Dopo la fine del cessate il fuoco, il premier israeliano si trova davanti a un bivio politico e militare: cedere alle pressioni americane o reagire all'Iran, mentre a Gerusalemme pesano anche le fragilità della coalizione e l'incognita delle prossime elezioni
Sessanta giorni di cessate il fuoco. Poi la matassa negoziale si è di nuovo ingarbugliata con i raid israeliani su Beirut e il «no» di Trump allo sblocco dei 24 miliardi di dollari