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Il gorilla “filosofo” diventa il nuovo caso virale sui social: la storia di Kiyomasa e il “segreto” del suo Dna

Seduto in silenzio, con lo sguardo fisso davanti a sé e una posa che ricorda quella di chi è immerso nei propri pensieri. È così che un gorilla è riuscito a conquistare migliaia di utenti sui social, diventando in poche ore protagonista di meme, commenti e condivisioni. Il protagonista della vicenda si chiama Kiyomasa, un gorilla di pianura occidentale ospitato nello zoo e giardino botanico di Higashiyama, nella città giapponese di Nagoya. In un video diventato virale, l’animale appare seduto da solo mentre tiene un braccio incrociato sul petto e una mano vicino alla bocca, assumendo una postura che molti hanno interpretato come quella di qualcuno intento a riflettere profondamente.

Secondo le ricostruzioni circolate online, il filmato sarebbe stato registrato poco dopo un momento di tensione con la sua compagna. Un dettaglio che ha contribuito a rendere il video ancora più virale. In poche ore Kiyomasa è stato “memato” dagli utenti di tutto il mondo: la sua espressione assorta e lo sguardo fisso nel vuoto sono diventati il punto di partenza per battute, fotomontaggi e commenti ironici. C’è chi lo ha associato a chi ripensa a una discussione appena avuta, chi alle preoccupazioni della vita quotidiana e chi, più semplicemente, ha scherzato dicendo di sentirsi esattamente come lui dopo una lunga giornata. Da qui il soprannome di “gorilla filosofo”, che ha rapidamente accompagnato la diffusione del video sui social.

Il successo è nel DNA

Kiyomasa, 13 anni, non è inoltre un gorilla qualsiasi. È infatti figlio di Shabani, uno dei gorilla più celebri del Giappone, diventato negli anni una vera e propria attrazione per i visitatori dello zoo grazie alla sua notorietà sui social e all’affetto conquistato tra gli appassionati di fauna selvatica. Che stesse davvero riflettendo o semplicemente riposando, poco importa agli utenti della rete. Per molti, quel breve filmato è bastato per trasformare Kiyomasa nel nuovo fenomeno virale del momento.

Famous Gorilla Kiyomasa Goes Full Philosopher Mode

After a spat with his mate, he sat down for some deep contemplation — caught on camera in Japan.

Even gorillas need a moment to process…#Gorilla #Japan #Zoo #PNC pic.twitter.com/Ovdysz3q1Z

— People’s news Channel (@peoplesnews2024) June 9, 2026

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Spunta un cinghiale tra gli ombrelloni, poi entra in mare davanti a decine di bagnanti: la scena fa il giro dei social

Una presenza insolita ha attirato l’attenzione di residenti e turisti sul litorale di Agropoli, nel Cilento. Un cinghiale è stato infatti avvistato sulla spiaggia di San Marco, dove dopo aver raggiunto la battigia ha deciso di entrare in acqua, probabilmente alla ricerca di un po’ di refrigerio nelle ore più calde della giornata.

La scena, com’è ovvio, non è passata inosservata. Numerosi bagnanti hanno assistito all’episodio, e hanno ripreso l’animale con smartphone e videocamere. In pochi minuti immagini e filmati hanno iniziato a circolare sui social, suscitando curiosità e commenti tra gli utenti. Il cinghiale è rimasto in acqua per alcuni minuti, nuotando a breve distanza dalla riva sotto lo sguardo sorpreso dei presenti. Successivamente è tornato sulla spiaggia e si è allontanato senza causare problemi o situazioni di pericolo.

Non è la prima volta che un cinghiale viene avvistato in contesti insoliti nel Cilento. Negli ultimi anni la presenza di questi animali è stata segnalata sempre più spesso nei pressi di abitazioni, strade e località turistiche, soprattutto durante i mesi estivi. La ricerca di acqua e cibo, unita alle alte temperature, può infatti spingere gli esemplari a spostarsi verso aree frequentate dall’uomo.

@giornalista.cilen ???? Ospite inatteso tra i bagnanti: un cinghiale si rinfresca nel mare di Agropoli Tra i tanti turisti che stanno affollando le spiagge del lungomare San Marco ad Agropoli, oggi a catturare l’attenzione è stato un visitatore davvero insolito. Un cinghiale è stato avvistato mentre si rinfrescava nelle acque a pochi metri dalla riva, sotto gli occhi increduli di bagnanti e passanti. La scena ha subito attirato curiosità e smartphone, con numerosi video e fotografie condivisi sui social. Non è la prima volta che gli animali selvatici si spingono fino alle aree urbane e costiere del Cilento, ma vedere un cinghiale fare il bagno in mare resta uno spettacolo decisamente raro e sorprendente. ???? E voi lo avete visto? Condividete foto e video nei commenti. #Agropoli #Cinghiale #SanMarco #Cilento #Estate2026 ♬ sonido original – Juanma Juanma

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Ricercatori scoprono dei nuovi “vermi con le ciglia” e decidono di chiamarli Alberto Angela come tributo al divulgatore: cosa sono questi nuovi organismi marini individuati in Salento

Nelle acque del mar Ionio, al largo delle coste leccesi, vive un piccolo organismo marino filtratore finora ignoto alla scienza, che da oggi porta il nome di uno dei volti più noti della televisione italiana. Si chiama Myxicola albertoangelai ed è la nuova specie scoperta da un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Università del Salento, il cui nome è stato formalizzato in un recente studio tassonomico pubblicato sulla rivista scientifica Zoological Journal of the Linnean Society. L’intitolazione rappresenta un tributo diretto al lavoro del conduttore di Ulisse, capace di segnare il percorso accademico degli stessi autori della scoperta.

Le motivazioni della dedica: l’impatto sulle nuove generazioni di scienziati

La scelta di assegnare il nome di Alberto Angela a una nuova specie animale nasce dal riconoscimento del suo ruolo nella diffusione del sapere scientifico, sulle orme del padre Piero. A spiegarlo sono i ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali di UniSalento, tra cui Matteo Putignano, Andrea Toso e Joachim Langeneck, i quali individuano nei programmi televisivi del divulgatore la scintilla che li ha avvicinati alla biologia marina. “Questa specie è stata denominata così come omaggio ad Angela e al suo lavoro, votato alla promozione della conoscenza presso il grande pubblico. I suoi programmi hanno lasciato un’impronta duratura nelle nostre vite e hanno contribuito alle nostre scelte di carriera”, dichiarano congiuntamente gli autori dello studio.
Una posizione ribadita anche in una nota ufficiale dell’Ateneo salentino, che inquadra la decisione come “un riconoscimento al suo straordinario contributo alla diffusione della cultura scientifica e alla sua capacità di avvicinare il grande pubblico alle meraviglie della natura, della storia e della ricerca”.

L’identikit della specie scoperta a Nardò

Dal punto di vista prettamente biologico, la Myxicola albertoangelai è un anellide polichete che rientra nella famiglia dei Sabellidae. Si tratta di un gruppo di organismi marini comunemente definiti nei paesi anglosassoni “eyelash worms” (vermi con le ciglia). La loro caratteristica anatomica principale è un apparato branchiale a forma di ventaglio, che l’animale utilizza per filtrare dall’acqua le particelle alimentari necessarie al proprio sostentamento. L’esemplare che ha permesso l’identificazione, definito “esemplare tipo”, è stato rinvenuto nei fondali di Santa Caterina di Nardò, nel mar Ionio settentrionale. La sua scoperta si inserisce in un quadro di ricerca più ampio: l’anellide leccese è infatti una delle quattro nuove entità biologiche classificate dai ricercatori durante un lavoro di profonda revisione dell’intero genere Myxicola.

Questo risultato è stato ottenuto applicando i principi della tassonomia integrativa, un approccio metodologico moderno che incrocia l’analisi morfologica visiva tradizionale con il sequenziamento e le indagini genetiche. Il ritrovamento della Myxicola albertoangelai conferma un dato scientifico rilevante: persino il Mar Mediterraneo, pur essendo uno dei bacini idrici più perlustrati e studiati al mondo, ospita ancora specie sconosciute o precedentemente confuse e raggruppate in modo errato sotto nomenclature generiche.

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