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Ferretti Group, bloccata la nomina del nuovo cda. La battaglia legale per la governance

11 June 2026 at 09:23

Ferretti S.p.A. (“Ferretti”) rende noto che, in data 9 giugno 2026, è stato promosso da Azur a.s. contro la stessa, avanti il Tribunale di Bologna, un atto di citazione ai sensi degli articoli 2377 e 2378 cod. civ. volto, inter alia, a far dichiarare la nullità e/o l’annullamento delle delibere assunte dall’assemblea dei soci di Ferretti del 14 maggio 2026, in punto di nomina del nuovo consiglio di amministrazione, numero dei componenti e nomina del collegio sindacale. Parte attrice ha altresì promosso l’iniziativa ex art. 2377, comma 3, cod. civ. e art. 700 c.p.c. volta a sospendere in via cautelare l’efficacia di tali delibere.

Ferretti, preso atto della notifica dell’atto di citazione, – si legge nel comunicato – tutelerà i propri diritti avvalendosi delle opportune consulenze legali, al fine di difendersi e di far accertare la assoluta correttezza del proprio operato nella competente sede. Ferretti conferma che, alla data di pubblicazione del presente comunicato stampa, i propri organi sociali sono pienamente operativi nell’esercizio delle rispettive funzioni e responsabilità e che la propria attività, i rapporti con i clienti, le iniziative commerciali e i progetti strategici proseguono regolarmente. Il giudizio promosso da Azur a.s. contro Ferretti non ha alcun impatto sull’operatività della stessa, il cui management rimane pienamente concentrato sull’attuazione del proprio piano aziendale, sul servizio ai clienti in tutto il mondo e sulla creazione di valore a lungo termine per tutti gli azionisti. Ferretti manterrà informati i propri azionisti in merito all’evoluzione della vicenda, in conformità alla normativa e ai regolamenti applicabili.

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Kering fa marcia indietro sui licenziamenti Alexander McQueen: accordo raggiunto al Ministero dopo lo sciopero del 20 maggio. I sindacati: “Merito della determinazione dei lavoratori”

8 June 2026 at 14:18

Il colosso del lusso Kering ha ritirato il piano di licenziamenti unilaterali per i siti produttivi italiani del marchio Alexander McQueen, piegandosi alla pressione sindacale. L’intesa è stata raggiunta il 4 giugno al Ministero del Lavoro tra le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e l’azienda ha ribaltato l’impostazione iniziale della società. Il blocco degli esuberi forzati segue il maxi sciopero del 20 maggio scorso a Scandicci, dove quasi mille lavoratori erano scesi in piazza per contestare il piano di riorganizzazione presentato dal Ceo Luca de Meo.

I termini dell’accordo: stop ai licenziamenti e incentivi

L’accordo, votato e approvato all’unanimità dai lavoratori di McQueen in assemblea, ridefinisce le modalità di gestione dell’eccedenza di personale. Il documento stabilisce tre punti formali:

  • Non vi saranno licenziamenti unilaterali da parte dell’azienda.
  • Le eventuali uscite potranno avvenire esclusivamente sulla base della non opposizione al licenziamento e saranno incentivate economicamente.
  • Le scadenze dell’intera procedura di licenziamento vengono rinviate fino a settembre.

Durante le trattative, il numero totale degli esuberi è sceso da 54 a 35, un calo dovuto anche a dimissioni e ricollocazioni già avvenute in itinere. A livello economico, i lavoratori che sceglieranno di aderire all’uscita volontaria entro la prima metà del mese riceveranno un incentivo pari a 20 mensilità (12 mensilità più altre 8). Per le adesioni formalizzate nella seconda metà del mese, gli incentivi decresceranno in base alle tempistiche delle dimissioni.

Le dichiarazioni dei sindacati: “Risultato non scontato”

Le organizzazioni sindacali hanno rivendicato in modo netto l’efficacia della mobilitazione di maggio. In una nota congiunta, le sigle hanno dichiarato: “Grazie alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori e all’iniziativa sindacale di mobilitazione, che ha visto coinvolto l’intero Gruppo nella giornata del 20 maggio, è stato possibile modificare in modo significativo l’impostazione iniziale dell’azienda, che prevedeva una gestione unilaterale degli esuberi”. I rappresentanti dei lavoratori hanno definito l’intesa “un risultato non scontato che ferma l’impatto immediato dei licenziamenti e restituisce al negoziato un ruolo centrale”.

Il nodo degli ammortizzatori sociali e il piano Reconkering

Nonostante l’accordo, le parti sociali mantengono una riserva specifica sull’assenza degli ammortizzatori sociali, strumento definito come “un grande assente” all’interno dell’intesa. Su questo tema, Filctem, Femca e Uiltec hanno formalizzato la loro linea: “La gestione degli esuberi deve avvenire attraverso strumenti collettivi e non traumatici, a partire proprio dagli ammortizzatori sociali, evitando soluzioni che scarichino sui singoli lavoratori il costo della riorganizzazione”. Le sigle sindacali hanno confermato che, da qui a settembre, monitoreranno attentamente l’andamento delle uscite incentivate e lavoreranno per costruire “le condizioni per una applicazione del piano Reconkering condivisa”.

Il polo di Novara e l’impegno della Regione Piemonte

L’impatto maggiore della vertenza occupazionale si concentra sul sito di Novara, polo produttivo dedicato alla prototipazione di linee di abbigliamento, dove gli esuberi iniziali previsti ammontavano a 38 su un totale di 54. Con il nuovo accordo siglato, le potenziali uscite nella struttura piemontese si fermano a quota 25. Cristian Bertuletti, esponente di Filctem Cgil Novara, ha difeso i lavoratori locali sottolineando che “sono eccellenze e patrimonio della città”, annunciando la volontà di coinvolgere le istituzioni del territorio per favorirne la ricollocazione. I sindacalisti hanno inoltre precisato che terranno sotto stretta osservazione le decisioni del nuovo amministratore delegato di McQueen, Gianfranco D’Attis, subentrato a Luca de Meo: “Monitoreremo i movimenti dell’azienda”. Sulla vertenza è intervenuta anche la Regione Piemonte a livello istituzionale. Il governatore Alberto Cirio, insieme agli assessori Daniela Cameroni e Maurizio Marrone, ha garantito supporto pubblico dichiarando che “la Regione non lascerà soli i lavoratori” e confermando la messa a disposizione dei centri per l’impiego e degli strumenti di politica attiva del lavoro.

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