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Advanced Alzheimer’s successfully treated with psilocybin, a recent case study says

Psilocybin is a naturally occurring compound found in over 200 species of fungi collectively known as “magic mushrooms.” It functions as a prodrug, meaning it is biologically inactive until ingested, at which […]

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“Pressione enorme, ma non mi fermo qui”: il ventiduenne Reece Chadfield mangia 162 Oreo in 5 minuti – IL VIDEO

C’è chi mangia qualche biscotto davanti alla televisione e chi, invece, ne divora oltre 160 in appena cinque minuti entrando nella storia. È quanto accaduto a Reece Chadfield, personal trainer inglese di 22 anni, che ha stabilito un nuovo record mondiale nel competitive eating consumando 162 biscotti Oreo durante una gara ufficiale. L’impresa è andata in scena il 24 maggio allo Stockton Cricket Club, nel nord-est dell’Inghilterra, in occasione di un evento organizzato dalla British Eating League. Con la sua prestazione, Chadfield ha superato il precedente primato di 141 Oreo mangiati in cinque minuti, record che apparteneva dal 2020 a Max Stanford.

Come riportato dalla rivista People, per il giovane atleta il successo ha avuto un sapore ancora più speciale, essendo arrivato nella sua città natale, Stockton-on-Tees, davanti ad amici e familiari che hanno assistito alla sfida: “Ci si allena per queste competizioni per tantissimo tempo. Dopo tutta la pratica e gli sforzi fatti, avere amici e familiari lì a guardarti aggiunge una pressione enorme” ha raccontato Chadfield. Una volta tagliato il traguardo e certificato il nuovo record, l’emozione ha preso il sopravvento. Il 22enne ha descritto quel momento come “incredibile”: “Mi è sembrato di essermi tolto un peso dalle spalle. Finalmente la pressione era sparita e adesso posso mangiare tranquillamente gli Oreo che mi sono rimasti in casa senza doverli ingoiare a tutta velocità”, ha scherzato.

Ma per Chadfield il nuovo record non rappresenta un punto d’arrivo. Al contrario, è soltanto l’inizio di una nuova sfida. Il giovane, che sui social racconta le sue imprese alimentari con il profilo ReeceVsFood, ha già fissato il prossimo obiettivo: “Voglio il prossimo. Voglio il prossimo record”, ha dichiarato senza mezzi termini.

Un risultato “semplicemente fenomenale”

Craig Harker, fondatore della British Eating League, ha definito il risultato ottenuto dal 22enne “semplicemente fenomenale”. “Mangiare 162 Oreo in soli cinque minuti e stabilire un nuovo record mondiale è una dimostrazione straordinaria di velocità, determinazione e abilità nel competitive eating”, ha spiegato Harker. “I record esistono per essere battuti, ma prestazioni di questo livello non si vedono spesso”. Secondo il fondatore della lega britannica, il percorso di crescita di Chadfield è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi anni il giovane avrebbe migliorato costantemente le proprie prestazioni, fino a diventare “uno dei talenti più entusiasmanti del competitive eating britannico”.

Il podio

Alle spalle del nuovo recordman si sono classificati JJ Da Lion, secondo con 151 Oreo consumati, e Stef2hungry, terzo con 126 biscotti. Numeri impressionanti che, tuttavia, non sono bastati per tenere il passo di Chadfield, protagonista di una prova destinata a entrare negli annali di questa particolare disciplina.

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Swedish police assault independent journalists at NATO summit

On 21 May, during the NATO Foreign Ministers meeting in Helsingborg, Sweden, two independent journalists from Frihetsnytt (Freedom News) who were carrying officially registered press credentials were assaulted by police in a […]

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Barry Young has been persecuted by the state for blowing the whistle on death by covid injection in New Zealand

For two and a half years, Barry Young has been persecuted by the state.  He has lost his job, been arrested, spent two nights in jail, had his home ransacked and endured […]

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“Bevevo acqua nera, mi sentivo in bilico tra la vita e la morte”: si avventura per un trekking, escursionista trovata viva dopo 14 giorni

Dispersa per 14 giorni nella fitta vegetazione della Malesia, costretta a dissetarsi con la rugiada e l’acqua intrappolata nelle piante carnivore, sopravvissuta a cadute di cinque metri e a tre giorni di totale disidratazione. La vicenda della quarantanovenne Jaslinda Saludin si è conclusa con un ritrovamento che i compagni di escursione hanno definito senza mezzi termini un miracolo. “Mi sentivo in bilico tra la vita e la morte“, ha confessato la donna, ritrovata in stato di estremo deperimento, ma viva, dai pescatori di un villaggio locale alla base del massiccio montuoso.

La lotta per la sopravvivenza: “Non ho mangiato per due settimane”

“Non avevo davvero cibo. Non ho mangiato per due settimane. Ho mangiato solo oggi”, ha dichiarato Jaslinda in un video diffuso in rete, registrato mentre riceveva i primissimi soccorsi. La sua sopravvivenza sul Gunung Batu Putih (nello stato del Perak) è stata garantita unicamente da ciò che la foresta le offriva. La donna ha spiegato le sue estreme difficoltà nel reperire liquidi potabili durante il suo vagare: “Bevevo solo acqua nera, acqua marrone e l’acqua delle piante carnivore… mi sentivo in bilico tra la vita e la morte”. Sabarodzi Nor Ahmad, vicedirettore delle operazioni del Dipartimento dei vigili del fuoco e del soccorso del Perak, ha confermato che l’escursionista ha attraversato “un periodo di circa tre giorni in cui non ha avuto accesso all’acqua“, riuscendo a dissetarsi solo con la rugiada e nutrendosi di bacche e prodotti della giungla. “Sentivo di morire andando su e giù, su e giù. Il terreno era troppo morbido”, ha aggiunto la superstite ricordando i tentativi di ritrovare il sentiero.

Il ritrovamento e le scuse pubbliche: “Piangeva ed era debole”

A ritrovarla, sabato 6 giugno intorno alle ore 15:00, sono stati i pescatori dell’insediamento indigeno degli Orang Asli di Lubuk Gaharu. Nazri Bah Eng, uno degli abitanti che l’ha soccorsa nei pressi di un fiume, ha descritto i primi istanti dell’incontro: “Eravamo andati a pescare nel fiume quando all’improvviso uno di noi ha notato Jaslinda in uno stato di debolezza e piangeva. Portava con sé anche un sacchetto di plastica pieno di funghi“. Trasportata alla casa del capo villaggio (Tok Batin), la donna ha ricevuto cibo, in particolare dei noodles istantanei, prima di essere affidata alle autorità mediche e trasferita all’ospedale di Tapah. Di fronte ai soccorritori e ai media locali, Jaslinda ha voluto rivolgere un pensiero alla nazione che ha seguito la massiccia operazione di ricerca: “Mi dispiace per aver causato problemi ai malesiani”.

I traumi fisici e l’asprezza di un terreno estremo

Nonostante i 14 giorni di isolamento, Jaslinda ha riportato conseguenze fisiche che le autorità hanno valutato come contenute. Sabarodzi Nor Ahmad ha riferito di “ferite lievi, tra cui punture di insetti e alcune ferite alla testa“. La gravità del contesto ambientale è però testimoniata dai traumi subiti durante il cammino: “Siamo stati informati che è caduta diverse volte, comprese cadute di circa cinque e tre metri mentre attraversava fiumi e terreni difficili”. Muzafar Mohamad, coordinatore delle guide alpine forestali del Perak, ha sottolineato la severità dell’area: “Il terreno è estremamente impegnativo, pieno di valli, cascate e suolo difficile. Anche per le guide alpine esperte, raggiungere alcune sezioni non è facile”. L’escursionista ha inavvertitamente camminato in tondo, attraversando zone che le squadre di ricerca avevano già perlustrato, seppur senza riuscire a udire il rumore degli elicotteri impiegati sopra la zona di ricerca.

Il sollievo dei familiari: “Sapevo che era forte”

L’operazione di salvataggio ha coinvolto per settimane la polizia, i vigili del fuoco, varie ONG e le popolazioni indigene locali. Fuori dal pronto soccorso dell’ospedale di Tapah, il marito della donna, il sessantunenne Haszman Othman, ha espresso profonda gratitudine verso i soccorritori, ribadendo la fiducia che ha sempre nutrito nella tempra della moglie: “Come ho detto prima, so che è forte“. Un sentimento condiviso dai compagni di cordata. Hishammuddin Ahmad, amico e amministratore del gruppo di trekking di Jaslinda, ha ricordato l’esperienza della donna nell’affrontare la spedizione “Trans Spencer Chapman”, un arduo percorso di 34 chilometri lungo l’insidiosa catena montuosa di Titiwangsa. “Eravamo tutti fiduciosi nella sua esperienza, conoscenza e competenza come escursionista. Quando abbiamo saputo che era stata trovata sana e salva, è stato come se le nostre preghiere fossero state esaudite. È davvero un miracolo”, ha concluso Ahmad.

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‘What if all cockroaches came together?’ The youth movement threatening to shake up India’s politics

Cockroach Janta party began as online joke but is growing into one of the most unexpected challenges to country’s rightwing government

The call out to the youth of India was simple: “Get ready to swarm the streets of Delhi with peaceful and loving dissent.” They came in their thousands.

The weekend marked the first public protest of the Cockroach Janta party (CJP), a movement that began as an online joke, but which has swiftly grown into one of the most unexpected challenges to the indomitable power of the country’s rightwing Narendra Modi government – driven by millions of discontented and disillusioned young people.

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© Photograph: Arun Sankar/AFP/Getty Images

© Photograph: Arun Sankar/AFP/Getty Images

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