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Le sedie coltivate nel terreno e vendute a 80mila euro: il bosco dei “mobili viventi” fa discutere

8 June 2026 at 13:20

Nel Derbyshire, in Inghilterra, i mobili non vengono tagliati, assemblati o incollati: vengono seminati e coltivati. Gavin e Alice Munro hanno trasformato un piccolo appezzamento agricolo nel “Chair Orchard” (il Frutteto delle Sedie), un terreno in cui le sedute crescono direttamente dalla terra. Questo processo di bio-design, che necessita di tempi di attesa fino a dodici anni per la realizzazione di un singolo esemplare, porta alla creazione di sculture viventi prive di chiodi e colle, battute oggi sul mercato dell’arte contemporanea per cifre che sfiorano i 90.000 dollari (circa 80.000 euro). A documentare i dettagli del progetto è l’Agi, che ricostruisce la vicenda riprendendo le dichiarazioni rilasciate dalla coppia al Washington Post.

L’intuizione ospedaliera e la critica al design industriale

La scintilla creativa alla base dell’azienda agricola affonda le radici nell’infanzia di Gavin Munro. A sette anni, costretto a lunghi ricoveri ospedalieri per curare la scoliosi e la sindrome ossea di Klippel-Feil, il bambino passava il tempo osservando i bonsai del giardino di famiglia. Uno di questi, cresciuto in modo irregolare, assunse la sagoma di un trono. Anni dopo, intraprendendo gli studi di design del mobile, quell’immagine si è unita a una profonda critica ai metodi produttivi contemporanei. Come riportato dal Washington Post, Munro ha individuato un’assurdità di fondo nel settore: il metodo standard prevede di abbattere alberi cresciuti per decenni, ridurli in frammenti e incollarli in forme che nel tempo tenderanno ad allentarsi. La sua riflessione si è tradotta in un cambio di paradigma: plasmare l’albero direttamente durante la sua crescita naturale per creare oggetti solidi e secolari.

Il metodo produttivo: tagli a ceduo e innesti guidati

La produzione, avviata con la moglie Alice (esperta di orticoltura), non utilizza la forza ma sfrutta antiche tecniche agricole come il taglio a ceduo, l’innesto e l’intreccio. Il ciclo produttivo inizia piantando un alberello (salice, quercia, frassino o ciliegio) e lasciandolo radicare indisturbato per circa cinque anni. Successivamente, la pianta viene tagliata fino al ceppo. Questa operazione stimola la produzione di nuovi germogli, ancora estremamente flessibili, che vengono guidati attorno a un’intelaiatura che riproduce la forma di una sedia capovolta. I rami superflui vengono eliminati, mentre altri vengono innestati tra loro per fondersi in una struttura portante unica. I Munro non utilizzano chiodi né colle, ma si limitano a praticare piccole incisioni mirate sulla corteccia per suggerire alla pianta la direzione di sviluppo. Per completare la crescita servono dai sei ai dodici anni, a cui segue un intero anno di essiccazione al chiuso e un accurato lavoro di levigatura.

Dai prototipi calpestati al MoMA di San Francisco

L’evoluzione del “Chair Orchard” ha richiesto decenni di test e fallimenti. I primi esperimenti, avviati nel 2006, sono stati vanificati dalla scarsa esposizione solare e dalle mandrie di mucche che calpestarono i germogli. La svolta è arrivata nel 2008 con l’affitto di un nuovo campo e la piantumazione di 3.000 alberi. A causa delle variabili climatiche britanniche e degli errori di percorso, fino a oggi i Munro hanno prodotto circa quindici prototipi. Un numero ristretto che ha però attirato l’attenzione del design globale: le sedie sono state esposte in Asia e negli Stati Uniti, e un esemplare è stato acquisito dalla collezione permanente del San Francisco Museum of Modern Art. Attraverso le gallerie londinesi, numerosi pezzi sono stati venduti a collezionisti privati.

Il lancio dell’accademia di bio-design

Nonostante l’esclusività delle loro opere, i due designer hanno confessato al Washington Post un dettaglio singolare sulla loro quotidianità: in casa non possiedono nemmeno una delle loro sedie. Il motivo è strettamente pratico, poiché la loro cagnolina Doris finirebbe per trasformarle in uno spuntino. L’obiettivo a lungo termine dei Munro è ora la condivisione delle competenze. Entro la prossima primavera, la coppia inaugurerà un’accademia di “citizen science”, strutturata per insegnare queste tecniche di bio-design al grande pubblico. L’intento di Gavin e Alice non è brevettare un segreto industriale, ma fornire gli strumenti affinché chiunque, avendo a disposizione un pezzo di terra, possa coltivare autonomamente i propri arredi assecondando i ritmi naturali della vegetazione.

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New Lady Di auction: unseen photos and letters from the time before she was Princess of Wales

3 June 2026 at 13:07

The fascination with Diana, Princess of Wales, and her legacy endures nearly 29 years after her death. From time to time her story is rewritten in the present tense. Not only because new information comes to light—or because past material is rediscovered—but also because tangible memories have become prized possessions for their owners and objects of desire for her fans. From her iconic dresses to personal letters, they are small fragments of a life that continues to attract interest.

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© Gorringe

Diana, Princess of Wales, during her time at West Heath Girls’ School, one of the previously unseen images of the princess up for auction.

Brasil aparece em 6º lugar no ranking das seleções mais valiosas do mundo

2 June 2026 at 19:57

O futebol de seleções se consolidou como uma indústria multibilionária, e o valor de mercado dos elencos nacionais passou a refletir não apenas o desempenho esportivo, mas também a força econômica das principais potências do esporte.

O chamado “valor de plantel” representa a soma das avaliações individuais de todos os jogadores convocáveis de uma seleção. Levantamento elaborado com base em dados da Transfermarkt e da Sports Value aponta a Inglaterra como a seleção mais valiosa do mundo em 2026.

De acordo com o ranking, o elenco inglês está avaliado em aproximadamente € 1,62 bilhão, o equivalente a R$ 9,44 bilhões. A França aparece na segunda colocação, com valor estimado em R$ 8,57 bilhões, seguida pela Espanha, com R$ 7,64 bilhões.

A Alemanha ocupa o quarto lugar, com um plantel avaliado em R$ 5,89 bilhões, enquanto Portugal aparece logo atrás, com R$ 5,63 bilhões.

O Brasil surge na sexta posição entre as seleções mais valiosas da Copa do Mundo de 2026, com valor de mercado estimado em R$ 5,28 bilhões. O ranking é influenciado pela presença de atletas que atuam nos principais clubes da Europa e possuem elevado valor de transferência no mercado internacional.

Confira as 10 seleções mais valiosas da Copa do Mundo de 2026:

  1. Inglaterra — R$ 9,44 bilhões
  2. França — R$ 8,57 bilhões
  3. Espanha — R$ 7,64 bilhões
  4. Alemanha — R$ 5,89 bilhões
  5. Portugal — R$ 5,63 bilhões
  6. Brasil — R$ 5,28 bilhões
  7. Holanda — R$ 4,45 bilhões
  8. Argentina — R$ 4,44 bilhões
  9. Bélgica — R$ 3,25 bilhões
  10. Turquia — R$ 3,06 bilhões

O ranking evidencia a concentração de talentos nas principais ligas europeias e mostra como o mercado do futebol influencia diretamente a valorização das seleções nacionais às vésperas da Copa do Mundo de 2026.

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