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Enel: a Montecitorio il confronto tra università e istituzioni per la cooperazione Italia-Africa nella transizione energetica

17 June 2026 at 17:21

Enel, Piano Mattei: a Montecitorio un ponte accademico tra Italia e Africa sulla transizione energetica

Enel: a Montecitorio il confronto tra università e istituzioni per la cooperazione Italia-Africa nella transizione energetica

Si è tenuto oggi a Palazzo Montecitorio, nella Sala della Regina, l’incontro promosso dalla Fondazione Centro Studi Enel su “Italia-Africa: Collaborazione e sviluppo di competenze e capacità locali”, nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa. Un evento che ha riunito per la prima volta intorno a un tavolo i rappresentanti delle istituzioni, parlamentari, i rettori delle principali università italiane e partner accademici africani, con un obiettivo preciso: dare forma a una piattaforma stabile di cooperazione tra i due continenti, capace di integrare ricerca, formazione e sviluppo delle competenze sulla transizione energetica.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana e del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, mentre Nicolò Mardegan, Consigliere della Fondazione Centro Studi Enel e Head of External Relations di Enel, ha evidenziato il ruolo strategico della formazione come infrastruttura dello sviluppo sostenibile. Il momento centrale della mattinata ha riguardato la presentazione dei risultati preliminari della mappatura condotta da Fondazione Centro Studi Enel sulle iniziative di formazione italiane in Africa, dati illustrati da Giulia Genuardi, Direttore Fondazione Centro Studi Enel, e da Anna Veronica Gianasso, Dirigente della Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa.

Per la prima volta, università e istituzioni hanno messo a fattor comune i propri dati per costruire una lettura organica di ciò che esiste. I progetti sono stati analizzati secondo quattro categorie principali – formazione, didattica, ricerca e partnership – e i dati sono stati forniti dalle università Bocconi, Luiss, Politecnico di Milano e Politecnico di Torino, integrati con informazioni pubbliche provenienti dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La mappatura evidenzia un ecosistema attivo e radicato, caratterizzato da competenze complementari e da una crescente tendenza verso programmi strutturati e pluriennali. Un sistema che fino a oggi non aveva mai avuto una visione d’insieme. Non si tratta, dunque, di aggiungere nuovi progetti a quelli esistenti, ma di passare dalla logica del singolo intervento alla costruzione di un’infrastruttura permanente della conoscenza. 

Dietro questa ambizione c’è un percorso già avviato. Enel Foundation opera in Africa da diversi anni e, a partire dal 2014, ha formato oltre 5.000 persone attraverso i propri programmi di formazione nel continente. Tra questi, la creazione di tre hub in Marocco, dove nel 2024 è stato istituito il Centro Polifunzionale per la Formazione e la Ricerca sulla Transizione Energetica in Africa, cui si sono affiancati, nel 2025, due ulteriori hub in Kenya e Sudafrica.

Ciascun hub offre percorsi di formazione manageriale, tecnico professionale e programmi di mentorship per startup attive nel settore delle energie rinnovabili, oltre a iniziative dedicate ai giovani – come Open Global Power e wAttboost, realizzato in collaborazione con RES4Africa, Strathmore University e con il contributo di IRENA – e programmi specificamente rivolti alla partecipazione femminile nel settore energetico, come le iniziative Women in Energy.

Un’esperienza distribuita su un ampio spettro di Paesi e geografie del continente, che ha dimostrato concretamente come la cooperazione sia efficace quando valorizza e rafforza le capacità locali. I prossimi passi già delineati prevedono il consolidamento di un gruppo di lavoro con Fondazione Centro Studi Enel come hub di coordinamento, il rafforzamento del database informativo, il miglioramento della granularità dei dati e l’evoluzione della mappatura verso un sistema di monitoraggio dinamico capace di integrare impatti, attività e relazioni nel tempo, con la definizione di indicatori chiave condivisi.

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Mediobanca colloca con successo un Covered Bond a 6 anni da 500 milioni di euro

17 June 2026 at 16:44

Mediobanca chiude con successo il Covered Bond da 500 milioni di euro: domanda a 1,4 miliardi e 90% degli ordini dall’estero

Mediobanca ha concluso con successo il collocamento di un nuovo Covered Bond con durata long 6 anni, in scadenza ad agosto 2032, per un ammontare complessivo pari a 500 milioni di euro. L’operazione ha registrato una domanda qualificata e sostenuta da parte del mercato, con ordini complessivi per circa 1,4 miliardi di euro, pari a quasi tre volte l’ammontare collocato. L’elevato interesse degli investitori ha consentito a Mediobanca di finalizzare l’emissione a condizioni competitive, fissando il rendimento a 38 punti base sopra il mid-swap.

Il nuovo prestito obbligazionario prevede una cedola pari al 3,125% e rappresenta il quinto Covered Bond emesso da Mediobanca dall’inizio del 2025. L’operazione conferma la capacità dell’istituto di mantenere un accesso costante al mercato, anche in un contesto finanziario selettivo, beneficiando di spread contenuti e di una solida base di investitori. Particolarmente significativa la qualità del book, caratterizzato da una distribuzione diversificata tra investitori istituzionali di primo profilo. Il 35% dell’emissione è stato collocato presso banche centrali ed enti sovranazionali, mentre oltre il 50% è stato sottoscritto da fondi e assicurazioni.

La distribuzione geografica ha evidenziato una forte componente internazionale: circa il 90% degli ordini è infatti arrivato dall’estero, con una presenza rilevante dei principali investitori europei. Il successo del collocamento conferma l’apprezzamento del mercato per il profilo di credito di Mediobanca e per la qualità del suo programma di raccolta garantita. L’emissione rafforza inoltre la posizione dell’istituto sui mercati obbligazionari europei, confermando la solidità della domanda per strumenti secured di elevata qualità.

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Fincantieri, siglato un accordo con Eni per tecnologie innovative per il monitoraggio subacqueo

17 June 2026 at 14:54

Fincantieri, firmato un accordo strategico con Eni per la valorizzazione di tecnologie innovative per il monitoraggio subacqueo 

Eni Fincantieri, tramite la sua controllata IDS – Ingegneria dei Sistemi, società specializzata nello sviluppo di mezzi unmanned (privi di pilota) per il mercato underwater e dei relativi sistemi di comando e controllo, nella industrializzazione di sensoristica avanzata e nella radaristica, annunciano la firma di un accordo strategico relativo alla tecnologia proprietaria Eni “Clean Sea”, il sistema robotico sottomarino sviluppato da Eni e progettato per il monitoraggio dell’ecosistema marino e delle infrastrutture subacquee, inclusa la verifica della loro integrità in servizio. 

L’intesa prevede la concessione a IDS di una licenza esclusiva per la commercializzazione su scala globale e lo sviluppo industriale della tecnologia Clean Sea, che sarà destinata a ispezioni subacquee e ad applicazioni legate agli obiettivi di transizione energetica del mercato offshore, con particolare riferimento ai programmi di Carbon Capture & Storage (CCS) in ambiente marino. Tale licenza consentirà ad IDS di utilizzare la tecnologia “Clean Sea” per le esigenze operative di Eni e così pure per quelle di clienti terzi.

Il Clean Sea è basato su un’architettura ibrida ROV/AUV (Remotely Operated Vehicle/Autonomous Underwater Vehicle), che ne permette l’impiego sia in modalità telecomandata da nave appoggio sia in modalità completamente autonoma. La tecnologia integra payload modulari intercambiabili, denominati e-pods, che combinano strumenti e sensori dedicati a specifiche attività di monitoraggio e ispezione, tra cui campionamento delle acque, analisi visiva di dettaglio e ricostruzioni acustiche 3D, garantendo operazioni avanzate di acquisizione ed elaborazione dati anche in ambienti offshore complessi. La tecnologia verrà integrata con le diverse piattaforme autonome e sistemi unmanned sviluppate dal Gruppo Fincantieri, che consentiranno la scalabilità delle applicazioni sia in termini di volumi che di nuovi ambiti. A valle dell’accordo, Eni e IDS potranno collaborare inoltre alle attività di evoluzione tecnologica della piattaforma e allo sviluppo di soluzioni innovative complementari, favorendo la crescita di competenze industriali italiane in un settore strategico come quello della robotica e delle tecnologie subacquee.

L’intesa si colloca nel quadro del modello di innovazione di Eni che intende accelerare la valorizzazione sul mercato delle tecnologie proprietarie con partnership tecnologiche e commerciali. La loro cessione in licenza a operatori qualificati contribuisce ad accelerarne ulteriormente il grado di innovazione e efficienza operativa, promuovendone l’industrializzazione e la commercializzazione in contesti nazionali e internazionali ancora più ampi. Inoltre, l’accordo rafforza il posizionamento del Gruppo Fincantieri nel dominio underwater, consolidando anche il ruolo del Polo Tecnologico della Subacquea come struttura di coordinamento delle competenze e delle tecnologie del Gruppo nei sistemi civili, di difesa e dual use, nonché abilitatore strategico per lo sviluppo di tecnologie avanzate dedicate alla sicurezza, al monitoraggio e alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee

Lorenzo Fiorillo, Director Technology, R&D & Digital di Eni, ha commentato: “L’accordo con Fincantieri conferma il valore delle attività di innovazione di Eni e la rilevanza dei prodotti che ne derivano, in questo caso con l’eccellenza raggiunta nel campo della robotica industriale. La nostra tecnologia proprietaria Clean Sea, operativa dal 2016 e costantemente evoluta, ha saputo guadagnarsi il riconoscimento di un operatore all’avanguardia nel settore, che permetterà di elevarne ulteriormente gli standard di operatività.”

“Questo accordo rafforza ulteriormente le capacità del Gruppo Fincantieri nel dominio underwater e consolida il ruolo di IDS nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni avanzate per il monitoraggio e l’ispezione subacquea. hadichiarato Matteo Marchiori, CEO di IDS. “La combinazione tra le competenze di IDS nei sistemi unmanned, nel comando e controllo e nella sensoristica avanzata e l’innovazione sviluppata da Eni con la tecnologia Clean Sea consentirà di accelerarne l’industrializzazione e la diffusione sui mercati internazionali, ampliandone le applicazioni nel monitoraggio ambientale, nella protezione delle infrastrutture critiche offshore e nel supporto ai nuovi scenari della transizione energetica.”

L’accordo conferma la volontà delle Parti di promuovere sinergie industriali e tecnologiche italiane in ambiti ad alto potenziale di sviluppo, contribuendo all’evoluzione delle soluzioni per il monitoraggio marino, la sicurezza delle infrastrutture critiche e la gestione più sostenibile sotto il profilo ambientale delle attività offshore. Eni e Fincantieri sono parti correlate. Eventuali accordi vincolanti fra le parti verranno stipulati nel rispetto della normativa applicabile, ivi inclusa quella in materia di operazioni tra parti correlate.

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