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La vitalità dei riformisti, e l’ultimo tram per resistere al bipopulismo

13 June 2026 at 03:45

L’unica area politica nella quale oggi si discute di politica è quella riformista (in senso lato: dai riformisti del Partito democratico a Carlo Calenda). È un dato di fatto. A sinistra non c’è una vera discussione, al massimo si stanno azionando tutta una serie di meccanismi per prepararsi alle elezioni. E dunque le mosse su chi fa il leader del campo largo, chi si candida, il peso delle correnti, chi verrà fatto fuori e via dicendo. Nessuno scandalo, la politica è fatta anche di questo. Ma non è una discussione sulle cose.

A destra i problemi sono altri. L’improvvisa disfida nera tra Fratelli d’Italia e Roberto Vannacci, le convulsioni leghiste connesse all’evidente crisi di Matteo Salvini. Sono lotte di potere.

Invece è al centro che si sta sviluppando – invero abbastanza confusamente – un embrione di un vero dibattito.

C’è stata l’uscita di Pina Picierno dal Pd e la nascita di Spazio pubblico, con l’intenzione e di costruire qualcosa di nuovo fuori e contro il bipopulismo. Sono già circa ventimila le adesioni. Ci sarà lunedì a Milano l’iniziativa degli Europeisti organizzata da Piercamillo Falasca, Daniele Nahum e Sergio Scalpelli (presenti Mario Monti, Carlo Calenda, Pina Picierno, Matteo Hallissey, Luigi Marattin, Carlo Cottarelli. Giuseppe Benedetto). Su questo, ha scritto sul Riformista Sergio Scalpelli, che non si tratta di fare «l’ennesimo cespuglio centrista, di quelli che nascono per pesare in una trattativa e muoiono il giorno dopo averla persa. Ma la forma di una cultura politica che esiste, produce classe dirigente, amministra città e regioni, e resta priva di una rappresentanza nazionale che ne raccolga la voce».

Mentre ieri a Roma Alessandro Onorato, ha lanciato il suo Progetto Civico, «non un partito» ma «una nuova forza politica davvero riformista e convintamente popolare», anche «liberale e libertaria» che si fa forte della adesione di seicentottantacinque amministratori sul territorio. In platea Elly Schlein, Giuseppe Conte, Gaetano Manfredi, tanti altri ma non Matteo Renzi. Onorato è un pupillo di Goffredo Bettini (omaggiatissimo), e dunque stiamo parlando di un soggetto che vuole stare nel campo largo.

Qualcuno chiama gli onoratiani i “centristi per Conte” perché secondo diversi osservatori, questa aggregazione, in un eventuale ballottaggio alle primarie, potrebbe appoggiare l’avvocato contro Elly Schlein. E infatti Conte è intervenuto, ottima accoglienza, anche lui ha ringraziato Bettini da cui si attende una mano per conquistare la leadership del campo largo.

Come si vede da questo elenco sommario, di comune c’è la volontà di dar vita a una nuova offerta politica, europeista, pragmatica, non ideologica: tutti i protagonisti delle diverse iniziative, e anche i riformisti dem (Lia Quartapelle e Simona Malpezzi si confronteranno con Picierno, Marianna Madia e Elisabetta Gualmini il 25 a Milano), nel merito, a partire dalla grande discriminante, l’Ucraina, dicono più o meno le stesse cose.

Diversa però è la tattica. Se tutti sono contro il centrodestra, la divisione è tra chi pensa che lo strumento per battere l’avversario sia il campo largo e chi invece pensa che occorra stare nel mezzo in una posizione critica verso ambedue i poli. Questa divisione tattica non è ricomponibile. Dunque non sarà possibile avere un unico contenitore riformista.

Stabilito questo, o si va alla lotta nel fango tra le due anime del riformismo con il probabile esito dei dieci piccoli indiani di Agatha Christie che muoiono uno dopo l’altro, ripetendo in peggio il tragico passo falso del 2022. Oppure si trova un terreno comune, una piattaforma unitaria, magari un coordinamento, per fare vivere i contenuti riformisti nel prossimo Parlamento. È evidente che ciascun soggetto dovrebbe fare un atto di generosità rinunciando a qualche cosa della propria soggettività. Discorso complicato e, va detto, molto politologico per non dire politicista. E tuttavia è una discussione che portata avanti fino in fondo. Perché questo è l’ultimo tram che passa. Perderlo significa andare tutti a casa.

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Nasce il Pci ispirato da Bettini (ma significa Progetto Civico Italia). Onorato: “Siamo il partito degli amministratori”

12 June 2026 at 20:07

“Quasi 700 amministratori, diecimila iscritti veri, 400 comitati civici e siamo migliaia di persone”. Alessandro Onorato, assessore allo sport, turismo e grandi eventi del Comune di Roma, si presenta così al Palazzo dei Congressi a Roma, per l’assemblea nazionale di un nuovo partito di centrosinistra. Formazione politica nata su impulso di Goffredo Bettini e spinto anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Vogliamo contribuire alla rinascita dell’Italia e il nostro campo politico è chiaro” afferma Onorato che alla domanda si la nuova formazione è un partito politico centrista e moderato, replica: “io non ho mai visto un sindaco o un amministratore moderato”. Tutti i leader del ‘fronte progressista’ erano presenti ad eccezione di Matteo Renzi, che invitato, ha declinato l’invito.

Sullo sfondo resta il cantiere per il programma. Alla domanda se ci sia già una data per iniziare a scrivere il programma coi, une, Giuseppe Conte preferisce elogiare il nascente progetto politico civico. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlien, invece, è l’unica a non aver fatto punto stampa e a parlare solo dal palco. Ma la necessità di accelerare è apertamente affermata dal segretario di +Europa, Riccardo Magi.

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La maliziosa operazione Onorato, e la più seria sfida di Spazio Pubblico

11 June 2026 at 03:47

Chi è Alessandro Onorato? Un assessore romano molto in gamba che comincia, su ispirazione del Richelieu del campo largo, Goffredo Bettini, ad avere uno spazio nazionale, tanto da essere presentato come – leggo su Repubblica – “l’enfant prodige” della politica romana.

Ad occhio, guardando i suoi Instagram, un Renzi 2 la vendetta. La differenza è che, visti i precedenti, Onorato viene custodito al di fuori del recinto Pd, nella speranza che il suo nuovo partito “civico” (formato da amministratori locali) innervi con sangue fresco la coalizione di sinistra senza mettere a rischio la segreteria Schlein.

Progetto Civico, questo il nome, si presenterà al mondo il prossimo 12 giugno alla presenza di tutti i vertici del campo largo. Tutti i vertici ho scritto? Ho sbagliato. Mi sono fatto ingannare proprio dall’articolo odierno di Repubblica, dove è scritto che «sarà presente tutto l’arco costituzionale del campo largo: dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, a quelli di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, Europa verde, Angelo Bonelli, e +Europa, Riccardo Magi».

No, Renzi non è previsto nel manifesto di convocazione. Non fa parte dell’arco costituzionale del Campo Largo? C’è una fatwa su di lui del professor Gustavo Zagrebelsky e di Enzo Iacchetti? Non sappiamo, comunque non c’è; evidentemente ha fiutato l’aria del trappolone, visto che il mandato di Onorato è, se ho ben capito, di non strappare nemmeno un voto al partito di Schlein (dagli altri non ne riceverebbe comunque). A chi dunque? Un progetto che a Renzi forse appare ben studiato e malizioso.

Nei giorni scorsi si è però manifestato un fatto nuovo che potrebbe intralciare i disegni dei vertici del campo largo. Dopo molti scontri e ripensamenti Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo e a suo tempo segretaria dei giovani della Margherita, ha rotto col Pd e ha creato una sua associazione politica attingendo ad aree diverse: dai riformisti del Pd e della sinistra all’area liberale che oggi si ritrova in Europa Radicale, fino ai senza patria partitica.

L’appello di Spazio Pubblico è rivolto a chi rifiuta i giochi senza costrutto di due schieramenti che si somigliano così tanto da doversi insultare quotidianamente per distinguersi; a chi è deluso dai litigiosi tentativi falliti di aprire spazi al centro; a chi non sopporta le reticenze degli uni e degli altri sull’aiuto militare all’Ucraina democratica contro l’imperialismo russo, o teme che l’estremismo proPal si traduca nel sostegno rossobruno a tutti gli antisemitismi latenti.

La differenza rispetto all’operazione Onorato è tutta qui. Se Progetto Civico nasce per ampliare il perimetro del campo largo, Spazio Pubblico potrebbe ambire a qualcosa di diverso: costruire un soggetto politico capace di dialogare con elettori provenienti da entrambe le coalizioni e con quanti oggi non si sentono rappresentati da nessuna delle due.

Vedremo se Picierno riuscirà nell’impresa: fare di Spazio Pubblico il soggetto aggregatore di quanti hanno perso ogni fiducia nell’agitato immobilismo dei due schieramenti che si contendono il governo. Se riuscisse ad aggregare l’elettorato oggi disperso tra le varie liste di ispirazione liberaldemocratica, se i sondaggi nel tempo indicassero un consenso simile a quello che quelle liste hanno raccolto, separate, nel recente passato, il panorama politico ne verrebbe scombussolato.

A destra come a sinistra, tutti dovrebbero fare i conti non con le modeste oscillazioni sismiche dei sondaggi ma, finalmente, con la realtà dei temi e delle soluzioni liberali. In quel caso, a destra come a sinistra, diventerebbe più difficile continuare a ragionare esclusivamente in termini di alleanze, veti e giochi di palazzo. Tornerebbero al centro del confronto temi spesso rimasti ai margini: il ruolo dell’ltalia in Europa, la competitività economica, la riforma delle istituzioni, la difesa dello Stato di diritto, il sostegno alle democrazie minacciate.

Le conseguenze potrebbero farsi sentire anche nell’area minoritaria del centrodestra, dove una proposta liberale, europeista e meno acquiescente verso gli strappi sovranisti potrebbe trovare ascolto. Soprattutto se Picierno comincerà a rivolgersi anche a quest’area, ricordando la sua campagna controcorrente nella sinistra per il sì al referendum sulla separazione delle carriere e il suo intransigente federalismo europeo.

È una sfida difficile. Ma almeno pone una domanda che la politica italiana evita da troppo tempo: esiste ancora uno spazio per un centro che non sia soltanto una sottocorrente di uno dei due schieramenti? È una sfida difficile, ma il fatto stesso che la domanda sia tornata sul tavolo è già una buona notizia politica.

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