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Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, i comitati in piazza: “Raccolta firme per chiedere le dimissioni dei vertici della società”

11 June 2026 at 07:08

Raccolta firme, proteste di piazza, richieste di chiarimenti. È la reazione dei comitati alla notizia dell’indagine della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo l’ipotesi dei pm l’avvocato Giacomo Saccomanno, ex commissario della Lega in Calabria, assieme all’imprenditore Vincenzo Virgiglio avrebbero promesso al giudice della Corte dei Conti Tommaso Miele la possibilità di ricoprire cariche in enti pubblici in cambio di attività per condizionare l’esame di legittimità dei giudici contabili sull’approvazione del progetto definitivo della grande opera. Una notizia di una gravità inaudita, sottolinea Daniele Ialacqua del comitato No Ponte, che proprio a Capo Peloro, ovvero nella punta nord della Sicilia, dove sorgerà (o dovrebbe sorgere) il pilastro dal lato siciliano, ha organizzato una mobilitazione per sabato 13 giugno alle 18.30: “Un presidio di protesta in via circuito, contestualmente, sempre sabato – continua Ialacqua, che è stato anche assessore nella Giunta di Renato Accorinti – lanceremo una raccolta firme per chiedere le dimissioni degli organismi direttivi della Stretto di Messina spa e l’adozione di un provvedimento cautelare che disponga l’amministrazione giudiziaria della società”.

Ma secondo i No Ponte non deve essere una protesta locale: “L’inchiesta per corruzione riguardo al ponte sullo Stretto deve preoccupare l’intero Paese – continua l’ex assessore – perché si ipotizza il tentativo di condizionare addirittura un organo di rilievo costituzionale come la Corte dei conti e perché gli indagati non sono ‘quattro amici al bar’ come li ha definiti Ciucci (ad della società Ponte sullo Stretto, ndr) ma figure apicali di organi dello Stato e di società pubbliche”. Per questo, appena saputa la notizia dell’inchiesta, non c’è stata esitazione: la manifestazione e la raccolta firme “con l’obiettivo di mettere una pietra tombale sul progetto del ponte”.

Si mobilitano, nel frattempo, anche ambientalisti, e membri di altri comitati, che poco dopo avere appreso la notizia hanno firmato un documento in cui rispondo all’ad di Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, che aveva sottolineato come la società affidataria della realizzazione del ponte non sia coinvolta nell’inchiesta: “Appare difficile sostenere che la società Stretto di Messina possa considerarsi del tutto estranea alla vicenda – scrivono in una nota Rossella Bulsei, Enzo Musolino, Domenico Marino, Alberto Ziparo, Aurora Notarianni, Anna Giordano e Giuseppe Fedele che rappresentano varie associazioni, comitati e circoli -. Uno degli indagati, infatti, ricopriva all’epoca dei fatti la carica di consigliere di amministrazione della società stessa. Se le eventuali condotte illecite fossero state poste in essere nell’interesse o a vantaggio della società, sarebbe inevitabile interrogarsi sulle responsabilità della struttura societaria e sui meccanismi di controllo interno che avrebbero dovuto prevenire comportamenti di tale natura”. Secondo gli attivisti se “gli elementi investigativi trovassero conferma, la Procura non potrebbe esimersi dal valutare anche l’applicazione del Decreto Legislativo 231/2001 (ovvero la legge che introdotto in Italia la responsabilità penale e amministrative per le aziende, nel caso venga commesso un reato che porti vantaggio all’azienda, ndr) nei confronti della società Stretto di Messina verificando se ricorrano i presupposti previsti dalla normativa sulla responsabilità delle società per reati commessi dai propri amministratori o dirigenti. Sarebbe infatti paradossale che eventuali responsabilità venissero circoscritte esclusivamente alle persone fisiche coinvolte senza accertare fino in fondo il ruolo e le eventuali responsabilità della società nel cui ambito tali condotte sarebbero maturate”.

La foto in alto è di archivio

L'articolo Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, i comitati in piazza: “Raccolta firme per chiedere le dimissioni dei vertici della società” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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