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Представлен концепт гоночного гиперкара Genesis Magma GT3 от Hyundai Motorsport

Суббренд Hyundai — Genesis — представил концепт Magma GT3, демонстрирующий развитие спортивного направления компании. Проект выполнен в сотрудничестве с подразделением Hyundai Motorsport, сообщает ixbt.com.

Hyundai Genesis Magma GT3
Изображение: Genesis

В отличие от многих гоночных моделей, Magma GT3 не базируется на серийном автомобиле. Он изначально разрабатывался с нуля по требованиям категории GT3, получив оригинальную архитектуру.

Hyundai Genesis Magma GT3 экстерьер
Изображение: Genesis

Концепт получил расширенную колею, крупный передний сплиттер, увеличенные воздухозаборники, аэродинамические вставки на дверях, большое заднее антикрыло и выраженный диффузор. В Genesis отмечают, что все эти элементы улучшают прижимную силу, способствуют лучшему охлаждению и оптимизируют тепловые режимы во время гонок.

Hyundai Genesis Magma GT3 сзади
Изображение: Genesis

В концепте сохранена фирменная световая сигнатура с двойными горизонтальными линиями. Для гоночных условий добавлены четыре дополнительных фары.

В Genesis подчеркнули, что Magma GT3 на данный момент остаётся исследовательским проектом. Компания не объявляла о планах серийного производства или участии в соревнованиях. Этот концепт показывает, как технологии гоночных автомобилей могут повлиять на будущее спортивных моделей бренда.

Переход на сайт «7 Новостей»В мире автоспорта интересные события происходят не только в гонках, но и в культуре, как, например, когда Андрей Кончаловский получил государственную премию за вклад в культуру.

Интерьер Hyundai Genesis Magma GT
Изображение: Genesis

Кроме того, был представлен интерьер концепта Magma GT, показанного в конце 2025 года. В салоне предусмотрены два места с ярко выраженным разделением водителя и пассажира за счёт высокого центрального тоннеля, что характерно для гран-туризмо.

Представлен концепт гоночного гиперкара Genesis Magma GT3 от Hyundai Motorsport • Опубликовано на FiNE NEWS

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1000 Miglia 2026: Vesco-Salvinelli guidano la seconda tappa

La seconda tappa della Freccia Rossa attraversa l’Appennino fino a Montecatini: analisi economica, sfide tecnologiche e classifiche della corsa.

 La seconda giornata della 1000 Miglia 2026 ha unito Veneto, Emilia-Romagna e Toscana in un continuo alternarsi di pianure, colline e passi di montagna. Il convoglio è partito all’alba da Prato della Valle a Padova sotto un cielo inizialmente coperto, che ha regalato frescura agli equipaggi prima di lasciare spazio a un sole splendente lungo la risalita dei Colli Euganei. 

Con il ritorno del sole, le oltre 400 vetture della Freccia Rossa hanno attraversato di Montegrotto Terme, il Castello di Valbona e il centro di Este, accolte dallo straordinario calore del pubblico che ha invaso piazze, borghi e strade di campagna. I passaggi da Ferrara e Bondeno hanno fatto da preludio al bagno di folla nel centro di Modena: in Piazza Roma, l’abbraccio del pubblico ha accolto il convoglio davanti al Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare, che ha aperto le porte agli equipaggi per il pranzo in gara. 

“È davvero emozionante. Oggi è il secondo giorno e le tappe sono molto lunghe; soprattutto il grande caldo si fa sentire ed è faticoso – racconta il campione di motociclismo Loris Capirossi, in gara su una Lancia Aprilia del 1949 – Queste macchine sono impegnative da guidare, ma i posti che attraversiamo sono bellissimi. È un’esperienza fantastica: vedi un sacco di auto incredibili e io, da grande appassionato di motori, credo che questo sia in assoluto il posto migliore per ammirare dei pezzi unici”. 

Nel pomeriggio le vetture si sono dirette verso l’Appennino. Lasciata la pianura attraverso Reggio Emilia, Formigine e Castelvetro, hanno affrontato i tornanti della Statale 12. Superato l’incantevole borgo di Fiumalbo, il convoglio ha raggiunto il Controllo Orario del Passo dell’Abetone, a quota 1388 metri. Qui gli equipaggi sono stati ammaliati dalle curve, rese ancor più godibili dalla brezza frizzante. 

Dopo il valico appenninico, il convoglio si tufferà nella discesa toscana, affrontando nuove serie di Prove di Media e Prove Cronometrate. L’atto conclusivo di questa tappa da oltre 430 chilometri si consumerà a Montecatini Terme, nello splendore liberty delle Terme Tettuccio. 

Dal punto di vista sportivo, la battaglia al vertice si fa sempre più avvincente. Alla PC042 l’equipaggio formato da Andrea Vesco e Fabio Salvinelli è in prima posizione, ma Juan e Margarita Tonconogy tallonano a una manciata di punti di distanza. Si confermano terzi Lorenzo e Mario Turelli. Primi del Ferrari Tribute sono Vittorino Battaglia e Giordano Mozzi, mentre in Gran Turismo Experience Shimitzu Ryotaro e Jari-matti Johannes Latvala. 

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1000 Miglia 2026: Tonconogy guida su Alfa Romeo 6C del 1931

La 44ª 1000 Miglia è partita da Brescia con oltre 430 equipaggi. Prima storica in Val Trompia, Lago di Garda e arrivo a Prato della Valle a Padova.

Il tratto inaugurale della prima tappa ha riservato una novità assoluta: per la prima volta nella sua storia, la Freccia Rossa ha attraversato la Val Trompia e la Val Gobbia, due vallate bresciane che finora non avevano mai ospitato il convoglio. L’accoglienza delle comunità locali è stata, come sempre accade quando la 1000 Miglia porta la propria carovana in territori nuovi, entusiastica  strade bordate di pubblico, bandiere, famiglie con bambini sulle spalle per vedere passare vetture che per la maggior parte di loro esistono solo nei libri di storia dell’automobile.

Il Controllo Timbro a Gardone Val Trompia, presso la sede della Beretta  l’azienda armiera fondata nel 1526 che nel 2026 celebra i propri 500 anni  è stato uno dei passaggi più significativi della giornata sotto il profilo simbolico. Due storie di eccellenza manifatturiera italiana, entrambe con radici profonde nel territorio bresciano, si sono incrociate in un momento che difficilmente avrebbe potuto essere pianificato con maggiore coerenza narrativa. La Beretta costruisce precisione da cinque secoli; le auto in gara sono il frutto della precisione meccanica di un’altra epoca. Il parallelismo è immediato.

Lumezzane, il pranzo di gara nello Stadio Tullio Saleri  trasformato per l’occasione in una sala a cielo aperto avvolta nel tricolore  ha offerto agli equipaggi e al pubblico presente uno di quei momenti di convivialità che fanno della 1000 Miglia un evento unico nel calendario motoristico mondiale. Non ci sono molte gare al mondo dove i concorrenti si siedono a tavola con la comunità che li ospita a metà percorso.

Il Lago di Garda: Salò, Sirmione e il rito del lungolago

Nel primo pomeriggio, superato il Passo del Cavallo e scesi in Val Sabbia, la prima Prova di Media di gara  poco più di 5 chilometri ad Odolo  ha acceso la competizione sul piano cronometrico. Le Prove di Media sono l’essenza tecnica della rievocazione moderna: non si tratta di andare il più veloce possibile, ma di percorrere un tratto a una velocità media esatta, misurata al centesimo di secondo. È una sfida di precisione e sensibilità di guida che richiede anni di esperienza e una calibrazione minuziosa dell’andatura troppo veloci si perde il tempo, troppo lenti anche.

L’arrivo sul Lago di Garda ha trasformato la gara in uno spettacolo. Salò è da anni uno dei momenti più iconici della prima giornata: il Lungolago che abbraccia le vetture tra due ali di folla è uno di quegli scenari che la fotografia non riesce mai a restituire completamente  bisogna esserci, sentire il rumore dei motori che rimbalza sulle facciate dei palazzi liberty, percepire la folla che si stringe per vedere da vicino una Bugatti o un’Alfa Romeo del 1930 sfilare a pochi centimetri.

La Valtenesi ha offerto un percorso lacustre di rara bellezza, con i passaggi da Cisano a San Felice del Benaco  sede del Controllo Timbro fino al Porto Torchio di Manerba, letteralmente sull’acqua. Desenzano del Garda e, in chiusura di pomeriggio bresciano, Sirmione con il Castello scaligero sullo sfondo del Controllo Timbro hanno completato una sequenza di cartoline che ogni anno convincono migliaia di persone a spostarsi lungo il percorso solo per assistere al passaggio della carovana.

La prima classifica: Tonconogy su Alfa Romeo 6C guida il gruppo

I rilevamenti cronometrici a valle della PC016 di Colombare hanno consegnato una classifica provvisoria che mette in testa l’equipaggio argentino composto da Juan e Margarita Tonconogy su Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider del 1931  una delle vetture più iconiche della storia del marchio milanese, con la carrozzeria spider che ha definito l’estetica delle sportive italiane degli anni Trenta. Inseguono i freschi vincitori del GaburriAndrea Vesco e Fabio Salvinelli  nome storico della 1000 Miglia moderna, con anni di esperienza sul percorso  e Lorenzo e Mario Turelli.

Nella categoria Ferrari Tribute guidano Fabio Vergamini e Anna Maria Fabrizi, mentre in Gran Turismo Experience sono in testa Kengo Takehara e Kazuya Tokuda  la presenza di equipaggi giapponesi nella lista dei leader è un segnale della dimensione internazionale che la 1000 Miglia ha acquisito nel corso degli anni, con partecipanti che arrivano regolarmente da Giappone, Stati Uniti, Australia e Sud America oltre che da tutta Europa.

La classifica a questo punto della gara è orientativa: i veri equilibri emergono nella seconda e terza giornata, quando le Prove di Media più impegnative e i Controlli Orario più tecnici selezionano gli equipaggi con la migliore preparazione e la maggiore regolarità di esecuzione.

Verso il Veneto: Vicenza e Padova chiudono la prima giornata

Con il convoglio che lascia il territorio bresciano, la rotta punta verso est. Peschiera del Garda accoglie il transito sotto Porta Verona e con la vista sul Bastione San Marco uno degli accessi alla città fortificata più fotografati del Veneto  prima del percorso verso l’entroterra veronese e Soave per un Controllo Timbro tra le mura del castello medievale.

Vicenza segna uno dei momenti più attesi della serata: le vetture sfileranno nel cuore del centro storico palladiano fino a Piazza dei Signori per il Controllo Orario, incorniciate tra la Basilica Palladiana e la Torre Bissara. È il tipo di scenografia che solo l’Italia può offrire  un’auto del 1931 che percorre una piazza progettata nel Cinquecento, sotto la luce artificiale della sera, con migliaia di persone a bordopista. È la ragione per cui la 1000 Miglia esiste ancora, a 44 edizioni di distanza dal suo primo capitolo di rievocazione.

Prima del traguardo di tappa, la corsa attraversa il territorio padovano con una fitta serie di Controlli Timbro tra CittadellaPiombino DeseBorgoricco e Campodarsego  borghi del Veneto centrale che per qualche ora diventano palcoscenico di una storia automobilistica che normalmente vive nei musei. L’atto conclusivo della prima giornata oltre 300 chilometri percorsi dalla partenza  andrà in scena a Padova, dove le vetture confluiranno nella spettacolare cornice di Prato della Valle: una delle piazze più grandi d’Europa, circondata da un canale e dalle statue dei personaggi illustri della città, che per una sera si trasforma nel parcheggio più scenografico del mondo.

Perché la 1000 Miglia conta ancora per il settore automotive

In un momento in cui l’industria automobilistica è impegnata nella transizione elettrica, nel dibattito sui motori termici e nella ridefinizione di cosa significhi il piacere di guida nell’era della mobilità connessa e automatizzata, la 1000 Miglia porta sul campo un argomento difficile da replicare digitalmente: il suono di un motore del 1930 che percorre una strada medievale, il controllo di un’auto senza assistenza elettronica tra le mani di chi sa guidare davvero, la materialità di macchine costruite con tecnologie che oggi esistono solo nei laboratori di restauro.

Non è nostalgia fine a sé stessa. È la dimostrazione che l’automobile, nella sua forma più pura, ha prodotto oggetti culturali di valore durevole  e che esiste un mercato globale disposto a pagare, viaggiare e svegliarsi all’alba per vederli passare. Per i costruttori che partecipano con i propri modelli storici  FerrariAlfa RomeoMaseratiPorscheMercedes-Benz  la 1000 Miglia è anche un investimento nell’identità del brand: la storia vissuta su strada vale più di qualsiasi campagna di heritage marketing.

Domani, il convoglio riprende il cammino verso sud.

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