato i freni”. Il ferrarista già in Canada aveva storto il naso e nel weekend monegasco durante e dopo ogni sessione si è sempre lamentato ogni volta di più di come l’impianto non rispondesse come voleva. E ieri nelle interviste post gara ha indicato chiaramente il suo problema.

Da oltre cinquant’anni Brembo, azienda produttrice, lavora con Ferrari e domenica sera ha replicato al pilota con un comunicato: “Esprimiamo grande stupore per le parole di Charles Leclerc e non capiamo come possa dire queste cose prima delle analisi con i dati definitivi (al momento dell’intervista, ndr)”. Questione di feeling, quello che non ha avuto per il weekend di casa sua e, alla fine, Leclerc ha sbottato. Lo stesso feeling che non aveva Hamilton lo scorso anno con l’impianto frenante della Rossa e in più occasioni, specie nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, se ne era lamentato. Ma l’inglese, per bocca di Leclerc, ha trovato una soluzione.

Hamilton dal GP del Giappone in poi avrebbe sperimentato un’altra soluzione, come è cominciato a circolare domenica sera nel paddock post gara. Sempre Brembo per le pinze, ma dischi freno dell’azienda Carbon Industries. Probabilmente si riferiva a quello Leclerc quando ha detto: “Sappiamo che abbiamo un’altra soluzione, ma per questo weekend ho preferito non testarla”. Ora, qualche giorno, e si scoprirà se la proverà per l’imminente Gran Premio di Catalogna domenica prossima a Barcellona.

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