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“La tua forza è questa: renderci partecipi di un sogno, dimostrandoci che si possono realizzare”. Perché Ultimo è diventato un fenomeno di massa? C’entrano Renato Zero e Vasco Rossi

“Quando ascoltavo la gente parlare mentre dava lezioni / non ho saputo imparare ed ora disegno le delusioni, le conclusioni / […] Ero un bambino diverso […] / Sempre collocato nel gruppo dei perdenti”. Sono le parole di Ultimo in una delle sue canzoni più amate e considerata ormai un vero e proprio manifesto per il suo popolo: “Sogni appesi”. E non è un caso.

Proprio in quelle parole si nasconde il segreto del successo di quello che non è un fenomeno musicale, ma un vero e proprio fenomeno di massa. Ma come nasce questa ondata di donne e uomini che culminerà nel concerro evento del “Raduno degli ultimi” che si terrà il 4 luglio a Tor Vergata a Roma? Lo spiega il volume “Il popolo di Ultimo” (Gallucci editore) di Mattia Marzi, dal 12 giugno in libreria.

“La tua forza è questa: renderci partecipi di un sogno, dimostrandoci che si possono realizzare. Anche quando parti da Ultimo” e “Sono una grandissima fan di Vasco da sempre ma ora Nic ci ha rubato l’anima: tu porterai avanti la storia e la favola di tutti noi”. Sono sono alcuni dei commenti dei fan del cantautore che si cullano sulle note di “Colpa delle favole”, Piccola stella”, “Rondini al guinzaglio” e “Il ballo delle incertezze”. Ma c’è di più oltre alle canzoni.

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“Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”: Ariana Grande furibonda con la Casa Bianca e Donald Trump

Ariana Grande non ci sta ed è furibonda. La popstar e attrice ha chiesto alla Casa Bianca di non utilizzare la sua musica. L’amministrazione Trump ha usato la musica dell’artista in un video diffuso sui social media per promuovere le sue politiche sull’immigrazione. Il reel di TikTok, pubblicato lunedì 8 giugno, mostra agenti di frontiera che ammanettano persone, con in sottofondo la hit del 2024 “Bye”. La didascalia recita: “Bye-bye… Il presidente Trump ha creato il confine più sicuro della storia”.

La popstar ha commentato il post: “Per favore, non usate la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”. La portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha risposto subito: “Ciò che è veramente barbaro, disumano e atroce sono gli stranieri illegali criminali che hanno ferito e ucciso innocenti cittadini americani”.

La Casa Bianca ha diffuso un video in seguito alla firma di Donald Trump di una legge che stanzia oltre 70 miliardi di dollari (circa 52 miliardi di sterline) a favore delle agenzie per l’immigrazione, fondi destinati a coprire i restanti due anni e mezzo del suo mandato presidenziale. Il filmato mostra agenti delle forze dell’ordine mentre procedono all’arresto di alcune persone, le conducono a bordo di veicoli e le trasferiscono presso strutture di detenzione.

Dopo la risposta di Grande al post, il video è stato silenziato e il suo commento rimosso.

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Irama a San Siro festeggia 10 anni di carriera nella cattedrale gotica con Annalisa, Giorgia, Arisa e Rkomi: “Ho imparato col tempo che ogni passo ha il suo peso”

Mentre risuona un intro al piano, sul nuovo balconcino panoramico di San Siro Irama intona le prime note di “Tu No”. E la voce diventa subito una: il pubblico canta fortissimo. Il rito che sigilla dieci anni di carriera, per Filippo Maria Fanti, questo il vero nome del cantautore, arriva quando il sole è ancora sopra il Meazza. Il primo punto di arrivo di un percorso cominciato nel 2016: un concerto, che si è tenuto l’11 giugno, nel tempio della musica. In mezzo la vittoria ad Amici 17, Sanremo Giovani, cinque partecipazioni tra i big al Festival, nove progetti tra EP, dischi e deluxe. Alla fine, l’artista di Carrara ha realizzato un desiderio che, come rifletteva poche ore fa su Instagram, “sembrava impossibile”.

“Ho la pelle d’oca, benvenuti a San Siro”, le prime parole dal palco seguite dall’ovazione di migliaia di presenti. “Sta succedendo davvero, questa è la nostra serata. Grazie per questi anni, per l’amore. Vedere questo posto pieno mi riempie il cuore di lacrime e gli occhi di gioia”. Immerso nelle coreografie dei braccialetti luminosi stile Coldplay distribuiti all’ingresso al pubblico, Irama ha inaugurato lo show con “Galassie” e “Bazooka”, mostrando subito sia l’anima intima che quella più scatenata della sua discografia. Elegante in camicia bianca, si è spesso fermato a guardarsi intorno, quasi incredulo. Perché anche se i tempi sono cambiati, San Siro significa avere costruito con il pubblico un rapporto di fiducia che va oltre la meteora discografica o il singolo di lancio dell’album.

Il Meazza ha risposto con voce unanime sui quasi 30 brani in scaletta. Ha urlato con le sanremesi “La ragazza con il cuore di latta” e “Lentamente”, si è scatenato su “Mediterranea”, “Arrogante” e “Nera” e ha ricantato forte su “Dedicato a te”, “Ali” e “Un giorno in più”. Anche dentro uno spazio poco intimo e più dispersivo per definizione, Irama non ha rinunciato al set acustico e latineggiante di “Yo Quiero Amarte” ed “È la luna”, con la pausa di un brindisi. Decibel alle stelle per il duetto di “Tu No” insieme ad Annalisa (“Vi faccio un regalo, chiudete gli occhi e fidatevi di me”), tra i momenti più emozionanti del live, con San Siro illuminato di bianco e le voci che si sono parlate e intrecciate alla perfezione.

La stessa sensazione, con ovazioni ripetute e i timbri ben connessi si è avuta su “Senz’anima” con Arisa e “Buio” con Giorgia. “Luna piena” con Rkomi è stata un abbraccio fraterno, il quadro di un’amicizia suggellata dal joint album “No stress” nel 2023. “Sono felicissimo per te, mi ricordo quando scherzavamo su un sogno così lontano”, le parole del rapper milanese. Su “Un respiro”, Irama ha chiamato sul palco una ragazza scelta casualmente dal parterre: “Voglio cantare una canzone a cui tengo molto con voi, perché questo stadio è nostro ed è giusto così”.

Durante una serata che, per adesso, resta unica nella carriera dell’artista, la produzione è stata tra le più ambiziose dei suoi tour. Buona gestione del suono, effetti speciali, pochi visual sugli schermi a differenza della scorsa tournée nei palazzetti, ma un gigante rosone al centro della scena e le grafiche come incise all’interno. Una lunga passerella con una pedana circolare e ledwall incorporati, invece, la porta d’ingresso nella cattedrale gotica del palco, sovrastato dai disegni di due serpenti, simboli di Irama da sempre. Ad accompagnarlo, cinque musicisti e cinque coristi guidati dal direttore musicale Giulio Nenna.

“È stato un anno particolare, mi è dispiaciuto non poter fare il tour estivo – ha spiegato l’artista tra un brano e l’altro mentre si scivolava verso la fine dello show –. A X Factor mi sto divertendo come un matto, è difficile dire sì o no. Quando vedo ragazzi che hanno dedicato la loro vita ad essere lì, è delicato. Ho imparato con il tempo che ogni passo ha un peso diverso, specifico. E rimboccandosi le maniche e lavorando sodo si costruisce tutto quanto”.

Finale affidato a “Ovunque sarai”, ormai diventata un inno e “La genesi del tuo colore”, con una pioggia di coriandoli riversata sul pubblico. Adesso, però, Irama non si ferma. A dicembre 2026 è in programma il tour invernale nei palazzetti, che partirà da Mantova giorno 6 per concludersi a Napoli il 23.

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Francesca Michielin: “Che tempi di me**a di finto ordine, ma di vera guerra. La libertà di Emma e la mia danno fastidio. Mi sposo con Davide, che è empatico e vede il buono in ogni cosa”

Nuovo management (dopo dieci anni con Marta Donà), nuova visione artistica e il coronamento del suo rapporto con il compagno Davide Spigarolo con un matrimonio. In tutto questo c’è il nuovo album dal titolo “Magia Bianca”, in uscita il 12 giugno. Insomma Francesca Michielin sorprende ancora una volta e lo fa trattando temi e figure lontane nel tempo come il Medioevo, la magia bianca e nera, le streghe, per analizzare, criticare anche duramente, la società di oggi. Un lavoro che dal punto di vista produttivo e musicale si attesta come tra i migliori realizzati dalla cantautrice e musicista. I riferimenti sono: dungeon synth, suggestioni fantasy, pop contemporaneo, R&B, Anni 90, casse Anni 80, videogiochi fantasy, Kate Bush, Peter Gabriel, Mike Oldfield e Jethro Tull.

L’album è stato anticipato dai singoli “Una donna non può”, accompagnato dal videoclip diretto da The Rings con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno, e “Strega Comanda”, uscito il 5 giugno insieme al videoclip ufficiale girato durante il Mi Ami Festival. Proprio al festival, Francesca Michielin è apparsa sul palco sotto lo pseudonimo di Costanza D’Este, presentando in anteprima il nuovo progetto attraverso un immaginario sonoro e visivo completamente inedito.

Francesca Michielin tornerà live per l’estate 2026 con Strega comanda Summer Tour. I live estivi, che vedranno in azione due formazioni (trio acustico e full band), anticipano gli appuntamenti nei teatri italiani in programma il prossimo autunno.

“Questo disco è un omaggio alle mie terre (è nata a Bassano del Grappa, ndr). Tutto è iniziato da un viaggio di ricerca sugli elementi magici, folclorici, esoterici che poi mi hanno portato a decidere di scrivere un concept album sulle streghe. Elisa nel 2019 mi ha detto una cosa, che ho realizzata a disco fatto finito e masterizzato. Lei mi disse: ‘Dobbiamo decidere se fare musica con la magia bianca o con quella nera. Se seguire una logica commerciale o vivere questo lavoro come missione’. E questo per me racchiude l’essenza di questo progetto. Chiaro che io avrei potuto fare scelte molto più convenienti, molto più comode, molto più sensate per molti. Però con questo disco volevo prendermi tante libertà sia per il sottotesto politico, ma anche la libertà sonora di giocare”.

Nel brano che apre il disco “1484” non le mandi a dire: che mondo noioso, che tempi di merda di finto ordine ma di vera guerra. Come mai parti subito diretta?
Mi riferisco a un momento storico specifico che è il tardo Medioevo che è proprio l’inizio di quella che è veramente l’epoca oscura. È l’anno della bolla papale che diede avvio alla caccia alle streghe. Quindi di roghi, di caccia, di inquisizioni facendo un parallelismo, chiaramente con la società italiana di oggi.

Come trovi l’Italia?
La nostra è una società che riflette un mondo noioso, perché io, su tante cose, lo trovo estremamente noioso e ripetitivo, dove nessuno ha più voglia di rischiare e lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Ma è tutto molto rassicurante perché quando c’è inquietudine, in qualche modo, sentiamo tutti che dobbiamo rassicurare e non stridere. E poi c’è la guerra lì fuori, però sembra tutto molto composto, molto rigoroso, anche se c’è il caos totale, in realtà.

Dici anche che viviamo nella mediocrità perché?
Perché viviamo in una società mediocre che vuole ancora una donna sempre perfetta, composta, pulita tutta, senza una virgola fuori posto, magra, anche lì c’è un un tema che si apre.

Quale?
Perché io non posso essere un po’ sbagliata?

Che risposta ti sei data?
Perché devo essere per forza dotta e sapiente, non sbagliare nulla È impossibile perché poi c’è una mediocrità spesso maschile che viene manifestata serenamente e non so come dire, anzi, è diventata quasi un un valore. Essere basic è, in realtà, un valore.

Qual è il modo per superare ciò?
Dovrebbe essere un valore essere innanzitutto riconoscere che siamo tutti imperfetti, ma soprattutto i valori sono ben altri.

Emma, tu, ma anche altre tue colleghe siete costantemente criticate sui social, perché?
Emma la stimo tantissimo, proprio non gliene frega più niente di certe cose ed è estremamente libera e questa libertà purtroppo a tante persone dà fastidio.

Come mai?
Perché se tu non riesci ‘incasellare’ una persona allora, come le streghe, sei perturbante, crei uno scompiglio. Ci si chiede ‘perché questa si veste così?’ oppure ‘perché si trucca così’. Invece è bene che ci siano queste figure che, in qualche modo, vanno a creare una sorta di frizione, perché questa cosa ci aiuta tantissimo. E credo che il motivo sia perché più andiamo avanti nell’era digitale, più tutto si polarizza e quindi tutto sia assolutizza.

In “Solstizio d’estate” canti “è così bello, sembra un velo da sposa”. Alla fine ti sposerai veramente?
Eh sì. Anche se non ho mai amato parlare della mia vita privata e soprattutto non avrei mai detto del matrimonio, ma sono apparse le pubblicazioni nei nostri Comuni…

Perché hai deciso di sposarti?
Sono felice di sposare Davide, perché comunque è una persona che è vero che fa tutt’altro lavoro, fa l’osteopata, il preparatore atletico. Però lui arriva dal mondo dell’atletica, è stato un atleta e forma atleti, quindi sa che cos’è sacrificio. Sa soprattutto che cosa significhi cadere, farsi male, infortunarsi, vivere anche un rapporto con il proprio corpo che è costantemente di dialogo. Sa che cos’è essere affaticati, perché devi fare un tour, non puoi tornare mai a casa e soprattutto è una persona che ha una grandissima empatia e sa sempre trovare il buono in ogni cosa. Sono molto felice poi, in realtà, non c’è mai un motivo secondo me, perché se ti metti a fare la lista dei pro e contro vuol dire che non è quello giusto ed è meglio essere semplicemente sicuri.

Cosa è cambiato dopo la chiusura dei rapporti con il vecchio management La Tarma. Quanto ha influito nel nuovo processo di creazione?
Io ho lavorato 10 anni con uno dei team manageriali più capaci e importanti in Italia. Avevo 16 anni quando ci siamo incontrate io e Marta (Donà, ndr). Quindi ho assimilato tanto di quel modo di lavorare e vedere le cose. Però Marta mi ha sempre riconosciuto che comunque ho sempre avuto tante idee… Ho una visione, un certo modo di vivere la musica. Sono una stacanovista, cioè non faccio solo ‘l’artista’ ma penso alle grafiche, mi scrivo i videoclip. Cioè sono molto dentro le cose che faccio, quindi semplicemente ad un certo punto, volevo provare a fare questa cosa, sempre con gratitudine nei suoi confronti, volevo provare a prendere proprio le redini della mia visione artistica. Poi io penso che, in generale, gli artisti debbano sempre sentirsi appunto liberi di poter esprimere la propria visione artistica. Io faccio questo lavoro da metà della mia vita, sono 15 anni. Ho imparato un sacco di cose e avevo forse anche il bisogno di sbattere il muso per terra.

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“Non posso respirare”: Miguel Bosé si inginocchia sui social per la morte del 18enne Henry Nowak – IL VIDEO

Miguel Bosé si è inginocchiato con una mano sul petto, in un gesto di solidarietà che richiama il simbolo delle proteste contro la violenza razziale. In sovrimpressione compare la scritta “I can’t breathe. De rodillas por Henry Nowak“.

Il video, diffuso dall’artista attraverso i suoi canali social, rappresenta un atto di vicinanza alle manifestazioni scoppiate in seguito alla morte del diciottenne Henry Nowak, deceduto a Southampton, nel Regno Unito, dopo essere stato vittima di un episodio di violenza.

Secondo le ricostruzioni circolate sui media, il giovane avrebbe pronunciato la frase “I can’t breathe” mentre si trovava a terra, elemento che ha contribuito a rendere il caso virale sui social e al centro di un acceso dibattito pubblico. La vicenda ha generato polemiche e discussioni anche sulla gestione dell’intervento delle forze dell’ordine, alimentando interpretazioni contrapposte e una forte eco mediatica online.

Nel video diffuso da Miguel Bosé, il gesto dell’artista che si inginocchia viene interpretato come una possibile forma di commemorazione e denuncia simbolica, in sintonia con il messaggio evocato dalla frase “I can’t breathe”, divenuta nel corso degli anni un potente simbolo di protesta contro gli abusi e la violenza.

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Patrick Bruel è in stato di fermo, il cantante e attore è stato accusato di violenza sessuale “al momento da 13 presunte vittime”. La difesa: “Tutto falso e lo dimostrerò”

Il cantante e attore francese Patrick Bruel è in stato di fermo stamattina, 8 giugno, a Parigi per essere interrogato sulla denuncia di “almeno 13 presunte vittime”, come hanno dichiarato le autorità giudiziarie. Bruel, 67 anni, ha finora contestato le accuse nei suoi riguardi. Lo stato di fermo può essere prorogato fino a 48 ore. “Da diverse settimane aveva fatto sapere di essere a disposizione della giustizia – hanno affermato i suoi avvocati in un comunicato – per poter finalmente rispondere nel quadro di una procedura giudiziaria, davanti all’autorità competente. Risponderà a tutte le domande degli inquirenti, trasmetterà loro tutti gli elementi necessari a dimostrare la sua innocenza”.

L’indagine in corso riguarda le accuse mosse da tre donne che accusano Patrick Bruel di violenza sessuale e tentato stupro tra il 1997 e il 2001, ha aggiunto la procura di Nanterre (nella regione di Parigi). L’indagine riguarda anche accuse di stupro o tentato stupro, violenza sessuale e molestie sessuali mosse da altre donne in Francia e Belgio.

Il celebre cantante francese Patrick Bruel, noto al grande pubblico per successi come “Casser la voix” e “Place des grands hommes”, si trova ora al centro della grave vicenda giudiziaria. L’artista, 67 anni, è stato posto in stato di fermo nell’ambito di un’indagine che lo vede coinvolto in quattro denunce per stupro depositate in Francia, cui si aggiunge un procedimento per violenza sessuale avviato in Belgio.

I suoi legali, gli avvocati Christophe Ingrain, Céline Lasek e Fanny Colin, hanno reso noto attraverso un comunicato stampa che Bruel, il quale aveva già espresso da settimane la propria disponibilità a collaborare con le autorità, ha risposto alle domande degli inquirenti dinanzi all’autorità giudiziaria competente.

Sul fronte professionale, la pressione mediatica e giudiziaria ha indotto il cantante ad annunciare venerdì scorso la cancellazione della quasi totalità del suo tour estivo, che avrebbe dovuto prendere il via a metà giugno a Parigi per proseguire con una serie di date nei principali festival europei.

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“Se una coppia smette di fare sesso non è destinata al divorzio. Non dipende tutto da quello. Si vivono periodi. E poi cosa siamo: delle macchinette?”: parla Syria

Si intitola “La storia più bella” il nuovo singolo di Syria, che è tornata alle scene dopo quasi 10 anni, già con il brano “Speranza” feat. Inoki, pubblicato lo scorso 30 gennaio. “La storia più bella per me rappresenta la celebrazione dell’amore. – ha spiegato Syria nelle note del disco – Nella sua semplicità racchiude l’entusiasmo di quello che sono ancora oggi nei miei legami affettivi. Mi guardo indietro e mi accorgo che il senso di appartenenza alla mia vita è dettato proprio da una danza di sentimenti imprescindibili che rivolgo spesso a chi amo profondamente”.

E sempre di amore si parla, quando si tocca l’argomento dei 24 anni di matrimonio con Pier Paolo Peroni da festeggiare nel 2027: “Non siamo perfetti: come tutte le coppie abbiamo affrontato i nostri momenti, – ha detto a Vanity Fair – ma abbiamo imparato a conoscerci davvero nel tempo costruendo la nostra vita insieme in maniera quotidiana. Ci siamo sposati subito, abbiamo avuto Alice poco dopo perché volevamo rendere felice la mamma di Pier Paolo e abbiamo fatto tutto con amore e passione. Dico sempre che, se ci fossimo sposati oggi, sarebbe stato ancora più bello perché avremmo celebrato tutto quello che abbiamo vissuto. Potrebbe anche succedere di risposarci, chi lo sa”.

Se una coppia che smette di fare sesso è destinata al divorzio? “No. E poi dipende dai momenti individuali che vivono le persone. Per quanto mi riguarda non c’è solo il sesso nella vita: è giusto anche vivere a periodi. E poi cosa siamo: delle macchinette?”.

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Cristiano Malgioglio: “Amanda Lear dice che sono invadente? Mi sono messo a ridere. Potrei anche essermi sposato. Voglio vincere Sanremo, andare all’Eurovision e poi dire addio alle scene”

Cristiano Malgioglio è stato ospite di Francesca Fialdini nel salotto di “Da noi… a ruota libera”, ieri domenica 7 giugno per presentare il nuovo singolo estivo “Amore di contrabbando”. La prima certezza riguarda il suo ritorno a “Tale e Quale Show”. Malgioglio sarà ancora una volta tra i protagonisti del programma di Carlo Conti e promette di non fare sconti a nessuno. “Sarò anche quest’anno al Tale e Quale Show. Sono molto contento perché è un programma sincero e spensierato, dove posso dire e fare quello che voglio. Quest’anno sarò ancora di più una vipera”.

Ripercorrendo la sua lunga carriera, il paroliere ha rivendicato con orgoglio la propria originalità. “Penso di essere stato tra i primi ad essere truccato così. Ho aperto le porte a tanti altri personaggi. La cosa importante è non essere mai volgari e stare attenti a quello che si dice”. Un percorso che lo ha portato a lavorare con alcuni dei nomi più importanti della televisione italiana: “Carlo Conti e Maria De Filippi sono persone forti, che ti fanno sentire amato e rispettato”.

Poi il Festival di Sanremo. In passato aveva già ricevuto due inviti da Amadeus per partecipare alla gara, senza però accettare. Oggi qualcosa sembra essere cambiato: “Mi piacerebbe farlo, ci penserò. Voglio vincere, andare all’Eurovision e poi dire addio alle scene”, ha raccontato.

Su Amanda Lear, che recentemente lo ha definito “invadente”. Malgioglio ha spiegato: “Non lo sono mai stato. Con Amanda c’è un rapporto speciale, ho scritto tantissime canzoni per lei. Quando ho letto quelle dichiarazioni mi sono semplicemente messo a ridere”.

Infine qualche accenno alla sfera privata, terreno sul quale Malgioglio continua però a mantenere il massimo riserbo: “Di amore non voglio parlare, è un segreto. Potrei anche essermi sposato”.

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Noemi: ”Ho scoperto la mia femminilità con il tango e Nikita Perotti. Mio marito si è pure ingelosito! Insultare sui social? Ho paura che possa diventare ‘normale’. Tiziano Ferro è un artista meraviglioso e va rispettato”

Si intitola “Tu cosa fai questa sera”, il nuovo brano inedito di Noemi, che rappresenta un tassello in più nel suo percorso di ricerca e sperimentazione musicale dopo “Non sono io”, “Oh ma!” con Rocco Hunt e “Bianca”. Da fine maggio la cantante è impegnata con Noemi Live 2026, il tour che in giro per l’Italia che culminerà a dicembre il 14 al Teatro Arcimboldi di Milano e il 22 all’Auditorium Parco della Musica di Roma,

“Questa nuova canzone è il frutto di una collaborazione molto bella con Paolo Antonacci e Vito Salamanca – ci ha raccontato Noemi – che hanno questo spirito molto moderno ma allo stesso tempo, mi si perdoni il termine, antico. Mi ricorda un po’ gli Anni 60, la spiaggia, la solitudine, per questo mi sono agganciata a questa dinamica un po’ teatrale. È un brano molto leggero, ma molto consapevole nello stesso tempo. C’è il racconto di questa persona che vuole vivere il rapporto con quest’altra persona con la leggerezza del divertimento e della irrazionalità”.

E ancora: “Ho cercato di fare un passo in avanti verso una dimensione musicale diversa, nuova, però porto anche me stessa perché mantengo la mia natura un po’ blues, dove ho bisogno della poesia e del teatro. Avevo voglia di raccontare con questa canzone la passione di raccontare questa questa voglia di guidare il rapporto a due, attraverso la consapevolezza di quello che siamo, delle nostre volontà e anche della nostra natura. Per esempio il contatto con la sensualità e con la femminilità che poi sono riuscita anche a fare io stessa”.

E come?
Per raccontare questa canzone con un video abbiamo scelto di lavorare con il movimento. E qui la scelta è caduta sul ballerino (vincitore di Ballando con le stelle 2025, ndr) Nikita Perotti, che è bravissimo, con le coreografie di Marcello Sacchetta. È stato bello anche prendere lo spunto dal tango, io che non l’ho mai ballato.

Com’è andata?
Abbiamo cercato attraverso il movimento di raccontare proprio questa dinamica anche di guidare di farsi, guidare, di avvicinarsi e di respingersi. Mi sono preparata per 34 giorni e ho visto che i ballerini sono pazzeschi.

Perché?
Hanno un rapporto con loro corpo molto dinamico, molto vicino a se stessi. Io invece non tocco nessuno (ride, ndr)… Invece ho preso consapevolezza anche del mio movimento. Nikita mi diceva come fare le cose, ad esempio la postura, lo stare dritti, appoggiarsi all’altro. E qui ho scoperto una cosa…

Cosa?
La mia femminilità. A volte, anche nei rapporti, sono anche molto bambina faccio difficoltà a percepirmi come una donna e invece questa cosa che ho fatto mi ha mi ha fatto in qualche modo avvicinare a questa parte di me, anche se un po’ mi faceva paura. È stato bello, divertente e mio marito si è pure un po’ ingelosito (ndr). È stato uno dei video più divertenti che abbiamo fatto.

Che voto ti dai come ballerina? 

Come impegno direi otto! È stato bello perché è stato anche un viaggio dentro me stessa e la mia parte più passionale, più sensuale. Una lezione di tango la consiglio a tutti!

”Forse è meglio andare, forse voglio stare”, canti nel brano. L’amore come contraddizione?
Ci sono quei momenti in cui ti accorgi che hai un dubbio dentro di te, che poi è anche un po’ il sale della vita. Ci si divide spesso tra la tentazione di vivere una passione oppure scappare via, ma con il rimpianto. Sempre in bilico tra la paura della delusione e la paura del rimpianto. Secondo me è sempre meglio la tensione perché è sempre meglio restare e viverle le cose con la consapevolezza di poterle anche superare con più leggerezza.

Questo nuovo percorso musicale potrebbe portati a Sanremo?
Sanremo è sempre bellissimo, è sempre un grande palco. Capisco le persone che hanno paura di quel palco, anche quelli che per anni lo hanno allontanato, ma poi hanno partecipato. Perché è un palco importante, pieno di energie, dove una canzone viene anche raccontata per immagini. Sarei felice di poter portare il mio nuovo progetto. Poi c’è questo direttore artistico, Stefano De Martino, super determinato e mi piace perché moderno e contemporaneo, come tutti i napoletani!

Cosa accadrà per i tuoi due eventi di dicembre a Milano e Roma?
Voglio capire come arriverò a settembre-ottobre. Amo il live, mi piace cantare con le persone e condividere ogni attimo sul palco. Per me è sempre un grande regalo sentire gli altri che cantano le mie canzoni, le nostre canzoni. Sto pensando alla dimensione da dare allo show, che sicuramente sarà teatrale. Insomma ci stiamo pensando.

Si è molto parlato del pensiero di De Gregori e sul fatto che un artista non debba esporsi. Tu sei sempre stata in prima linea, che ne pensi?
Credo profondamente nella democrazia, quindi chi vuole esporsi deve farlo mentre chi non si sente perché magari non ha le idee chiare, può anche evitare. Tutto questo sempre nell’ottica di essere sempre sinceri con le persone che ci seguono e con il pubblico a cui ci rivolgiamo. Insomma ritengo che sia una scelta totalmente personale. Io, nel mio piccolo, lo faccio anche con le iniziative di Una Nessuna Centomila e per la difesa delle donne. Mi sembra un po’ di restituire, a chi è meno fortunata, quella che è la mia fortuna, di vivere la vita che amo.

Sui social donne e uomini dello spettacolo vengono insultati ormai giornalmente. Non ultimo le critiche feroci contro Tiziano Ferro. Che impressioni ne hai?

La mia più grande paura è che la maleducazione sui social arrivi ad essere accettata nella vita di tutti i giorni, quindi diventi ‘normale’. Secondo me è molto importante che ci sia una regolamentazione sull’identità digitale, che tutti siano identificati e forse così le persone si sentono meno libere di sfogarsi online. Noi ci mettiamo la faccia, il nome cognome, abbiamo pure il ‘baffetto’ blu per il profilo verificato, perché non deve valere per tutti? Il problema è che questo modo di sfogarsi è molto becero. Trovo tristissimo che la gente insulti personalità come Tiziano Ferro e mi dispiace tantissimo per lui perché un grande artista con un repertorio meraviglioso. Al di là dell’artista che è un gigante, ci vuole proprio il rispetto per Tiziano Ferro come essere umano.

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Il tenero bacio tra Giulia Stabile e Madame fa impazzire i fan: ma la foto viene pubblicata e poi “scompare”

Uno scatto affettuoso ha scatenato i fan di Giulia Stabile e Madame. Per pochi istanti, infatti, sul profilo Instagram ufficiale della cantautrice è apparso lo scatto assieme alla ballerina Giulia Stabile, già vincitrice di “Amici”. Le due si scambiavano un tenero bacio. Poi però la fotografia è “scomparsa”, rimossa dopo qualche secondo. Ma i follower di Madame più attenti hanno avuto il tempo di fare un frame e diffonderlo sui social.

Il bacio era non quello tra due innamorate, ma tra due grandi amiche che si conoscono da anni. E più precisamente dal 2021. Il minimo comune denominatore si chiama Sangiovanni. Il cantante è un amico storico di Madame ed anche l’ex fidanzato della ballerina di Rosalia. Da quel momento, la loro amicizia si è consolidata nel tempo, diventando un legame solido fatto di sostegno reciproco, esperienze condivise e difese pubbliche.

Un esempio significativo si è verificato quando la cantante ha preso apertamente le parti di Giulia, attualmente membro del corpo di ballo di Rosalía, rispondendo alle accuse di chi sosteneva che la ragazza avesse ottenuto la posizione grazie a raccomandazioni.

Insomma un semplice gesto di affettuosa amicizia, che però è svanito in un attimo. Il tempo di un “delete”.

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“Ad Amici ho stretto fortissimo la mano a Maria De Filippi perché non ci credevo. Le accuse di omofobia a Riccardo Stimolo? Si è scusato, è buonissimo. C’è la guerra, ma siamo speranzosi”: parla Elena D’Elia

Si intitola “Non è mica fantasia” il nuovo singolo di Elena D’Elia, finalista di “Amici di Maria De Filippi“. L’inedito dà il nome all’Ep, in uscita il 12 giugno nella versione fisica.

Com’è stato il post “Amici”?
Quando mi sveglio la mattina, mi guardo allo specchio e dico ‘Oddio! In che senso?’. Ancora sono un po’ incredula per tutto quello che ho vissuto. Mi porto tanto dietro i rapporti con tutte le persone che ho ‘coltivato’, ho accudito lì dentro. Mi porto tutte le forti emozioni, perché la bellezza di fare un percorso del genere ti fa vivere una quantità di emozioni folli e tante, concentrate.

Qual è il tuo ricordo più intenso?
Quando ho preso la maglia dorata della Finale. È stato proprio un lasciare scorrere le emozioni, tutto dopo aver scalato una montagna altissima. È stato bello guardarmi lì, in mezzo allo studio che tremava e che diventa tutto dorato mentre stringevo fortissimo la mano fortissima a Maria De Filippi per rendermi ancora più conto che stava succedendo davvero.

Un ricordo negativo?
Dopo aver vissuto queste esperienze così piene e forti, usciti fuori dalla scuola ‘rallenta’ tutto ed è straniante. A me piace sempre fare moltissime cose. Sono tornata a Firenze, ho ultimato il disco, ho avuto tempo per riflettere e per assorbire tutto.

Ci sei riuscita?
Non sono riuscita ad assorbire ancora tutto molto bene, ma penso che sia anche il bello di lasciare un po’ scorrere le emozioni e non metabolizzare tutto al 100%.

Cosa hai capito?
Sono incredula, ma consapevole del percorso fatto di crescita, della tanta voglia di fare che mi rimane sempre in corpo, da sempre da quando sono piccola.

Cosa ne pensi della vittoria di Lorenzo?
Sono felicissima perché è un fantastico artista. Molto giovane, ma anche tanto maturo anche per la sua età. Gli voglio tanto bene e gli auguro tutto il meglio, perché è tutto meritato. Ero affascinata da qualsiasi cantante o ballerino lì dentro perché erano mossi da tanta passione. Stare in mezzo alle ambizioni degli altri così è sempre stimolante. 
E io spero di non essere stata da meno.

Tra i brani di questo disco c’è “Non è mica fantasia” e tra gli autori di questo disco c’è Riccardo Stimolo. Come mai avete deciso di scrivere una canzone insieme?
Questo brano è nato assieme a Riccardo e Lorenzo ed è nato da una semplice domanda. A Riccardo voglio tanto bene e penso abbia anche una bellissima con una forte qualità interpretativa. Anche lui si merita veramente di raggiungere tutto quello che si è prefissato e tutto quello che si immagina dalla vita. Siamo stati compagni di squadra, uniti nelle vittorie e nelle sconfitte.

Riccardo è stato accusato di omofobia per alcune sue vecchie frasi. Come l’hai vissuta?
Non è come lo hanno descritto e penso che la vicenda sia tutta sbagliata.

Perché?
Ha ammesso i suoi errori, ha capito e posso confermare che è assolutamente lontano dall’idea di quello di cui è stato accusato. Ha vent’anni ed è mosso da tanta bontà. Ha tanto amore da dare e quindi mi viene da dire solo questo su di lui. A me, come a tutti i nostri compagni, non è mai stata sfiorata l’idea per un attimo che fosse omofobo. È una accusa che non lo rappresenta proprio e può confermarlo chiunque entra in contatto con lui e lo conosce un minimo. Sbagliamo tutti nella vita e l’importante è riconoscerlo e non rifare gli stessi errori.

Canti: “Siamo giovani, lasciateci stare, siamo fatti per immaginare”. Difficile farlo per il clima di guerre e di odio che ci circonda?
È proprio per questo che canto quei versi. È importante che ci sia spazio per sognare, per amare, per sbagliare, per rialzarsi, per vivere la vita proprio in questo periodo così buio. C’è anche tanto vuoto attorno…

Come mai?
Siamo un po’ figli della ‘tecnologia’ che ci apre però a mondi sconosciuti, di solitudine… Per questo, secondo me, dobbiamo sempre essere aperti ad esprimerci, lottando per avere un qualcosa da dire, di avere un qualcosa da sognare nonostante il contesto.

Pensi davvero che possa esserci un mondo migliore per voi?
La speranza è l’ultima a morire, si dice, fino a quando possiamo crediamo nel meglio, perché siamo noi che siamo al comando del nostro pensiero e quindi se possiamo farlo ben venga.

In “Wanda” dici: “Volevo interrogarmi, gli errori sono tanti”. Ne hai fatti già così tanti nonostante la tua giovane età?
Eh per miei vent’anni sono tanti (ride, ndr). In tanti momenti della mia vita avrei voluto reagire in maniera diversa. C’è stato un momento in cui ho rallentato tutto perché avevo vissuto delle delusioni e avevo sbagliato nel giudizio di determinate persone, il che mi ha portato a tutto questo, ad attutirmi un po’ nei confronti non della vita. Avrei voluto non sbagliare, ma in realtà no perché se non avessi mai sbagliato non sarei mai cresciuta. E quindi mi interrogo sugli errori che sì, sono tanti, ma poi ricomincio a vivere.

in “Lolita” parli di aspettare il karma. Ti riferisci a chi ti ha deluso?
Si dice’ non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te stesso’. Ci credo tanto perché se semini del male, tante volte è difficile raccogliere il bene.

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È morto Peabo Bryson, la voce della colonna sonora di “Aladdin” e “La Bella e la bestia”. Pilastro del Rythm and Blues americano. La famiglia: “Ha avuto un ictus”

La sua voce e le sue canzoni hanno incantato i fan dei capolavori della Disney come “Aladdin” e “La bella e la bestia”. Oggi quella voce si è spenta. Peabo Bryson, tra i pilastri del Rythm and Blues americano, è morto martedì 2 giugno a Marietta, nello Stato della Georgia, all’età di 75 anni. La famiglia ha annuciato il decesso, spiegando che il cantante è morto a causa delle complicazioni seguite a un ictus che lo ha colpito lo scorso fine settimana.

“Siamo profondamente commossi dall’affetto, dalle preghiere e dal sostegno ricevuti da fan, amici e colleghi di tutto il mondo – ha dichiarato la famiglia in una nota – Sebbene i nostri cuori siano spezzati, troviamo conforto nel sapere quanto Peabo fosse amato e quante vite abbia toccato con la sua voce e il suo spirito generoso. La sua eredità musicale vivrà per generazioni”.

Negli ultimi anni aveva affrontato seri problemi di salute. Nel 2019 era sopravvissuto a un grave infarto che lo aveva lasciato clinicamente morto per quasi trenta minuti. Dopo quella esperienza aveva scelto di dedicarsi maggiormente al benessere fisico e alla salute, continuando comunque a esibirsi dal vivo. Solo poche settimane fa aveva tenuto un concerto in Georgia, nell’ambito delle celebrazioni per i suoi cinquant’anni di carriera.

Tra i successi “Tonight I Celebrate My Love” e “If Ever You’re in My Arms Again”. Poi i due classici Disney, entrambe vincitori del Golden Globe e dell’Oscar per la migliore canzone. Nel 1992 l’apice della popolarità con “A Whole New World”, interpretata insieme a Regina Belle per il film d’animazione “Aladdin”. Il brano conquistò le classifiche, diventando uno dei simboli musicali dell’epoca.

L’anno successivo Bryson vinse il primo Grammy Award grazie al duetto con Céline Dion in “Beauty and the Beast”, canzone portante del film di animazione “La Bella e la Bestia” (1991). Nel 1994 arrivò il secondo Grammy consecutivo proprio per “A Whole New World” (nella versione in italiano della colonna sonora di “Alladin” il titolo della canzone è “Il mondo è mio”).

Il nome completo è Robert Peapo Bryson ed è nato il 13 aprile 1951 a Greenville, nella Carolina del Sud. L’artista sviluppò fin dalla più tenera età una profonda passione per la musica, coltivata grazie all’influenza determinante della madre, che lo introduceva regolarmente al mondo dei concerti. Nell’adolescenza, aveva maturato la ferma convinzione di voler dedicare l’intera esistenza alla musica, una scelta coraggiosa che non mancò di suscitare le preoccupazioni della famiglia, consapevole delle insidie e delle incertezze che il mondo dello spettacolo riserva.

Mossi i primi passi nel panorama musicale come corista in diversi ensemble, decise in seguito di semplificare la grafia del suo secondo nome, adottando la forma “Peabo”, più immediata e d’impatto. Nel 1967 siglò il suo primo contratto discografico, un traguardo che aprì le porte a una carriera destinata a lasciare un segno indelebile nella storia della musica. Il debutto ufficiale come artista solista giunse nel 1976 con la pubblicazione dell’album “Peabo”, cui fecero seguito i fortunati lavori “Reaching for the Sky” e “Crosswinds”, entrambi insigniti della prestigiosa certificazione disco d’oro, a testimonianza del rapido e meritato consenso riscosso dal pubblico.

Tantissimi duetti nel corso della carriera: Minnie Riperton, Natalie Cole, Roberta Flack, Regina Belle, Melissa Manchester, Deborah Gibson e Linda Eder.

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John Cale, Marc Jacobs e Martin Scorsese fotografati da Aidan Zamiri per la copertina del disco di Charli xcx

Metti insieme il produttore discografico John Cale, lo stilista Marc Jacobs e il celebre regista Martin Scorsese fotografati dal regista e fotografo scozzese Aidan Zamiri. Un’accoppiata da far girare la testa eppure Charli xcx ci è riuscita a far immortalare tutti gli artisti per la copertina del suo disco “Music, Fashion, Film“, che uscirà venerdì 24 luglio. Il disco conterrà anche i brani precedentemente usciti come “SS26” e “Rock Music”.

Chi è Charli xcx

Tra le figure più significative del panorama artistico contemporaneo, Charli xcx ha costruito una carriera muovendosi con disinvoltura tra la sperimentazione e il mainstream. Il suo percorso, caratterizzato da una continua reinvenzione, da collaborazioni di alto profilo e da un approccio visionario all’arte, ha lasciato un’impronta indelebile tanto nel suono quanto nel linguaggio visivo della cultura pop moderna.

I riconoscimenti non si sono fatti attendere: numerosi BRIT Awards e Grammy Awards testimoniano il suo status di una delle voci creative più influenti della scena musicale internazionale. La sua presenza, tuttavia, va ben oltre la musica. Charli XCX si è affermata come punto di riferimento nel mondo della moda e dell’immagine contemporanea, estendendo la propria pratica creativa anche al cinema, dove si cimenta come attrice, autrice, produttrice e compositrice di colonne sonore.

Una poliedricità che l’ha portata a collaborare con registi di culto come Takashi Miike, Greg Araki e Cathy Yan, confermando la sua capacità di dialogare con le forme più diverse dell’espressione artistica.

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