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“L’ape regina ha scelto di posarsi lì e tutte l’hanno seguita”: sciame di api invade la spiaggia di Cattolica e trasforma un ombrellone nel suo alveare, le immagini impressionanti

9 June 2026 at 09:05

Il profumo della crema solare, il rumore delle onde, la tranquillità di un libro aperto sotto il sole di inizio giugno. Poi, un ronzio sordo, in rapido avvicinamento. In pochi istanti, il cielo sopra la seconda fila degli stabilimenti balneari 31-32 di Cattolica si è riempito di un’ombra insolita. Una nuvola compatta e ronzante di migliaia di api è planata improvvisamente sulla spiaggia, costringendo i bagnanti a una rapida e concitata ritirata. Quella che doveva essere una tipica domenica di mare si è trasformata in una scena fuori dal comune, con un intero ombrellone “sequestrato” dalla natura.

L’arrivo della regina e l’evacuazione dell’area

Tutto è iniziato quando lo sciame, seguendo gli spostamenti dell’ape regina, ha cominciato a volteggiare a bassa quota tra i lettini, tra lo stupore e il timore dei presenti. Nel giro di pochi minuti, la regina ha individuato il suo punto di sosta temporaneo: un ombrellone situato in una delle posizioni più ambite, a pochissimi metri dal bagnasciuga. Come riportato anche dalla testata locale Vivere Riccione, la dinamica è stata rapida. “Si vede che l’ape regina ha scelto di posarsi sull’ombrellone e, in poco tempo, hanno cominciato ad arrivare api da tutte le parti, che si sono posate anche sul lettino corrispondente”, ha raccontato un testimone che ha assistito alla scena. “L’ape regina ha scelto di posarsi lì e tutto il resto dello sciame l’ha seguita”, hanno confermato altri presenti.

Per garantire l’incolumità pubblica, i gestori dello stabilimento sono intervenuti tempestivamente. L’area circostante, nonostante fosse densamente occupata, è stata evacuata e transennata. Molti bagnanti, superato l’attimo di panico iniziale, hanno mantenuto la calma posizionandosi a distanza di sicurezza, estraendo gli smartphone per filmare e fotografare l’inusuale spettacolo. I video del “quartier generale” dell’alveare hanno fatto in poche ore il giro dei social.

L’intervento dell’apicoltore e la messa in sicurezza

La situazione ha richiesto l’intervento di un professionista. “È stato necessario attendere l’arrivo dell’apicoltore per portare via in sicurezza lo sciame”, hanno spiegato i testimoni. Una volta giunto in spiaggia, l’esperto ha avviato le delicate operazioni di recupero. Il procedimento ha seguito le rigide regole della natura: l’apicoltore ha individuato e prelevato il nucleo di insetti in cui si trovava la regina, posizionandolo all’interno di un’apposita arnia. A quel punto, riconoscendo il richiamo della propria sovrana, tutte le altre api hanno abbandonato l’ombrellone e il lettino, incanalandosi ordinatamente all’interno del contenitore. L’operazione si è conclusa senza alcuna puntura e con la totale messa in sicurezza dell’area, permettendo ai bagnanti di riprendere possesso delle proprie postazioni.

I precedenti in Riviera

Il fenomeno, per quanto spettacolare e in grado di generare allarme in un ambiente affollato come una spiaggia, rientra nel normale ciclo biologico di questi insetti. Durante la stagione primaverile ed estiva, quando le api sciamano per formare nuove colonie, tendono a fermarsi temporaneamente in luoghi di sosta in attesa che le api esploratrici trovino una sistemazione definitiva adeguata. Non si tratta, peraltro, di un caso isolato per la Riviera romagnola in questo avvio di stagione. Soltanto pochi giorni prima, un episodio analogo aveva visto un altro gruppo numeroso di insetti nidificare nei pressi del litorale della vicina Riccione, confermando una particolare attività di sciamatura nella zona.

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Perquisito il consulente Davide Barzan: indagine per bancarotta da un milione di euro. La difesa: “Mai preso soldi”

8 June 2026 at 17:43

Una perquisizione in casa, una nello studio, e un’indagine che si allarga attorno a una società finita in liquidazione giudiziaria con un buco contestato da circa un milione di euro. È il quadro che ha portato la Guardia di Finanza a presentarsi questa mattina a Riccione, nell’appartamento e nell’ufficio di Davide Barzan, criminalista e consulente noto anche per il suo ruolo nel caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Bergamo, che ipotizza a carico di Barzan il reato di bancarotta fraudolenta nell’ambito della gestione di una società attiva nella produzione di infissi, poi finita in liquidazione giudiziaria. Nel fascicolo compare anche il nome di Pierluigi Chieffi, 58 anni, consulente finanziario di Coriano, attualmente detenuto nel carcere di Rimini per cumulo di condanne, tra cui quella per un’aggressione con sfregio. Chieffi risulta inoltre indagato per il danneggiamento dell’auto dello stesso Barzan, avvenuto nel maggio 2025.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vicenda nasce quando la società viene acquisita da Barzan, che ne diventa socio unico. La fase successiva è quella della liquidazione volontaria, con la nomina di Chieffi come liquidatore, già collaboratore della stessa azienda in qualità di consulente esterno. Da lì il passaggio alla liquidazione giudiziaria e l’avvio dell’indagine, nella quale la Procura contesta presunte distrazioni di fondi e ipotesi di truffa per circa un milione di euro. La difesa del consulente, affidata agli avvocati Marlon Lepera e Nunzia Barzan, respinge ogni addebito e sostiene che Barzan non avrebbe “mai preso soldi” dalla società finita sotto procedura.

Il nome del consulente è noto anche al di fuori di questo procedimento, per il suo coinvolgimento mediatico e professionale in diverse vicende giudiziarie, tra cui il caso Pierina Paganelli. Proprio quel processo, intanto, si avvia alla fase conclusiva. A Rimini è attesa martedì l’ultima udienza in Corte d’Assise per l’omicidio della donna, uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino. Sarà il giorno delle repliche delle difese e del pubblico ministero, prima del ritiro della Corte in camera di consiglio per la decisione.

Il dibattimento non subirà modifiche nonostante lo sciopero degli avvocati penalisti, poiché l’imputato Louis Dassilva è detenuto dal giugno 2024. Rinviata invece a ottobre l’udienza a carico di Valeria Bartolucci, moglie dell’imputato, accusata di diffamazione aggravata e minacce per alcune frasi rivolte alla nuora della vittima, Manuela Bianchi, durante l’arresto del marito. Tra le espressioni contestate, secondo l’accusa, anche una frase ritenuta particolarmente grave: “Io non ci metto niente a scioglierla in un fusto pieno di acido, ci vuole poco a comprare un’arma a San Marino”. La sua posizione era stata inizialmente oggetto anche di una denuncia per stalking, poi archiviata dal gip, mentre per le altre imputazioni è stato disposto il rinvio a giudizio.

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Sindaco del Riminese in camicia nera alla Festa della Repubblica, proteste dell’Anpi. De Pascale: “Non si può festeggiare se non si è antifascisti”

5 June 2026 at 09:24

In camicia nera alla Festa della Repubblica. La scelta stilistica del sindaco di Pennabilli, in provincia di Rimini, è apparsa ai critici soprattutto una scelta ideologica: quella di partecipare ai festeggiamenti della Repubblica italiana con un simbolo da sempre associato al regime fascista. “Riteniamo gravissimo che un sindaco della provincia abbia partecipato alla celebrazione indossando una camicia nera, simbolo storicamente e politicamente associato al fascismo“, ha denunciato l’Anpi provinciale ricordando che il tutto è avvenuto “alla presenza del Prefetto, delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e della cittadinanza”. “Non si può festeggiare la Repubblica se non ci si riconosce nei valori dell’antifascismo“, ha poi rincarato il governatore dell’Emilia Romagna Michele de Pascale.

Il sindaco in questione non viene citato direttamente, ma si tratta di Mauro Giannini. Le critiche nei suoi confronti sono arrivate anche perché di uscite infelici sul fascismo il primo cittadino ne aveva già avute, ad esempio quando ha dichiarato di essere nato e di voler morire con la camicia nera addosso. “Se non vado alla festa della Liberazione mi danno del fascista – ha commentato sui social taggando Roberto Vannacci -, se vado alla Festa della Repubblica mi danno del repubblichino. Spero almeno che i patrioti mi diano del futurista”.

L’Anpi, però, non ci sta e definisce quello del sindaco “un gesto incompatibile con il significato della ricorrenza che celebra la nascita della Repubblica democratica e della Costituzione antifascista. La circostanza assume una rilevanza ancora maggiore alla luce delle ripetute dichiarazioni pubbliche con cui lo stesso amministratore ha rivendicato la propria appartenenza all’identità fascista e si è definito orgogliosamente ‘fascista’ e ‘camicia nera’. Una grave offesa alla memoria della Resistenza e ai valori su cui si fonda la Repubblica”.

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