Iván Cepeda begins his second week heading into the presidential runoff with no money and time running out. His campaign team, deployed across several regions of the country for the final push, is convinced that the race will be decided in two cities: Bogotá and Barranquilla. The ruling party candidate has renewed his bet on social media: he now appears in more personal videos with voters, painting murals and even playing soccer. And he has the math clear: he needs at least 2.5 million additional votes to overtake his opponent Abelardo de la Espriella and cross the threshold into the Casa de Nariño presidential residence.
Il presidente colombiano uscente Gustavo Petro ha attaccato duramente il suo omologo statunitense Donald Trump per aver sostenuto un candidato di estrema destra alla sua successione, accusando Washington di allearsi con i “narcotrafficanti” che afferma di combattere. Petro ha reagito all’appoggio incondizionato di Trump all’avvocato Abelardo de la Espriella, a discapito di un senatore di sinistra, nelle elezioni presidenziali colombiane. De la Espriella, 47 anni, ha fatto fortuna rappresentando paramilitari dediti al narcotraffico, truffatori e stelle del calcio, e ha suscitato sorpresa sconfiggendo il senatore di sinistra Ivan Cepeda, alleato di Petro, al primo turno di domenica. I due si affronteranno nuovamente al ballottaggio il 21 giugno.
Trump ha espresso il suo sostegno a De la Espriella, citando i suoi “straordinari successi nella vita e il suo appoggio politico nei miei confronti, personalmente”. Petro, il primo leader di sinistra della Colombia, ha criticato l’ingerenza di Trump nella campagna elettorale. “I loro alleati in Colombia provengono dal regime narco-paramilitare; sono responsabili di genocidio e traffico di droga”, ha dichiarato all’AFP in un’intervista al palazzo presidenziale di Bogotá. La Casa Bianca ha cercato di influenzare diverse recenti elezioni in America Latina appoggiando esponenti della destra che adottano una linea dura su criminalità e migrazione, contrapponendoli agli esponenti della sinistra liquidati come marxisti.
Espriella, che ha promesso di approfondire le relazioni tra Stati Uniti e Colombia “come mai prima d’ora” se eletto, gode dell’appoggio dell’ex presidente ultraconservatore Alvaro Uribe, accusato di collusione con i paramilitari responsabili dei massacri di migliaia di civili durante gli anni più bui del conflitto colombiano. Sia Petro che Cepeda accusano i paramilitari di aver commesso un “genocidio” di attivisti e politici di sinistra, tra cui il padre di Cepeda, un senatore comunista assassinato nel 1994.
La destra colombiana e l’amministrazione Trump, dal canto loro, accusano Petro di essere troppo indulgente nei confronti dei gruppi guerriglieri di sinistra, alcuni dei quali continuano a combattere lo Stato e a vivere di traffico di cocaina. Il presidente uscente ha espresso “rammarico” per il fatto che “personaggi e governi che vogliono combattere il narcotraffico stiano in realtà contribuendo a portare la criminalità al potere politico”.
Abelardo de la Espriella surprised many with his first-round victory in Colombia with 44% of the vote. The leader in the polls had consistently been left-wing senator Iván Cepeda, with the far-right candidate appearing in second place. However, those polls showed Cepeda hovering around 40% of voter intention — and he received just that. They also reflected a significant rise for the far-right candidate in recent weeks, as well as a loss of appeal for traditional right-wing candidate Paloma Valencia. In those surveys the two of them together polled roughly between 35% and 40% of voting intention. In the end, De la Espriella reached 44% and Valencia managed only 6%.
“Congratulazioni al candidato presidenziale colombiano, ‘El Tigre’ Abelardo de la Espriella, un leader intelligente, forte e determinato, per la sua schiacciante vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali colombiane! Abelardo si batte instancabilmente per il suo grande Paese e il suo popolo, e li ama profondamente, proprio come io amo gli Stati Uniti d’America”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. “Come Presidente, Abelardo avrebbe un enorme successo nel guidare la Colombia verso la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, la promozione del commercio, il blocco dell’immigrazione clandestina, la lotta alla criminalità e al narcotraffico e il ripristino dell’ordine pubblico! Abelardo affronterà un candidato marxista della sinistra radicale al ballottaggio del 21 giugno. L’esito di queste elezioni è fondamentale per il futuro della Colombia e per le sue relazioni con gli Stati Uniti. Grazie ai suoi straordinari successi personali e al suo sostegno politico nei miei confronti, è per me un onore dare ad Abelardo il mio pieno e totale appoggio“, aggiunge Trump.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha criticato il presidente statunitense, Donald Trump, per aver espresso il suo “pieno e totale sostegno” al candidato presidenziale di estrema destra Abelardo de la Espriella in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali del 21 giugno, esortando i cittadini a “votare in piena libertà”. “Quando un Paese interferisce nelle decisioni di un altro Paese, la libertà muore. Invito tutta la Colombia a votare in piena libertà e a non diventare schiavi o colonie di nessuno”, ha scritto Petro su X. L’appoggio di Trump a “El Tigre” arriva poche ore dopo che il Registro Nazionale Colombiano ha comunicato che lo spoglio dei voti del primo turno coincideva al 99,94% con il conteggio preliminare di domenica, che aveva assegnato a De la Espriella il vantaggio, seguito dal candidato di sinistra Iván Cepeda, il candidato di Petro.
Abelardo de la Espriella’s unexpected victory over Iván Cepeda on Sunday, in the first round of Colombia’s presidential election, shows that right‑wing voters are now almost entirely united behind the penal lawyer, while left‑wing voters are fully consolidated behind the senator. The 653,000‑vote margin the far-right candidate held over the senator seems small in an election where 24 million people cast a vote and more than 3 million voted for other candidates. The challenge for the runoff would appear to be persuading those voters — but given the candidates’ profiles and recent history, the path necessarily also runs through the mobilization of people who did not go to the polls on Sunday.
Colombia swung to the far right this Sunday, voting overwhelmingly for a candidate who won the support of 10 million citizens, Abelardo de la Espriella, the top vote-getter in the presidential first round. The criminal defense lawyer, who has never held elected office and once defended Alex Saab, Nicolás Maduro’s alleged front man in Venezuela, promises a shake-up of individual and collective rights: from putting God back into schools to pulling Colombia out of the United Nations. He still needs to mobilize votes for a runoff on June 21 against a left that represents the continuity of Gustavo Petro’s government. De la Espriella will be carried forward by very local banners, such as anti-Petrista sentiment, and by very global ones, like promises already voiced by far-right leaders around the world. Political leaders ranging from President Javier Milei of Argentina to Santiago Abascal, head of the hard-right Vox party in Spain, have already celebrated De la Espriella’s first-round victory.
Colombia will hold a presidential runoff between two candidates who embody irreconcilable visions for the country. Abelardo de la Espriella, the ultraconservative lawyer who ran as the outsider promising to break with everything, won the first round with 43.7% of the vote, with 99% of polling stations counted. Iván Cepeda, the candidate of the governing left, received 40.9%.
Organized crime has returned to the Pacific route for drug trafficking. Since the start of 2026, at least eight vessels have been detected on the “maritime bridge” between Guatemala and Chiapas, Mexico with dozens arrested and several tons of cocaine seized. The detection and interdiction of these speedboats at sea is further evidence of the pressure the United States is exerting on the governments of Mexico and Central America.