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Aixam, la carica delle minicar. Presentata la nuova gamma 2026 – FOTO

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aixam city sport

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aixam city sport interni

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aixam coupé sport

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aixam coupé gto interni

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aixam easy chic

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aixam easy access interni

Il mondo delle minicar è cambiato parecchio negli ultimi anni, non è più soltanto il settore delle vetture per adolescenti, anche se quella resta una parte importante del mercato. Oggi dentro questo segmento entrano famiglie, adulti che cercano un mezzo compatto per la città, professionisti e aziende che hanno bisogno di muoversi in spazi stretti senza complicarsi troppo la vita. Aixam parte proprio da qui, da un mercato che in Europa ha superato le 60.000 unità nel 2025 e dove l’elettrico pesa ormai circa il 65%. In Italia il marchio mantiene una posizione forte, con una quota del 34% e oltre 4.400 veicoli venduti negli ultimi 12 mesi. Numeri da nicchia, certo, ma non da fenomeno marginale.

Durante la prova abbiamo avuto la sensazione che il marchio francese non voglia inseguire a tutti i costi la moda della minicar economica, spoglia e un po’ giocattolo. La strada scelta sembra diversa: rendere più accessibile l’ingresso in gamma, ma senza rinunciare a finiture, rete di assistenza e percezione da piccola auto vera. La novità più interessante è Easy, il modello pensato per chi vuole una Aixam più semplice e meno costosa. Il design esterno è stato alleggerito e reso più morbido, con un frontale simpatico, fari LED a filo carrozzeria e un cofano ispezionabile che dà un’idea di praticità immediata. Non cerca l’effetto sportivo, piuttosto punta su una personalità fresca, quasi sorridente.

Easy è disponibile sia con motorizzazione termica sia in versione elettrica, con due tagli di autonomia, da 75 km e 113 km, valori coerenti con un uso urbano e quotidiano: casa-scuola, casa-lavoro, commissioni, centro città. L’impostazione è chiara, insomma, non si parla di viaggi lunghi ma di spostamenti brevi e frequenti. Il prezzo parte da 10.499 euro per Easy Access elettrica, ma Aixam propone anche una formula con valore futuro garantito, con rata da 59 euro al mese per 36 mesi, acconto di 3.950 euro e valore residuo di 5.775 euro. Per il noleggio a lungo termine, sempre sull’esempio Easy Access elettrica, la rata indicata è di 296 euro al mese IVA inclusa, con manutenzione, assistenza e coperture assicurative comprese.

All’interno Easy resta essenziale, ma non povera. Ci sono vetri elettrici, chiusura centralizzata, supporto centrale per smartphone, altoparlanti Bluetooth integrati e, secondo le versioni, sedili in ecopelle Nabuk con impunture verde giada. Piace l’idea delle pellicole personalizzabili per plancia e pannelli porta, con grafiche diverse per gusto ed età: graffiti, floreale, glitter, nido d’ape, radica. È una soluzione semplice, però funziona.

La gamma Premium comprende City, Coupé e Crossover, tre modelli che mantengono un design esterno più vicino al mondo automotive. City resta la proposta più urbana, Coupé ha un’impostazione più dinamica, mentre Crossover alza un po’ il tono con un’immagine più matura e una presenza visiva più importante. Viste dal vivo, dobbiamo dire che trasmettono una sensazione più solida rispetto a molte rivali del segmento.

La vera differenza, però, si nota salendo a bordo. Gli interni sono stati riprogettati con una plancia più moderna, comandi meglio distribuiti e una migliore attenzione all’ergonomia, a contorno ci sono il volante sportivo, i sedili riscaldati, la base di ricarica wireless da 15 W e il display panoramico da 23”. Sul fronte infotainment, gli allestimenti più ricchi offrono display touchscreen da 10” con radio, Bluetooth, retrocamera e compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Gli allestimenti Pack partono invece da un display da 7” LCD touchscreen con radio e Bluetooth, mentre Sport aggiunge retrocamera, sedili in ecopelle, quattro altoparlanti e cerchi da 15”. Come dotazioni di assistenza alla guida si trovano sensori di retromarcia, retrocamera, ABS disponibile come optional e dotazioni pensate soprattutto per rendere più sicura e facile la manovra in città.

Le motorizzazioni, anche qui, sono termiche ed elettriche. Sulle elettriche compaiono il selettore di marcia rotativo e la presa di ricarica Tipo 2, dettagli che rendono l’utilizzo più vicino a quello di una piccola auto elettrica tradizionale. I tecnici hanno lavorato molto sugli allestimenti, perché in questo segmento la personalizzazione pesa parecchio. Pack è la base più completa per chi cerca comfort senza esagerare, con sedili in tessuto, sensori di retromarcia e cerchi in lega da 14”. Sport aggiunge un aspetto più grintoso, tetto e dettagli nero lucido, sedili in ecopelle e display con retrocamera.

Premium alza ancora il livello con interni neri effetto legno ebano, console centrale, ricarica wireless, quattro altoparlanti hi-fi e cerchi da 15”. GTI e GTO sono le versioni più caratterizzate, con paraurti GT, griglia a nido d’ape, finiture cromate satinate, sedili GT in triplo materiale, sedili riscaldati per guidatore e passeggero, sei altoparlanti e cerchi da 16”. L’abitabilità è uno degli aspetti più convincenti. Il bagagliaio parte dai 422 litri di Easy e arriva fino ai 640 litri del Crossover.

Accanto alla gamma passeggeri c’è Aixam PRO, pensata per i professionisti. Le versioni Furgone e Doppio pianale arrivano fino a 2,8 m³ di volume di carico, una soluzione utile per artigiani, manutentori, consegne leggere e attività che si muovono soprattutto in città. La parte più concreta della strategia Aixam riguarda però l’accessibilità. Finanziamenti tradizionali, maxi rata, rata fissa, valore futuro garantito, noleggio a lungo termine e polizze dedicate servono a rendere più gestibile un acquisto che, per molte famiglie, non è banale. La rete, infine, resta centrale: 102 distributori e 150 punti vendita in Italia, con test drive, consulenza, manutenzione e ricambi originali.

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Qué ver en streaming este fin de semana: 3 películas y una serie que no te puedes perder

Neo-noir para cinéfilos empedernidos

Sugar. 2T, en Apple TV

Si el final de la primera temporada de este estiloso neonoir angelino te dejó tan patidifuso como a quien escribe estas líneas, entenderás las ganas (¡casi necesidad!) de repescar Sugar en su segunda temporada. Si no viste la primera, diremos las palabras mágicas: Colin Farrell de protagonista homenajeando al género más peliculero de todos.

Mr. Sugar es un detective especializado en encontrar a personas desaparecidas pero, sobre todo, es un cinéfilo empedernido, hasta tal punto que le pide a su jefa que le guarde los ejemplares de Cahiers du Cinema y Sight and Sound cuando está fuera.

En esta nueva entrega de la serie de Apple TV, Sugar se encarga de un nuevo caso: localizar al problemático hermano de Danny Moon, una joven promesa local del boxeo.

Preparándonos para el desembarco de Nolan

Dunkerque, en Netflix

Fue su mujer y productora, Emma Thomas, quien le habló por primera vez del desembarco de Dunkerque. El resultado fue la primera incursión de Christopher Nolan en el género bélico y todo lleva a pensar que por ese camino irá su esperada adaptación de La Odisea, que veremos en cines a partir del 17 de julio.

Para prepararnos para el estreno, Netflix estrena en la plataforma Dunkerque para que podamos deleitarnos con esta película que narra por tierra, mar y aire este angustioso cerco de los alemanes a las tropas británicas y francesas durante la Segunda Guerra Mundial.

Una fiesta que no te puedes perder

Celebración, en Prime Video

Una fiesta de cumpleaños que sale rana. Así comenzó el movimiento Dogma en los años 90 de la mano de un Thomas Vinterberg que luego nos deleitaría con películas como Otra ronda o La caza. Y así ganaría el Premio del Jurado en el Festival de Cannes.

A los Klingenfeldt se les iba de las manos la fiesta en homenaje a su padre mientras Vinterberg colaboraba en hacer realidad las propuestas del movimiento Dogma de su colega Lars von Trier: esa purificación del cine que esquivaba el artificio y proclamaba la vuelta a una realidad casi neorrealista, apostándolo todo a la cámara y a los actores. En resumen, una fiesta que no te puedes perder.

El mejor Isaki Lacuesta

Entre dos aguas, en HBO Max

Continuación de La leyenda del tiempo, el filme de Isaki Lacuesta se acerca a los protagonistas de aquella años después y retrata la vida en San Fernando, las vidas posibles en La Isla, paraíso de aguas cristalinas y arenas sedosas con chabolas en primera línea de playa donde el destino tiene pocas vertientes: o poli o caco.

Isra y Cheíto son esas vidas posibles en el sur más pobre de España. Una, la de Cheíto como panadero en el ejército. Otra, la de su hermano, marcada por la cárcel y el trapicheo de drogas, que no encuentra otra salida que mariscar entre el barro, entre cristales rotos, o recoger y vender chatarra, y no le saca ganancia ni por sus tres niñas pequeñas. Ambas, con la muerte del padre tatuada en la espalda, esa gran tragedia que rompe la película en dos aguas, y a los hermanos en canal, sobre todo a Isra.

Isaki Lacuesta, junto a Fran Araujo e Isa Campo, escriben para Isra y Cheíto, tras años de conocerlos y escuchar sus historias en San Fernando. Ahí radica su verdad –con altas cotas como la pelea entre los hermanos, el colega marroquí que se prepara el examen para que le den la nacionalidad española, las secuencias con las niñas...–, pero también en su trabajo interpretativo. A fuerza de emocionar, sería injusto que ignorásemos la actuación de Israel Gómez Romero, así, con nombre y apellidos, esa especie de Antoine Doinel en pisha al que venimos siguiendo desde que era un mocoso con rizos que quería ser guardia civil.

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