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“Voglio scendere”: tenta di aprire il portellone dell’aereo in volo e strangola uno steward che prova a fermarlo, volo dirottato

3 June 2026 at 12:47

Un volo della Frontier Airlines, partito domenica da Porto Rico e diretto a Chicago, è stato costretto a un atterraggio di emergenza a Miami dopo che un passeggero di 51 anni, Juan Gabriel Reyes, ha seminato il caos a bordo. L’uomo ha tentato di aprire un’uscita di emergenza in volo, per poi accanirsi contro un assistente di volo fuori servizio, arrivando a strangolarlo, fortunatamente non a morte.

L’escalation a bordo e l’assalto alla cabina

Secondo i documenti di arresto dell’ufficio dello sceriffo della contea di Miami-Dade e la denuncia penale federale, i disordini sono iniziati circa 45 minuti dopo il decollo del volo Frontier 3345 dall’aeroporto di San Juan. Reyes ha iniziato a creare trambusto urlando di voler scendere dall’aereo e compiendo i primi tentativi per aprire il portellone di emergenza. Dopo essere stato bloccato, il 51enne si è diretto verso la cabina di pilotaggio. I documenti legali descrivono la sua reazione spiegando che l’uomo ha iniziato a colpire l’ingresso “spingendo aggressivamente la spalla contro la porta del pilota”. Allontanato da un’assistente di volo, durante il tragitto verso un nuovo posto a sedere, Reyes ha continuato a disturbare tentando di urinare sul pavimento del bagno.

L’aggressione e l’intervento dei passeggeri

La situazione è precipitata quando un assistente di volo fuori servizio si è offerto di sedersi nella stessa fila dell’uomo per monitorarlo. Quando lo steward si è alzato per usare la toilette, Reyes ha cercato di afferrare la sua borsa dal pavimento. Di fronte alla richiesta di fermarsi e allo spostamento dello steward in un sedile oltre il corridoio, il passeggero ha reagito con estrema violenza: la denuncia federale riporta che Reyes “è salito sopra la vittima”, precisando poi che “ha afferrato la vittima per la testa e l’ha strangolata”. Per fermare l’aggressione è stato necessario l’intervento congiunto degli assistenti di volo in servizio e di diversi passeggeri, tra cui un praticante di arti marziali che ha poi documentato l’accaduto sui social. L’uomo è stato inizialmente immobilizzato con delle fascette di plastica, dalle quali è riuscito a liberarsi più volte, costringendo i presenti a legarlo definitivamente utilizzando le prolunghe delle cinture di sicurezza.

L’arresto e il bilancio della FAA

Il comandante ha modificato la rotta, effettuando un atterraggio d’emergenza all’aeroporto internazionale di Miami intorno alle 23:55 ora locale. Reyes è stato preso in custodia dall’ufficio dello sceriffo di Miami e successivamente consegnato all’FBI per essere interrogato. I registri del tribunale confermano che il 51enne è stato formalmente accusato di interferenza con i membri dell’equipaggio e di aggressione all’interno della giurisdizione marittima e territoriale. Il volo ha poi ripreso la sua rotta, atterrando a Chicago alcune ore più tardi. L’episodio si inserisce in un quadro di crescenti tensioni ad alta quota: la Federal Aviation Administration (FAA) ha confermato di aver ricevuto 687 segnalazioni di passeggeri indisciplinati solo dall’inizio di quest’anno, ricordando un recente episodio su un volo United Airlines in cui un passeggero ha compiuto “molteplici tentativi di fare irruzione nella cabina di pilotaggio”.

Credit video: Ben Shapiro Facebook

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“Era cianotico e in arresto respiratorio, il kit medico di bordo inadeguato”: bimbo di 13 mesi rischia di morire sul volo Ryanair Bergamo-Marrakech, la rabbia dei due infermieri che gli hanno salvato la vita

3 June 2026 at 11:36

Mezz’ora prima dell’atterraggio a Marrakech, un bambino di 13 mesi è andato in arresto respiratorio a bordo di un volo Ryanair partito da Bergamo. A salvargli la vita, rianimandolo nello stretto corridoio del velivolo, sono stati due infermieri italiani fuori servizio, costretti a intervenire con il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca a causa delle gravi carenze riscontrate nel kit medico di emergenza dell’aereo, risultato incompleto e inadatto a un’emergenza pediatrica.

L’emergenza ad alta quota e l’intervento salvavita

I protagonisti della vicenda, riportata dal Giornale di Vicenza, sono Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, marito e moglie, entrambi infermieri di pronto soccorso in servizio presso il Suem 118 dell’Ulss 8 di Vicenza. La coppia si trovava a bordo dell’aereo in viaggio per le vacanze quando, a circa trenta minuti dall’arrivo in Marocco, si è trovata a dover fronteggiare un quadro clinico critico. “Il bimbo era cianotico, ipotonico e in arresto respiratorio, probabilmente a causa di un’ostruzione delle vie aeree dovuta a delle convulsioni febbrili”, raccontano i due sanitari. Dopo aver eseguito le manovre di disostruzione delle vie aeree, gli infermieri hanno dovuto iniziare immediatamente le procedure di rianimazione, trovandosi però di fronte a un ostacolo inaspettato al momento di utilizzare la strumentazione di bordo.

L’inadeguatezza della strumentazione

L’intervento è stato condotto fisicamente “alla vecchia maniera” per la totale impossibilità di affidarsi ai presidi forniti dall’equipaggio. Gli infermieri sono netti nello spiegare le ragioni della loro scelta obbligata: “Non abbiamo potuto fare altrimenti perché il kit medico di bordo era inadeguato“. I due professionisti hanno elencato nel dettaglio una serie di mancanze che avrebbero potuto rivelarsi fatali: “I palloni autoespandibili erano privi delle relative maschere facciali. Una delle due bombole dell’ossigeno era scarica e l’unica maschera disponibile non andava bene per i bambini. Il defibrillatore automatico, poi, era configurato esclusivamente per gli adulti e non si poteva impostare la modalità pediatrica”.

Il sollecito a Ryanair per la sicurezza dei passeggeri

Il tempestivo intervento manuale ha permesso di salvare il bambino, che subito dopo l’atterraggio in Marocco è stato affidato in sicurezza alle cure del personale di un’ambulanza. Immediatamente dopo i fatti, Marchetto e Valentini hanno inoltrato una segnalazione formale a Ryanair. Nella comunicazione hanno evidenziato che il materiale sanitario di emergenza deve essere non solo presente a bordo, “ma anche completo, verificato e pienamente utilizzabile”. Un aspetto vitale, hanno precisato, in particolar modo negli scenari di urgenza pediatrica “nei quali la qualità della ventilazione rappresenta un elemento fondamentale”. Nonostante il lieto fine, la compagnia aerea irlandese non ha ancora risposto ai due infermieri vicentini, nemmeno per inviare un formale ringraziamento. Un silenzio che non ferma la battaglia dei due sanitari, interessati unicamente all’adozione di protocolli più rigidi: “L’unica cosa di cui vogliamo assicurarci è che i controlli sui presidi sanitari di bordo siano molto più accurati, e che una situazione del genere non si ripeta più, perché l’esito potrebbe non essere lo stesso”.

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