Anime, videogiochi e droni: il manifesto (efficace e spiazzante) della narrazione di Trump
Mission accomplished, missione compiuta, è il brevissimo testo che accompagna l’ultimo video pubblicato questa mattina dagli account social della Casa Bianca.
MISSION ACCOMPLISHED.
— The White House (@WhiteHouse) June 13, 2026
pic.twitter.com/2drxQlsnRn
Una clip della durata di 44 secondi netti che condensa in modo perfetto il senso profondo della narrazione trumpiana. Un video che diventa un caso di studio per comprendere quanto un contenuto social all’apparenza senza alcuna notiziabilità specifica può essere estremamente efficace, anzi è un contenuto esemplare nel mostrare come riuscire a catturare il massimo dell’attenzione digitale dei follower con il minimo sforzo.
Molto probabilmente, giusto per dare qualche linea di contesto considerato come detto la stringatezza del testo che lo accompagna, il video è un riferimento a quanto postato poco dopo su Thruth proprio da Donald Trump: “su mio ordine – scrive il presidente americano - , il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha sferrato un attacco cinetico rapido e letale per giustiziare con successo Niño Guerrero (alias di Héctor Guerrero Flores NdR) il famigerato leader di Tren De Aragua, una delle organizzazioni terroristiche più sanguinarie del pianeta”, ma con la sua base operativa principale in Venezuela. Il post di Trump mostra anche delle immagini, riprese dal satellite, dove si vede un fabbricato, probabilmente dove si trova proprio Guerrero Flores, disintegrato dal drone. La scelta di utilizzare l’espressione “missione compiuta” ha una sua precisa ragione storica e un peso non marginale nel discorso politico e militare americano, proprio per un precedente che è rimasto vivo nell’immaginario collettivo americano. Infatti, fu utilizzata nel 2003 dall’allora presidente George W. Bush nel maggio del 2003, in un celebre discorso tenuto a bordo della USS Abraham Lincoln, per annunciare la fine delle principali operazioni di combattimento in Iraq. Al di là di questo precedente, peraltro molto
controverso dato che il conflitto dato per concluso continuò per anni, il video di questa mattina merita però un opportuno approfondimento perché è un piccolo capolavoro di comunicazione e di post-produzione, in un risultato che con successo mescola sapientemente tecniche cinematografiche classiche con altre che invece strizzano l’occhio alle dinamiche algoritmiche. C’è un montaggio veloce, supportato con grande energia da Tank una delle tracce più ascoltate di Cowboy Bepop della band giapponese Seatbelts, che poi è stata utilizzata nell’omonima serie anime, una sovrapposizione mai banale di frame video in cui a Trump si sostituiscono clip virali di TikTok, frammenti delle serie anime e manga più celebri da Vegeta, il Principe dei Saiyan, personaggio della serie anime Dragon Ball Z, a Yami Yugi, noto anche come il Faraone Atem, dal popolare franchise manga Yu-Gi-Oh!, ma c’è anche una scena di The Brave Fighter of Sun Fighbird e un mezzo secondo con All Might, dalla serie anime e manga My Hero Academia. Mentre, nella parte finale del video, c’è una fan art, peraltro già presente in altri post passati di Trump, allo stile grafico distintivo di uno dei videogame più famosi al mondo, Grand Theft Auto, la serie GTA ha oltre 460 milioni di download all’attivo, in cui si vedono Trump, Jil vice-presidente JD Vance, il segretario alla guerra Pete Hegseth, quello alla salute, Robert Kennedy jr. e Marco Rubio, segretario di stato. Mission Accomplished ha dilatato, senza tanto clamore ma con molta efficace, i confini della comunicazione istituzionale che vedremo nei prossimi anni.