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“Dai salari alle violenze, le promesse alle donne non mantenute. Dobbiamo lavorarci”: il discorso di Paola Cortellesi al Quirinale

3 June 2026 at 18:31

“Quando finalmente la voce delle donne ebbe un peso”. Non poteva esserci figura più adatta per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana. È stata Paola Cortellesi, regista e protagonista dell’exploit cinematografico campione d’incassi C’è ancora domani (2023), a ricordare da Piazza del Quirinale a Roma, durante le celebrazioni ufficiali, come la Repubblica sia nata dalla Resistenza e dall’antifascismo, e come in quei giorni fu finalmente concesso il diritto di voto alle donne.

“Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza. Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, da un gesto semplice e insieme rivoluzionario; dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto. E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne”. Cortellesi si è soffermata sul fatto che durante il Ventennio mussoliniano “la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un’idea precisa di subordinazione e obbedienza (…) in un unico ruolo considerato “naturale”: moglie, madre, custode del focolare”. Esaltazione della maternità, impossibilità di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo come filosofia e storia nei licei, insomma un orientamento politico forzato verso i “lavori donneschi”.

È qui che Cortellesi cita alcuni passaggi del volume “Politica della famiglia” del 1938, scritto dall’economista fascista Ferdinando Loffredo: “La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia”. E ancora: “Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l’aumento della disoccupazione maschile”. “In sintesi – chiosa ironica Cortellesi – vengono a rubarci il lavoro”.

L’attrice e sceneggiatrice ha ricordato che nonostante “questo oscuro scenario di disuguaglianza ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi”. Cortellesi ha quindi elencato tre partigiane della Resistenza: Teresa Vergalli – nome di battaglia Annuska – staffetta, a 16 anni; Tina Anselmi, poi diventata deputata della DC, che a 17 anni fu costretta ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri in piazza e quindi decise di unirsi alla Resistenza; infine Irma Bandiera, la bolognese emiliana che venne catturata da una squadra fascista, torturata fino alla morte dai repubblichini, ma che non rivelò mai i nomi dei suoi compagni preferendo morire.

“Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Non avevano ancora il diritto di voto, ma stavano già scegliendo il futuro dell’Italia”. “C’era la moltitudine silenziosa delle donne comuni. Quelle piegate dal lavoro fin dall’infanzia, indottrinate alla sottomissione; destinate, nei casi migliori, a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso (…) quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate”. L’attrice e regista ha così concluso il suo lungo intervento rivivendo in una sorta di loop la sua interpretazione di Delia in “C’è ancora domani”, ricordando l’alto valore simbolico e politico di quel diritto al voto avvenuto proprio nel 1946. “Con quel gesto nasceva la promessa di una Repubblica fondata sulla dignità e sull’uguaglianza. La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, dissentire, scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura”.

Con la Repubblica è nata “la promessa di un Paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire e scegliere chi governa partecipare alla vita pubblica senza paura. Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall’obbedienza imposta – ha aggiunto -. L’effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute. Dobbiamo lavorarci. Dico dobbiamo, perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte”.

E la strada è ancora lunga: “Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare e quel diritto conquistato ottant’anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato, e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla”. Citando ancora Irma Bandiera, Cortellesi ha concluso: “Prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: “Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l’ho tanto voluto io stessa”. Quelli “dopo di lei”, siamo noi”.

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“Ho avuto un incidente”: l’ex di Uomini e Donne Ernesto Passaro ricoverato in ospedale, lo sfogo social prima del ritorno a casa

3 June 2026 at 13:54

Paura per Ernesto Passaro, ex corteggiatore di Uomini e Donne, finito in pronto soccorso dopo un incidente. Il giovane, noto anche per la breve relazione con la tronista Cristiana Anania, ha aggiornato i follower direttamente dai social raccontando quanto accaduto nelle ultime ore.

A far scattare l’allarme sono state alcune storie pubblicate su Instagram, in cui Passaro si è mostrato dall’ospedale, senza però entrare subito nei dettagli dell’accaduto. In un primo momento, infatti, il vigile del fuoco ha condiviso una frase ironica: “Alla fine ci avete provato”, accompagnata da un’emoji dal significato provocatorio, lasciando intendere un riferimento alle recenti polemiche social che lo avevano coinvolto dopo la fine della relazione con Cristiana Anania. Nelle ultime settimane, infatti, il nome di Passaro era finito al centro del gossip per alcune indiscrezioni sulla rottura con la tronista e per presunti flirt successivi, sempre smentiti dall’interessato. Proprio questo contesto ha alimentato la curiosità dei follower anche dopo la notizia del ricovero.

Solo in un secondo momento Ernesto ha chiarito la situazione, ringraziando chi gli ha scritto messaggi di sostegno e spiegando di essere rimasto coinvolto in un incidente. “Questa mattina ho avuto un incidente e sono stato in ospedale, ma leggere le vostre parole mi ha dato forza e conforto”, ha scritto sui social.

Le condizioni dell’ex corteggiatore

Dopo le visite e i controlli del caso, le condizioni dell’ex corteggiatore non sarebbero risultate gravi. Nel giro di poche ore, infatti, Passaro ha potuto lasciare il pronto soccorso e tornare a casa. Aggiornando i follower, ha poi aggiunto: “Oggi si rientra a casa. Non volevo rientrare in queste condizioni, ma passerà anche questa”.

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