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Sinner torna in campo dopo il malore al Roland Garros: sarà presente a un’esibizione a Londra prima di Wimbledon

Jannik Sinner scenderà in campo prima di Wimbledon. Non in un torneo, come già annunciato prima dell’eliminazione al Roland Garros, bensì in un match di esibizione. È stata ufficializzata infatti la presenza del numero uno al mondo al Giorgio Armani Tennis Classic, rassegna di esibizione ormai ultratrentennale che si disputa all’Hurlingham Club, dal 23 al 27 giugno. Una notizia ben accolta anche dal direttore del torneo Nikhil Waugh: “Per la nostra 32esima edizione, siamo eccitati di dare il benvenuto a Jannik Sinner, che si aggiunge ad un parco giocatori eccezionale”.

Sinner è reduce da un periodo difficile, dopo il malore al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, e dopo una settimana di vacanza si è sottoposto per due giorni a dei controlli specifici e molto lunghi al San Raffaele di Milano. Per l’altoatesino sembra però tutto nella norma e ha già ripreso gli allenamenti verso Wimbledon. In mezzo ci sarà l’esibizione a Londra, dove Sinner affronterà diversi altri tennisti di altissimo livello.

L’altoatesino, infatti, non sarà né l’unico Top 10, né l’unico italiano presente ai nastri di partenza. C’è Flavio Cobolli con lui, diventato n.10 dopo la finale disputata al Roland Garros, ma anche Luciano Darderi (n.18). A completare il roster, altri giocatori di un certo spessore: Casper Ruud (n.14), Karen Khachanov (n.15), Learner Tien (n.19) e Cameron Norrie (n.29), semifinalista a Wimbledon nel 2022 che sarà l’unico rappresentante britannico.

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Roddick dà ragione ad Agassi su Sinner: “Andre mi ha raccontato che ha parlato con Darren Cahill perché è una situazione delicata”

Non si fermano le polemiche sulla preparazione fisica di Jannik Sinner dopo il malore accusato dal tennista altoatesino che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. Poco dopo il match perso contro Cerundolo, l’ex stella statunitense Andre Agassi ha commentato duramente l’improvviso crollo dell’azzurro ritenendo che non ci fosse “nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. In molti hanno criticato l’uscita del Kid di Las Vegas, come viene soprannominato: tutti tranne il collega e connazionale Andy Roddick che ne ha preso le difese. “Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

Nel suo podcast “Served with Andy”, l’ex tennista ha commentato a sua volta il ritiro di Sinner, che, tra le altre cose, si è sottoposto ad accertamenti al San Raffaele di Milano per definire le cause di tutto ciò. “Magari c’è stato un problema di idratazione – ha detto il vincitore degli US Open 2003 -. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita. In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni”.

“Mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente – ha proseguito Roddick -. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c’è una certa delicatezza nella situazione”. Il riferimento è all’attuale allenatore dell’altoatesino che in passato è stato anche il coach proprio di Agassi oltre che suo intimo amico. “Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore – ha concluso il tennista podcaster -, non puoi metterlo in difficoltà all’improvviso con delle dichiarazioni pubbliche”. Per queste ragioni, secondo Roddick, il campione statunitense ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, perché “sa cosa significa essere il numero uno al mondo e convivere con quella pressione”.

Una tesi a sostegno della quale Roddick ha citato un messaggio privato ricevuto da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Anche in quell’occasione, durante un partita contro Eliot Spizzirri, Sinner aveva avuto un crollo fisico da cui però era riuscito a risollevarsi beneficiando della chiusura del tetto del campo. Quel giorno Roddick ha detto di aver ricevuto un messaggio dall’amico tennista, nel quale “diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un’ora e venti di partita sotto il sole”. Una diatriba che a cinque giorni dalla fine del Roland Garros ora forse volgerà al termine: “È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un’ora e quaranta di partita? – si è domandato Roddick – Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

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Seppi contro la Federtennis: “È mancato rispetto umano, mi sono sentito preso in giro”

Sessantasette partecipazioni agli Slam, di cui 66 consecutive. Dopo una carriera di questo calibro, il tennista italiano Andreas Seppi è tornato da poco nel mondo dello sport come commentatore per Eurosport del Roland Garros appena concluso. Dopo il ritiro, l’ex numero 18 del mondo si era preso una pausa per stare in famiglia ma ora è tornato sullo schermo degli italiani, anche se solo con la voce. In un’intervista a Fanpage.it ha raccontato della sua scelta ma anche della situazione attuale del tennis, da Sinner a Cobolli, arrivando fino alle tensioni con la Federtennis.

In una lunga chiacchierata, Seppi ha ripercorso tutti i suoi successi, dalle vittorie in Coppa Davis, al match strappato a Roger Federer agli Australian Open, arrivando fino al successo contro Nadal nel giorno del suo compleanno a Rotterdam. Una lunga carriera, interrotta con una nota amara proprio sul fotofinish. Nel 2022 infatti la Federtennis gli ha negato una wild card per partecipare ai Challenger di Firenze e Napoli dove avrebbe celebrato l’addio con un meritato tributo del pubblico. Una ferita ancora aperta per Seppi, considerando anche che, con 808 partite ufficiali in carriera, è il giocatore con più match all’attivo in Italia.

“Mi sono sentito preso in giro – spiega il tennista – se mi avessero detto che quelle wild card erano solo per i giovani avrei accettato senza discutere. Invece è successo il contrario”. Il tennista racconta di essere stato contattato da diversi membri della Federazione che gli hanno garantito fino all’ultimo la partecipazione: poi a un mese dall’inizio del torneo hanno ritrattato. “La cosa che più mi ha dato fastidio – conclude il neo commentatore – è che, alla fine, quella wild card è stata persino sprecata, visto che il giocatore a cui era stata assegnata poi si è ritirato”. Ciò che è venuto a mancare, spiega Seppi, è stato “il rispetto umano. Finché ci saranno quelle persone in Federazione, difficilmente mi vedrete in quell’ambiente”.

Dopo il ritiro si è allontanato per un po’ dal tennis perché voleva dedicare del tempo ai suoi tre figli piccoli. “Fare il coach o comunque restare nel mondo del tennis – racconta – significa viaggiare tantissimo e per me, in quel momento, non era un’opzione”. Poi è arrivata la proposta di commento per Eurosport che, come dice il tennista, “mi aveva sempre incuriosito”. Da quella postazione ha potuto osservare e commentare dal vivo tutto il Roland Garros, il torneo che ha portato in finale Flavio Cobolli. Al giovane tennista romano Seppi ha fatto i complimenti, ricordando “qualche errore di troppo” nel terzo set. “Resta un po’ di rammarico, ma ha disputato un torneo straordinario e deve essere soltanto orgoglioso di quello che è riuscito a fare”.

Ha poi dedicato qualche parola anche per Jannik Sinner e sul suo ritiro anticipato dal torneo a causa di uno strano malessere fisico: “Come ha detto lui stesso, probabilmente non è stata una questione fisica, ma magari semplicemente una giornata con poche energie, una di quelle in cui non ti svegli al meglio”. Seppi ha poi concluso commentando il paragone tra lui e il numero uno al mondo: “Sicuramente in Alto Adige siamo mediamente meno emotivi e tendiamo a non mostrare troppo le emozioni. Penso che ci siano tante somiglianze nella nostra crescita e forse anche per questo siamo persone e giocatori piuttosto tranquilli ed equilibrati”.

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