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[1-1]: Nigéria responde ao golo de Portugal e empata a partida

Martínez faz voltar pesos pesados. Os onzes iniciais do Portugal-Nigéria

- La Vanguardia

- Un intento de apartar a Petro de la presidencia de Colombia enturbia la campaña electoral
Un intento de apartar a Petro de la presidencia de Colombia enturbia la campaña electoral
Los motivos que han llevado a la senadora oficialista Gloria Arizabaleta a pedir la suspensión temporal del presidente de Colombia, Gustavo Petro, todavía se desconocen pero su decisión ha enturbiado la campaña para la segunda vuelta de las elecciones prevista para este 21 de junio.


Will Trump’s Repairs to Washington D.C.’s Reflecting Pool Work?

© Salwan Georges for The New York Times
- Il Giornale - Mondo
- Iran, com'è il drone marino usato per salvare i piloti dell'elicottero Apache abbattuto
Iran, com'è il drone marino usato per salvare i piloti dell'elicottero Apache abbattuto
È stato un drone navale a recuperare l’equipaggio dell'elicottero d'attacco AH-64 Apache americano, precipitato lunedì notte nelle vicinanze dello stretto di Hormuz.
L’informazione è stata diffusa dal Comando Centrale degli Stati Uniti, che ha confermato l’impiego di un drone Corsair Saronic, un’imbarcazione di superficie autonoma (ASV), che ha soccorso l’equipaggio, composto da pilota e copilota/mitragliere, recuperandolo dalle acque potenzialmente ostili, dove i due sono rimasti per quasi due ore, e trasportandolo in acque più sicure, dove sono stati poi issati su un elicottero.
Stando a quanto affermato separatamente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l’elicottero statunitense, che era impegnato in una missione di pattugliamento e sorveglianza dello stretto di Hormuz, è stato abbattuto da forze iraniane al largo delle coste dell’Oman.
Un drone per salvare i piloti dell’Apache
Il Centcom ha comunicato che: "Il drone di superficie che ha assistito al salvataggio dell'equipaggio dell'Apache al largo delle coste dell'Oman la scorsa notte era un drone Corsair della Marina statunitense, operato dalla Task Force 59 della 5ª Flotta statunitense". Si tratta di un'imbarcazione dronizzata lunga circa 7,3 metri con un design simile a quello di un motoscafo, che può essere configurata per diversi tipi di missione, può raggiungere una velocità di 35 nodi, ha un'autonomia di circa 1.600 km e una capacità di carico utile di circa 450 kg.
Si tratta del primo caso noto in cui un drone viene utilizzato per il recupero di personale nell'ambito di una missione di ricerca e soccorso; ciò denota importanti implicazioni per queste operazioni in futuro, dato il rischio corso dai mezzi con equipaggio che vengono abitualmente impiegati nelle operazioni di ricerca e soccorso, che presentano complessità e rischi intrinseci quando vengono condotte in territorio ostile. Il recente esempio di recupero dell’equipaggio dell’F-15E abbattuto dall'Iran ha messo nuovamente in luce i rischi che si assumono le forze di ricerca e soccorso in combattimento (CSAR). Un aereo d’attacco A-10 impiegato come “Sandy” era stato abbattuto e un elicottero di soccorso danneggiato proprio nelle prime fasi del soccorso. Lo stesso vale per operazioni di recupero in acque ostili o in alto mare, dato che esiste sempre la possibilità di perdere ulteriori mezzi e uomini nel corso della missione di salvataggio.
L’abbattimento confermato e la risposta di Trump
Questo è il primo elicottero AH-64 Apache perso in Medio Oriente dall'inizio delle ostilità con l'Iran. In particolare, l'incidente è avvenuto appena un giorno dopo che Israele e l'Iran hanno fermato una nuova ondata di attacchi a seguito di una nuova escalation.
La scorsa settimana, il presidente Trump aveva detto ai giornalisti che avrebbe preso in considerazione la ripresa della guerra se l'Iran avesse causato la morte di truppe statunitensi. Ciò minerebbe le basi del cessate il fuoco accordato ad aprile e riporterebbe il Medio Oriente in guerra. Va ricordato come l’ammaraggio di un elicottero che compie un atterraggio d'emergenza controllato in autorotazione e l’abbandono dell’abitacolo mentre l’elicottero non è una passeggiata priva di tale rischio.
Un funzionario degli Stati Uniti ha detto ad Axios che un'indagine “ha determinato che un drone iraniano ha colpito l'elicottero, causandone lo schianto”. Un funzionario degli Stati Uniti ha detto che l'indagine non ha potuto determinare se l’abbattimento fosse intenzionale. Ma è noto che le piccole imbarcazioni iraniane della Mosquito Fleet armate con sistemi di difesa aerea portatili e i droni impiegati come munizioni circuitanti rappresentano una minaccia consistente per elicotteri americani schierati a sorveglianza dello stretto.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato il completamento degli attacchi di autodifesa contro l'Iran, eseguiti su ordine del Comandante in Capo, il presidente Donald Trump, in risposta all’abbattimento dell’elicottero Apache. I raid aerei americani hanno colpito il porto di Sirik, Bandar Abbas e l'isola di Qeshm. Funzionari statunitensi affermano che gli attacchi americani sono diretti contro "difese aeree" e "stazioni radar" intorno allo Stretto di Hormuz.
Non si è fatta attendere la risposta del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e della loro componente navale, che hanno dichiarato di aver condotto una rappresaglia contro 21 obiettivi situati in basi aeree e navali americane in tutto il Medio Oriente, tra cui il quartier generale della 5ª Flotta della Marina degli Stati Uniti in Bahrain e la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania. Il timore che l’escalation possa compromettere gran parte dei progressi fatti sul piano negoziale si sta diffondendo rapidamente.
- RFI Actualités

- Mali: RSF dénonce des «arrestations arbitraires» et l'«instrumentalisation» de la loi sur la cybercriminalité
Mali: RSF dénonce des «arrestations arbitraires» et l'«instrumentalisation» de la loi sur la cybercriminalité
- The Guardian - World news

- Is he Bernie Sanders or Donald Trump? Protest vote complicates Graham Platner’s victory
Is he Bernie Sanders or Donald Trump? Protest vote complicates Graham Platner’s victory
Democrats have rolled the dice in Maine as they pursue a post-Trump future. Will it work?
It was over the moment he received the endorsement of Maine’s most famous resident: Stephen King, the master of horror, who announced on Tuesday that he voted for Graham Platner.
More than 100,000 Democrats in Maine agreed, making Platner, a marine veteran and oyster farmer, their nominee for the US Senate against Republican incumbent Susan Collins in November.
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© Photograph: Robert F Bukaty/AP

© Photograph: Robert F Bukaty/AP

© Photograph: Robert F Bukaty/AP
Evidence linking bats to Ebola inconclusive, scientist says. ‘Solution is not fear’

Belfast victim lost eye and suspect said ‘I’ve killed someone’, court told

- La Vanguardia

- En el norte de Escocia se aficionaron a extraer el cerebro de los muertos y afilar los huesos de sus extremidades durante la Edad de Hierro
En el norte de Escocia se aficionaron a extraer el cerebro de los muertos y afilar los huesos de sus extremidades durante la Edad de Hierro
Estudiar las prácticas funerarias de la Gran Bretaña prehistórica no es tarea sencilla porque los restos humanos raramente se conservan. Pero existen algunos sitios, como el norte de Escocia, donde los astros se alinean para ofrecer a los investigadores una oportunidad única para identificar desconocidos rituales antiguos.

- La Vanguardia

- Descubierta en Atapuerca la primera necrópolis infantil del Calcolítico en Europa, que indica que los niños recibían un trato diferenciado
Descubierta en Atapuerca la primera necrópolis infantil del Calcolítico en Europa, que indica que los niños recibían un trato diferenciado
El Neolítico llegaba a su fin y nuestros antepasados comenzaban a fabricar las primeras herramientas de metal. Todavía eran rudimentarios instrumentos de cobre, pero iban a ser un gran salto tecnológico para la humanidad. Y en ese momento de transición, hace entre 5.000 y 4.500 años, los niños pequeños comenzaron a recibir un trato diferenciado.


- La Razón

- Sebastián Mora, las medallas, de la pista al pueblo: "Si las tengo en casa al final solo las disfruto"
Sebastián Mora, las medallas, de la pista al pueblo: "Si las tengo en casa al final solo las disfruto"
Sebastián Mora ha ganado 15 medallas entre siete podios en Mundiales y ocho en Europeos de Ciclismo en pista, pero en casa solo tiene dos: «El segundo campeonato de Europa y el primero del mundo». El resto las tiene repartidas por Vila-real, su ciudad, y la provincia de Castellón: una en una clínica de fisioterapia, otra en un bar de almuerzos, otra en una pizzería donde queda para salir en bicicleta con los amigos y otra en un restaurante en Eslida. «Las he dado para que las pueda disfrutar la gente, si las tengo en casa al final solo las disfruto yo y quiero hacer partícipe a quienes me han apoyado tanto», dice.
Ese es el carácter de una de las figuras más exitosas del ciclismo español en una categoría, la de pista, poco reconocida a nivel nacional. «Conocemos mucho el ciclismo pero el de pista no es tan conocido como en Bélgica, Holanda o Inglaterra», admite. A él, la bicicleta le acompañó desde pequeño.
«Al final uno empieza por juego, en la provincia de Castellón y en Vila-real es fácil y siempre me ha gustado desplazarme en bicicleta». Un ambiente ciclista que «se vive» especialmente en la provincia de Castellón, tierra de montañas y paisajes idóneos para el deporte y donde vive y entrena cada día para seguir mejorando.
Una costumbre que le viene de familia. «Mi padre fue ciclista máster y siempre se ha visto mucho ciclismo en casa. Esa retina de pequeño te va ilusionando: mis ídolos no son Induráin, o Perico, sino mi padre y el grupo de amigos con el que salía a rodar a las ocho de la noche después de trabajar. Eso me marcó», afirma.
Sebastián Mora dice que empezó tarde. «Con 11 años», ríe, asegurando que esa edad es tarde pues los grandes referentes compiten desde bien pequeños. «Ya estaba en las últimas categorías de escuelas en el club ciclista de Vila-real».
El paso definitivo para convertirse en profesional tardaría una década. «En mi último año compitiendo en sub23, me llamaron del Centro de Alto Rendimiento (CAR) en Mallorca y fue un gran cambio», admite.
En 2012, participó en sus primeros Juegos Olímpicos de verano en Londres 2012, donde consiguieron el récord nacional en la prueba por equipos y terminaron sextos, con diploma olímpico.
A finales de 2015 consiguió sus dos primeros títulos europeos en el campeonato celebrado en Grenchen, Suiza en las modalidades de «scratch» y «madison». Un año más tarde, se hizo con su primer oro en el Mundial de Ciclismo en pista de 2016 en Londres, en la categoría de «scratch», a lo que unió un bronce en «madison». «En 2010 en San Petersburgo ya había conseguido un Mundial Junior». Pese a todo, explica que hasta que hasta que una estructura «no creen en ti», no empezó a tomarse en serio el deporte.
Un apoyo que le viene desde hace años a través del proyecto FER impulsado por la Fundación Trinidad Alfonso de Juan Roig y Hortensia Herrero. «El proyecto FER además de ser una familia que te ayuda con cualquier cosa, te da renombre, todo deportista valenciano quiere estar dentro», afirma el ciclista, que ha visto cómo ha ido creciendo un proyecto que apoya a deportistas de toda la Comunidad en sus sueños olímpicos.
A sus 38 años, Sebastián Mora sabe que el final se acerca, de ahí que se haya apuntado a estudiar en la universidad para formarse para el futuro, pero aún así no aparca la bicicleta: «Hay que poner una fecha límite, la gente por detrás aprieta, pero estoy aquí para apoyar a las nuevas generaciones», afirma. Mientras, sigue rodando sin la retirada fijada.
El sueño de repetir Juegos Olímpicos
A pesar de sus 15 medallas en campeonatos europeos y mundiales, a Sebastián Mora se le ilumina la mirada cuando habla de los Juegos Olímpicos. «Son palabras mayores», admite. Recuerda su debut en Londres 2012 como «algo impresionante», y tras conseguir un sexto puesto en la prueba por equipos, en Tokio 2020 debutó en la prueba de «madison» con su compañero Albert Torres, donde repitió sexto puesto, otro diploma olímpico. En París 2024, con el mismo compañero, quedaron octavos, consiguiendo su tercer diploma. Ahora sueña con llegar a Los Ángeles 2028. «Sería excepcional poder estar. Si voy no voy a ir a pasear, sino a lograr lo máximo». Una medalla olímpica sería un sueño para cerrar una carrera irrepetible.


© KIKE TABERNER
- France 24 - Français

- Sagrada Familia : génie ou folie ? Parlons-en avec Marc Jampolsky et Béatrice Bizot
Sagrada Familia : génie ou folie ? Parlons-en avec Marc Jampolsky et Béatrice Bizot
- El Diario

- Las comunidades se niegan a intervenir en su reunión con Mónica García y exigen a Sanidad que negocie con los médicos en huelga
Las comunidades se niegan a intervenir en su reunión con Mónica García y exigen a Sanidad que negocie con los médicos en huelga
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Las comunidad autonomas no intervendrán en ninguno de los puntos del día del Consejo Interterritorial, en el que trasladarán a la ministra una carta conjunta en la que le reclaman "medidas estructurales"
Los nuevos médicos de familia desafían la crisis de Atención Primaria en el MIR: “Me decían que no desaprovechara mi plaza”
“La ministra se ha quedado sola”. El consejero vasco de sanidad, Alberto Martínez, ha tomado la palabra en nombre de todas las comunidades para avanzar una posición conjunta de cara a la reunión del Consejo Interterritorial que se celebra este miércoles. A las puertas de la sede ministerial, Martínez ha afirmado la disposición de los gobiernos autonómicos a “tender la mano al Ministerio para retomar la relación” con Mónica García para, a renglón seguido, avanzar que no intervendrán en ninguno de los puntos del día previstos para este encuentro.
Todas las consejerías, salvo Catalunya, han firmado un documento que leerán al inicio de la reunión. Será su única aportación a un Consejo en el que estaba previsto abordar cuestiones como el límite máximo de jornada ordinaria de 35 horas, la retribución de la hora de guardia, la creación de mesas específicas de negociación o la clasificación profesional.
Las consejerías justifican su decisión en que el estatuto marco contra el que se levantan los médicos es “una norma básica de carácter estatal, cuya aprobación, modificación y desarrollo corresponde en exclusiva al Ministerio de Sanidad, en virtud de las competencias que le atribuye el ordenamiento jurídico”. Y son las comunidades autónomas, dicen, “como responsables de la organización y prestación de la asistencia sanitaria”, quienes están “asumiendo las consecuencias asistenciales y organizativas derivadas de un conflicto cuya raíz no se sitúa” en su “ámbito competencial”.
En el documento, que han leído en la reunión con Sanidad, exigen al Ministerio que reabra “con urgencia un proceso de diálogo, real, efectivo y constructivo” e impulse, “con carácter inmediato, medidas estructurales y sostenidas en el tiempo”.
“Al terminar la lectura y la explicación” del documento, señaló Martínez a la prensa, “daremos por terminada nuestra intervención”. El consejero vasco ha aclarado, no obstante, que no se levantarán de la mesa, aunque no realizarán más aportaciones.
Navarra ha hecho un apunte al documento, en el que hace constar que “puesto que todos sus profesionales son funcionarios del Gobierno de Navarra, el estatuto marco afecta tan solo en cuestiones relativas a la jornada, siendo las soluciones a la mayoría de las reivindicaciones del colectivo médico competencia de la propia comunidad, no estatal salvo en el caso de los médicos en formación, de manera diferenciada al resto de las comunidades”.
Desde el departament de Salud catalán aclaran que “el hecho de no adherirse a este texto no implica desacuerdo con su contenido”. “Compartimos buena parte de las reflexiones que en él se expresan, pero no compartimos iniciativas que puedan profundizar en el actual contexto de conflictividad”, apuntan.
El conflicto entre Sanidad y los sindicatos médicos se prolonga ya durante meses. De hecho, las organizaciones sindicales establecieron en enero un calendario de huelgas de una semana al mes, al menos hasta junio. La última prevista está convocada para el próximo lunes. “La responsabilidad de su resolución sigue estando exclusivamente en manos de las administraciones, por lo que mientras no lleguen propuestas serias para desbloquearlo, el colectivo médico mantendrá la movilización y responderá con la unidad, firmeza y determinación con las que lo ha hecho hasta ahora”, señalaban desde el Comité de Huelga en un comunicado la semana pasada.
Aunque el foco está puesto en la ministra, en varias comunidades los sindicatos han mantenido huelgas autonómicas, también frente a sus propias consejerías. Es el caso de la Comunitat Valenciana, Madrid o Aragón, donde algunos especialistas han renunciado a hacer 'peonadas', las horas extra con las que se rebajan las listas de espera.
García ha hecho referencia este martes al encuentro con las consejerías de sanidad. “Pondremos encima de la mesa aquellas reivindicaciones que no son de nuestra competencia”, insistió durante la rueda de prensa posterior al Consejo de Ministros. Entre ellas, enumeró “las retribuciones de la hora de guardia”, “la disminución más allá de los límites que hemos puesto en el estatuto marco de las guardias” , la puesta en marcha de ,esas de partición de decisión que sean exclusivamente médicas“ o la implantación de las ”35 horas de jornada laboral“.
“Lo que trae el estatuto marco son límites al abuso de aquellos que ejercen las competencias en materia de sanidad, que están transferidas desde el año 2002”, ha hecho hincapié la ministra: “Eso significa que la gestión, la planificación, los recursos humanos, las plantillas y el abordaje de las mejoras de las condiciones laborales son competencia de las comunidades autónomas”.
Por su parte, los sindicatos Satse, Comisiones Obreras, UGT y CSIF han enviado sendas misivas a las consejerías recordando que los asuntos que pretenden abordar “forman parte del ámbito propio de la negociación colectiva”. Es ese ámbito, en el que estas organizaciones están presentes, donde Sanidad pactó el nuevo estatuto marco.
En ese sentido, estos sindicatos muestran su “preocupación” porque los acuerdos que puedan adoptarse en el marco del Consejo Interterritorial, lleguen a “alterar o condicionar procesos de negociación ya iniciados o en curso en el Ámbito de Negociación”, “desplazar de facto la negociación colectiva hacia espacios distintos de los legalmente previstos”, “generar desequilibrios o respuestas parciales dirigidas exclusivamente a determinados colectivos profesionales” y “crear precedentes que debiliten los mecanismos ordinarios de participación y negociación colectiva”.
Los sindicatos del ámbito solicitan a las consejerías que cualquier asunto del orden del día que afecte a las condiciones laborales, clasificación profesional, jornada, retribuciones, organización del trabajo o estructuras de negociación “respete plenamente” el “espacio legítimo de negociación colectiva”. Además, piden que las comunidades, “como administraciones empleadoras y responsables de la gestión de los servicios sanitarios, participen activamente en el fortalecimiento de los espacios de negociación colectiva y diálogo social”.
Man’s home ‘completely destroyed’ in Belfast disorder

New York Is Buzzing With Watch Parties for the Knicks’ NBA Finals Games

© Todd Heisler/The New York Times







