Normal view

Received — 8 June 2026 Il Fatto Quotidiano

“Mi spiace per il calcio, ma è bello adesso vedere anche altri sport. Da quando è nata mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024”: la rinascita di Tamberi

8 June 2026 at 14:16

“Da quando è nata mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024, prima succedeva“. Per Gianmarco Tamberi è un nuovo inizio. Lo ha scritto anche lui in un post Instagram dell’1 giugno, giorno del suo 34esimo compleanno, lo ha confermato anche nel corso di un’intervista a margine dell’evento di presentazione del nuovo spot del Gruppo Montenegro per il brand “Olio Cuore” svolto a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella. Tamberi è infatti il testimonial della nuova campagna che ha come slogan “salti o non salti?”. “Mi spiace per il calcio, ma è bello vedere non solo calcio in tv. Auguro al calcio di riprendersi e a quel punto saremmo pronti su tutti i campi”, ha detto il campione olimpico di salto in alto a Tokyo 2021 a proposito dell’ottimo momento dello sport italiano e di quello complicato del calcio.

Cosa si prova a essere papà? Quali emozioni le trasmette sua figlia Camilla?
“La cosa più bella e grande che ti possa capitare, ti stravolge la vita. Io e Chiara stiamo insieme da 17 anni, non vedevamo l’ora arrivasse questo momento e diventare genitori. Spesso si dice che è la mamma che si prende cura della figlia, ma sono totalmente in disaccordo con questa cosa. Io voglio essere più presente possibile nella vita di mia figlia e negli anni passati, tipo il 2024 con le Olimpiadi di Parigi, sarebbe stato più difficile. Ora stiamo trovando un nuovo equilibrio ma è una cosa sensazionale. Dalla nascita di mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024, prima succedeva spesso. Mi ha cambiato gli equilibri della vita, servirà del tempo per abituarci ma sono felicissimo”.

Da Tokyo 2021 sembra esserci stata la rinascita dello sport italiano, una nuova era. Bezzecchi e Antonelli nei motori, Sinner e altri nel tennis, la pallavolo e tanti altri sport. L’Olimpiade di Tokyo può esser stato un momento di svolta per lo sport italiano, anche inconsapevolmente ai suoi occhi?
“Non so, ma se dovesse esser così mi farebbe molto piacere. Sono molto contento di vedere lo sport italiano che sta dominando in lungo e in largo, è bello vederlo. Mi spiace per il calcio, ma è bello vedere non solo calcio. Sono molto contento per i miei colleghi, anche per gli altri sport. Auguro al calcio di riprendersi e a quel punto saremmo pronti su tutti i campi. Da amante dello sport è bello, c’è sempre qualcosa di interessante da vedere, è super stimolante, c’è sempre qualcuno che sta facendo bene ed è bello vedere colleghi che emergono in qualsiasi settore”.

Per lei i 34 anni, per Jacobs la prima volta sotto i 10 secondi a Roma dopo diverso tempo. Questo mese di giugno può essere un nuovo inizio per entrambi, guardando a Los Angeles 2028 e ripensando a Tokyo 2021?
“Sarà un nuovo inizio, ma le cose cambiano. Pensare che io e Jacobs a Los Angeles saremo quelli di Tokyo è una follia. Ma è una follia perché stiamo facendo un percorso diverso. ma io non faccio sport giusto per farlo. Voglio lavorare al massimo e tirare fuori il meglio di me. Magari uno dei due riuscirà a vincere, o magari tutti e due prenderemo il bronzo o non ci riusciremo neanche a qualificare. Ipotizzare un futuro che sia uguale al passato è la cosa più sbagliata che si possa fare. Devi cercare quanto più possibile di trovare la tua nuova dimensione, con tutti i cambiamenti che ci sono stati perché sia nella mia che nella sua vita ci sono stati stravolgimenti enormi, sia dal punto di vista personale che sportivo. Tutto quello che faccio personalmente è cercare sempre nuovi stimoli che mi spingono a cercare di dare il meglio di me, quindi un qualcosa che sia in grado visceralmente di dare il meglio. Dopo esser stato un atleta professionista, fare sport giusto per farlo non fa per me. Mi sentirei in colpa a farlo nella mia posizione, quindi ciò che voglio è spronarmi al massimo per tirare fuori il meglio di me. Quel che riuscirò a fare non posso saperlo, ma ci son delle possibilità per far bene e questo mi basta per dare il meglio di me ogni giorno”.

Cosa si sente di dire a Giovanni Malagò, tra i candidati per la presidenza della Figc?
“Sono contento per lui che abbia di nuovo la possibilità di fare qualcosa di importante. Gli ho scritto subito e gli ho fatto un in bocca al lupo e le congratulazioni per essersi messo in gioco di nuovo. Penso che con lo sport italiano abbia fatto un lavoro straordinario, non sono io a dirlo ma i risultati. Può fare altrettanto nel calcio. Ha le competenze e il carattere giusto per prendere in mano delle situazioni difficili. Se guardiamo a quando prese lo sport in mano, l’Italia e l’atletica erano in un momento disastroso, il nuoto non era quello di oggi, il tennis non era quello di oggi. Non siamo arrivati a questo punto solo grazie a lui, ma lui ha aiutato a crescere i vari movimenti. Quindi può far bene anche nel calcio se dovesse essere lui a prendere questo ruolo. È una persona che consiglio e suggerisco da atleta e anche in base al rapporto che abbiamo avuto”.

L'articolo “Mi spiace per il calcio, ma è bello adesso vedere anche altri sport. Da quando è nata mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024”: la rinascita di Tamberi proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Fare sport giusto per farlo non fa per me, mi sentirei in colpa. Voglio spronarmi al massimo e tirare fuori il meglio di me”: parla Tamberi

8 June 2026 at 13:32

“Sarà un nuovo inizio, ma le cose cambiano. Pensare che io e Jacobs a Los Angeles saremo quelli di Tokyo è una follia. Ma è una follia perché stiamo facendo un percorso diverso. ma io non faccio sport giusto per farlo. Voglio lavorare al massimo e tirare fuori il meglio di me”. Così Gianmarco Tamberi a ilfattoquotidiano.it in un’intervista a margine dell’evento di presentazione del nuovo spot del Gruppo Montenegro per il brand “Olio Cuore” svolto a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella. Spot il cui testimonial era proprio il campione olimpico di salto in alto a Tokyo 2021 Gianmarco Tamberi, insieme alla mamma Sabrina. “Magari uno dei due riuscirà a vincere, o magari tutti e due prenderemo il bronzo o non ci riusciremo neanche a qualificare”, ha spiegato Tamberi parlando di lui e Jacobs.

Per entrambi infatti il mese di giugno è stato un nuovo inizio. Tamberi, nel giorno dei suoi 34 anni, ha raccontato la sua difficile annata ed è pronto per una nuova ripartenza. Jacobs, invece, è sceso sotto i 10 secondi a Roma per la prima volta dopo diverso tempo. “Ipotizzare un futuro che sia uguale al passato è la cosa più sbagliata che si possa fare. Devi cercare quanto più possibile di trovare la tua nuova dimensione, con tutti i cambiamenti che ci sono stati perché sia nella mia che nella sua vita ci sono stati stravolgimenti enormi, sia dal punto di vista personale che sportivo“.

Tamberi ora è pronto a tornare in gara a luglio, in vista poi degli Europei di agosto in programma a Birmingham. “Tutto quello che faccio personalmente è cercare sempre nuovi stimoli che mi spingono a cercare di dare il meglio di me, quindi un qualcosa che sia in grado visceralmente di dare il meglio. Dopo esser stato un atleta professionista, fare sport giusto per farlo non fa per me. Mi sentirei in colpa a farlo nella mia posizione, quindi ciò che voglio è spronarmi al massimo per tirare fuori il meglio di me. Quel che riuscirò a fare non posso saperlo, ma ci son delle possibilità per far bene e questo mi basta per dare il meglio di me ogni giorno”, ha concluso Tamberi.

L'articolo “Fare sport giusto per farlo non fa per me, mi sentirei in colpa. Voglio spronarmi al massimo e tirare fuori il meglio di me”: parla Tamberi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Received — 5 June 2026 Il Fatto Quotidiano

La delusione di Arnaldi: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato, non lo auguro a nessuno”

5 June 2026 at 18:11

“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto. Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene“. Con queste parole Matteo Arnaldi ha esordito in sala stampa, pochi minuti dopo la decisione di non scendere in campo in semifinale al Roland Garros, dove avrebbe affrontato Flavio Cobolli per un match storico per il tennis italiano: era infatti la prima volta che due italiani si incontravano in una semifinale Slam. Un virus influenzale lo ha messo ko, proprio nel giorno più importante della sua carriera tennistica: quello della prima semifinale in un Major.

“Ieri mi sono allenato e ho cenato, poi ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato. Non riuscivo poi a dormire, verso le 6 del mattino sono stato di nuovo male”, ha raccontato Matteo Arnaldi. “Ho chiamato il medico in camera che mi ha dato delle pastiglie”, ha spiegato il tennista azzurro, che da lunedì sarà numero 34 del mondo. “Speravamo fosse qualcosa che mi ha fatto male a cena, ma ogni volta che provavo a bere o mangiare tornavo in bagno. È dura, per come si era sviluppato il torneo e per le ore che ho passato in campo mi sentivo bene”, ha detto con grande rammarico Matteo Arnaldi.

Poi tutta la delusione: “Non poter giocare la prima semifinale Slam in carriera non lo auguro a nessuno. Ho provato a vedere se riuscissi ad allenarmi, ma ogni volta che mi alzo in piedi mi gira la testa. Credo sia l’unica decisione che potessi prendere“.

Le parole di Flavio Cobolli: “Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”

Dopo Arnaldi ha parlato anche Flavio Cobolli, sempre in sala stampa: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando mi è stato detto, mi veniva quasi da piangere. Non me l’aspettavo, ero pronto per giocare questa partita“, ha esordito il 24enne italiano. “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Allo stesso tempo sono felice del risultato ottenuto in queste due settimane. Prima è venuto anche mio papà e ci siamo abbracciati assieme al resto della squadra perché prima ancora che Arnaldi mi dicesse di non poter giocare, sapevo di esser già tra i primi 10 per la sconfitta di Mensik. Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”, ha concluso.

L'articolo La delusione di Arnaldi: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato, non lo auguro a nessuno” proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Non ho uno sponsor, mi compro da sola i completi”: la favola di Chwalińska. Aveva lasciato il tennis, ora è in finale al Roland Garros dalle qualificazioni

5 June 2026 at 14:40

Ha iniziato il Roland Garros dalla posizione numero 114 del ranking Wta e dalle qualificazioni. Domani, sabato 6 giugno, Maja Chwalińska giocherà la finale dello Slam parigino contro Mirra Andreeva. È una delle storie più belle che arrivano da Parigi e in generale una delle più grandi sorprese nella storia degli Slam. Al Roland Garros non era mai accaduto che una tennista partita dalle qualificazioni arrivasse in finale e in generale in tutti gli Slam c’è un solo precedente: quello di Emma Raducanu agli US Open del 2021, che poi vinse. Nel tabellone principale la 25enne ha eliminato tenniste del calibro di Elise Mertens, Maria Sakkari, Anna Kalinskaya e Diana Shnaider. Mancina, sta facendo vedere grandi cose dal punto di vista tecnico. E pensare che a 19 anni aveva anche abbandonato il tennis per problemi di salute mentale.

Tema che non ha mai nascosto e di cui ha parlato anche durante il Roland Garros. “Non riuscivo ad alzarmi dal letto. Ero senza vita. Sapevo che avevo bisogno di prendermi una pausa perché altrimenti non sarei stata in grado di vivere. Avevo bisogno di prendere una pausa e non sapevo se sarei tornata a giocare. Dopo mesi ho deciso di tornare, sono felice di averlo fatto“, ha detto la tennista polacca in conferenza stampa. E proprio nell’ultima conferenza stampa dopo il successo contro Shnaider in semifinale, è diventata virale una sua risposta al perché cambiasse outfit in ogni partita: “In realtà non c’è nessuna storia particolare. Non ho uno sponsor tecnico, mi compro da sola i completi e gioco con quelli che ho (ride)”, ha spiegato la 25enne.

La finale, in programma sabato 6 giugno sul PhilippeChatrier, è ovviamente il suo più grande risultato mai raggiunto in carriera. Chwalińska, infatti, non ha mai vinto un grande titolo Wta e negli Slam non è andata oltre il secondo turno a Wimbledon 2022 e il primo turno agli Australian Open 2025. Il suo montepremi complessivo prima del Roland Garros era di 864.030 dollari, poco più della metà della cifra che si è aggiudicata grazie alla conquista della finale di Parigi: 1.400.000 euro. In caso di vittoria finale, invece, si porterebbe a casa un premio di 2.800.000 euro.

Un successo, a prescindere da come andrà la finale, che le permetterà di svoltare sia da un punto di vista economico, sia a livello di ranking (è virtualmente al 21esimo posto), sia a livello di visibilità, visto che avrà sicuramente attirato l’attenzione di diversi marchi internazionali. Sul web, intanto, stanno diventando virali anche alcuni video di quando era più giovane e giocava insieme alla sua connazionale Iga Swiatek, con cui è arrivata in finale di doppio femminile agli Australian Open Junior. Nel circuito Itf ha vinto sette tornei in singolare e 14 in doppio e nel 2016, a 15 anni, ha fatto il suo debutto nel mondo Wta prendendo parte alle qualificazioni del torneo di Katowice. Nel 2024 ha conquistato un Wta 125 a Florianopolis e un altro Wta 125 nel 2025 a Montreux. Non aveva mai battuto una top 50 in carriera. Ne ha battute 5 in poco più di una settimana. E domani cercherà l’ultima grande impresa.

L'articolo “Non ho uno sponsor, mi compro da sola i completi”: la favola di Chwalińska. Aveva lasciato il tennis, ora è in finale al Roland Garros dalle qualificazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Da Parigi a Parigi, dal Campo 6 al Philippe-Chatrier: Cobolli e Arnaldi si ritrovano al Roland Garros per la storia. In palio c’è la finale

5 June 2026 at 05:25

Tutti aspettavano Jannik Sinner. Era lui il grande favorito azzurro per arrivare fino in fondo al Roland Garros e giocarsi il titolo sulla terra rossa di Parigi. Invece, a contendersi un posto in finale saranno altri due italiani: Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Due protagonisti inattesi, arrivati in semifinale con percorsi differenti e in momenti della carriera diversi: per Cobolli può essere la definitiva consacrazione tra i big del tennis dopo i quarti di finale a Wimbledon 2025. Per Arnaldi è la chiusura di un cerchio che lo ha portato dall’infortunio al piede del 2025 alla prima semifinale Slam in carriera.

I due si conoscono da anni, si sono incrociati fin dai tornei giovanili (Cobolli ha 24 anni, Arnaldi uno in più) e hanno condiviso buona parte della crescita della nuova generazione del tennis italiano, nel suo momento d’oro. Percorsi diversi, ma spesso paralleli. Da una parte Cobolli, considerato fin da ragazzo uno dei talenti più promettenti del movimento e protagonista di una crescita costante che negli ultimi due anni lo ha portato stabilmente tra i migliori del circuito. Vincendo sarebbe sicuro di entrare in top 10. Dall’altra Arnaldi, tennista “operaio”, che però ha dovuto frenare l’anno scorso a causa di un infortunio, proprio quando stava provando a fare il definitivo salto di qualità. Dopo questo exploit parigino, ha già fatto un balzo di 70 posizioni nel ranking. Vincere lo proietterebbe a ridosso della top 30. E due mesi era felice per “aver giocato due ore e mezza senza dolore”.

A Parigi entrambi hanno trovato il torneo della vita. Fin qui. E anche all’interno del torneo i due hanno avuto percorsi totalmente differenti. Liscio, quasi netto il cammino di Flavio Cobolli, che ha vinto i primi tre turni per 3-0, poi negli ultimi due ha perso un set a partita, chiudendo per 3-1. Ma dopo Zverev è quello che ai quarti era arrivato con meno ore sulle gambe. Discorso totalmente opposto invece per Matteo Arnaldi, che ha raggiunto i quarti giocando quasi 18 ore e ha superato il record in uno Slam. Giovedì però si è potuto riposare, visto il ritiro di Matteo Berrettini nel finale di secondo set. Per entrambi, comunque vada, c’è la possibilità di scrivere una pagina destinata a restare nella storia del tennis italiano, già protagonista ieri con la vittoria nel doppio misto di Errani e Vavassori. E lo stesso Vavassori sarà ancora protagonista anche oggi, alle 12, nel doppio maschile con Simone Bolelli: i due affrontano Granollers e Zeballos per un posto in finale.

Cobolli-Arnaldi, i precedenti

Cobolli e Arnaldi si conoscono da una vita tennistica, appunto. Prima dei grandi palcoscenici come Parigi, i due si erano già affrontati più volte tra Challenger e tornei minori. Il bilancio complessivo sorride ad Arnaldi, avanti 3-2 nei precedenti se si contano qualificazioni, Challenger e match Future. Contando solo le sfide nel circuito Atp, il bilancio è di 1-1. Le prime sfide risalgono al 2021 e al 2022, quando entrambi erano ancora impegnati nel circuito Challenger alla ricerca del salto definitivo nel tennis che conta. Cobolli si impose a Napoli nel 2021, ma l’anno successivo Arnaldi rispose vincendo sia a Vicenza sia a Cordenons, sempre sulla terra battuta (unica superficie in cui i due si sono sfidati).

Poi, nel 2023, fu Arnaldi ad avere la meglio negli ottavi di finale dell’Atp di Umago, mentre l’ultimo precedente è decisamente il più significativo: il secondo turno del Roland Garros 2025. In quell’occasione fu Cobolli a imporsi in quattro set, 6-3 6-3 6-7(6) 6-1. Oggi i due si scontrano ancora a Parigi. Non sul Campo 6 come lo scorso anno, ma nella sessione serale del PhilippeChatrier, il campo più prestigioso di Parigi.

Cobolli-Arnaldi, l’orario del match

Il programma di oggi prevede sul Philippe Chatrier la prima semifinale alle ore 14.30: è quella tra il ceco Jakub Mensik e il tedesco Alexander Zverev. Subito dopo, non prima delle ore 19, è prevista la seconda semifinale, quella appunto tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.

L'articolo Da Parigi a Parigi, dal Campo 6 al Philippe-Chatrier: Cobolli e Arnaldi si ritrovano al Roland Garros per la storia. In palio c’è la finale proviene da Il Fatto Quotidiano.

Received — 3 June 2026 Il Fatto Quotidiano

“Sono riuscito a giocare due ore e mezza senza dolore”: due mesi fa Arnaldi festeggiava questo, oggi è il maratoneta del Roland Garros

3 June 2026 at 13:57

“Sono riuscito a giocare tre set e due ore e mezza senza dolore, quindi posso solo essere orgoglioso del lavoro e dei progressi che io e la mia squadra stiamo facendo”. Dieci settimane fa Matteo Arnaldi parlava così su Instagram dopo la sconfitta con Shevchenko al primo turno dell’Atp Miami, il 20 marzo. Festeggiava un traguardo che sembrava piccolo: tornare a stare in campo senza soffrire dopo un lungo infortunio. Nel 2025, è stato fermo per un mese e mezzo in estate a causa di un infortunio al piede destro: frattura del sesamoide mediale. Faticava a camminare, figuriamoci giocare ai massimi livelli.

Oggi rileggere quella frase fa quasi ridere. Perché il tennista ligure è entrato nella storia del Roland Garros e degli Slam: nessuno, da quando esistono le rilevazioni ufficiali, era mai arrivato ai quarti di finale dopo aver trascorso così tanto tempo in campo. Diciassette ore e quarantadue minuti di battaglie, rimonte e maratone sulla terra rossa di Parigi. “È dura non posso mentire, ma ci sto arrivando. Questi ultimi 6 mesi sono stati i più duri della mia carriera, non poter giocare e vedere crollare la mia classifica non è stato facile, ma ieri anche se non ho ottenuto la vittoria, è stato un grandissimo passo avanti. Non sono ancora al mio meglio ma arrivo presto“, scriveva.

Promessa mantenuta: a distanza di due mesi e mezzo gioca i quarti di finale al Roland Garros, contro Matteo Berrettini, e soprattutto si diverte a stare in campo per tanto tempo, si esalta. “Ho giocato sempre maratone, al primo turno, al secondo, sempre quattro e cinque ore, oggi cinque ore e mezzo. Sono felice di essere qui”, ha raccontato dopo la vittoria contro Tiafoe in cinque ore e mezza. Dieci settimane fa sperava di tornare al suo livello. Oggi è ai quarti del Roland Garros dopo aver trascorso più tempo in campo di chiunque altro nella storia degli Slam. Non male per uno che a marzo festeggiava semplicemente l’assenza del dolore dopo aver perso al primo turno di un Masters 1000.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Matteo Arnaldi (@mattearnalds)

L'articolo “Sono riuscito a giocare due ore e mezza senza dolore”: due mesi fa Arnaldi festeggiava questo, oggi è il maratoneta del Roland Garros proviene da Il Fatto Quotidiano.

Received — 2 June 2026 Il Fatto Quotidiano

“In bocca al lupo a Matteo e Matteo”, l’abbraccio negli spogliatoi tra Berrettini e Arnaldi: così l’Italia del tennis è squadra anche al Roland Garros

2 June 2026 at 16:44

Jannik Sinner non ha mai avuto dubbi: “L’Italia può vincere anche senza di me“. Lo disse in un’intervista a Sky Sport prima della Coppa Davis, riferendosi nello specifico alla coppa a squadre che coinvolge le migliori nazionali, vinta dall’Italia per la terza volta consecutiva nel 2025. Quello espresso dal numero uno al mondo è però un concetto che si può estendere anche al Roland Garros, in corso a Parigi, che vede tre italiani ai quarti di finale: non era mai successo.

Perché l’Italia del tennis è squadra sempre, anche quando ognuno compete per lo stesso obiettivo dell’altro e in palio non c’è la Coppa Davis, ma il risultato individuale. Lo ha dimostrato Flavio Cobolli, lo ha dimostrato Matteo Berrettini e anche Matteo Arnaldi. In un torneo in cui la posta in palio è altissima – soprattutto dopo l’eliminazione di Sinner e la rinuncia di Alcaraz – uno pensa all’altro. Anzi, agli altri. Lo aveva fatto Arnaldi dopo il successo contro Collignon (“Ha vinto anche Matteo? Sono contento per loro, per lui e Flavio“), lo ha fatto anche Flavio Cobolli, che dopo aver battuto Zachary Svadja agli ottavi, nella classica intervista post partita in campo ha da subito avuto un pensiero carino per gli altri due italiani che avrebbero giocato poco dopo: “Ora in bocca al lupo a Matteo e Matteo, voglio augurare il meglio a entrambi per gli ottavi di finale”, ha esclamato il 24enne, facendo riferimento a Matteo Arnaldi, che ha vinto un match pazzesco contro Frances Tiafoe qualche ora dopo, e a Matteo Berrettini, che ha battuto Juan Manuel Cerundolo. Tra Cobolli e Berrettini l’amicizia è poi cosa nota già dai tempi della Coppa Davis.

E ancora: finito il suo match, Berrettini ha incrociato Matteo Arnaldi nel corridoio che porta agli spogliatoi. Lo ha abbracciato e gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio, quasi a dirgli: “Ora tocca a te, ti aspetto ai quarti”. Detto, fatto. I due si sfideranno adesso per un posto in semifinale, con la consapevolezza che uno dei due dovrà fermare il sogno dell’altro. Per entrambi, per motivi differenti, sarebbe una vittoria a ogni modo storica. Ma l’Italia e Filippo Volandri – capitano in Coppa Davis sempre presente durante i match degli italiani – hanno già ottenuto la conferma che cercavano: oltre al talento e alla profondità di un movimento senza precedenti, esiste un gruppo in cui ognuno spinge l’altro verso l’obiettivo. E non è affatto scontato, soprattutto quando non si indossa la maglia azzurra.

L'articolo “In bocca al lupo a Matteo e Matteo”, l’abbraccio negli spogliatoi tra Berrettini e Arnaldi: così l’Italia del tennis è squadra anche al Roland Garros proviene da Il Fatto Quotidiano.

Roland Garros, il mercoledì di Parigi parla italiano: prima in campo Cobolli, poi il derby Berrettini-Arnaldi | Programma e orari di oggi

3 June 2026 at 03:13

In tanti dopo la clamorosa eliminazione a sorpresa di Jannik Sinner pensavano che il Roland Garros degli italiani fosse praticamente finito. E invece l’Italia ne porta tre ai quarti di finale per la prima volta nella storia del tennis azzurro. Il tutto senza il numero uno del mondo, Jannik Sinner appunto, e il numero due d’Italia, Lorenzo Musetti. A prendersi la scena sono Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini, che a modo loro stanno facendo un’impresa. Il primo e il terzo perché per la prima volta in carriera hanno raggiunto i quarti di finale al Roland Garros (per Arnaldi sono i primi quarti in assoluto in uno Slam), il secondo perché dopo anni difficili, tormentati dagli infortuni, è rinato e lo sta dimostrando partita dopo partita.

Mercoledì 3 giugno sarà un’altra giornata storica per l’Italia del tennis, che avrà senza dubbio un italiano in semifinale, ma il sogno a questo punto è averne due. Previsto infatti il derby tra Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini in serata, mentre prima scende in campo Flavio Cobolli contro Felix Auger-Aliassime, l’unico non italiano in gioco nella parte alta di tabellone, quella senza favoriti. Il teatro di entrambe le sfide sarà ovviamente il Philippe-Chatrier. In più, Sara Errani e Andrea Vavassori disputeranno anche le semifinali di doppio misto.

Roland Garros, gli italiani in campo mercoledì: gli orari

  • Flavio Cobolli-Felix Auger-Aliassime: terzo match, campo Philippe-Chatrier
  • Matteo Berrettini-Matteo Arnaldi: non prima delle 20:15, campo Philippe-Chatrier

Roland Garros, il programma completo di mercoledì 3 giugno

COURT PHILIPPE-CHATRIER

Dalle 11:00

  • Anna Kalinskaya-Maja Chwalinska

A seguire

  • Aryna Sabalenka-Diana Shnaider

A seguire

  • Felix Auger-Aliassime-Flavio Cobolli

Non prima delle 20:15

  • Matteo BerrettiniMatteo Arnaldi

COURT SUZANNE-LENGLEN

Dalle 11:00

Inizio programma (Leggende)

  • Alizé Cornet / Daniela Hantuchova – Martina Hingis / Angelique Kerber

Non prima delle 12:00

  • Marcel Granollers / Horacio Zeballos – Hugo Nys / Edouard Roger-Vasselin

A seguire

  • Sander Arends / David Pel – Quentin Halys / Pierre-Hugues Herbert

A seguire

  • Sara Errani / Andrea Vavassori – Desirae Krawczyk / Neal Skupski (o Siegemund / Roger-Vasselin)

A seguire

  • Shuko Aoyama / En-Shuo Liang – Hanyu Guo / Kristina Mladenovic

COURT SIMONNE-MATHIEU

Dalle 11:00

Inizio programma (Leggende)

  • Tatiana Golovin / Guy Forget – Pauline Parmentier / Gilles Simon

Non prima delle 12:00

  • N. Sriram Balaji / Marcelo Demoliner – Harri Heliovaara / Henry Patten

A seguire

  • Mansour Bahrami / Cédric Pioline – Arnaud Clément / Fabrice Santoro

A seguire

  • Gabriela Dabrowski / Evan King – Asia Muhammad / Nikola Mektic

A seguire

  • Ellen Perez / Demi Schuurs – Anna Danilina / Aleksandra Krunic

Roland Garros 2026, dove vederlo in tv e streaming

In Italia il Roland Garros 2026 viene trasmesso esclusivamente sui canali Eurosport, che sono visibili solo per gli abbonati alle seguenti piattaforme streaming: HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Prime Video Channels. Non è prevista una copertura tv in chiaro. L’emittente proprietario dei diritti, Warner Bros. Discovery Italia, potrebbe decidere di trasmettere in chiaro le fasi finali del torneo, in caso di presenza di italiani. Un anno fa, la finale tra Sinner e Alcaraz fu trasmessa in diretta gratis su Canale NOVE.

L'articolo Roland Garros, il mercoledì di Parigi parla italiano: prima in campo Cobolli, poi il derby Berrettini-Arnaldi | Programma e orari di oggi proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌