Reading view

Dall’ambiente al sociale, ecco chi è stato premiato agli Impact Award

Si è svolta la seconda edizione dell’Impact Award, promosso da Polimi Graduate School of Management in collaborazione con il centro di ricerca Tiresia e con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).

Premiate le iniziative capaci di trasformare le sfide ambientali e sociali in opportunità per il Paese, generando impatti tangibili per persone, comunità e territori.

L’evento si è tenuto presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano con la partecipazione del presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, dell’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, e della Rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, che hanno consegnato il riconoscimento ai rappresentanti dei sette progetti vincitori.

L’Impact Award si articola in più categorie: Pmi, Imprese, Infrastrutture, Pubblica Amministrazione – con riconoscimenti distinti per l’impatto ambientale e sociale – e Cooperazione internazionale.

I sette progetti vincitori sono stati scelti per la capacità di produrre benefici misurabili per l’ambiente e le persone, grazie a soluzioni innovative che rispondono a bisogni concreti con effetti positivi e duraturi.

L’iniziativa è rivolta ai soggetti attivi in tali ambiti che hanno siglato un accordo di finanziamento con Cassa depositi e prestiti.

La giuria, composta da esperti di sostenibilità e innovazione provenienti dall’imprenditoria, dal settore pubblico, ma anche dal mondo accademico e dal terzo settore, ha selezionato i vincitori a partire da una rosa di 20 finalisti.

“La sfida più grande per aziende e Istituzioni è coniugare competitività e sostenibilità, garantendo al tempo stesso una transizione che non lasci indietro nessuno”, ha spiegato il presidente Giovanni Gorno Tempini.

“Cdp ha un approccio equilibrato e pragmatico: sosteniamo lo sviluppo del Paese facilitando l’accesso al credito e indirizzando i finanziamenti verso progetti capaci di produrre impatti positivi. Inoltre, guardiamo all’innovazione che oggi più che mai richiede un impegno di sistema. Le esperienze che premiamo insieme al Politecnico di Milano con l’Impact Award sono un esempio chiaro del legame tra sostenibilità e trasformazione digitale”.

Dario Scannapieco poi ha sottolineato che “i vincitori e i finalisti della seconda edizione dell’Impact Award raccontano casi concreti di realtà che
progettano il futuro in chiave sociale e green, generando impatti reali e misurati grazie anche alle nostre metodologie di valutazione e al lavoro con il Politecnico di Milano. Come emerso dalla ricerca DOXA, aziende ed Enti continuano a vedere gli investimenti in sostenibilità come possibilità dicrescita nel medio-lungo periodo. Il compito di CDP è quello di mettere a disposizione risorse e competenze per promuovere un circolo virtuoso verso una transizione giusta”.

La Rettrice Donatella Sciuto ha affermato che “come università tecnologica impegnata per il bene comune, crediamo che l’impatto vada oltre i risultati ottenuti; è importante anche la capacità di generare nuova conoscenza e opportunità per i territori. L’Impact Award riconosce non solo ciò che è stato fatto, ma anche il potenziale di crescita delle persone e delle iniziative premiate per renderne gli effetti ancora più solidi, trasformando esperienza e conoscenza in valore condiviso”.

I progetti vincitori

Categoria PMI
Simpro S.p.A. (Piemonte): ha realizzato un edificio industriale per azzerare la quasi totalità dei consumi energetici, grazie a un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e strutture per la mobilità elettrica.

Categoria Imprese Ambientale
Damiano S.p.A. (Sicilia): ha sviluppato l’efficientamento idrico del processo produttivo lungo la filiera della frutta secca, la digitalizzazione del magazzino e la creazione di un reparto dedicato agli allergeni.

Categoria Imprese Sociale
Esaote S.p.A. (Liguria): ha creato e commercializzato un dispositivo di risonanza magnetica per la chirurgia del glioma cerebrale, collaborando con neurochirurghi e utilizzando tecnologie innovative.

Categoria Infrastrutture

E-Distribuzione S.p.A. (Lazio): ha investito nel potenziamento della rete di distribuzione elettrica nazionale, migliorando la qualità, l’efficienza del servizio e rafforzandone la resilienza climatica.

Categoria PA Ambientale
ABC Napoli (Campania): ha realizzato una piattaforma di ultima generazione per ridurre le perdite della rete idrica, migliorando l’efficienza del servizio e la gestione sostenibile della risorsa acqua.

Categoria PA Sociale
ARCA Puglia Centrale (Puglia): ha avviato la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, con priorità all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’accessibilità degli alloggi.

Categoria Cooperazione Internazionale
XacBank (Mongolia): ha ampliato il portafoglio prestiti a sostegno delle micro, piccole e medie imprese mongole, in particolare a guida femminile e giovanile e nelle aree rurali, e di progetti green e della filiera del cashmere sostenibile.

La ricerca

Nel corso della premiazione è stata anche presentata l’indagine “Sostenibilità, competitività e impatto” curata da DOXA1, parte del Gruppo Ipsos, da dove emerge come, in uno scenario globale caratterizzato dall’incertezza, le aziende orientate a investire in sostenibilità e gli Enti locali
dedichino maggiore attenzione alla dimensione sociale e di governance, pur senza trascurare la componente ambientale.

La quota delle imprese, Pmi incluse, che dichiara di voler – nei prossimi tre anni – aumentare gli investimenti nel benessere e nella tutela dei lavoratori (offrendo smart working, flessibilità dell’orario lavorativo, welfare aziendale e formazione), raggiunge il 66%, in incremento
dal 44% degli ultimi tre anni.

Cresce il numero delle realtà imprenditoriali che mirano ad accrescere l’impegno per la salute e la salvaguardia dei dipendenti anche in termini di sicurezza: 53% dal 44% del triennio precedente.

In aumento infine le percentuali relative agli investimenti per migliorare la governance (39% dal 33%). L’indicazione per una riduzione dell’impatto ambientale invece, diminuisce pur restando prioritaria, passando al 69% dall’89%.

Maggiore attenzione alla componente sociale si rileva anche per gli enti locali: il 35% dei Comuni che investono in sostenibilità sono intenzionati a rendere più attrattivi i loro territori in termini di infrastrutture e servizi (era al 26% nei tre anni passati) mentre rimane costante l’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale (69%).

La ricerca evidenzia inoltre come per l’intero campione degli intervistati la sostenibilità non rappresenti più solo un fattore reputazionale ma sia percepita sempre più come una leva economico-finanziaria nel medio-lungo periodo: in particolare per il 30% delle imprese migliora le performance finanziarie e per il 26% facilita l’accesso ai fondi pubblici ed europei.

Infine, per accelerare gli investimenti, l’81% delle aziende e il 93% dei Comuni ritiene necessario un supporto, con risorse e competenze, soprattutto nella fase di progettazione tecnica ed economica.

 

  •  

Più sole e più vento in Italia (ma senza Cina). La pioggia di incentivi Ue

Incentivi, e tanti, alle rinnovabili italiane. Il che, in tempi di petrolio a 100 dollari al barile e gasolio oltre i due euro non è proprio una cattiva notizia. Se poi, come già fatto in questi mesi, è possibile estromettere i produttori di pannelli solari made in China dalle gare per i sussidi, il gioco è fatto. La Commissione europea ha approvato, nell’ambito del quadro degli aiuti di Stato del Clean Industrial Deal, un piano italiano da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Ora, la misura, hanno chiarito da Bruxelles, “contribuirà alla transizione verso un’economia a zero emissioni nette e al raggiungimento dell’obiettivo in materia di energie rinnovabili fissato a livello Ue per il 2030”. Nello specifico, il piano tricolore mira a sostenere la costruzione di impianti che generano energia elettrica utilizzando energia eolica onshore, solare, idroelettrica e biogas. Gli impianti dovrebbero aggiungere un totale di 37,15 GW di capacità di energia elettrica rinnovabile, pari a circa il 48% dell’attuale capacità di fonti rinnovabili in Italia. Tutto questo significa, essenzialmente, più energia verde per lo stivale.

La misura “contribuirà in modo significativo all’obiettivo di decarbonizzazione dell’Italia, che prevede di raggiungere il 39,4% del consumo finale lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 e contribuirà a ridurre i prezzi dell’energia elettrica e la dipendenza dell’Unione dalle importazioni energetiche, in linea con gli obiettivi definiti nel Clean Industrial Deal e nel piano Repower Eu”, viene sottolineato dalla stessa Commissione. Nel dettaglio, gli aiuti saranno erogati sotto forma di pagamenti variabili nell’ambito di contratti per differenza bilaterali, che prevedono un bonus per ogni kWh di energia elettrica prodotto e immesso in rete, sulla base di un cosiddetto prezzo di riferimento.

In sostanza, se i prezzi di mercato dell’energia elettrica saranno inferiori al prezzo di riferimento, lo Stato pagherà la differenza. Se saranno superiori, le imprese rimborseranno la differenza. I contratti avranno una durata di 20 anni mentre gli aiuti saranno concessi sulla base di una procedura di gara trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari presenteranno offerte sul prezzo di riferimento necessario per la realizzazione di ciascun singolo progetto. Ed è molto probabile che i pannelli con componentistica cinese, se non addirittura prodotti nel Dragone, restino fuori dai giochi.

  •  
❌