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Vannacci: “Pozzolo? Resta nel partito”. E incalza i giornalisti: “Mi date una definizione di ubriaco?”

4 June 2026 at 19:42

Il primo evento pubblico di Roberto Vannacci a Roma è preceduto da una conferenza stampa al Salone delle Fontane dell’Eur. Alle domande dei giornalisti sul caso di Emanuele Pozzolo, il presidente di Futuro Nazionale afferma “non ho visto il video”. Parla di “un incidente automobilistico che riguarda la vita privata e che nulla ha a che vedere con l’attività politica che stiamo svolgendo”.

“Io sono un pochettino strabiliato dalla reazione che ha avuto (la vicenda, nrd) su tutte le pagine dei quotidiani”. Vannacci non gradisce essere interrotto, anche se pone domande giornalisti ai presenti. “Parla lei o parlo io”.

“Ma se lo stesso incidente fosse avvenuto ad un cardiochirurgo il giorno dopo gli sarebbe stato vietato l’ingresso in sala operatoria? Se lo stesso incidente fosse avvenuto ad un professore, di liceo o di università, il giorno dopo gli sarebbe stato proscritto l’ingresso all’aula presso la quale insegna?”.

Il leader di Futuro Nazionale prosegue con gli esempi, poi ai cronisti pone altre domande “mi date una definizione di ubriaco?”. Tutto questo per dire che “Pozzolo resta nel partito. Io non abbandono nessuno, nessuno rimane indietro di quelli che sono stati con me in mille campi di battaglia e non rimane indietro nel mio partito politico”.

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Cosa lega Vannacci a Hollywood? Un bug del sistema mediatico: l’effetto Streisand

4 June 2026 at 11:35

Cosa hanno in comune una diva di Hollywood e un generale paracadutista? Apparentemente nulla. Eppure esiste un filo invisibile, un bug del sistema mediatico, che lega queste due storie. Quel filo, che ora provo a ripercorrere con voi, si chiama Effetto Streisand.

La foto che nessuno doveva vedere
Malibù, 2003. Il fotografo Kenneth Adelman lancia un progetto scientifico per documentare l’erosione costiera della California, scattando 12.000 immagini dal proprio elicottero. Una di queste, la cosiddetta “Image 3850”, inquadra per caso la mega-villa di Barbra Streisand. Prima della denuncia, quella foto era stata scaricata esattamente sei volte, anzi: esattamente 4 volte, perché gli altri due download erano dagli avvocati della stessa Streisand.

Streisand però vuole andare avanti e invoca la privacy, intenta una causa da milioni di dollari. Risultato: il mese successivo la foto vola a 420.000 visualizzazioni, trainate dalla curiosità e dal clamore della mega-causa. Internet scopre i meme, la foto diventa virale, il giudice respinge la causa e la diva deve pagare 177.000 dollari di spese legali (in questo tipo di cause temerarie gli Stati Uniti sono migliori dell’Italia). Nasce ufficialmente un termine sociologico: “effetto Streisand”. Voleva nascondere la foto della sua casa (a pochi), perde la causa, fa pubblicità involontaria alla causa che voleva mettere a tacere e deve pure pagare.

Il libro del Generale destinato all’oblio
Firenze, 3 agosto 2023. Roberto Vannacci, all’epoca presidente dell’Istituto Geografico Militare, preme “invio” e pubblica in self-publishing un tomo di 300 pagine intitolato Il Mondo al Contrario. Statisticamente, quel file era destinato all’irrilevanza digitale: nessun editore, nessuna distribuzione, nessuna pubblicità. Solo lo sfogo di un paracadutista ultra-decorato che si sentiva, come avrebbe detto lui stesso in ogni intervista successiva, “straniero in patria”.

Il ‘Matteo Pucciarelli day’
Il 17 agosto un giornalista, grande firma di Repubblica, intercetta il testo e lo attenziona nelle intenzioni di stigmatizzare e isolare il Generale. Invece si attiva un passaparola degno proprio del cosiddetto “effetto Streisand”. L’indignazione diventa un propellente di marketing formidabile. I sostenitori di Vannacci, sui social e sui forum, ringrazieranno ironicamente la stampa “progressista” istituendo il “Pucciarelli Day”, celebrazione involontaria di chi, cercando di censurare, ha regalato gratis fama, soldi e una visibilità che non ha prezzo. La psicologia dietro è elementare ma implacabile: se i media “di sistema” mi dicono che un libro non deve essere letto, il fascino del proibito spinge il lettore medio a volerlo comprare.

Dal manoscritto a “Futuro Nazionale”
Nel 2026 il cerchio si è chiuso. Vannacci ha usato la Lega come un “taxi” per arrivare al Parlamento europeo con oltre mezzo milione di preferenze, sceso dal taxi di Salvini si è fatto il suo partito personale (dopo che per più di un anno aveva promesso di non farlo) “Futuro nazionale” e siamo arrivati ai giorni nostri.

La morale di questo è che se oggi parliamo di Vannacci come soggetto politico autonomo, il merito o la colpa – fate voi – è di quel riflesso condizionato che, vent’anni fa, prese il nome da una stella di Hollywood. Sappiamo solo che nonostante questo la storia si ripeterà altrove, in altre forme e con altre facce.

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