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La Stampa, il prezzo è più basso del previsto: altro che 20 milioni. Ecco quanto Leonardis ha pagato a Elkann

Il ramo editoriale vale 12,6 milioni. Il saldo chiuso con quattro assegni alla firma

Alberto Leonardis a capo del gruppo editoriale SAE ha sborsato poco piò di 16 milioni di euro per comprare “La Stampa” da John Elkann. Il prezzo, finora mai reso pubblico, è inferiore alle indiscrezioni che parlavano di 20 milioni, ed è contenuto nell’atto firmato lo scorso 28 maggio a Torino davanti al notaio Francesco Pene Vidari tra Gabriele Acquistapace da una parte, quale amministratore di Gedi News Network, amministratore delegato di Gedi Digital e amministratore di Gedi Periodici e Servizi da una parte e dall’altra lo stesso Leonardis quale amministratore unico della newco La Stampa SAE.

La cessione riguarda quattro asset: il ramo editoriale (il quotidiano torinese cartaceo e online e le testate collegate), il ramo stampa (stabilimento torinese), il ramo digitale e quello dei servizi.

Il complesso aziendale è comprensivo dei dipendenti. Ecco i prezzi netti di vendita: 12,6 milioni circa per il ramo editoria, poco più di 2 milioni per quello stampa, 286mila euro per il ramo digitale e 1,6 milioni circa per quello dei servizi; per un totale di poco più di 16,6 milioni. L’intera cifra è stata saldata da Leonardis con quattro assegni al momento della vendita.

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La Stampa, inizia il corso targato Sae: il nuovo direttore è Antonio Di Rosa, tra i vice Alessandro De Angelis e Luciano Tancredi

Antonio Di Rosa direttore dal primo di luglio. Al suo fianco, come vice, Luciano Tancredi e Alessandro De Angelis. Prende così forma la nuova La Stampa del corso targato Sae (Sapere audere editori), il gruppo editoriale guidato da Alberto Leonardis, l’imprenditore abruzzese che a partire dal 2020, a capo di una cordata, ha rilevato da Gedi Il Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara, a cui poi si sono aggiunti La Nuova Sardegna nel 2022 e La Provincia Pavese nel 2025.

Leonardis, un passato – tra le altre – in Telecom Italia, Microsoft, Oracle e Poste Italiane, azionista de Il Centro ed ex azionista dell’agenzia di stampa Dire, ha coordinato i lavori dell’assemblea dei soci, con la nomina del Consiglio di amministrazione, composto da 11 membri, il cui presidente è Paolo Ceretti e l’amministratore delegato è Massimo Briolini. Dopodiché, le nomine del giornale: Di Rosa prenderà il posto di Andrea Malaguti, mentre Tancredi lascia la direzione de La Nuova Sardegna, affiancato da De Angelis (fondatore ed ex vicedirettore di HuffPost Italia) e già firma del quotidiano torinese. Da quanto si apprende, resteranno in carica alcuni degli attuali vicedirettori: Federico Monga, Gianni Armand-Pilon, Giuseppe Bottero e Massimo Righi.

Di Rosa, classe 1951, ha una lunga esperienza giornalistica – e di direzione – alle spalle. Lavora al Giornale di Calabria, alla Gazzetta del Popolo (storico quotidiano di Torino, chiuso nel 1983) e alla Stampa. Poi diventa vicedirettore de il Corriere della Sera, nel 1996, quando a dirigere il giornale di via Solferino è Paolo Mieli. Successivamente guida il Secolo XIX, La Gazzetta dello sport, l’agenzia di Stampa LaPresse e infine La Nuova Sardegna. Di Rosa, per Leonardis, è un punto di riferimento, tanto da avergli affidato incarichi di rappresentanza e sviluppo editoriale all’interno del gruppo e, ora, il delicato ruolo di rilanciare la Stampa dopo la gestione della famiglia Elkann.

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