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“Preoccupante aumento dei passeggeri che in aereo recuperano i bagagli in caso di evacuazione di emergenza. Il 40% dei passeggeri non sa di doverli lasciare a bordo”: l’allarme degli esperti

Quanti di voi ascoltano con attenzione le direttive date dagli assistenti di volo in materia di sicurezza? Il risultato è sorprendente. Non tutti lo sanno, ma c’è una preoccupante tendenza dei passeggeri a recuperare i bagagli anziché evacuare l’aereo in caso di emergenza. Il dato sta allarmando il settore dell’aviazione. Una nuova campagna dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA), intitolata “Salva una vita, non una borsa”, sta cercando di sensibilizzare i viaggiatori a lasciare tutti i bagagli a bordo e a dirigersi rapidamente verso l’uscita di emergenza più vicina e utilizzabile.

Se la campagna di sensibilizzazione non dovesse avere successo, gli esperti del settore affermano che potrebbero essere necessarie misure più drastiche. “L’approccio iniziale del settore sarà quello di verificare se riusciamo a educare i passeggeri e se questo influisca sul loro comportamento”, ha dichiarato Nick Careen, vicepresidente senior per le operazioni, la sicurezza e la protezione della IATA, durante l’assemblea annuale dell’organizzazione a Rio de Janeiro l’8 giugno, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Times.

E ancora: “Se non vedremo i cambiamenti comportamentali che ci aspettiamo, dovremo adottare misure un po’ drastiche, che potrebbero includere sanzioni, anche qualcosa di semplice come un meccanismo di chiusura di sicurezza per le cappelliere. Le sanzioni sono in qualche modo efficaci, ma se non vengono applicate in modo coerente, perdono la loro efficacia”.

Una recente indagine commissionata dalla IATA ha messo in luce una preoccupante lacuna nella consapevolezza dei passeggeri aerei riguardo alle procedure di emergenza. Lo studio, condotto su un campione di viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Singapore ed Emirati Arabi Uniti, ha evidenziato che ben quattro passeggeri su dieci ignorano di dover abbandonare i propri effetti personali a bordo dell’aereo in caso di evacuazione d’emergenza.

Il dato più allarmante emerge dal confronto tra percezione e realtà: se l’80% degli intervistati dichiara di sapere come comportarsi in una situazione di emergenza, soltanto il 61% ha fornito la risposta corretta, confermando di dover lasciare tutti i bagagli a bordo.

Un divario significativo che ha spinto la IATA a lanciare una campagna di sensibilizzazione mirata, con l’obiettivo di informare i passeggeri sull’importanza di seguire correttamente le procedure di sicurezza, contribuendo così a salvaguardare l’incolumità di tutti i presenti a bordo.

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Ryanair fa pagare un supplemento ai genitori per sedersi accanto ai figli, scatta l’indagine: “Tariffa abusiva”. La replica della compagnia: “Pretestuosa”

Dover pagare un supplemento economico per avere la garanzia di potersi sedere accanto al proprio figlio durante un volo. È questa la dinamica commerciale, ritenuta potenzialmente lesiva per i viaggiatori, che ha spinto le autorità del Regno Unito ad aprire un’indagine nei confronti di Ryanair. La Competition and Markets Authority (CMA), l’ente britannico preposto alla tutela della concorrenza e del mercato, sta verificando la legittimità delle tariffe imposte dalla compagnia aerea irlandese ai genitori che viaggiano con minori.

Le accuse dell’autorità: clausole abusive e “drip pricing”

Allo stato attuale, l’indagine si concentra sul fatto che Ryanair risulta essere l’unica compagnia aerea ad applicare questo specifico supplemento sulla maggior parte delle tratte in partenza dal Regno Unito. Mentre per gli altri passeggeri adulti la prenotazione del posto a sedere rimane una scelta facoltativa, le regole della compagnia impongono costi extra alle famiglie. Altri vettori aerei, fa notare l’autorità, offrono invece la possibilità di far sedere i bambini vicino a un genitore o a un tutore senza addebitare costi di prenotazione, assegnando automaticamente i posti vicini durante la procedura di acquisto.

L’indagine della CMA punta a stabilire se le clausole contrattuali di Ryanair siano a tutti gli effetti “abusive”, ponendo i clienti in una posizione di svantaggio ingiustificato. Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche la trasparenza del processo di prenotazione online. L’autorità valuterà se il costo obbligatorio dei posti a sedere per le famiglie venga aggiunto al carrello senza chiarezza fin dal principio. Questa pratica, tecnicamente definita “drop pricing” (prezzo a goccia), consiste nel mostrare al consumatore un prezzo iniziale apparentemente basso, per poi gonfiarlo con l’aggiunta di costi inevitabili nelle fasi finali dell’acquisto. Nel Regno Unito, l’utilizzo del “drip pricing” è stato ufficialmente vietato a partire dal 2024.

La replica frontale di Ryanair: “Indagine pretestuosa”

La risposta della compagnia aerea di Dublino non si è fatta attendere e si è tradotta in una dura presa di posizione, non solo commerciale ma anche politica. I vertici di Ryanair hanno definito l’indagine “pretestuosa”, difendendo a pieno il proprio modello di business. In una dichiarazione ufficiale, la compagnia ha affermato di “rispettare pienamente tutte le leggi e le normative vigenti, consentendo alle famiglie di risparmiare“. A supporto di questa tesi, l’azienda ha precisato di non addebitare “alcun costo” aggiuntivo per un numero massimo di quattro bambini inclusi in una singola prenotazione.

L’affondo finale di Ryanair si è poi spostato direttamente sul piano politico, attaccando il nuovo esecutivo britannico. La compagnia ha dichiarato che l’indagine della CMA “è un tentativo fasullo da parte del governo Starmer di fingere di avere a cuore i consumatori, quando in realtà non è riuscito ad abolire l’APD (la tassa sui passeggeri aerei), che garantirebbe tariffe più basse per tutti i consumatori e favorirebbe la crescita del settore aeronautico, del turismo e dell’economia britannica in generale”.

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“Ha volato per 17 anni come comandante senza avere la licenza, è come un medico di base che opera al cervello”: arrestato ex pilota di Air Canada

Un pilota commerciale ha trasportato migliaia di passeggeri per 17 anni con una licenza falsificata, aggirando i rigidi controlli dell’aviazione civile. Secondo quanto riportato dalla rete britannica Bbc, un ex pilota della compagnia Air Canada è stato formalmente accusato di aver operato su voli di linea senza le credenziali obbligatorie per il ruolo ricoperto.

La scoperta della truffa milionaria

La polizia regionale di Peel, forza dell’ordine operativa nell’area di Toronto, ha incriminato Geoffrey Wall, un cinquantanovenne originario dell’Ontario. La carriera dell’uomo all’interno di Air Canada era iniziata regolarmente nel 1998, ma le irregolarità contestate risalgono al 2009, anno in cui ottenne la promozione a comandante (pilot-in-command). Per assumere quel ruolo, le normative richiedono il possesso di una licenza di pilota di linea (Atpl – Airline Transport Pilot Licence), un’abilitazione superiore che si ottiene superando una serie di rigorosi esami scritti. Wall, in possesso di una valida licenza commerciale ma sprovvisto dell’Atpl, ha scelto di falsificare i documenti. La frode è stata scoperta soltanto lo scorso anno durante una valutazione di routine: le incongruenze documentali hanno innescato un’indagine del dipartimento federale Transport Canada, sfociata poi in un’inchiesta penale. Il 1° giugno l’uomo è stato formalmente accusato di sette reati, tra cui frode e falsificazione, in attesa di comparire in tribunale il 29 giugno.

Le dichiarazioni della polizia: “Come un medico di base che opera al cervello”

Nei 17 anni di servizio illecito, Wall ha guidato diverse tipologie di Boeing, accumulando 900 voli tra tratte nazionali e internazionali e percependo un salario complessivo di svariati milioni di dollari. Il vice capo della polizia regionale, Nick Milinovich, ha fatto ricorso a un paragone clinico per inquadrare la condotta dell’accusato: “È molto simile a un medico autorizzato a esercitare la medicina generale, ma che nel suo studio esegue interventi di chirurgia cerebrale“. Alla richiesta di chiarimenti su come una simile falla nel sistema sia potuta durare quasi due decenni, Milinovich ha precisato che i trasgressori sviluppano spesso una notevole abilità nell’inganno: “Non è raro che le frodi continuino per anni e anni. Alla fine i nodi vengono al pettine, ed è allora che interveniamo noi”.

La posizione di Air Canada

Di fronte allo scandalo, la compagnia aerea ha chiarito i passaggi seguiti subito dopo la scoperta, confermando la rimozione immediata del pilota dalle proprie mansioni. “L’azienda ha segnalato volontariamente la questione a Transport Canada”, si legge in una nota ufficiale di Air Canada diffusa alla stampa. I vertici della compagnia hanno voluto rassicurare l’utenza, sottolineando che la sicurezza dei passeggeri non è mai stata messa a rischio: Wall era completamente addestrato per il volo commerciale e, come imposto dai regolamenti interni, veniva sottoposto ogni sei mesi ai test pratici sulle competenze. Sostenendo di “prendere la questione con la massima serietà”, Air Canada ha inoltre confermato di aver completato un audit interno straordinario sui fascicoli di tutti i propri piloti in servizio, senza riscontrare ulteriori anomalie o casi di non conformità.

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Basta “modalità aereo”, arriva internet con il wi-fi di Starlink sui voli Wizz Air: ecco come funziona la novità

L’isolamento digitale a diecimila metri di quota sta per diventare un ricordo del passato, anche per chi viaggia a tariffe ridotte. La “modalità aereo”, che fino a oggi ha trasformato le cabine dei voli commerciali in zone d’ombra per la connettività, ha una data di scadenza: il 2027. Fino a questo momento, navigare su internet in volo con standard qualitativi elevati è stato considerato un privilegio riservato quasi esclusivamente ai passeggeri delle classi premium o delle compagnie di bandiera. Ora, le regole del mercato europeo stanno per cambiare. Wizz Air ha infatti annunciato ufficialmente il piano di integrazione della tecnologia Starlink, la rete satellitare di Elon Musk, su tutta la propria flotta a partire dal prossimo anno. Con questa mossa, il vettore diventa la prima compagnia aerea ultra-low-cost in Europa a fornire una connessione internet avanzata ai propri viaggiatori.

La fine del compromesso digitale

L’installazione dei sistemi Starlink inizierà nel 2027 e riguarderà in particolare tutti gli aeromobili di nuova generazione della flotta Wizz Air. L’obiettivo tecnico è fornire una connessione ad alta velocità, affidabile e a bassa latenza a oltre 9.000 metri di quota, rendendo il servizio uniforme indipendentemente dalla rotta o dalla destinazione finale. Il tempo di volo non coinciderà più con il tempo offline: un passaggio che elimina l’accettazione passiva, storicamente legata ai voli economici, di dover rimanere irraggiungibili per ore.

“Il trasporto aereo ultra-low-cost ha sempre avuto l’obiettivo di rendere le opportunità accessibili a un numero sempre maggiore di persone”, ha dichiarato Ian Malin, Chief Commercial Officer di Wizz Air. “Nel 2027 porteremo questa filosofia nell’era spaziale. I nostri clienti non dovrebbero essere costretti a scegliere tra tariffe convenienti e una connessione internet affidabile a bordo per rimanere in contatto con le persone, il lavoro e i momenti che contano di più. Siamo orgogliosi di guidare questo cambiamento collaborando con Starlink per offrire il massimo valore ai nostri passeggeri”.

A confermare la portata dell’accordo, di cui non sono stati resi noti i termini finanziari, è intervenuta anche SpaceX, la società madre della rete satellitare: “Siamo entusiasti di portare Starlink a bordo degli aeromobili Wizz Air e di trasformare l’esperienza di viaggio per milioni di passeggeri”, ha sottolineato Jason Fritch, Vice President of Starlink Enterprise Sales di SpaceX. “Garantire a passeggeri ed equipaggi una connettività continua e senza interruzioni a oltre 9.000 metri di quota è esattamente ciò per cui questa tecnologia è stata progettata. Non vediamo l’ora di offrire una connessione internet affidabile e ad alta velocità dal decollo all’atterraggio”.

L’espansione di Starlink e i conti di Wizz Air

L’accordo tra Wizz Air e l’azienda spaziale si inserisce in una settimana di forte fermento finanziario, con SpaceX che si appresta a quotare in borsa proprio la divisione Starlink. La rete satellitare di Musk sta rapidamente conquistando il settore dell’aviazione civile globale: prima di siglare l’intesa con il vettore europeo, ha già chiuso partnership strategiche con grandi compagnie a lungo raggio come Singapore Airlines ed Emirates, e con i principali colossi del mercato statunitense, tra cui American Airlines, Southwest, United Airlines e Alaska Airlines. Dal punto di vista societario, per Wizz Air l’introduzione di servizi a valore aggiunto si affianca alle sfide di bilancio. Lo scorso maggio, la compagnia ha comunicato le proprie proiezioni finanziarie, prevedendo di raggiungere il pareggio o un utile leggermente positivo per l’intero anno fiscale 2026 (conclusosi il 31 marzo). I risultati definitivi e ufficiali saranno resi pubblici giovedì 11 giugno.

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“Voglio scendere”: tenta di aprire il portellone dell’aereo in volo e strangola uno steward che prova a fermarlo, volo dirottato

Un volo della Frontier Airlines, partito domenica da Porto Rico e diretto a Chicago, è stato costretto a un atterraggio di emergenza a Miami dopo che un passeggero di 51 anni, Juan Gabriel Reyes, ha seminato il caos a bordo. L’uomo ha tentato di aprire un’uscita di emergenza in volo, per poi accanirsi contro un assistente di volo fuori servizio, arrivando a strangolarlo, fortunatamente non a morte.

L’escalation a bordo e l’assalto alla cabina

Secondo i documenti di arresto dell’ufficio dello sceriffo della contea di Miami-Dade e la denuncia penale federale, i disordini sono iniziati circa 45 minuti dopo il decollo del volo Frontier 3345 dall’aeroporto di San Juan. Reyes ha iniziato a creare trambusto urlando di voler scendere dall’aereo e compiendo i primi tentativi per aprire il portellone di emergenza. Dopo essere stato bloccato, il 51enne si è diretto verso la cabina di pilotaggio. I documenti legali descrivono la sua reazione spiegando che l’uomo ha iniziato a colpire l’ingresso “spingendo aggressivamente la spalla contro la porta del pilota”. Allontanato da un’assistente di volo, durante il tragitto verso un nuovo posto a sedere, Reyes ha continuato a disturbare tentando di urinare sul pavimento del bagno.

L’aggressione e l’intervento dei passeggeri

La situazione è precipitata quando un assistente di volo fuori servizio si è offerto di sedersi nella stessa fila dell’uomo per monitorarlo. Quando lo steward si è alzato per usare la toilette, Reyes ha cercato di afferrare la sua borsa dal pavimento. Di fronte alla richiesta di fermarsi e allo spostamento dello steward in un sedile oltre il corridoio, il passeggero ha reagito con estrema violenza: la denuncia federale riporta che Reyes “è salito sopra la vittima”, precisando poi che “ha afferrato la vittima per la testa e l’ha strangolata”. Per fermare l’aggressione è stato necessario l’intervento congiunto degli assistenti di volo in servizio e di diversi passeggeri, tra cui un praticante di arti marziali che ha poi documentato l’accaduto sui social. L’uomo è stato inizialmente immobilizzato con delle fascette di plastica, dalle quali è riuscito a liberarsi più volte, costringendo i presenti a legarlo definitivamente utilizzando le prolunghe delle cinture di sicurezza.

L’arresto e il bilancio della FAA

Il comandante ha modificato la rotta, effettuando un atterraggio d’emergenza all’aeroporto internazionale di Miami intorno alle 23:55 ora locale. Reyes è stato preso in custodia dall’ufficio dello sceriffo di Miami e successivamente consegnato all’FBI per essere interrogato. I registri del tribunale confermano che il 51enne è stato formalmente accusato di interferenza con i membri dell’equipaggio e di aggressione all’interno della giurisdizione marittima e territoriale. Il volo ha poi ripreso la sua rotta, atterrando a Chicago alcune ore più tardi. L’episodio si inserisce in un quadro di crescenti tensioni ad alta quota: la Federal Aviation Administration (FAA) ha confermato di aver ricevuto 687 segnalazioni di passeggeri indisciplinati solo dall’inizio di quest’anno, ricordando un recente episodio su un volo United Airlines in cui un passeggero ha compiuto “molteplici tentativi di fare irruzione nella cabina di pilotaggio”.

Credit video: Ben Shapiro Facebook

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“Era cianotico e in arresto respiratorio, il kit medico di bordo inadeguato”: bimbo di 13 mesi rischia di morire sul volo Ryanair Bergamo-Marrakech, la rabbia dei due infermieri che gli hanno salvato la vita

Mezz’ora prima dell’atterraggio a Marrakech, un bambino di 13 mesi è andato in arresto respiratorio a bordo di un volo Ryanair partito da Bergamo. A salvargli la vita, rianimandolo nello stretto corridoio del velivolo, sono stati due infermieri italiani fuori servizio, costretti a intervenire con il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca a causa delle gravi carenze riscontrate nel kit medico di emergenza dell’aereo, risultato incompleto e inadatto a un’emergenza pediatrica.

L’emergenza ad alta quota e l’intervento salvavita

I protagonisti della vicenda, riportata dal Giornale di Vicenza, sono Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, marito e moglie, entrambi infermieri di pronto soccorso in servizio presso il Suem 118 dell’Ulss 8 di Vicenza. La coppia si trovava a bordo dell’aereo in viaggio per le vacanze quando, a circa trenta minuti dall’arrivo in Marocco, si è trovata a dover fronteggiare un quadro clinico critico. “Il bimbo era cianotico, ipotonico e in arresto respiratorio, probabilmente a causa di un’ostruzione delle vie aeree dovuta a delle convulsioni febbrili”, raccontano i due sanitari. Dopo aver eseguito le manovre di disostruzione delle vie aeree, gli infermieri hanno dovuto iniziare immediatamente le procedure di rianimazione, trovandosi però di fronte a un ostacolo inaspettato al momento di utilizzare la strumentazione di bordo.

L’inadeguatezza della strumentazione

L’intervento è stato condotto fisicamente “alla vecchia maniera” per la totale impossibilità di affidarsi ai presidi forniti dall’equipaggio. Gli infermieri sono netti nello spiegare le ragioni della loro scelta obbligata: “Non abbiamo potuto fare altrimenti perché il kit medico di bordo era inadeguato“. I due professionisti hanno elencato nel dettaglio una serie di mancanze che avrebbero potuto rivelarsi fatali: “I palloni autoespandibili erano privi delle relative maschere facciali. Una delle due bombole dell’ossigeno era scarica e l’unica maschera disponibile non andava bene per i bambini. Il defibrillatore automatico, poi, era configurato esclusivamente per gli adulti e non si poteva impostare la modalità pediatrica”.

Il sollecito a Ryanair per la sicurezza dei passeggeri

Il tempestivo intervento manuale ha permesso di salvare il bambino, che subito dopo l’atterraggio in Marocco è stato affidato in sicurezza alle cure del personale di un’ambulanza. Immediatamente dopo i fatti, Marchetto e Valentini hanno inoltrato una segnalazione formale a Ryanair. Nella comunicazione hanno evidenziato che il materiale sanitario di emergenza deve essere non solo presente a bordo, “ma anche completo, verificato e pienamente utilizzabile”. Un aspetto vitale, hanno precisato, in particolar modo negli scenari di urgenza pediatrica “nei quali la qualità della ventilazione rappresenta un elemento fondamentale”. Nonostante il lieto fine, la compagnia aerea irlandese non ha ancora risposto ai due infermieri vicentini, nemmeno per inviare un formale ringraziamento. Un silenzio che non ferma la battaglia dei due sanitari, interessati unicamente all’adozione di protocolli più rigidi: “L’unica cosa di cui vogliamo assicurarci è che i controlli sui presidi sanitari di bordo siano molto più accurati, e che una situazione del genere non si ripeta più, perché l’esito potrebbe non essere lo stesso”.

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