Zelensky contro la Russia coi missili Flamingo. L'ambasciatore russo accusa il Quirinale
L'Ucraina rivendica una delle più intense campagne di attacchi in profondità dall'inizio dell'invasione russa, puntando su una strategia che mira a logorare la capacità logistica, industriale ed energetica avversaria. Tra i risultati più rilevanti, il secondo attacco in due giorni al ponte di Chonhar, collegamento tra la Crimea e la regione occupata di Kherson, che sarebbe ora fuori uso. Gli attacchi hanno inoltre investito il porto di Mariupol e diversi obiettivi industriali ed energetici in territorio russo, dalla regione di Vladimir alla raffineria di Novokuibyshevsk (Samara).
A segnare un ulteriore salto di qualità è stato l'impiego dei missili ucraini Flamingo. Il presidente Zelensky ha confermato che hanno danneggiato uno stabilimento militare a Cheboksary, a circa mille chilometri dal teatro principale delle operazioni, dove si producono componenti per droni e missili dell'esercito russo. L'operazione dimostra la crescente capacità dell'industria bellica ucraina di sviluppare sistemi d'arma a lungo raggio in grado di incidere sulle capacità produttive nemiche. A pagare il flop di Mosca è stato il comandante dell'aeronautica Afzalov, rimpiazzato dal generale Chaiko.
Sul piano diplomatico il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato che Mosca ascolterà eventuali iniziative europee solo quando sarà convinta della loro "sincerità", ribadendo scetticismo nei confronti dell'Ue, accusata di voler sostenere Kiev. Lo stesso Lavrov ha rivelato che gli ambasciatori di Francia, Regno Unito e Germania hanno chiesto un incontro, segnale di contatti che proseguono. A mostrare irritazione per le posizioni europee è anche l'ambasciatore di Mosca in Italia Alexiei Paramonov, che punzecchia Sergio Mattarella: "Da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell'ordine mondiale odierno, che si tratti dell'Europa dell'Est, del Medioriente o dell'Africa. Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l'esatto opposto".
La Germania annuncia 300 milioni per l'acquisto di munizioni per artiglieria a lungo raggio, mentre l'Ungheria nega armi a Zelensky. Berlino guarda inoltre con favore all'avvio dei negoziati per l'adesione dell'Ucraina all'Ue, mentre Kiev punta al prossimo vertice Nato di Ankara e soprattutto al G7 in Francia per un bilaterale Zelensky e Trump.
A dominare il confronto sono le sanzioni. Mosca ha reagito al nuovo pacchetto europeo promettendo una risposta "efficace e decisa" e Putin ha definito "assurde" le sanzioni ai centri estivi russi coinvolti nel trasferimento illegale di minori ucraini.