“Non vogliamo sottovalutare questa vicenda. L’auspicio è che non infici il buon nome e l’immagine di un’istituzione”, il Senato, “che tendiamo tutti a considerare al di sopra dei singoli interessi di ognuno di noi”. Sono le parole del presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, al termine dell’incontro coi senatori questori sul caso che ha coinvolto il parlamentare di Forza Italia, Francesco Silvestro, indagato con l’ipotesi di violenza sessuale all’interno del suo studio nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.
La Russa ha affidato l’istruttoria ai tre senatori questori, vale a dire Gaetano Nastri (FdI), Antonio De Poli (Udc) e Marco Meloni (Pd), a cui si sono aggiunti per assistere alla riunione anche Gian Marco Centinaio (Lega), Mariolina Castellone (M5S), Licia Ronzulli (FI) e Anna Rossomando (Pd).
Sull’ipotesi di poter ascoltare il senatore Silvestro, La Russa ha precisato: “Non credo che nei compiti dei questori vi sia quello di ascoltare minimamente l’interessato, né tanto meno l’interessata la cui identità, peraltro, è protetta dalla legge nella maniera più tassativa, né noi abbiamo motivo o interesse a fare diversamente”. E ancora: “Certamente non possiamo interrogare la persona offesa, certamente non abbiamo l’accesso neanche al testo della denuncia, certamente non sarebbe corretto sentire noi di nostra iniziativa il parlamentare prima che decida di sentirlo la magistratura. Quindi in questa condizione escludo che noi si possa assumere decisioni prima, se non della decisione definitiva, quantomeno della piena conoscenza degli atti”.
Il punto importante è che il presidente del Senato “convocherà in settimana” un ufficio di presidenza per proporre “che sia data la delega ai questori, a compiere tutti gli accertamenti irripetibili“, con riferimento a “telecamere, stato dei luoghi, orario di ingresso, orario di uscita, cose che magari fra sei mesi o fra un anno sarebbe difficile fare”.
Una visita inattesa a Palazzo Marino si trasforma in un nuovo terreno di scontro politico su Milano. Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha seguito l’inizio dei lavori del Consiglio comunale dalla zona destinata al pubblico, per poi incontrare il gruppo di Fratelli d’Italia. A margine della seduta, La Russa ha attaccato duramente l’amministrazione di centrosinistra, mettendo in discussione la capacità della Giunta di assumere decisioni e portare avanti l’ultima parte del mandato. “La cosa che non capisco è se questa giunta è ancora in grado di decidere qualcosa. Il sindaco è prigioniero ormai di questa giunta, si capisce. Tra tutti, il migliore è il sindaco, e non voglio dire figuriamoci gli altri, ma il punto è l’ingovernabilità di questa giunta”, ha dichiarato.
“Servirebbe un atto di coraggio: la parola ai cittadini”
Secondo La Russa, dopo le vicende politiche e giudiziarie che hanno investito Palazzo Marino, la maggioranza dovrebbe valutare la possibilità di interrompere anticipatamente l’esperienza amministrativa e restituire la parola agli elettori. “Io mi sarei aspettato, dopo tutto quello che è successo, un atto di coraggio verso la città: la voce ai cittadini. Sarebbe un atto di coraggio. Qui tutti i sondaggi danno la sinistra in vantaggio, non rischiano neanche tanto”, ha affermato il presidente del Senato. La Russa ha descritto quella milanese come “una giunta immobile” che “non decide nulla”, sostenendo che una Giunta di centrodestra sarebbe stata sottoposta a una pressione molto maggiore se fosse stata coinvolta nelle stesse vicende. “Se metà delle cose, anche giudiziarie, fossero capitate a una giunta di centrodestra, a quest’ora qui era circondato il palazzo. Qui sembra che non sia successo assolutamente nulla”, ha aggiunto.
La Russa: “Candidato del centrodestra, scelta entro luglio”
La visita a Palazzo Marino è stata anche l’occasione per tornare sulla corsa alle comunali e sulla scelta del candidato che dovrà sfidare il centrosinistra per la successione a Sala. La Russa non ha bocciato l’iniziativa dei gazebo annunciata dalla Lega, ma ha ridimensionato il peso che una consultazione di questo tipo potrà avere nella selezione definitiva. “Di gazebo ne abbiamo fatti tutti a migliaia quindi chi sono io per dire che la Lega non lo può fare? Ma il primo a sapere che non sono decisivi per scegliere il candidato sindaco è sicuramente Matteo Salvini. Ma, capisco, è una buona iniziativa di presenza politica”, ha spiegato. Il presidente del Senato ha auspicato che anche gli altri partiti della coalizione promuovano iniziative sul territorio, ribadendo però che la priorità resta quella di arrivare rapidamente a una decisione condivisa.
“Non siamo in ritardo, ma neppure in anticipo”
La Russa ha riconosciuto che il centrodestra non può ancora essere considerato in ritardo, ma ha invitato la coalizione a non rinviare ulteriormente la scelta. “Il capogruppo a Palazzo Marino Riccardo Truppo ha detto che non siamo in ritardo. È vero non siamo in ritardo, ma non siamo neanche in anticipo, quindi credo che prima delle vacanze una decisione sul candidato nostro, da opporre a un candidato ipotetico della sinistra, che ancora non si conosce, vada trovato”, ha affermato. La scadenza indicata è quella di luglio: “Ritengo, quindi, che entro luglio un’idea chiara bisogna assolutamente averla e non basta più dire o un politico o un civico”.
La Russa: “Lupi? Serve chi ha più possibilità di vincere”
Il presidente del Senato ha anche ridimensionato le ricostruzioni che lo vorrebbero schierato esclusivamente a favore di Maurizio Lupi. La Russa aveva indicato il leader di Noi Moderati durante una manifestazione, ma ha precisato di non avere preclusioni tra un candidato politico e uno proveniente dalla società civile. “Dicono tutte le volte che La Russa vuole Lupi. È vero che a una manifestazione ho detto Lupi, perché era presente Lupi, ma poi ho detto 20 volte che per me è indifferente che sia un civico o un politico, vince quello che ha più chance e che è più bravo. Quindi, deve essere competente e avere chance di vincere”, ha sottolineato.
Majorino (Pd): “Attacco pazzesco e segnale di disperazione”
Alle parole di La Russa ha risposto Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale e componente della segreteria nazionale dem. “È davvero pazzesco che il presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, occupi il suo tempo attaccando il sindaco Sala e l’amministrazione di centrosinistra. Si tratta di un segno di disprezzo verso le istituzioni e anche, tuttavia, di un clamoroso segnale di disperazione da parte della destra milanese”, ha dichiarato. Majorino ha poi spostato il confronto sulle difficoltà interne al centrodestra e sulla concorrenza rappresentata dalla nuova formazione politica legata a Roberto Vannacci: “La Russa sa che la destra a Milano, tra conflitti interni e concorrenza di Vanacci, è infatti totalmente allo sbando”.