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“Io e Silvio Berlusconi ci siamo amati in modo travolgente. Mi regalò cento rose ma non amava i fiori recisi, allora mi comprò un roseto. Io lo spiavo, una sera lo trovai a cena con alcune donne…”: parla Francesca Pascale

“Quante gliene ho fatte passare. Lo spiavo, controllavo le lettere, i telefoni. Lui rideva, a tratti era lusingato dalla mia gelosia. Capitai una sera a casa sua senza avvisare e lo trovai a cena con alcune donne. Le cacciai tutte”: Francesca Pascale racconta il suo rapporto con Silvio Berlusconi e lo fa ospite di Storie al bivio Sera, nella puntata in onda martedì 9 giugno su RaiDue, ore 21:3o.

Quello con lo scomparso leader di Forza Italia, per Pascale è stato un amore impetuoso: “Io e il Presidente ci siamo amati in modo travolgente. Lui era molto passionale e io dimezzerei gli anni che mi restano da vivere per passare anche solo un giorno con Silvio. Mi ha coperto di doni e d’amore. Amo le moto e la mia prima Harley Davidson me la fece trovare sotto un albero di Natale. Mi disse: ‘non ho mai voluto comprare la moto ai miei figli per paura. A te l’ho donata, ma non ti do le chiavi’. Un’altra volta mi ha regalato 100 rose ma poi, siccome non amava i fiori recisi, la volta dopo mi comprò un roseto. L’ho amato con tutto il cuore, mi ha insegnato la vita e la politica”.

E quanto al matrimonio finito con Paola Turci, Pascale spiega: “Non sono mai stata propensa al matrimonio, le mie nozze (con Turci ndr) hanno stupito anche me. Sono state dettate più dal dolore per la morte di Silvio che dalla logica. Qui non si tratta di capire di chi è la colpa, nessuno ne ha. Ho vissuto in un vortice dopo la perdita di Silvio e la sofferenza ha dettato alcune scelte”.

Sul futuro in politica, lei che ora si occupa di investimenti immobiliari, è cauta: “Candidarmi io? Me lo ha chiesto il centro destra e anche Matteo Renzi, ma ho detto e dirò sempre ‘no’. Preferisco battermi con le mie associazioni per i diritti civili. Non bastano i finanziamenti al Gay Pride, il tema va affrontato da tutti i partiti perché riguarda la libertà di ognuno”. Poi una dichiarazione su Marina Berlusconi: “Le voglio molto bene. Faccio in modo di sentirla vicino quando posso. Mi piacerebbe che scendesse in campo, ma so bene che il papà non voleva e sono già contenta che lei e Piersilvio si interessino al partito”.

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“Mi dispiace che qualcuno pensi che io sia voluta stare sui giornali. Sono discreta, i miei hanno saputo della separazione da Francesca Pascale dai giornali”: parla Paola Turci

“Sono stata ai box. In pausa, in silenzio, ad ascoltare, guardare, a vivere. Ma artisticamente facevo fatica, qualcosa si era bloccato. Poi sono tornata a casa, a Roma, ed è cambiato tutto“: così Paola Turci spiega a Repubblica com’è nata Vita Mia, la canzone che anticipa il suo album in uscita il prossimo 2 ottobre, Amore a dismisura.

Torna a parlare della separazione da Francesca Pascale, Turci, e di come abbia vissuto quei momenti: “Mi dispiace ogni volta che leggo, non per le critiche o gli insulti. Non mi interessano. Ognuno può essere cafone e maleducato a modo suo. Mi ferisce, non avendo diritto di replica, che qualcuno pensi che io sia voluta stare sui giornali. È tutto sbagliato perché non era il mio scopo. Non ho tenuto conto della popolarità, pensi che idiota. Ho imparato a scambiare e ricevere l’affetto con chi mi seguiva”.

Si definisce “discreta”, Turci, e racconta di come a casa sua siano “venuti a scoprire della fine della storia con Francesca Pascale dai giornali“. Va poi agli inizi, quando i genitori le dicevano che “la musica non è un lavoro”: “Essere cantante non era visto come un mestiere, ma come un privilegio; quindi, ok, puoi cantare come puoi giocare a calcio. Però poi trovati un lavoro, un posto fisso da dipendente statale. I miei fratelli si sono laureati”.

Eppure la musica è la sua vita, con brani giustamente citati nell’intervista che sono Bambini, anno 1989, ma anche Fatti bella per te, anno 2017 che porta a qualche considerazione sulle donne: “Il problema è culturale, nasce dalle etichette che ci danno, sempre giudicate per il corpo. Se ne parla da tempo senza arrivare mai al dunque. Conta l’amore per se stessi, l’accettazione di come siamo, a prescindere dai modelli”.

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