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Caso Minetti, il comunicato del Quirinale: “Mattarella ha preso atto delle conclusioni della Procura. Nessun motivo per rivalutare la grazia”

4 June 2026 at 14:30

La grazia a Nicole Minetti resta. “Non ci sono motivi per rivalutarla”. È questa la presa di posizione di Sergio Mattarella in un comunicato ufficiale della Presidenza della Repubblica, dopo gli accertamenti sollecitati dallo stesso Quirinale in seguito agli articoli del Fatto Quotidiano. La decisione del Capo dello Stato era attesa alla luce di quanto prodotto dalla Procura Generale di Milano, che mercoledì aveva chiuso le porte concludendo al termine della nuova istruttoria – e citando le indagini difensive della stessa ex consigliera regionale lombarda e del suo compagno Giuseppe Cipriani, senza considerare la testimonianza di una massaggiatrice che aveva parlato con Il Fatto – che il quadro era rimasto invariato rispetto al primo parere: nessun festino con escort e droga nel ranch uruguaiano della coppia, ma solo incontri conviviali.

“L’Autorità Giudiziaria competente ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal Ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia alla signora Minetti”, ricorda il Quirinale parlando di “accurate verifiche in ogni direzione necessaria” attraverso polizia e Interpol “giungendo alla conclusione” che le notizie alla base dei dubbi del Fatto “non corrispondono al vero”. Il presidente della Repubblica “ringrazia” il ministero della Giustizia per aver “sollecitamente provveduto” a disporre gli accertamenti e spiega di aver “preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella magistratura”.

Il comunicato del Quirinale prosegue con una rivendicazione: “Da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti”, il presidente la “concede abitualmente” e lo fa “senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia”. In particolare, il riferimento è alle critiche sulla “segretezza” del provvedimento. Nel caso di Minetti, il Quirinale “non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza: nella maggior parte dei casi di concessione di grazia non viene emesso comunicato, in ragione della presenza di dati sensibili – malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati – che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione”. Durante il mandato presidenziale in corso, conclude il Colle, “da oltre quattro anni sono state concesse 42 grazie: per 12 di esse vi è stato un comunicato che le ha rese note, mentre non vi è stato comunicato per 30 casi perché questi coinvolgevano dati sensibili. La Presidenza della Repubblica – conclude la nota – osserva il rispetto del divieto della loro diffusione”.

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Caso Minetti, Gomez: “Mai vista un’indagine per stabilire se qualcuno ha detto il vero e poi non viene interrogato”

3 June 2026 at 18:37

“In tutta la mia carriera non avevo mai visto un’indagine che si fa per stabilire se” una persona “ha detto ad un giornale o in tv delle cose vere e poi non viene interrogato“. A parlare è Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it e condirettore del Fatto Quotidiano, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Il tema è la relazione conclusiva della Procura generale di Milano sulla nuova istruttoria che ha rivalutato l’iter che ha portato al provvedimento di grazia per l’ex consigliera regionale Nicole Minetti.

Gomez sottolinea che nel comunicato della procura generale “si scrive che non è stata fatta la rogatoria, perché non si poteva fare, quindi non hanno sentito la testimone che noi abbiamo intervistato”. “Non hanno fatto altri atti di indagine, se non appoggiandosi all’Interpol, ma hanno stabilito sulla base delle indagini difensive, e di qualcuno che hanno sentito, che non è vero quello che ha detto a noi la testimone”.

Continua il direttore de ilfatto.it: “Noi non facciamo le inchieste per far revocare qualcosa, noi abbiamo fatto un’inchiesta per raccontare una storia alla luce di un fatto preciso. La decisione di graziare Nicole Minetti ha provocato un enorme sconcerto dell’opinione pubblica perché è una decisione che è stata scoperta per caso perché è stata tenuta segreta inizialmente per motivi legati alla presenza di un minore. Dopodiché abbiamo avuto delle notizie, le abbiamo raccontate con nome e cognome e prendiamo atto che le notizie che abbiamo raccontato non vengono considerate vere senza sentire la fonte da cui provengono. Curioso”. Ad ogni modo, assicura Gomez, “le inchieste del Fatto non finiscono qui”.

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“Niente rogatoria sulla testimone”. Grazia a Nicole Minetti, la procura generale di Milano conferma il parere e smentisce il Fatto Quotidiano

3 June 2026 at 11:19

La Procura generale di Milano non cambia idea e dopo la richiesta del Quirinale su nuovi accertamenti in seguito agli articoli del Fatto quotidiano, oggi ha confermato il suo parere positivo alla richiesta di grazia di Nicole Minetti. Secondo parere, perché il primo aveva portato alla concessione della grazia all’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi nel febbraio scorso. Qui ora, però, c’era da rimettere sul tavolo una complessa istruttoria dopo le rivelazioni del Fatto soprattutto sullo stile di vita di Nicole Minetti che, stando alle testimonianze raccolte, non era affatto cambiato rispetto alle cene eleganti di Arcore.

Nella sua richiesta di grazia, invece, l’ex olgettina spiegava di aver tagliato con quel passato che gli era costato una condanna a tre anni per favoreggiamento alla prostituzione e peculato. “Dagli accertamenti svolti – scrive la Procuratrice generale Francesca Nanni – risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti nell’iter procedimentale nella concessione della grazia”. Dopodiché la Procura generale rispetto alla testimonianza della massaggiatrice uruguaiana che al Fatto ha raccontato di feste ed escort gestire da Minetti nel ranch a Punta dell’Este del compagno Giuseppe Cipriani, ha spiegato che “non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia e Uruguay ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all’acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale”.

In questo caso, né in Italia né in Sudamerica è incardinato un fascicolo su Minetti. Prosegue poi la Pg: “Contrariamente a quanto riportato sul Fatto quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo ma si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole all’adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore d’ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore”. Inoltre, secondo la Pg, “non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia”.

Sul fronte di possibili nuovi fascicoli a carico di Minetti e del compagno Cipriani, le attività di indagini delegate al Nucleo operativo dei carabinieri di Milano e all’Interpol, hanno verificato che “non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in inchieste di alcuna natura in Uruguay e in Spagna”. Inoltre “risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni, affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime e in seguito con indicazione del proprio nominativo”.

Infine sulla questione sanitaria riguardo allo stato di salute del bambino uruguaiano adottato dalla coppia, la Procura generale ha una posizione netta: “E’ confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital, oltre che in Italia”. Resta poi documentato “il volontariato in Italia e la presenza pressochè stabile di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025”. Chiusa in questo modo l’istruttoria la Procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto Gaetano Brusa, entrambi titolari del primo parere positivo, hanno inviato il dossier al ministro di Giustizia Carlo Nordio “al fine di consentire al ministero e alla Presidenza della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”.

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