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La fabbrica del consenso di Israele: in un bando segreto della Difesa il piano per manipolare l’opinione pubblica globale

Il Ministero della Difesa israeliano ha messo a punto la creazione di un programma biennale volto a formare militari e funzionari in operazioni psicologiche per influenzare l’opinione pubblica globale. In totale 320 all’anno, selezionati tramite un bando interno, pronti a plasmare l’immagine di Israele e non solo in ambito internazionale. Il corso, aperto anche a non meglio definiti “partner stranieri” e che nella prima edizione pare sia partito nel 2025, include moduli “Black Hat” per aggirare i filtri di social media come Facebook e Google, puntando a manipolare attivamente percezioni e comportamenti. Questo sforzo strutturato si inserisce nel contesto della guerra di propaganda di Israele, mirato in particolare a risollevare i consensi negli Stati Uniti.

Il bando, svelato dalla piattaforma investigativa israeliana The Hottest Place in Hell e ripreso da +972, mostra che la maggior parte dei corsi – scrive InsideOver – “è orientata ad azioni ‘offensive’, definite come interventi mirati a ‘interrompere o manipolare le convinzioni, gli atteggiamenti e i comportamenti dei pubblici bersaglio'”. Nella lista dei corsi, sono due in particolare a colpire: uno, dedicato alle tecniche ‘Black Hat’, che insegna “la distribuzione e la promozione di contenuti illegittimi utilizzando strumenti e soluzioni tecnologiche – un percorso che bypassa Facebook e Google“, mentre “un altro modulo insegna a pianificare ‘operazioni informative allo scopo di influenzare la coscienza pubblica nell’arena locale e internazionale'”, compresa la creazione di testi ad hoc per situazioni e popolazioni specifiche, misurandone l’impatto in tempo reale. Poi ci sono moduli riservati all’intelligence “per l’influenza” e “culturale”, rispettivamente creati per alimentare le campagne psicologiche e per studiare i codici culturali di popolazioni target in modo da aumentare l’efficacia dell’azione. I corsi per gli stranieri – in particolare quelli su operazioni di influenza, intelligence per l’influenza e attivismo online – verranno tenuti in inglese: per quanto non siano classificati, vengono applicate misure di riservatezza per non svelare agli stessi docenti l’identità dei corsisti e il loro ruolo nell’intelligence.

Alla base di questa operazione ci sono i tentativi di Israele per riguadagnare terreno nell’opinione pubblica americana. A questo scopo, il ministero degli Esteri di Netanyahu ha avviato da tempo campagne digitali su Google e YouTube finalizzate a veicolare contenuti pro-Israele. L’acquisizione di Paramount Global da parte di Skydance Media, guidata dall’imprenditore David Ellison – figlio di Larry, multimiliardario fondatore di Oracle e che ha donato milioni di dollari alle forze armate israeliane – ha impresso una svolta fortemente filo-israeliana all’assetto del gruppo, che include anche Cbs. La transizione ha generato tensioni interne e un ampio dibattito mediatico per la gestione dei contenuti e le scelte editoriali, in particolare per la scelta della giornalista filo-israeliana Bari Weiss, diventata direttrice della tv. Peraltro Ellison, scrive il Financial Times, “si prepara a riunificare CBS e CNN sotto il suo controllo attraverso l’ acquisizione di Warner Bros Discovery per 111 miliardi di dollari”. Tra le campagne di influenza – e disinformazione – di Israele, anche quella che ha coinvolto influencer israeliani e stranieri e che si è svolta tra ottobre 2023 e dicembre 2024: l’obiettivo era quello di raccontare la guerra a Gaza promuovendo esclusivamente la narrazione dell’Idf. Israele continua tuttora a bloccare l’ingresso indipendente dei giornalisti internazionali nella Striscia.

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Alte colonne di fumo dai villaggi del Libano dopo gli attacchi israeliani: le immagini

Alte colonne di fumo si alzano sui villaggi del Libano meridionale dopo gli attacchi israeliani in diverse località. Israele ha lanciato un’operazione in Libano per sradicare il gruppo armato Hezbollah, sostenuto dall’Iran, che ha trascinato il Libano nella più ampia guerra in Medio Oriente lanciando missili per conto del suo finanziatore. Un cessate il fuoco che avrebbe dovuto porre fine ai combattimenti tra Israele e Hezbollah è entrato in vigore il 17 aprile, ma non è mai stato pienamente rispettato.

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