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In Puglia neo-sindaci di Rifondazione e M5s. Acerbo: “Dopo Mamdani a New York, ecco Minervini a Molfetta”

Uno di Rifondazione Comunista, l’altro del Movimento Cinque Stelle. Nel giorno in cui perde la sindaca di Foggia, dimessasi per tensioni interne alla maggioranza, il campo largo conquista due paesi della Puglia con due candidati “radicali”. Il ballottaggio delle amministrative consegna la guida del Comune di Molfetta a Manuel Minervini, eletto con il 67,47% dei voti, e quella di San Vito dei Normanni a Marco Ruggiero, con un successo al fotofinish. Entrambi vengono da partiti che rappresentano le ali “esterne” del centrosinistra.

Minervini, addirittura, è un esponente di Rifondazione Comunista. Alla fine, come raccontato da Il Fatto Quotidiano, era stato l’unica figura a riuscire ad aggregare l’intero centrosinistra per riprendersi una città che nel 2025 aveva visto la giunta decapitata da un’inchiesta che aveva coinvolto l’allora sindaco con l’accusa di appalti in cambio di voti. Ingegnere meccanico di 36 anni, il neo-sindaco fa politica da quando aveva 15 anni: era partito dall’associazionismo di base, poi aveva fatto parte nei movimenti contro l’austerità post-governo Monti e dal sei anni è in Rifondazione.

La sua affermazione ha fatto festeggiare il segretario del partito, Maurizio Acerbo, con un paragone a stelle e strisce: “Dopo Mamdani a New York la conferma che c’è voglia di sinistra viene dalla vittoria del nostro compagno Manuel Minervini a Molfetta. Si può vincere coinvolgendo i giovani e il popolo del No con idee chiare e di sinistra – ha detto – La corsa al centro e il trasformismo hanno aperto la strada alla destra. Intorno a un giovane candidato di Rifondazione Comunista come Manuel si è creato un movimento giovanile e popolare e un fronte costituzionale e democratico pieno di entusiasmo e partecipazione”.

Un centinaio di chilometri più a sud, in provincia di Brindisi, ecco un’altra sorpresa: la vittoria di Marco Ruggiero a San Vito dei Normanni. Espressione del Movimento Cinque Stelle, e sostenuto dall’intero centrosinistra, Ruggiero ha superato al ballottaggio il candidato del centrodestra Giacomo Viva con il 51,48% delle preferenze. San Vito era amministrato dal centrodestra con l’ex sindaca Silvana Errico, fuori dal ballottaggio in una guerra tutta a destra e una frattura che ha fatto sentire i suoi strascichi anche al secondo turno. Viva, infatti, era stato il candidato più suffragato al primo turno, con il 38%, ma è uscito sconfitto nella volata finale. “Da domani sono certo – ha detto il neo sindaco – metteremo da parte le posizioni avute. Il ballottaggio è un’elezione a se. Non bisogna dimenticare la bassa affluenza al primo e secondo turno. Sono tutti piccoli segnali che dobbiamo mettere insieme per poter programmare e coinvolgere la cittadinanza nelle politiche dei prossimi cinque anni”.

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Ballottaggio ad Agrigento, la festa del candidato di centrosinistra Sodano: “Per la città è una nuova primavera”

“Per Agrigento è una nuova primavera”. Con queste parole Michele Sodano, candidato del centrosinistra ad Agrigento, ha salutato la vittoria al ballottaggio nella città siciliana, che dunque “passa di mano”, dopo la legislatura di centrodestra.

Sodano, che ha letteralmente trionfato con oltre il 70% dei consensi, ha ringraziato i cittadini e le cittadine e “un ringraziamento e un gesto di rispetto va anche a tutti i nostri competitor con cui ci siamo sfidati in questa campagna elettorale. Adesso comincia il bello, il bello sarà ricostruire la nostra Agrigento”.

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Attivisti della Flotilla in carcere in Libia, Tajani: “Situazione complicata, non c’è ancora un’accusa formalizzata”

Quella degli attivisti della Global Sumud Flotilla, ancora detenuti nelle carceri libiche dal 24 maggio scorso, è “una situazione complicata“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina al margine del Forum Italia-Norvegia, sottolineando che “stiamo seguendo minuto per minuto l’evolversi della situazione con il nostro console a Bengasi e anche da Roma, lavoriamo perché possano essere liberati il prima possibile”.

Tajani ha aggiunto che “è una situazione delicata perché non ci sono soltanto italiani, ma anche altre persone di altre nazionalità arrestate e questo rende un po’ più complicata la situazione”. Il titolare della Farnesina ha rassicurato che la situazione viene seguita minuto per minuto, sottolineando però che “ancora non c’è un’accusa formalizzata” nei confronti degli attivisti italiani.

Tra gli attivisti ancora bloccati ci sono gli italiani Dina Alberizia e Domenico Centrone,

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Telese paragona Picierno a una “Vannacci di sinistra” e lei telefona in diretta: “Sopporto i suoi dileggi, ma questo no”

Tensione alle stelle nell’ultima puntata di In Onda (La7) tra Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, e Luca Telese, conduttore del talk show politico insieme a Marianna Aprile. L’argomento del dibattito è la vicenda dell’europarlamentare, ora nel gruppo Renew Europe, dopo l’abbandono del Pd e la fondazione del movimento Spazio Pubblico. Telese ripercorre il suo editoriale pubblicato sul Centro, di cui è direttore. Ricorda, in primis, che Picierno se n’è andata da sola e non ha subito alcuna epurazione. Dopo aver votato più volte contro le indicazioni del partito, senza ricevere alcun richiamo, nemmeno sui fondi strutturali destinati alle armi, e dopo aver ricevuto una delegazione dell’Israel Defense and Security Forum nel pieno dell’offensiva in Palestina, è arrivato il nodo decisivo. Pur di non cedere la vicepresidenza del Parlamento europeo secondo le regole di rotazione del gruppo S&D, ha scelto di lasciare prima il Pd e poi il gruppo europeo.
Telese, quindi, si chiede se non sia un’operazione politica per affermare una leadership moderata: “Picierno potrebbe essere una Vannacci che ruba dei consensi al Pd, diventando la federatrice del centro“.

Pochi minuti dopo arriva in diretta la telefonata di Pina Picierno, visibilmente irritata. “Mi hanno riferito che Telese mi avrebbe definita in diretta una Vannacci”, attacca.
Telese precisa subito: “No, no, guardi, è incompleto. Dico che lei potrebbe essere elettoralmente una Vannacci di sinistra, cioè una persona che porta via un pezzo di consenso alla coalizione del campo largo”.
Picierno non ci sta: “Io da lei sopporto diverse cose, molto spesso il dileggio, senza mai perdere la calma. Da ultimo, il suo articolo sul suo giornale. Non posso però transigere quando lei mi paragona a Vannacci, perché questa è una questione che riguarda i valori, le cose in cui credo e tutto quello che io ho sempre combattuto. Mi oppongo in maniera totale, convintissima a tutto quello che Vannacci è, a tutto quello che Vannacci rappresenta, a tutto quello con cui Vannacci è in contatto”.
Telese replica serafico: “Siamo contenti che lei ce lo dica, ma non era in discussione. Se Prodi dice che serve una Meloni di sinistra, cosa che peraltro ha smentito, non vuol dire che la Meloni diventi leader del centrosinistra. Però bene che lei ce l’abbia spiegato”.

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