Normal view

Dimite el interventor general de la Junta de Andalucía tras aparecer en los papeles de Leire Díez

12 June 2026 at 16:25
La entrada de Miguel Ángel Figueroa en la dirección Intervención General de la Junta de Andalucía estuvo rodeada de polémica y también lo está su salida. El interventor general, que llegó tras el cese repentino de su predecesora, ha dimitido de su cargo este lunes tras conocerse que su nombre aparecía en los papeles de Leire Díez, la fontanera del PSOE, por su responsabilidad en la SEPI en la etapa de Vicente Fernández.

Ultra Skyrunning Madeira supera expectativas após primeiras provas em Santana

O director de prova da Ultra Skyrunning Madeira, Hugo Pinto, faz um balanço “muito positivo” das primeiras competições realizadas em Santana, destacando a forte adesão registada e o entusiasmo dos atletas perante os percursos já disputados.

Ultra Skyrunning Madeira supera expectativas após primeiras provas em Santana

O director de prova da Ultra Skyrunning Madeira, Hugo Pinto, faz um balanço “muito positivo” das primeiras competições realizadas em Santana, destacando a forte adesão registada e o entusiasmo dos atletas perante os percursos já disputados.

Ultra Skyrunning Madeira confirma Santana no mapa

As primeiras provas do Madeira Sky Race 2026 já permitiram confirmar aquilo que a organização e o Município de Santana esperavam, ou seja, o evento continua a afirmar-se como uma referência do skyrunning nacional e internacional.

Ultra Skyrunning Madeira confirma Santana no mapa

As primeiras provas do Madeira Sky Race 2026 já permitiram confirmar aquilo que a organização e o Município de Santana esperavam, ou seja, o evento continua a afirmar-se como uma referência do skyrunning nacional e internacional.

La Comunidad de Madrid exigirá desde el lunes el empadronamiento para solicitar el abono transportes

12 June 2026 at 14:45
Novedades relevantes en torno al abono transporte en la Comunidad de Madrid. A partir del próximo lunes, la Tarjeta de Transporte Público Personal, el título que, con distintas categorías y tarifas, permite desplazarse en los autobuses urbanos e interurbanos de la región, así como en el Metro y en la red de Cercanías solo se expedirá a personas empadronadas en municipios madrileños o en algunas de las localidades de provincias limítrofes con las que hay convenios para su uso. Así se desprende de una disposición publicada hoy en el Boletín Oficial de la Comunidad de Madrid (BOCM).

XBOX se pronuncia sobre si dejará de crear consolas: esto dice su director de estrategia

12 June 2026 at 14:00

El futuro de las consolas lleva años siendo objeto de debate dentro de la industria del videojuego. No son pocos los factores que invitan a pensar de un fin de ciclo en el sector tal y como lo conocemos hasta ahora. El crecimiento del mercado móvil, el auge de los servicios en la nube y la expansión de los juegos en ordenador han provocado que muchos se pregunten si el modelo tradicional de hardware tiene los días contados.

La situación dentro de XBOX parecía todavía más comprometedora teniendo en cuenta el rumbo que parecía llevar la marca, pero con las últimas declaraciones de su director de estrategia el "equipo verde" ha dejado claro que no comparten esa visión del panorama de los videojuegos.

Xbox descarta abandonar el mercado de las consolas

Ha sido Matthew Ball quien ha abordado directamente la cuestión durante una entrevista reciente centrada en la situación actual de la industria.

Pese a reconocer que la mayor parte de los jugadores y de los ingresos del sector proceden actualmente del mercado móvil, el ejecutivo considera que el negocio de las consolas continúa siendo relevante y rentable.

De hecho, fue tajante al afirmar que la compañía no tiene intención de alejarse del mercado del hardware. Según explicó, XBOX sigue viendo potencial de crecimiento en este segmento y considera que el presente año puede ser especialmente positivo para el sector.

Aun así, Ball también admitió que la compañía todavía tiene trabajo pendiente en otros ámbitos clave. Entre ellos destacó el mercado de PC y el sector móvil, dos áreas donde considera que XBOX debe mejorar para competir en igualdad de condiciones con otras empresas tecnológicas.

No obstante, señaló que antes de ampliar su presencia en esos territorios resulta esencial reforzar la plataforma principal de la marca y recuperar la confianza de parte de los usuarios y socios de la industria.

Las declaraciones del directivo han llegado en un contexto marcado por las especulaciones sobre la próxima generación de consolas. Por el momento, el mensaje de XBOX es contundente, la compañía seguirá apostando por las consolas como uno de los pilares de su estrategia.

© Difoosion

XBOX se pronuncia sobre si dejará de crear consolas: esto dice su director de estrategia

Trump endurece entrada na Copa mirando eleição em novembro, diz cientista político ex-jogador dos EUA

12 June 2026 at 13:00
Estudioso da relação entre esporte e política e do impacto de grandes eventos para os países-sede, o cientista político americano Jules Boykoff afirma, em entrevista à Folha, que, ao limitar a entrada de participantes da Copa de 2026 nos Estados Unidos, o governo Donald Trump busca desviar a atenção de problemas internos (como sua baixa popularidade) e reforçar uma cultura de segurança com vistas às eleições de meio de mandato no país, em novembro. Leia mais (06/12/2026 - 09h00)

Zapatero e quel dossier degli Usa rimasto nel cassetto per 5 anni. La stampa spagnola: “Perché tirare fuori quelle chat proprio adesso?”

12 June 2026 at 12:39

Un funzionario dell’ufficio madrileño di Homeland Security Investigations, il braccio investigativo del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, consegna alla Brigata Anticorruzione della Polizia Nazionale spagnola il contenuto estratto dal telefono di Rodolfo Reyes Rojas, ex principale azionista della compagnia aerea Plus Ultra. Due mesi dopo, il 18 maggio, l’ex presidente del governo José Luis Rodríguez Zapatero viene formalmente imputato dall’Audiencia Nacional. Due mesi. Sessanta giorni tra la consegna del materiale americano e l’imputazione del primo ex premier socialista della storia democratica spagnola. È questo il dato che ha spaccato il dibattito pubblico in Spagna, non tanto su cosa contenesse quel telefono, ma su quando è arrivato e perché proprio adesso.

Il telefono di Reyes non era infatti una scoperta recente. Il 9 maggio 2021, l’imprenditore venezuelano viene fermato all’aeroporto di Miami. Non gli è consentito entrare negli Stati Uniti, viene deportato a Panama. In quelle ore, la polizia doganale americana clona il suo dispositivo. Dentro ci sono le conversazioni tra i dirigenti di Plus Ultra sul salvataggio pubblico da 53 milioni di euro, i messaggi che oggi costituiscono il cuore dell’accusa contro Zapatero. Tra questi, la frase attribuita a Reyes: “Sì fratello. Il nostro amico Zapatero dietro”. Quel materiale resta nei server americani per cinque anni. Poi, il 18 marzo 2026, arriva in Spagna.

Cinque anni in un cassetto, sessanta giorni per l’imputazione, uno scontro diplomatico aperto in mezzo. La stampa spagnola più critica non sostiene che le prove siano false. Sostiene che la loro consegna sia stata una scelta politica — e che quella scelta abbia avuto effetti reali sull’assetto politico spagnolo.

ElDiario.es, nella cronaca firmata da Javier Lillo pubblicata il 9 giugno, mette in evidenza i termini esatti della questione: gli Stati Uniti hanno impiegato cinque anni per trasmettere alla Spagna quelle chat e lo hanno fatto due mesi prima dell’imputazione di Zapatero. Il giudice Calama, nel frattempo, ha aperto una rogatoria internazionale per ottenere l’autorizzazione formale a usare quelle prove in aula, a riprova del fatto che il materiale è reale e documentato, ma il cui percorso giuridico è ancora aperto.

InFoLibre è più diretto: i messaggi chiave sono stati inviati alla polizia spagnola cinque anni dopo la loro acquisizione e “in piena crisi diplomatica” tra Madrid e Washington, pochi giorni dopo che il governo spagnolo aveva rifiutato pubblicamente di dare appoggio agli Usa nel conflitto con l’Iran. Il contesto è cruciale per capire la lettura politica che ne fanno molte redazioni spagnole. Nei mesi precedenti, le tensioni tra il governo Sánchez e l’amministrazione Trump avevano raggiunto un livello senza precedenti per due paesi alleati Nato: Madrid si era rifiutata di autorizzare l’uso delle basi militari di Morón e Rota per le operazioni contro Teheran, aveva mantenuto i contratti con Huawei per il sistema nazionale di intercettazioni, e aveva tenuto una posizione autonoma su Gaza. Trump aveva risposto minacciando di tagliare tutto il commercio con la Spagna, definendo il governo Sánchez “terrible” e arrivando a evocare misure di embargo.

In questo clima sono arrivati i dati di Reyes. El Salto Diario pubblica un’opinione firmata che non esita a esplicitare la tesi: “Non ho prove, ma ho indizi che il presidente Trump e l’amministrazione americana ci stia trattando con lo stesso metro applicato al suo cortile di casa, cioè a diversi paesi latinoamericani. Cosa differenzia questo caso dall’Hondurasgate o dalle ingerenze in Ecuador? Si tratta di un tentativo di far cadere Pedro Sánchez“. Il pezzo identifica anche il perché Zapatero sarebbe un bersaglio utile per Washington: i suoi rapporti con il Venezuela post-chavista, il suo ruolo come mediatore nell’esilio del leader dell’opposizione Edmundo González Urrutia, e i suoi legami storici con Huawei. Per El Salto, la destra spagnola “non ha remore nel sostenere l’operazione”, citando il suo collegamento con María Corina Machado.

L’analisi più sistematica arriva da eldiario.es, nella sezione Canarias Ahora. Il titolo del pezzo firmato da José Manuel Rivero, pubblicato il 28 maggio, è già un programma: “Sovranità sotto assedio: geopolitica dell’ingerenza giudiziaria e diplomatica in Spagna”. La tesi centrale è che “la gestione strategica dei tempi da parte di HSI evidenzia che la prova tecnologica non è stata attivata per ragioni processuali, ma per una precisa opportunità politica globale degli Stati Uniti. Bisognava togliere Zapatero dalle sue relazioni o interazioni diplomatiche o commerciali con il Venezuela e con la Cina. E di passaggio, rimuovere uno dei principali pilastri di sostegno politico del presidente Sánchez”. Rivero non parla di prove fabbricate. Parla di prove reali usate nel momento politicamente più conveniente da un alleato che ha i propri interessi — il che, argomenta, è una forma di ingerenza altrettanto efficace.

A completare il quadro, tre giorni dopo l’imputazione di Zapatero, Santiago Abascal si reca dall’ambasciatore americano in Spagna, Benjamín León Jr. Il leader di Vox gli trasmette la denuncia della “grave situazione di corruzione” del governo Sánchez. Per la stampa progressista spagnola quella visita non è un atto di normale dialogo parlamentare: è la materializzazione di un asse diretto tra la destra populista e Washington in un momento di massima pressione sul governo socialista.

La relazione preferenziale tra Vox e l’amministrazione Trump è un dato documentato. Abascal era stato invitato personalmente da Trump alla cerimonia di insediamento del gennaio 2025, mentre il presidente Sánchez non aveva ricevuto nessun invito. Il portavoce di Vox aveva commentato che quella relazione era “un’opportunità per fare grande la Spagna di nuovo”, citando la Heritage Foundation come canale privilegiato. E mentre Abascal costruiva quel rapporto con Washington, a Madrid lo stesso Abascal sfruttava l’onda del caso Plus Ultra per chiedere, senza numeri parlamentari sufficienti, una mozione di sfiducia contro Sánchez. Il caso Plus Ultra, scriveva L’Opinione, era diventato la leva politica con cui la destra voleva “evidenziare il sostegno garantito all’esecutivo PSOE-Sumar dai partiti della sinistra e dai movimenti baschi e catalani”. Questa lettura, però, ha dei limiti che la stessa stampa progressista non ignora. Il più importante lo ha posto il giurista costituzionalista Joaquín Urías su eldiario.es: la tempistica americana è sospetta, ma le prove materiali nel fascicolo del giudice Calama esistono indipendentemente da essa. Il sumario conta quasi quattromila pagine. Non ci sono messaggi diretti di Zapatero, ma ci sono “molte conversazioni che puntano alla sua leadership nella trama”. Il rapporto della UDEF parla esplicitamente di un “liderazgo invisible, aunque acreditado”.

Il sito di fact-checking Maldita.es ha ricostruito la vicenda con la precisione che gli è propria. Alla domanda se “Trump abbia consegnato prove contro Zapatero”, la risposta è “sì, la collaborazione americana è documentata e il DHS l’ha confermata”. Ma le richieste di chiarimento inviate dalla testata alla Audiencia Nacional, alla Polizia, al Dipartimento di Giustizia americano e all’ufficio HSI di Madrid sono rimaste senza risposta al 25 maggio 2026. Il che vuol dire che i fatti di base sono certi, ma la catena di decisioni interna all’amministrazione americana, chi ha ordinato di trasmettere il materiale, quando e perché, è ancora opaca. Izquierda Unida, riportata da Público, è andata oltre: “Per chi avesse ancora qualche dubbio, è chiaro che l’obiettivo ultimo di alcune agenzie americane non è perseguire casi di corruzione come questo. Nella loro scala di priorità, è punire chi partecipa in operazioni commerciali per aggirare le sanzioni imposte dagli Usa a paesi con cui sono in conflitto, come il Venezuela.”

Due assenze pesano nel dibattito. El País, il quotidiano di riferimento del centrosinistra spagnolo, il più letto del paese, ha coperto abbondantemente la cronaca giudiziaria, ma non ha prodotto editoriali o colonne che sviluppino la tesi dell’ingerenza americana. La linea editoriale sembra preferire la strada della presunzione di innocenza sul piano strettamente giuridico, senza avventurarsi in un terreno che rischierebbe di suonare come una difesa politica di Zapatero. ABC, dal canto suo, è sulla sponda opposta: per il quotidiano conservatore di Vocento, la cooperazione americana è semplicemente buona polizia internazionale che ha prodotto prove di corruzione socialista. La questione del timing non è un problema — è una soluzione. Nessuno dei due giornali, dunque, affronta il nodo centrale del dibattito: non se le prove esistano, ma perché siano arrivate adesso. È una domanda legittima e ancora aperta. L’unica risposta certa, per ora, è che un ex presidente del governo spagnolo deve rispondere davanti a un giudice. E che il materiale che lo ha portato lì ha fatto un viaggio di cinque anni prima di attraversare l’Atlantico.

L'articolo Zapatero e quel dossier degli Usa rimasto nel cassetto per 5 anni. La stampa spagnola: “Perché tirare fuori quelle chat proprio adesso?” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Prime Video confirma que esta versión de 'Star Wars' aterrizará en su plataforma: no es lo que esperas

12 June 2026 at 12:00

Hace ya más de cuatro décadas que el primer producto oficial de Star Wars vio la luz y comenzó la que a día de hoy sigue siendo una de las franquicias más populares de la historia. En este tiempo la saga ha dejado todo tipo de apuestas, con películas, series, cómics y de más, inspirando así a millones de seguidores.

Su influencia ha generado millones de teorías, versiones de los seguidores de los propios hechos y reinterpretaciones, aunque pocas han llegado tan lejos como la historia que ha dado pie a una de las próximas producciones de Amazon Prime Video.

Prime Video estrenará una película basada en la relación entre Kylo Ren y Rey

Just a little something brewing… The Love Hypothesis arrives September 23. pic.twitter.com/AHhgW6x9gP

— Prime Video (@PrimeVideo) June 11, 2026



El proyecto, que llegará al catálogo el próximo 23 de septiembre y estará protagonizado por Lili Reinhart y Tom Bateman, adaptará The Love Hypothesis, la exitosa obra de la escritora Ali Hazelwood.

Lo que muchos lectores desconocen es que la novela tuvo su origen en una historia de fanfiction titulada Head Over Feet, centrada en una versión alternativa de dos de los grandes protagonistas de la última trilogía cinematográfica de Star Wars.

En aquella historia, Kylo Ren y Rey mantenían una relación romántica inexistente dentro del canon oficial de la saga. Posteriormente, Hazelwood eliminó todas las referencias directas a la franquicia galáctica y transformó el relato en una novela independiente que terminó convirtiéndose en un auténtico éxito de ventas tras su publicación en 2021.

La adaptación cinematográfica seguirá la historia de Olive Smith, una estudiante universitaria que decide fingir una relación sentimental para convencer a su entorno de que ha superado determinadas circunstancias personales. Para ello contará con la ayuda de un profesor universitario, dando pie a una relación falsa que poco a poco comenzará a complicarse.

Lo curioso es que la relación entre esta producción y Star Wars no termina con el origen de la novela. Tom Bateman mantiene un vínculo directo con la franquicia al estar casado con Daisy Ridley, intérprete de Rey.

Por ello, aunque la película no tenga ninguna relación oficial con el universo creado por George Lucas, su estreno supone una curiosa forma de ver cómo una creación nacida dentro de la comunidad de Star Wars ha terminado dando el salto hasta una gran producción de streaming en una de las plataformas rivales de Disney+.

© Difoosion

Prime Video confirma que esta versión de 'Star Wars' aterrizará en su plataforma: no es lo que esperas

East African Crude Oil Pipeline threatens wetlands, wildlife corridors: Report

12 June 2026 at 11:55
The East African Crude Oil Pipeline (EACOP), which stretches from oil fields in Uganda’s Lake Albert region to Tanzania’s port town of Tanga, is once again under scrutiny after a new report mapped out the biodiversity areas and wildlife habitats it runs through or passes by. Drawing data from maps and economic value estimates, the report by U.S.-based NGO Earth Insight shows that the 1,443-kilometer (990-mile) pipeline is close to areas that are important for livelihoods and water security for millions of people and serve as migration corridors for animals. The report concludes that the construction of the pipeline has already disturbed communities and the environment and that oil transportation will bring further long-term risks. EACOP is a joint project involving TotalEnergies (62% stake), the governments of Uganda (15%) and Tanzania (15%), and the China National Offshore Oil Corporation (CNOOC, 8%). EACOP will carry oil extracted from two oilfields in the Lake Albert region: Kingfisher, owned by CNOOC, and Tilenga, owned by TotalEnergies. According to Earth Insight, the project is nearing completion. Oil transportation through the pipeline is expected to start as early as October 2026. Construction of the East Africa Crude Oil Pipeline (EACOP) in Uganda. Image courtesy of Thomas Lewton. “It crosses right through endangered species ranges, the most important and critical one being the black rhino habitat range,” Earth Insight’s Katie Boston, the study’s main researcher, told Mongabay on the phone. She added that the pipeline could cause habitat fragmentation in the Kibale/Bukoora River Crossing area, where…This article was originally published on Mongabay

'Stranger Things' revelará más información sobre su quinta temporada con su nuevo lanzamiento en un mes

12 June 2026 at 10:00

Aunque la historia principal de Stranger Things ya ha llegado a su conclusión, y no sin su buena dosis de polémica entre medias, el universo de Hawkins sigue expandiéndose con nuevos contenidos destinados a mantener vivo el interés de sus seguidores.

En los últimos meses, la franquicia ha seguido creciendo mediante documentales, novelas, producciones teatrales e incluso series derivadas. Ahora, un nuevo lanzamiento permitirá a los seguidores más fieles adentrarse todavía más en los entresijos de la temporada que puso punto final a una de las ficciones más populares de los últimos años.

La novedad llegará el próximo 14 de julio y estará especialmente dirigida a quienes quieran conocer cómo se construyeron algunos de los momentos más importantes del desenlace.

Un libro con los guiones completos de la temporada final de 'Stranger Things'

Portada del nuevo libro centrado en la temporada 5 de 'Stranger Things' Portada del nuevo libro centrado en la temporada 5 de 'Stranger Things'

El nuevo lanzamiento será Stranger Things: The Complete Scripts, Season 5, una recopilación oficial que incluirá los guiones completos autorizados de la quinta temporada.

Además del material utilizado durante la producción, el volumen contará con una introducción exclusiva firmada por Matt Duffer y Ross Duffer, responsables de la creación de la serie.

La publicación se sumará a una colección que ya incluye los guiones de las cuatro temporadas anteriores, ofreciendo a los lectores la posibilidad de analizar en detalle cómo evolucionó la historia desde sus inicios hasta su desenlace.

Aunque los acontecimientos principales de la quinta temporada ya son conocidos por los espectadores, la publicación de los guiones permitirá acceder a información que rara vez aparece reflejada en pantalla.

Anotaciones, descripciones de escenas, diálogos alternativos y detalles del proceso creativo suelen convertir este tipo de libros en un material especialmente valioso para los aficionados más aférrimos.

Si a este nuevo lanzamiento le sumamos el resto de contenido que Netflix está lanzando alrededor de la franquicia, con mención especial para Stranger Things: Relatos del 85, queda claro que la plataforma no quiere permitir que el punto y final de la historia signifique también el de la saga.

© Difoosion

'Stranger Things' revelará más información sobre su quinta temporada con su nuevo lanzamiento en un mes

Miquel Barceló expone sus grabados sin olvidar a la Sagrada Família

12 June 2026 at 08:51

Desde los años 90 que Miquel Barceló no exponía en una galería barcelonesa. Artur Ramon Espai d’Art ha obrado el milagro con una muestra excepcional que recorre los 16 años de colaboración entre el artista mallorquín y los impresores Joan Roma y Takeshi Motomiya, quienes trabajaron codo con codo durante mucho tiempo con Antoni Tàpies. Bajo el comisariado de Enrique Juncosa, amigo desde la adolescencia del pintor, el visitante de la muestra puede acceder a una treintena de grabados de Barceló que nos llevan a dos momentos creativos del pintor en Barcelona. Hablamos de entre 2010 y 2012, cuando conoce a los dos maestros impresores, y 2024, cuando retoma la colaboración.

«A mí lo que me gusta es trabajar mi obra mucho más que exponer. Es que no me gusta presentarla en galerías», aseguró ayer Barceló en un encuentro con medios acompañados del galerista Artur Ramon y Enrique Juncosa. «Nadie me había pedido hasta ahora hacer una exposición. Tiene sentido realizar una muestra porque son grabados hechos en Barcelona», subrayó.

Las obras expuestas recorren algunas de las temáticas habituales del artista, como las criaturas marinas, paisajes africanos, frutas, plantas, animales y figuras híbridas, así como una selección de xilografías dedicadas a los escritores Dylan Thomas, Ezra Pound, Vladimir Nabokov y José Lezama Lima.

Otra de las grandes virtudes de la exposición es ser una suerte de compendio de las técnicas de estampación con las que trabaja Barceló. De esta manera podemos vere aguatinta, aguafuerte o xilografía, además de litografía, carborundum, rodete, serigrafía, barniz o collage, utilizando, en ocasiones, elementos orgánicos como semillas y mica. En algún caso hasta sorprende con el uso de una motosierra que le permite crear una especial textura.

Declarado admirador de Rembrandt, Goya, Picasso y Piranesi en el terreno de la obra gráfica, a Barceló le gusta de ellos, especialmente los tres primeros, que «son grandes pintores que también son grabadores. Yo he aprendido a través de los artistas». Y es que, a los ojos de quien es sin ninguna duda uno de los grandes referentes del arte contemporáneo, «el grabado no tiene nada de plano. Es una forma de pintura diferente a la pintura». Precisamente por esta razón, Miquel Barceló prefiere hacer ediciones muy cortas de sus grabados. «En la pintura trabajas directamente sobre una tela y aquí es como una impresión, que por definición hay que reproducir, aunque, a mí, la edición me interesa poco y, si pudiera, haría sólo una o dos copias», dijo.

En la agenda de Miquel Barceló hay numerosos proyectos, como una exposición con su pintura que viajará a París, Londres y Milán. Por otro lado, en estos momentos se está materializando es la serie de tapices que ha preparado para Notre Dame de París y que en la actualidad se están tejiendo a partir de unos cartones pintados de dos metros. Pero ayer era inevitable que surgiera otro templo mucho más cercano geográfica-

mente, como es el de la Sagrada Família. Barceló prefirió no adentrarse en este terreno argumentando que «no sé nada que vosotros no sepáis», en referencia a los periodistas presentes en Artur Ramon Art. El próximo 29 de junio, el patronato de la junta constructora del templo gaudiniano deberá decidir entre las tres propuestas que se han presentado para diseñar el programa escultórico y la gran puerta de bronce de la Fachada de la Gloria. Miquel Barceló es uno de los candidatos junto con Cristina Iglesias y Javier Marín.

Mientras la Sagrada Família decide quién será el escogido, en Barcelona se puede disfrutar de una exposición propia de un gran museo, una brillante iniciativa de Artur Ramon Espai d’Art.

© Artur Ramon

Una imagen de la exposición en Barcelona

Roban a un youtuber casi 2 millones de dólares y salva su vida porque el arma de los ladrones se encasquilló

12 June 2026 at 08:20

Lo que debía ser una estancia de lujo en el sur de Francia para un conocido creador de contenido terminó convirtiéndose en una experiencia traumática. Ben Philips, conocido por sus vídeos de bromas y entretenimiento en redes sociales, asegura haber sobrevivido por muy poco a un violento robo a mano armada.

El incidente ocurrió en una exclusiva villa situada en la zona de Cannes, donde el youtuber se encontraba alojado junto a su pareja y varios amigos. Según su relato, el grupo había salido a cenar mientras él permanecía solo en la vivienda.

Fue entonces cuando escuchó ruidos procedentes de la planta superior y decidió comprobar qué estaba ocurriendo, pensando inicialmente que podía tratarse de algún trabajador del alojamiento.

Un grupo de encapuchados irrumpió en la villa

El youtuber compartió en redes este comunicado El youtuber compartió en redes este comunicado

Según explicó, al asomarse al rellano se encontró con cinco individuos armados y encapuchados que se dirigieron directamente hacia él.

Los asaltantes habrían forzado la entrada a una de las habitaciones y le exigieron dinero y acceso a una caja fuerte mientras registraban toda la propiedad en busca de objetos de valor.

Entre los bienes sustraídos se encontraban relojes de lujo, joyas, equipaje de marcas exclusivas y otros artículos pertenecientes tanto al creador como a su pareja y a los propietarios de la villa. Las pérdidas totales del robo rondarían los 1,8 millones de dólares.

Lo más impactante del relato llegó cuando Phillips explicó que uno de los ladrones le ordenó cubrirse la cabeza con una prenda de vestir y darse la vuelta. Instantes después escuchó un clic procedente del arma que el atacante sostenía.

El youtuber cree que el arma se encasquilló justo cuando intentaban dispararle. Aprovechando ese momento, reaccionó golpeando el arma y consiguió refugiarse en un baño de la vivienda mientras los asaltantes continuaban con el robo.

Tras recibir el aviso, las autoridades francesas desplegaron un amplio operativo policial en la zona, con numerosos agentes e investigadores trabajando en la escena. Las investigaciones permitieron detener a cinco personas presuntamente relacionadas con el robo, entre ellas tres hombres y dos mujeres.

Además, las autoridades también arrestaron a un sospechoso que supuestamente intentaba revender parte de los objetos sustraídos a una empresa especializada en la compra y venta de artículos de lujo de segunda mano.

Todos los detenidos fueron puestos a disposición judicial mientras continúa la investigación del caso.

© Difoosion

Roban a un youtuber casi 2 millones de dólares y salva su vida porque el arma de los ladrones se encasquilló

Puede ser muy divertido, pero no entiendo que los juegos de fútbol se empeñen en repetir siempre el mismo formato. Análisis de GOALS

11 June 2026 at 23:13

Durante años el fútbol virtual ha vivido prácticamente bajo un monopolio. En la época más reciente ha sido EA Sports FC quien ha dominado el mercado gracias a sus licencias, modos de juego y enorme base de jugadores. Por otro, eFootball ha intentado encontrar su sitio apostando por un modelo gratuito centrado en la competición online.  

Lo cierto es que entre ambos cubren prácticamente todo el mercado a pesar de la insistencia de gran parte de la comunidad de tener un nuevo juego de fútbol al que engancharse. 

A esa llamada pretende acudir GOALS, el proyecto desarrollado por Goals Ventures que no intenta competir con licencias oficiales ni simulando de la forma más fiel posible el fútbol real, sino desde una filosofía un poco distinta. Su propuesta, según su propio equipo, pasa por construir una experiencia multijugador centrada en la habilidad, eliminando buena parte de las ayudas habituales del género y poniendo el foco en la competición pura. 

Sin embargo, las buenas intenciones nunca son suficientes y en el caso concreto de GOALS, que llega a un mercado tremendamente exigente, tiene la difícil tarea de demostrar que todavía existe espacio para nuevas propuestas dentro del fútbol virtual. La gran pregunta es si su apuesta se diferencia lo suficiente de lo que ya hay o si termina chocando contra las mismas limitaciones que han frenado a otros aspirantes.

Tabla de contenidos

  1. Una vez más, la idea de crear un equipo ideal es la piedra angular 
    1. No vas a encontrar ni a Messi ni a Cristiano  
    2. GOALS quiere ganar la batalla con un fútbol que ponga en valor la habilidad del jugador 
    3. Algunas mecánicas amenazan con romper el equilibrio 
    4. Un sistema de progresión con buenas ideas, pero un planteamiento demasiado conocido 
    5. No creo que los videojuegos de fútbol necesiten más modos de equipos definitivos 
    6. Pensado para competir online y para dar su lugar a la comunidad 
  2. Valoración final de GOALS 

Una vez más, la idea de crear un equipo ideal es la piedra angular 

Aquel que busque el más mínimo resquicio de fútbol que le recuerde a la vida real en GOALS no puede ir peor encaminado. Este título no es como otros que, en menor o mayor medida, buscan que el usuario vea reflejado en el videojuego lo que ve en la televisión durante un partido real. Aquí no hay nada de licencias, campos reales o variedad de modos repletos de contenido

La única forma de jugar a GOALS es en un modo que recuerda poderosamente a Ultimate Team. Formas tu equipo con jugadores que consigues en sobres y con él compites con el objetivo principal de conseguir más packs en los que encontrar nuevas cartas con la que mejorar tu plantilla. 

Sin embargo, esa filosofía, que ya te adelanto que no me termina de convencer del todo por motivos que ya te explicaré, se distancia bastante de lo que estamos acostumbrado a ver en otras propuestas. 

No vas a encontrar ni a Messi ni a Cristiano  

Olvídate de encontrar a algún futbolista real en el juego Olvídate de encontrar a algún futbolista real en el juego

Para empezar, aquí no hay jugadores verdaderos, todos son inventados, únicos y sus estadísticas se generan aleatoriamente. Así, nadie podrá tener al mismo futbolista en su club y nunca te tocará dos veces la misma carta.  

Además, cada ítem tiene un potencial que indica cuánto puede mejorar. Para poder “evolucionarlo” necesitarás acumular experiencia con él y gastar parte de las monedas que consigues jugando. Así, un jugador que empieza con 60 de valoración global y estadísticas desastrosas puede llegar a más de 90 con números de auténtico crack

Eso sí, no vas a tener todo el tiempo del mundo para mejorar a los futbolistas porque todos tienen una edad y se van haciendo mayores. El final para cada uno es, como no podía ser de otra manera, acabar retirándose. Este sistema está pensado para obligarte siempre a rehacer tu equipo y evitar que te estanques sin tener nada que mejorar. 

Visualmente GOALS tampoco busca competir con las grandes producciones deportivas en términos de realismo. Su apartado gráfico apuesta por un estilo más comiquero, algo que se nota incluso en la forma de moverse de los jugadores.  

GOALS quiere ganar la batalla con un fútbol que ponga en valor la habilidad del jugador 

Si hay un aspecto que lleva años provocando críticas en los simuladores de fútbol es el hecho de todos los automatismos que se han ido implementando para ayudar al jugador. Desde defensas que corrigen errores de posicionamiento hasta compañeros que realizan movimientos inteligentes por sí solos, gran parte del trabajo del propio jugador acaba recayendo sobre la inteligencia artificial. GOALS quiere apostar por el camino contrario

La consecuencia más evidente aparece en defensa. Con jugar solo unos minutos te das cuenta de que los defensores tienen menos ayudas automáticas de las que estamos acostumbrados a ver en otros títulos. No existen esos centrales capaces de corregir cualquier error mediante una aceleración imposible ni defensas que parezcan imanes persiguiendo al delantero hasta recuperar el balón de forma automática. 

Aquí la responsabilidad recae mucho más sobre el jugador. Hay que controlar mejor los espacios, anticipar los movimientos rivales y estar mucho más pendiente de cada acción defensiva. Esto provoca que defender resulte más exigente y, en algunos momentos, también más frustrante. 

Con sus defectos y virtudes, no se puede decir que GOALS no sea un juego justo Con sus defectos y virtudes, no se puede decir que GOALS no sea un juego justo

Sin embargo, también genera una sensación de justicia bastante interesante. Cuando consigues recuperar el balón sientes que ha sido mérito tuyo y no de una ayuda invisible del juego. Del mismo modo, cuando encajas un gol es fácil identificar el error que lo ha provocado

La filosofía también se traslada a otras acciones. Los pases, por ejemplo, castigan mucho más los errores de dirección. Si orientas mal el envío o calculas incorrectamente la potencia, el balón no buscará automáticamente al compañero más cercano para corregir tu equivocación, simplemente terminará fuera del campo o en los pies del rival

Esa mayor exigencia crea una curva de aprendizaje real, aunque tampoco especialmente pronunciada para quienes lleguen desde otros juegos de fútbol. Las bases siguen siendo reconocibles y cualquier jugador acostumbrado a EA Sports FC tardará poco en adaptarse a los controles básicos porque hasta los regates se hacen igual. 

Algunas mecánicas amenazan con romper el equilibrio 

Ojo porque esto no significa que todo su gameplay sea perfecto ni absolutamente superior a lo que ya conocemos. A pesar de tratarse de un juego tan joven ya pude ver algunas a mecánicas excesivamente efectivas, como el regate de arrastrar el balón o sacar al portero descaradamente en los uno conta uno. 

También hay pequeños detalles relacionados con la programación. Por ejemplo, en algunas formaciones se saca de posición a centrales o laterales para que reanuden el partido después de un fuera de juego.  

Aun así, es cierto que estos errores no son extremadamente graves. Si el equipo de GOALS reacciona rápido, y de momento parece que sí está siendo así, estos fallos se solventan con un par de parches

Por eso, si ponemos todo en una balanza, la sensación general es positiva. GOALS consigue que, en cuanto al gameplay, los partidos sean dinámicos y muy divertidos de jugar. El ritmo es completamente arcade, los encuentros suelen estar cargados de ocasiones y los goles llegan con facilidad, especialmente ahora que la comunidad todavía está aprendiendo a defender. 

En ese sentido resulta complicado saber cómo evolucionará el equilibrio competitivo dentro de unos meses. La base jugable es prometedora, pero todavía queda por descubrir hasta qué punto aparecerán nuevas mecánicas dominantes y cómo responderá el estudio a los inevitables problemas de balanceo que surgen en cualquier multijugador de este tipo. 

Un sistema de progresión con buenas ideas, pero un planteamiento demasiado conocido 

Jugar con los jugadores sirve para mejorarlos con experiencia y monedas Jugar con los jugadores sirve para mejorarlos con experiencia y monedas

Si el gameplay es el principal elemento diferenciador de GOALS, la progresión tampoco se queda atrás apostando por ideas propias

A primera vista el sistema resulta atractivo. La construcción de la plantilla gira alrededor de sobres que contienen futbolistas de distintas rarezas, permitiendo mejorar el equipo poco a poco mientras se disputan partidos y se consiguen recompensas. Hasta aquí no hay demasiadas sorpresas para cualquiera que haya pasado por Ultimate Team, MyClub o cualquier otra modalidad similar de los últimos años, y para mí ahí está el problema

Es cierto que los desarrolladores han intentado introducir algunas ideas para que la progresión sea distinta. La más interesante es el sistema de crecimiento de jugadores. 

Aquí los jugadores no solo se jubilan con el tiempo obligándote a renovar la plantilla constantemente (a no ser que los conviertas en Leyenda), también existe un margen para desarrollar a todos los futbolistas. Cartas con valoraciones más bajas pueden ir creciendo significativamente si acumulan suficientes partidos y experiencia, convirtiendo las horas de juego en una alternativa al gasto de dinero real, porque sí, también hay una moneda de pago. 

En algunas situaciones no he notado diferencia entre jugadores con mejores o peores atributos En algunas situaciones no he notado diferencia entre jugadores con mejores o peores atributos

Sobre el papel es una propuesta muy interesante porque reduce parcialmente la dependencia de abrir sobres constantemente y premia a quienes dedican mucho tiempo. El problema es que todavía cuesta valorar hasta qué punto ese sistema está realmente equilibrado, además porque tras las primeras horas de juego la sensación que me deja el tema de las estadísticas es contradictoria

En teoría GOALS presume de que cada atributo tiene un impacto muy importante sobre el rendimiento de los futbolistas. Sin embargo, durante las partidas ha habido situaciones en las que yo he sentido que jugadores con estadísticas discretas parecen rendir muy por encima de lo que indican sus números. Futbolistas con poco ritmo me han parecido muy rápidos y viceversa, y lo mismo con jugadores un gran disparo. 

Es cierto que parte de la comunidad está destacando precisamente lo contrario, defendiendo que los atributos tienen un peso enorme en cada acción. Por eso no quiero poner mi opinión por encima del resto y la conclusión que saco es que todavía es pronto para afirmaciones muy contundentes. 

No creo que los videojuegos de fútbol necesiten más modos de equipos definitivos 

Los modos de juego también se parecen mucho a lo que ya conocemos Los modos de juego también se parecen mucho a lo que ya conocemos

Donde sí resulta más fácil posicionarse es en el modelo general que plantea GOALS. Por mucho que introduzca algunas variaciones interesantes, la realidad es que sigue moviéndose dentro de la misma fórmula que domina los juegos deportivos desde hace más de una década. Sobres, rarezas, monedas, progresión basada en cartas y monetización asociada a la construcción del equipo. 

Aquí aparece una pregunta inevitable: ¿realmente hacía falta otro juego basado en exactamente el mismo concepto? La sensación es que GOALS intenta mejorar algunos aspectos del modelo, pero no se atreve a romper con él. Incluso aunque ciertas decisiones funcionen mejor que en sus competidores, sigue siendo una propuesta construida sobre una fórmula que lleva varios años mostrando síntomas de desgaste

Además, el componente pay to win sigue existiendo. Ahora mismo no parece especialmente agresivo y el ritmo de progresión durante las primeras horas resulta razonable para quienes no gastan dinero. Sin embargo, los sobres pueden adquirirse con dinero real y eso significa que siempre existirá una ventaja potencial para quienes estén dispuestos a invertir más. 

A esto se suma que la ausencia de un mercado de fichajes tradicional provoca que toda la economía gira alrededor de las monedas del juego, los sobres y un sencillo sistema de intercambios que permite entregar jugadores poco útiles para conseguir nuevos packs. 

Pensado para competir online y para dar su lugar a la comunidad 

GOALS no tiene muchos modos por ahora, pero apunta a que en el futuro se reforzará GOALS no tiene muchos modos por ahora, pero apunta a que en el futuro se reforzará

En cuanto a la variedad de modos, lo cierto es que no es especialmente amplia, aunque sí cubre los mínimos exigibles para una propuesta de este tipo. El núcleo de la experiencia está formado por un sistema de divisiones, una competición de fin de semana con recompensas superiores y varios torneos que, al menos por ahora, todavía ofrecen incentivos algo limitados. 

También existen algunos desafíos contra la CPU que permiten conseguir sobres y acelerar el progreso durante las primeras sesiones de juego, aunque tampoco tiene mucho impacto. Más allá de eso, el contenido para quienes prefieran jugar en solitario es prácticamente testimonial. 

En realidad, tampoco es algo que sorprenda demasiado. GOALS nunca se ha presentado como un sucesor de los viejos modos carrera.  

Aunque la gran incógnita vuelve a aparecer cuando pensamos a medio y largo plazo, lo cierto es que hay motivos para pensar que el estudio es consciente de ello. Los desarrolladores ya han adelantado planes importantes para potenciar la comunidad mediante torneos especiales y nuevos formatos multijugador, incluyendo modalidades cooperativas, como por ejemplo 2 contra 2 y 3 contra 3, que podrían aportar una dimensión muy diferente. 

GOALS

65 / 100

Pros

  • Una jugabilidad más dinámica, manual y exigente
  • Ideas interesantes en la progresión de los jugadores
  • Mucha importancia a la comunidad y a su opinión

Contras

  • Ahora mismo algunas mecánicas están desbalanceadas
  • Sigue atrapado en la fórmula de los sobres
  • Su futuro es una incógnita

Valoración final de GOALS 

El futuro aclarará si GOALS se queda en un intento más o si consigue crear una comunidad El futuro aclarará si GOALS se queda en un intento más o si consigue crear una comunidad

GOALS deja una sensación curiosa porque consigue transmitir la impresión de que intenta hacer las cosas de forma diferente, pero también recuerda demasiado a esas propuestas de las que se quiere alejar. 

Su apuesta por una jugabilidad más manual, especialmente en defensa, aporta un componente de habilidad que resulta refrescante. Los partidos son dinámicos, el ritmo es muy alto y existe una sensación constante de que las acciones dependen más del jugador que de la inteligencia artificial. 

Además, algunas de sus ideas alrededor de la progresión, como el crecimiento de los futbolistas o su retirada con el paso del tiempo, aportan personalidad propia

Sin embargo, también es un juego que llega acompañado de muchas incógnitas. Su propuesta base es la misma que la del resto de alternativas, algunas mecánicas todavía necesitan ajustes, el meta está lejos de asentarse y sigue siendo pronto para saber si los desarrolladores serán capaces de reaccionar con suficiente rapidez cuando aparezcan los problemas habituales de cualquier juego multijugador. 

Por eso resulta difícil saber si estamos ante el nacimiento de una alternativa real dentro del fútbol virtual o simplemente ante otro aspirante que, tras un inicio prometedor, terminará perdiendo relevancia. 

Lo que sí es innegable es que GOALS ha conseguido llamar la atención y ahora que tiene muchos focos encima tendrá que demostrar que tiene suficiente personalidad, contenido y capacidad de evolución para seguir siendo relevante cuando desaparezca el efecto novedad que acompaña a todo lanzamiento. 

© Difoosion

Puede ser muy divertido, pero no entiendo que los juegos de fútbol se empeñen en repetir siempre el mismo formato. Análisis de GOALS
❌