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Fincantieri, Lares Technologies vince il primo Maritime Security Hackathon

15 June 2026 at 14:46

Fincantieri conclude il Maritime Security Hackathon e premia le migliori soluzioni per la sicurezza marittima

Fincantieri, insieme a Talent Garden e Silicon Mountain, ha portato a termine il Maritime Security Hackathon, un’iniziativa di due giorni che ha coinvolto startup, innovatori, rappresentanti istituzionali, operatori del settore della Difesa e dell’industria con l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie dedicate alla sicurezza marittima. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 70 persone provenienti dal mondo dell’innovazione, dell’imprenditoria e dello sviluppo tecnologico, oltre a specialisti del settore e ufficiali ingegneri della Marina Militare, che hanno contribuito ai lavori condividendo competenze ed esperienze.

Durante l’hackathon, i cinque team coinvolti hanno realizzato Minimum Viable Product destinati a testare e validare soluzioni innovative applicabili a contesti operativi concreti. I prototipi sviluppati hanno affrontato temi legati alla Difesa marittima e alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee, integrando sistemi hardware reali per una prima dimostrazione sul campo. Le soluzioni hanno fatto uso di tecnologie avanzate come visori per la realtà virtuale, sensori e sistemi radar. Al termine delle attività, i progetti sono stati valutati da una giuria composta da esperti del Gruppo Fincantieri, professionisti del comparto Difesa e rappresentanti del mondo del venture capital.

Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il team Lares Technologies, azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie avanzate per il coordinamento di sistemi autonomi e piattaforme multi-dominio. La proposta si è distinta per la capacità di gestire in maniera integrata veicoli operanti nei domini subacqueo, di superficie e aereo, introducendo funzionalità di coordinamento tra unità con equipaggio e sistemi unmanned. La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a EchoLock, progetto concepito per incrementare l’efficacia del rilevamento acustico in ambienti subacquei particolarmente complessi, caratterizzati da condizioni operative mutevoli e scenari difficili da interpretare.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di innovazione nel campo della sicurezza marittima, un settore sempre più caratterizzato dalla convergenza tra sistemi autonomi, intelligenza artificiale e capacità multi-dominio. In questo contesto, Fincantieri conferma il proprio ruolo di catalizzatore di competenze e tecnologie, promuovendo la collaborazione tra industria, istituzioni e attori dell’ecosistema dell’innovazione per trasformare il patrimonio di conoscenze condivise in capacità operative e industriali a supporto della Difesa e del sistema Paese.

Il Maritime Security Hackathon è stato progettato per favorire il trasferimento rapido di soluzioni innovative verso applicazioni operative nei settori della Difesa marittima e della tutela delle infrastrutture critiche. Lavorando su sfide costruite a partire da scenari reali, i partecipanti hanno sviluppato prototipi che combinano intelligenza artificiale, sistemi autonomi e nuove interfacce uomo-macchina per supportare attività di monitoraggio, coordinamento e processo decisionale.

I progetti selezionati avranno ora accesso a un percorso di accelerazione dedicato presso l’hub Agorai di Trieste, promosso con il supporto di Fincantieri e dei partner dell’iniziativa. Il programma accompagnerà i team nelle successive fasi di sviluppo e validazione delle tecnologie, contribuendo alla crescita e alla maturazione delle soluzioni e favorendo la nascita di possibili collaborazioni industriali di lungo periodo.

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ASPI, aperto al traffico il nuovo tunnel tra la sopraelevata portuale e il varco di San Benigno

15 June 2026 at 14:42

ASPI, inaugurata l’apertura del nuovo collegamento in quota tra la sopraelevata portuale e il varco di San Benigno 

ASPI, aperto al traffico il nuovo tunnel tra la sopraelevata portuale e il varco di San Benigno

Torna percorribile un accesso fondamentale per i collegamenti dal porto alla città. È stato, infatti, aperto oggi pomeriggio il nuovo tracciato in quota tra la sopraelevata portuale e il varco di San Benigno, previsto nell’ambito della prima fase della cosiddetta “Opera B” del Tunnel Subportuale.

Intervento strategico per la mobilità dell’area, pensato per migliorare la fluidità e l’efficienza dei collegamenti, è stato realizzato grazie all’impegno medio di 120 persone al giorno. Il nuovo tratto, interrotto oltre un anno fa con la demolizione del giro Lanterna, ripristina il collegamento diretto tra Varco Etiopia e il varco di San Benigno, sviluppandosi per circa 220 metri alla quota di 16 metri sul livello del mare. Il nuovo collegamento rappresenta un passaggio significativo nel potenziamento della viabilità dell’area portuale e urbana e si inserisce nel più ampio quadro di rinnovamento e miglioramento degli accessi al porto, determinato anche dall’assetto previsto dal progetto del Tunnel Subportuale

L’“Opera B” si compone di un viadotto e di una galleria stradale, stradale che sovrappassa la galleria ferroviaria “nuova Romairone” aperta a marzo di quest’anno, infrastrutture progettate per assicurare continuità al nuovo asse viario. Da oggi viene messa a disposizione una carreggiata a doppio senso di marcia e, entro la fine dell’anno, l’intervento sarà completato con l’apertura di due corsie per senso di marcia. In particolare, verrà completata la galleria stradale, prosecuzione del viadotto: un tunnel artificiale studiato per consentire la futura realizzazione del Parco della Lanterna, che si svilupperà in corrispondenza dell’imbocco Est del Tunnel fino all’attuale piazzale del Museo della Lanterna.

La nuova galleria, una volta completata, avrà una lunghezza di circa 120 metri, un’altezza interna di circa 6 metri e una larghezza di circa 21 metri. La realizzazione dell’opera prevede l’impiego di 265 conci e 150 travi prefabbricate, a conferma della rilevanza costruttiva e ingegneristica dell’intervento.

Al di sopra della galleria sorgerà il futuro Parco della Lanterna, intervento che contribuirà alla riqualificazione urbana e paesaggistica dell’area, rafforzando il collegamento tra San Benigno e il complesso della Lanterna attraverso un nuovo percorso ciclopedonale. L’opera si inserisce così in una più ampia visione di integrazione tra infrastrutture, accessibilità e valorizzazione del contesto urbano.

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Taranto oltre l’industria pesante: l’intervista a Salvatore Toma

15 June 2026 at 10:51

Taranto laboratorio della transizione, l’intervista a Salvatore Toma: “Governare il cambiamento senza perdere occupazione”

Taranto prova a lasciarsi alle spalle l’immagine di città legata esclusivamente alla grande industria pesante, per candidarsi a laboratorio nazionale della transizione ecologica ed energetica. Risorse europee, innovazione, nuove filiere produttive e sostenibilità diventano le parole chiave di un percorso complesso, che punta a coniugare riconversione industriale, competitività e tutela dell’occupazione. Ne ha parlato con Affaritaliani il Presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma.

Presidente Toma, lei definisce Taranto un possibile “laboratorio nazionale della transizione ecologica ed energetica”. Quali sono oggi le priorità concrete per trasformare questa visione in un vero modello di sviluppo?

La priorità è governare la transizione, non subirla. Taranto dispone oggi di strumenti straordinari, a partire dalle risorse del JTF e dalle altre misure dedicate al territorio, che devono essere messe a sistema attraverso una visione condivisa. Occorre favorire investimenti in innovazione, sostenibilità e nuove tecnologie, rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni, ricerca e sistema finanziario e accompagnare le
aziende nell’accesso agli strumenti di finanza agevolata. Esperienze come quella di Vestas, che di recente ha inaugurato nuove linee e aree produttive per l’eolico offshore, dimostrano che, quando convergono investimenti industriali, semplificazione amministrativa e collaborazione istituzionale, Taranto può diventare un modello nazionale di riconversione e sviluppo sostenibile.

Per decenni Taranto è stata identificata quasi esclusivamente con la grande industria pesante. Quali nuove filiere possono oggi accompagnare la diversificazione produttiva del territorio?

La diversificazione produttiva è una strada che Confindustria Taranto percorre da anni. Accanto alla siderurgia, che resta un asset strategico, vediamo grandi opportunità nelle energie rinnovabili, nella blue economy, nella logistica avanzata, nell’aerospazio, nella manifattura ad alto contenuto tecnologico e nelle tecnologie ambientali. A queste si affiancano settori come turismo, cultura, enogastronomia, moda e design, che possono beneficiare della visibilità internazionale offerta dai Giochi del Mediterraneo. L’obiettivo è costruire un sistema economico più resiliente, capace di generare occupazione qualificata e attrarre nuovi investimenti.

La sostenibilità non è più soltanto un tema ambientale, ma un vero fattore di competitività. Le imprese tarantine sono pronte ad affrontare la transizione green senza perdere produttività e occupazione?

Le imprese stanno dimostrando una crescente consapevolezza rispetto a questa sfida. La sostenibilità oggi significa non solo riduzione dell’impatto ambientale, ma anche efficienza, tracciabilità, trasparenza, circolarità e capacità di generare valore. Per questo Confindustria Taranto investe da tempo in attività di informazione, formazione e confronto con le aziende. La transizione green deve essere accompagnata da strumenti adeguati e da politiche che sostengano gli investimenti, affinché possa tradursi in maggiore competitività, nuova occupazione e crescita del territorio, senza penalizzare il tessuto produttivo esistente.

Su quali asset strategici Taranto può costruire una nuova leadership industriale nel Mezzogiorno?

Taranto possiede asset unici. Penso innanzitutto al Porto, alla sua posizione strategica nel Mediterraneo e alle competenze industriali maturate in decenni di attività manifatturiera. A questi si aggiungono il comparto delle energie rinnovabili, in particolare l’eolico offshore, la presenza di centri di ricerca, università, ITS e del Tecnopolo del Mediterraneo, oltre alle opportunità offerte dalla ZES e dalle risorse del JTF. La vera sfida è integrare questi elementi in una strategia di sviluppo che valorizzi innovazione, sostenibilità e capacità industriale.

Confindustria Taranto sta investendo molto sui temi della circolarità e degli ESG. Quanto conta oggi, anche per attrarre investimenti e giovani talenti, costruire un modello industriale innovativo e sostenibile?

Conta moltissimo. Oggi investitori, mercati e nuove generazioni guardano con crescente attenzione alla capacità delle imprese di integrare i criteri ESG nelle proprie strategie. Un modello industriale innovativo e sostenibile è fondamentale non solo per attrarre capitali, ma anche per trattenere e valorizzare competenze qualificate. Taranto ha bisogno di offrire alle nuove generazioni opportunità
professionali legate all’innovazione, alla ricerca e alle tecnologie del futuro. Per questo lavoriamo per rafforzare il collegamento tra imprese, università, ITS e mondo della ricerca, favorendo la nascita di un ecosistema capace di generare sviluppo e
occupazione qualificata.

Guardando ai prossimi anni, qual è la sfida più complessa che Confindustria Taranto e il sistema imprenditoriale locale dovranno affrontare?

La sfida più complessa sarà conciliare trasformazione industriale, sostenibilità e tutela dell’occupazione. Questo vale in particolare per il futuro della siderurgia, che richiede una riconversione verso tecnologie moderne e sostenibili, ma anche per l’intero sistema produttivo locale. Dovremo essere capaci di accompagnare il cambiamento senza disperdere competenze, posti di lavoro e capacità industriale. Allo stesso tempo sarà fondamentale accelerare la diversificazione economica, valorizzare le eccellenze già presenti sul territorio e contrastare la fuga di talenti. Taranto ha tutte le potenzialità per riuscirci, ma serviranno visione, collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e una forte capacità di trasformare le opportunità in risultati concreti.

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