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Il vicepremier Salvini torna a promettere un contributo straordinario sugli extraprofitti delle banche: “Da Unicredit e Intesa, 20 miliardi di utili. Saremo intransigenti nel chiederlo”

“Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa San Paolo. Chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese, con 20 miliardi di utile. Per questo la Lega chiederà agli istituti bancari che stanno facendo guadagni e profitti senza precedenti un contributo alla crescita economica del Paese”. Parola del vice premier Matteo Salvini che nel corso di un evento sul Piano Casa a Milano è tornato a promettere un contributo straordinario sugli extraprofitti delle banche. “Lo dico con rispetto ammirazione e curiosità economica e antropologica” precisa Salvini che sottolinea come “una parte importante di quell’utile è garantita dallo Stato” poiché“una parte di quei prestiti che ricevono le banche vengono erogati con la garanzia dello Stato. Quindi vuol dire io ti presto dei soldi, se va tutto bene ci guadagno se va tutto male lo Stato mi rimborsa. Sono bravo anche io a fare impresa così”. Da qui la richiesta agli istituti bancari con una promessa: “Sono convinto che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti”

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“Preoccupato per exploit di Vannacci? No”. A Milano, il vicepremier Salvini evita le domande sul futuro della Lega: “Parlo solo di Milan e casa”

“Preoccupato per l’exploit di Vannacci? No”. Da Milano, Matteo Salvini partecipa a un evento della Lega sul “Piano Casa” ma evita le domande sul futuro della Lega. Il vice premier e segretario del Carroccio non commenta “articoli privi di fondamento” che ipotizzano nuovi assetti per il partito. E avverte i cronisti: “Parlo solo di Milan e di casa”.

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Salvini, il segretario senza quid che rende la Lega quasi inutile al centrodestra

Oggi unionista, ieri federalista, ancor prima secessionista. Rosso antico, comunista quasi in gioventù, poi destro radicale, forse di più. Matteo Salvini vaga da un luogo all’altro del campo politico semza trovar pace. Rimbalza, come quegli animali intrappolati nella rete a causa della loro ingordigia, senza una connessione sentimentale. Dal nord verde Pontida alla felpa italiana, ogni città con la sua bandiera e il tricolore su tutto, dall’autonomia differenziata, perdutasi nella nebbia padana, al ponte sullo stretto, l’opera tra Calabria e Sicilia, lontana dalla Lombardia. Salvini è tutto e niente.

Se a Salvini manca il quid, come disse Silvio Berlusconi del suo fedelissimo ministro Angelino Alfano per spiegare le ragioni che impedivano di consegnargli Forza Italia, è forse perchè per troppo tempo quel quid, il senso cioè della Lega di stare in campoo, è andato perduto.

Ed è andato perduto quando Salvini ha fatto salire a bordo della sua nave il generale Roberto Vannacci con l’intento di succhiargli la popolarità e i voti che il militare della Folgore si era conquistato nella più completa solitudine. Vannacci è salito a bordo e poi, come sempre accade in questi casi, ha brigato per fare la festa al suo capitano.

Quel che era parso chiaro al tempo della candidatura di Vannacci con la Lega, cioè che fosse un atto di debolezza di Salvini che si metteva in casa un tizio orientato a far danni pur di arraffare, nell’idea del qui e ora, un po’ di voti, è divenuto chiarissimo col passare del tempo.

Vannacci presidia ora con il suo partito (Futuro Nazionale) la destra estrema dello schieramento e infila nelle costole della Lega e anche di Fratelli d’Itali la sua lama. Mentre Meloni ha la forza per resistergli, Salvini cos’ha?

Niente o quasi. I due uomini forti e d’immagine, Luca Zaia eGiancarlo Giorgetti, fanno di tutto per apparire estranei alla Lega salvinizzata, la sintesi ibrida di un movimento divenuto senza capo nè coda.

Certo, la Lega si fa ancora vedere per le sue prese di distanza in politica estera sull’Ucraina, ma oltre non va, e oltre, purtroppo per Matteo, non c’è null’altro da segnalare. Solo che il partito di Vannacci, il suo ex vice, tra un po’ di settimane, se i sondaggi non cambiano segno, è pronto a fargli la festa.

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