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È morta a 66 anni Patrizia Caselli, la conduttrice che portò la cronaca nera in tv: il grande amore con Bettino Craxi, poi la rivelazione choc sulla malattia

Se n’è andata in punta di piedi, senza mai tradire il suo stile, Patrizia Caselli. La conduttrice tv è morta la notte scorsa, a 66 anni, dopo due anni di malattia lenta e dolorosa: un tumore ai polmoni al terzo stadio, che rivelò lei stessa in una lunga intervista al Corriere della Sera. “Sono terrorizzata, non sono pronta a lasciare niente”, ammise senza giri di parole due anni fa esatti. Lascia un figlio, François, che aveva adottato con l’ex marito, il medico Alberto Bossi, e il ricordo di una carriera di successo interrotta per seguire ad Hammamet il suo grande amore: Bettino Craxi.

ADDIO A PATRIZIA CASELLI, LA CONDUTTRICE CHE PORTÒ LA CRONACA NERA IN TV

Da giovane campionessa di atletica leggera, Patrizia Caselli – nata a Udine il 13 maggio del 1960 -, si ritrovò a fare la modella. Dopo un brutto incidente fu costretta a lasciare lo sport e cominciò a sfilare per Nina Ricci. Nel frattempo, muoveva i primi passi sulle tv locali, nelle pubblicità ma anche nella musica (incise alcuni 45 giri) e soprattutto nel teatro. Fu lì che Walter Chiari la vide e la chiamò per un provino: senza saperlo, sarebbe cominciata una delle grandi storie d’amore della sua vita. Lei aveva 19 anni, lui 36: “Abbiamo fatto insieme tournée di straordinario successo. Hai mai provato nell’acqua calda? è durato tre anni non tre giorni. E, poi, ridevamo tanto”. Nel 1987 debutta in tv, prima in coppia con Chiari, su Rai2, poi al fianco di Luciano Rispoli nel programma La rete. Ma il grande successo arrivò nel 1991, da conduttrice con Piero Vigorelli del contenitore pomeridiano di cronaca Detto tra noi: tre edizioni fino al 1994, anno in cui il programma si trasformò in La vita in diretta.

LA STORIA CON WALTER CHIARI E L’AMORE PER IL FIGLIO FRANÇOIS

Risate, tradimenti, successi e persino un’indagine per traffico di droga. La storia tra la Caselli e Chiari fu una montagna russa che appassionava le cronache rosa dell’epoca. “Negli ultimi anni, spariva anche due, tre giorni, era depresso: l’uso della cocaina era aumentato. Io ero giovane, non sapevo come aiutarlo, provavo a sottrarmi, ma mi mancava”, ammise al Corriere della Sera. Nell’estate del 1985, il colpo di scena: la coppia viene indagata per traffico di droga. Il cosiddetto pentito era lo stesso di Enzo Tortora: Gianni Melluso, che vendeva memoriali dal carcere a cinque, dieci milioni. Ma andai dal Pm e, agenda alla mano, gli dimostrai che io e Walter non eravamo affatto nei posti indicati da Melluso nelle date indicate da Melluso. Ne dimostrai l’inattendibilità, cosa poi decisiva per scagionare anche Tortora. Per Walter fu comunque un brutto colpo: tv e cinema iniziarono a chiamarlo meno”. Un po’ alla volta anche il loro amore sfiorisce. A proposito di amore, quello vero e puro si chiama François e oggi ha 19 anni: è il figlio che lei e l’ex marito Alberto Bossi hanno adottato in Congo e che la conduttrice ha definito “il mio passaggio nel mondo”. “Per me, essere un genitore adottivo unisce più del legame di sangue, per l’esercizio continuo di non cadere nel vuoto che abbiamo entrambi: mi mancano i tre anni in cui nessuno lo ha cullato, accudito. Con questo vuoto fai i conti, non lo ripari”.

LA RIVELAZIONE CHOC SULLA MALATTIA: UN TUMORE ATERZO STADIO

Nel giugno del 2024 parlò per la prima volta della malattia: un carcinoma al polmone, al terzo stadio, scoperto nel febbraio dello stesso anno. “Sono terrorizzata, non sono pronta a lasciare niente, non solo un figlio”, ammise al Corriere. Al Policlinico di Milano le asportarono mezzo polmone destro e dei linfonodi trovati in metastasi, cosa che non si aspettava neppure il medico. “Quello è stato il momento più brutto. Avevo sperato che non fosse necessaria la chemio, ma ora l’ho cominciata. L’altro momento brutto è stato dirlo a François. Mi ha risposto ‘supereremo anche questa’. È la frase che ci siamo ripetuti anche durante la difficile separazione da suo padre”. Da quel momento non rilasciò più interviste né ci furono aggiornamenti sulle sue condizioni di salute.

IL GRANDE AMORE CON CRAXI

“Fra noi iniziò a dicembre 1990. Tredici mesi dopo, iniziò Tangentopoli. Ho vissuto di quest’uomo il momento più crepuscolare”. Comincia così una delle rare confessioni di Patrizia Caselli sull’amore con Bettino Craxi, in una delle ultime interviste, rilasciata al Corriere. Tutto era cominciato proprio “per colpa” di Walter Chiari, convinto di essere stato lasciato da lei per mettersi con l’allora premier (l’attore scrisse una lettera alla moglie di lui, la signora Anna). Un giorno Craxi la convoca nel suo ufficio di Milano e le dice: “Bisogna che spieghi al tuo fidanzato che ho già problemi, ci manca solo che mi mettano in conto amanti inesistenti. Lo informai che ci eravamo lasciati da due anni. Scoprii poi che Walter andava dicendo: se stesse con chiunque altro potrei riconquistarla, ma sta con Bettino”. Poi ricordò della scintilla che scattò la prima volta da Craxi, al Raphaël (c’era anche la sera del lancio delle monetine, solo che lei uscì dal retro dell’hotel): “Ho ritrovato i miei stessi libri, lo stesso odore che riconoscevo come mio. Ricordo di aver pensato: qua mi frego”. A distanza di tempo, Craxi le confessò “che per un anno mi aveva ricevuta solo in ufficio per evitare ‘di fare un macello’”.

L’ADDIO ALLA TV E GLI ANNI IN TUNISIA (FINO ALLA MORTE DI BETTINO)

All’epoca dell’incontro con Craxi, la Caselli era un volto in grande ascesa – “avevo portato la cronaca nera nel pomeriggio di Raidue con grandi ascolti” – ma non voleva “passare come l’amante di Craxi”. Ma proprio quando la sua carriera stava per fare il grande salto, lei decise di lasciare la tv per seguire l’amore: “Pensai solo a come liberarmi del contratto Rai, dalla seconda edizione di Se fosse, la domenica. Craxi mi diceva: non ho nulla da offrirti. Ma sono felice di averlo seguito perché oggi posso dire: alla fine, sono una donna di sentimenti; per amore, faccio saltare il banco”. A quel punto va a vivere ad Hammamet, stando attenta a non andare nei posti frequentati dalla moglie di Craxi. Lui però “cercava ogni giorno di pranzare o cenare con me. Ho cambiato casa otto volte: una volta, avevo trovato tutto sottosopra e un machete sul letto; un’altra, alla mia donna di servizio qualcuno aveva chiesto di consegnare le carte che buttavo nei cestini…”, raccontò al Corriere.

A Monica Setta, nell’ultima intervista in tv a Storie di donne al bivio (sempre nel giugno del 2024), raccontò dettagli inediti, come le giornate passate in una capanna sulla spiaggia di Saloom “dove arrostivamo cotolette e passavamo ore a baciarci con la scorta che restava distante a mezzo chilometro”. E ancora di come Craxi esprimeva i suoi sentimenti per lei (che pure negli anni aveva saputo della presenza di altre donne, tra cui Moana Pozzi). “Se mi diceva ti amo? Non era il suo lessico abituale ma dopo anni ad Hammamet mi confessò di non poter fare a meno di amarmi”. Ecco perché la Caselli ci rimase male quando uscì Hammamet, il film di Gianni Amelio: “È stato deciso che io non dovessi esserci. C’è una donna interpretata da Claudia Gerini che sta un giorno, ma io c’ero sempre. C’ero quando cantavamo le canzoni napoletane: la preferita era quella delle spingule francesi. C’ero nei suoi ultimi giorni, quando andò a salutare amici pescatori come se si congedasse per sempre e gli dissi: se non ci credi tu, è finita, io non ti accompagno nel pellegrinaggio di addio”. Non c’era quando morì – accadde tra le braccia della figlia Stefania –, ma il legame con Craxi e con Hammamet è un filo che non si è mai spezzato, tanto che al Corriere confessò la sua speranza più grande: “Tornare a vedere le stelle ad Hammamet”. Non c’è riuscita. Purtroppo.

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“Così abbiamo trasformato i meme di Gerry Scotti in una startup da milioni di visualizzazioni”: Edoardo, il figlio del conduttore, racconta

In tv sbanca gli ascolti con La ruota della fortuna, sui social è un fenomeno grazie ai meme diventati un piccolo cult. Gerry Scotti non sbaglia un colpo in fatto di comunicazione e se sul piccolo schermo si conferma un “mattatore” da quarant’anni, su quello degli smartphone si è imposto con una strategia che non ha nulla di casuale. Il merito? Tutto di suo figlio Edoardo – reduce da studiati di cinema e regia a Los Angeles, per poi lavorare nella produzione audiovisiva in Mediaset, Endemol e altre società -, che ha avuto un’intuizione straordinaria: trasformare una pagina Instagram da pochi follower in una start up di successo.

COSÌ EDOARDO SCOTTI HA TRASFORMATO PAPÀ GERRY IN “RE DEI SOCIAL”

Per anni Edoardo Scotti prova a convincere il padre a sbarcare sui social, spiegandogli che c’era spazio per tentare un’incursione di successo anche sui social per conquistare un’altra fetta di pubblico. La grande occasione è arrivata nel 2022 quando due ragazzi di Catania, Enrico Conte e Giovanni Nicolosi, si inventano la pagina social Thousand Gerry, che ha come protagonista proprio Scotti trasformato in meme. “A una settimana dall’apertura della pagina avevano cinque follower, poi è arrivato il sesto e gli è preso un colpo: era mio padre”, rivela Edoardo in un’intervista a Milano Today. “Non era nemmeno un progetto, era un’idea, una di quelle che probabilmente salta alla mente smanettando al computer per farsi due risate. Quello che non avevano capito era la portata di quello che stavano costruendo, ma soprattutto la visibilità”. A quel punto il conduttore incarica il figlio – che cura l’immagine e i social del padre – di andare a conoscere i due catanesi, i quali inizialmente si spaventano. “Li ho convocati a Milano, mi ricordo che quando ci siamo incontrati erano un po’intimoriti perché si aspettavano che gli facessimo causa. Invece mi sono fatto spiegare meglio il progetto, partito per ironia”. A quel punto Gerry Scotti capisce il potenziale dell’esperimento e dà il suo benestare al progetto che punta tutto sull’IA generativa.

IL SUCCESSO DEL DISCO DI NATALE CON LA VOCE DELLO ZIO GERRY

Una delle operazioni più riuscite arriva appena un anno dopo ed è il disco con le canzoni di Natale, uscito nel 2023. Lo Zio Gerry come Michael Bublè, insomma. Edoardo azzarda, va da Warner Music Italia a proporre un disco completamente realizzato con l’Intelligenza artificiale. “Gli abbiamo detto che lo sapevamo fare, ma non ne eravamo sicuri”, ammette. Invece in dieci giorni lo realizzano sfruttando la voce di suo padre e clonando il suo modello vocale. Il risultato? Oltre 10 milioni di stream e visualizzazioni tra Spotify e YouTube. Poco più di dodici mesi dopo, Edoardo propone a Enrico e Giovanni di aprire una società, la Thousand Dreams, oggi sua al 70% mentre il restante 30% è dei soci catanesi. “All’inizio ho pensato di assumerli e basta, ma non mi sembrava giusto perché l’idea di base era la loro: partecipare alla scommessa di essere soci ti mette nella posizione di lavorare diversamente perché in ballo c’è qualcosa che è anche tuo”.

COME NASCONO I MEME E I NUOVI PROGETTI

Una piccola pagina satirica è dunque diventata una startup AI che punta ai brand e crea nuovi contenuti sfruttando la potenzialità dell’intelligenza artificiale. “Enrico e Giovanni si sono fidati e da un giorno all’altro si sono licenziati e si sono buttati in questa avventura” e oggi la società si occupa di produzione di contenuti audiovisivi per brand, media e progetti editoriali. “La differenza tra noi e gli altri è questa, molte agenzie si stanno aggiornando per l’uso dell’Ai, tanti studi di produzione hanno all’interno qualcuno che qualche tool lo sa usare. Il nostro è un lavoro estremamente professionale”, racconta Scotti a Milano Today. Il “cliente” principale è ovviamente papà Gerry, che si trasforma a colpi di IA in donna, cantante, palestrato, chef, super capellone o tentatore di Temptation Island. Uno, nessuno e centomila Gerry. Tutto per merito di Edoardo.

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Parla la mamma di Alberto Stasi: “Quando tornerà a casa, da innocente o da colpevole, penso che andremo al cimitero da Chiara Poggi”

La prima cosa che faremo insieme io e Alberto? Penso che andremo al cimitero da Chiara”. Ha parlato in rarissime occasioni Elisabetta Ligabò, la mamma di Alberto Stasi, e torna a farlo proprio pochi giorni dopo l’intervista concessa da Marco Poggi a Quarto Grado. Quasi fosse parte di una “instancabile battaglia mediatica”, come fa notare Selvaggia Lucarelli, secondo la quale “si sta cercando di capovolgere la narrazione su questa vicenda”. Se fino ad ora la madre di Stasi aveva deciso di vivere lontana dai riflettori la vicenda giudiziaria del figlio, oggi parla a Repubblica e racconta come ha vissuto l’ultimo anno ammettendo di essere fiduciosa rispetto al lavoro di “questi nuovi inquirenti e investigatori”.

CASO GARLASCO, PARLA LA MAMMA DI ALBERTO STASI

L’intervista parte dai nuovi indizi a carico dell’indagato Andrea Sempio, che Elisabetta Ligabò definisce “elementi forti”, tanto da spingerla a dire: “Sì, a questo punto, certo che ci credo! Spero fin dal 2007. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto. L’ho sempre detto: se solo avessimo avuto, sia io sia mio marito, il minimo sospetto che fosse stato lui, io personalmente lo avrei preso e portato dai carabinieri”. La madre di Stasi ammette che “dopo la condanna del 2014 la fiducia nella giustizia è venuta a traballare” ma che “questa Procura ha lavorato in modo eccellente”. E a quelli che attaccano la Procura, replica tranchant: “Evidentemente non vogliono che si venga a sapere come sono andate le cose”.

LA VITA A GARLASCO E L’OPINIONE PUBBLICA SU STASI

Poi l’intervista si sposta su un piano più personale, a cominciare dalla vita a Garlasco, rivelando di non avere mai sentito uno sguardo addosso: “O, quanto meno, non li ho notati. Nessuno dei nostri amici si è allontanato o ha avuto sospetti. Io ho sempre fatto la mia vita tranquilla, preferisco stare in casa e non andare in giro. Ho dovuto occuparmi anche del negozio per sei anni, insieme ai due dipendenti, da quando è venuto a mancare mio marito”. Poi confessa che le cose oggi sono diverse, come se l’opinione pubblica avesse “cambiato idea” sul figlio: “Ho sempre avuto persone vicino a darmi conforto nei momenti difficili. Ma ho notato questo cambiamento, ho trovato molta solidarietà nelle piccole cose di tutti i giorni, quando esco in paese per le mie commissioni. Incontro persone che mi fermano e mi dicono: la posso abbracciare?”. E racconta di un episodio accaduto tre giorni fa, quando è andata in Comune per rinnovare la carta d’identità: “Una persona mai vista mi ha guardato e poi mi ha detto: forza, vedrà che questa volta ce la facciamo. Sono cose che aiutano ad andare avanti”.

IL RAPPORTO CON IL FIGLIO ALBERTO

Ma che rapporto hanno lei e il figlio Alberto? “Ci siamo dati forza l’uno con l’altra. Forse Alberto ne ha data più a me, anche se non era fisicamente presente”, ammette la Ligabò, che parla anche della morte del marito come di un momento molto doloro per loro. Oggi lei e Stasi hanno la possibilità di vedersi e di tornare a frequentarsi di più: “Vuol dire molto. Ma no, il rapporto non è cambiato, e lui è sempre lo stesso. Certo che la vita ci ha messo a dura prova”. A domanda diretta sulla prima cosa che faranno assieme quando Stasi tornerà a casa (“da innocente o colpevole”) a risposta è spiazzante: “Siamo già andati sulla tomba di mio marito Nicola, la prima volta che mio figlio ha avuto permesso di muoversi. Penso che andremo al cimitero da Chiara”.

IL RICORDO DI CHIARA POGGI

A proposito di Chiara Poggi, invece, che ricordo ha? “Veniva a casa nostra, anche se non spessissimo. E poi in quella al mare, quando andavano insieme. Erano due ragazzi stupendi. Mi rimane il suo sorriso: sorrideva sempre”. L’ultima volta che l’ha vista è stata nel luglio 2007, quando Stasi era già partito per Londra: “Chiara venne a prendere dei vestiti da portar su. Aveva una gonnellina rossa e una maglietta bianca. Sorridente, felice di andare a trovare Alberto. Comunque, Chiara è sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere. E so che lei da lassù ci sta proteggendo”. Un messaggio per la famiglia Poggi? “Preferisco di no”, risponde la donna. Nessuna parola neppure per Sempio e la famiglia. Ma, credendo all’innocenza del figlio, si sbilancia immaginando l’eventualità che il responsabile dell’omicidio sia rimasto libero per vent’anni: “Mi auguro che abbia vissuto male tutto questo tempo, se possiede una coscienza. Non sono una persona che augura il male agli altri, ma spero che non abbia trovato serenità”.

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“Hanno chiuso piazza Croce dei Vespri per questa ‘picciuttedda’. Cose da pazzi”: traffico in tilt e proteste a Palermo per il matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner. Il sindaco Lagalla smorza le polemiche

Il benvenuto a Palermo per Dua Lipa e Callum Turner non è stato esattamente dei migliori: “Palermo is not for rent. La nostra piazza non è il tuo salotto”, si leggeva in uno striscione appeso ieri da alcuni residenti e commercianti del centro della città scelta dalla pop star e dall’attore per celebrare le loro nozze. Tanto glamour, moltissima curiosità e un po’ di polemiche sono gli ingredienti del matrimonio all’italiana della coppia che appena qualche giorno fa, a Londra, si è ufficialmente sposata. E mentre gli invitati ad alto tasso vip – 200 o 300, a seconda delle stime -, arrivavano a Palermo, montava la protesta e il traffico andava in tilt.

LE NOZZE SHOW DI DUA LIPA E LE POLEMICHE CONTRO LA “PICCIUTTEDDA”

Hanno chiuso piazza Croce dei Vespri per questa ‘picciuttedda’. Cose da pazzi, a me non interessa”. È questo il commento di un palermitano riportato dal Quotidiano di Sicilia, che racconta di proteste e caos a causa delle strade chiuse e del centro storico blindato per bloccare fotografi, fan e semplici curiosi. “Attorno a piazza Sant’Anna l’area è completamente blindata” e questo ha provocato il blocco di diverse strade, traffico in tilt e le proteste di residenti (“con gente che non può passare in alcuni casi neanche a piedi a causa del blocco della strada”) e commercianti. Il tutto testimoniato dai manifesti apparsi su alcuni balconi della città, tra cui “Palermo is not for rent” o, ancora, “la nostra piazza non è il tuo salotto”, che secondo il Quotidiano di Sicilia sarebbero subito tolti dalla sicurezza della coppia.

LA GRANDE FESTA CON LA BANDA E GLI AMICI VIP

Incuranti delle proteste, Dua Lipa e Callum Turner ieri hanno cominciato i festeggiamenti. Prima tappa, nel pomeriggio, la visita privata alla Galleria d’Arte Moderna (per l’occasione chiusa al pubblico) poi, la sera, primo assaggio di party a Palazzo Gangi (quello della celebre scena del ballo de Il Gattopardo di Luchino Visconti) e piazza Croce dei Vespri trasformata in un set con auto d’epoca e banchetti di frutta. Circa 200 i presenti, tra cui la pop star Charli XCX e George Daniel, Troye Sivan, Joe Alwyn, Mark Ronson e Grace Gummer, che hanno ballato fino a notte fonda. Ad accogliere gli sposi – che si sono affacciati da un balcone per salutare i fan, lei in abito avorio su misura firmato Bottega Veneta, lui in completo beige di Louis Vuitton –, una banda musicale e l’immancabile Donatella Versace, che guiderà anche la truppa degli invitati super vip attesi oggi pomeriggio a Bagheria: a Villa Valguarnera, capolavoro barocco, sono attesi alla cerimonia e alla cena (menù rigorosamente siciliano) tra gli altri anche Elton John, Harry Styles e Katy Perry.

LA RISPOSTA DEL SINDACO DI PALERMO (E IL REGALO DEGLI SPOSI ALLA CITTÀ)

Ma come risponde il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, alle polemiche di una parte dei suoi concittadini? In maniera piuttosto misurata, almeno nelle risposte che ha dato al Corriere della Sera. “In una città democratica è naturale che esistano opinioni diverse e ogni posizione espressa in maniera civile merita rispetto”, ha premesso il primo cittadino. “Comprendo le preoccupazioni di chi teme limitazioni temporanee o disagi legati all’organizzazione di eventi particolarmente rilevanti”. A quanti hanno protestato a colpi di “Palermo non è in vendita”, Lagalla replica che la città “non viene ‘ceduta’ a nessuno: resta una città viva, aperta e pienamente protagonista delle proprie scelte. Eventi di questo tipo hanno una durata limitata e vengono gestiti nel rispetto delle regole e delle esigenze di sicurezza”. Riguardo all’indiscrezione sul regalo che la coppia di neosposi avrebbe intenzione di fare alla città di Palermo come ringraziamento per l’accoglienza, il sindaco lo definisce “un gesto di grande sensibilità” ma precisa che al momento non ci sono comunicazioni ufficiali: “Se questa intenzione dovesse concretizzarsi sarebbe certamente un segnale molto apprezzato. Se davvero si trattasse di un’iniziativa legata alla cultura, sarebbe un ulteriore elemento di valore”.

dua lipa and callum turner using a bookshelf full of books as decor for their wedding party, in honor to the way they met ????❤️ pic.twitter.com/8y3tyVRNa0

— dua lipa crave (@addictionlipa) June 5, 2026

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