Reading view

Southampton, scontri dopo l’omicidio di Henry Nowak: due arresti e diversi agenti feriti

Clima di altissima tensione in Gran Bretagna. Ieri sera sono scoppiate violente proteste davanti alla stazione di polizia di Southampton in relazione all’omicidio del diciottenne Henry Nowak e alla diffusione dei video dell’intervento della polizia che mostrano la giovane vittima chiedere aiuto mentre viene ammanettata perché accusata di razzismo dal suo killer, il sikh Vickrum Digwa. Secondo quanto confermato dal ministro Sarah Jones, due persone sono state arrestate.

La titolare della Polizia UK ha spiegato che un primo fermo riguarda l’aggressione a un agente, mentre l’altro il possesso di un’arma. La Jones ha evidenziato che non sono esclusi ulteriori arresti. La protesta è stata guidata dal leader di ultradestra Tommy Robinson e vi hanno partecipato centinaia di attivisti. Dopo un inizio pacifico – i dimostranti hanno scandito a più riprese il coro “Henry, Henry” – la situazione è degenerata con il lancio di oggetti – tra cui bottiglie, mattoni e razzi – contro la polizia antisommossa. Secondo quanto segnalato dal Guardian, i manifestanti hanno cercato di raggiungere la strada dove viveva la famiglia di Digwa, ma sono stati respinti dalla polizia.

Come riportato dal Telegraph, in un video pubblicato sui social media si sente un manifestante chiedere a un agente di polizia: "Cosa farai? Mi ammanetterai e mi ucciderai?". In un altro video, si vedono sei agenti in tenuta antisommossa che immobilizzano un individuo e lo colpiscono con gli scudi. Il capo della polizia Alexis Boon ha dichiarato che 11 agenti e un cane poliziotto sono rimasti feriti negli scontri.

Il Ministro dell'Interno Shabana Mahmood ha condannato le proteste. Accusando i manifestanti di aver strumentalizzato l'omicidio per "fomentare violenza e disordini", ha dichiarato: "La famiglia Nowak ci ha rivolto un forte appello affinché non si permetta che la morte di Henry venga usata per creare ulteriore divisione, odio o tensione. Non ci può essere alcuna giustificazione per strumentalizzare questa tragedia al fine di fomentare violenza e disordini”. La titolare della sicurezza ha aggiunto: “I responsabili dovranno affrontare la legge. Ringrazio la polizia, che stasera (ieri sera, ndr) ha dimostrato grande coraggio e calma di fronte alla vergognosa violenza diretta contro di loro”.

  •  

Verso il fallimento la fabbrica di lenti degli occhiali indossati da Macron

Anche quando arriva dall’Eliseo, la pubblicità non sempre basta a salvare un’azienda. È il caso di Dalloz Creations, storico marchio francese dell’occhialeria, finito in liquidazione giudiziale nonostante la ribalta mondiale ottenuta pochi mesi fa grazie a Emmanuel Macron.

A gennaio il presidente francese aveva indossato al Forum di Davos un paio di occhiali da sole con lenti blu a causa di un problema agli occhi. Una scelta obbligata - dovuta a un’infezione - ma sufficiente per trasformare quel modello in un piccolo caso mediatico. Per una decina di giorni Macron era apparso con quegli occhiali stile aviatore, subito ribattezzati Top Gun "presidenziale". Prezzo: 659 euro. Un accessorio diventato improvvisamente famoso, rilanciato dai media e associato all’immagine del capo dello Stato francese. Ma l’effetto Macron, a quanto pare, non è bastato.

Secondo quanto rivelato dalla Bfm, la società è stata posta in liquidazione giudiziale dopo la risoluzione del piano di ristrutturazione della fabbrica. Già dal 20 marzo il tribunale del commercio aveva dichiarato la cessazione del pagamento degli stipendi. Il risultato è pesante: 29 dipendenti risultano formalmente senza lavoro e anche i locali dell’azienda sono stati messi in vendita.

Fondata nel 1957 da Christian Dalloz, l’impresa era considerata una realtà di riferimento nella produzione di lenti solari di alta qualità, realizzate principalmente in Europa. Il fondatore viene ricordato come un pioniere nell’utilizzo del policarbonato applicato all’ottica. Negli ultimi anni Dalloz Creations aveva puntato sui modelli più sofisticati e sulla "rilocalizzazione" industriale, cercando di valorizzare produzione europea e qualità. Una strategia che però non ha impedito il crollo dei conti: numeri alla mano, il fatturato è sceso dai 3,8 milioni di euro del 2023 ai 2,5 milioni previsti o registrati nel 2025.

I vertici dell’azienda avevano accolto con entusiasmo la visibilità planetaria generata dagli occhiali indossati da Macron. Ma quella fiammata mediatica non si è trasformata in una svolta commerciale. E così il modello reso celebre dal presidente francese resta il simbolo amaro di una parabola industriale: tanta notorietà, pochi ordini e una fabbrica ormai sull’orlo del fallimento.

  •  
❌