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I farmaci usati da vip e sportivi per dimagrire stanno per diventare doping: il caso di Serena Williams

9 June 2026 at 17:58

I farmaci dimagranti diventati famosi negli ultimi anni grazie al loro utilizzo da parte di celebrità e sportivi potrebbero presto entrare ufficialmente nella lista delle sostanze dopanti. Si tratta degli agonisti del recettore GLP-1, una categoria di medicinali nata per il trattamento del diabete ma sempre più utilizzata anche per favorire una rapida perdita di peso, nonostante i rischi per la salute. Tra i principi attivi più noti ci sono semaglutide (commercializzato con diversi nomi) e tirzepatide. Questi farmaci stimolano la produzione di insulina e aiutano a controllare i livelli di zucchero nel sangue, ma hanno anche l’effetto di ridurre l’appetito e favorire un marcato dimagrimento. Per questo motivo il loro utilizzo si è diffuso ben oltre l’ambito strettamente medico.

Il caso più eclatante è quello di Serena Williams. La campionessa statunitense, apparsa profondamente trasformata dal punto di vista fisico, è diventata testimonial di un’azienda farmaceutica produttrice di un farmaco appartenente a questa categoria. E ora a 44 anni è pronta a tornare nel tennis professionistico: sta giocando il doppio sull’erba del Queens, a Londra, in coppia con la 19enne canadese Victoria Mboko. Hanno vinto il primo match contro Melichar-Martinez ed Erin Routliffe con il punteggio di 7-6 (2), 6-2. Un antipasto di un possibile rientro anche in singolare, nonostante oltre 4 anni di stop. Ma il caso di Serena Williams non è isolato. Un ruolo analogo è stato assunto anche da alcuni protagonisti dello sci di fondo scandinavo, discipline nelle quali il rapporto tra peso corporeo e prestazione sportiva è particolarmente rilevante.

Proprio il possibile vantaggio competitivo garantito da questi medicinali ha attirato l’attenzione dell’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada). Dal 2024 gli agonisti del recettore GLP-1 sono infatti inseriti nella lista di monitoraggio dell’organismo internazionale. Attraverso controlli anonimi, la Wada sta cercando di capire quanto siano diffusi tra gli atleti prodotti che, riducendo in modo significativo la massa grassa, possono contribuire a migliorare le prestazioni.

Entro il 2028 l’agenzia dovrà decidere se inserire questi farmaci nell’elenco delle sostanze proibite. Gli esperti considerano questa eventualità molto probabile, come spiega Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera. La valutazione si baserà sui criteri che regolano l’inclusione nella lista antidoping: miglioramento artificiale della prestazione, rischi per la salute e violazione dello spirito dello sport. Anche in caso di inserimento tra le sostanze vietate, però, il tema resterà complesso. Gli agonisti del recettore GLP-1 verrebbero con ogni probabilità classificati come “sostanze specifiche“, cioè farmaci che possono essere assunti in presenza di una prescrizione medica e di una specifica autorizzazione terapeutica rilasciata dalle autorità antidoping. Il che consentirà agli atleti di aggirare il divieto.

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Zverev blocca l’intervista a “L’Équipe” dopo le domande sulle accuse di violenza delle ex: “Fermiamoci qui”. Il giornale gli nega la prima pagina

9 June 2026 at 15:28

Le lacrime post trionfo al Roland Garros, l’ovazione durante la premiazione, fa le prime interviste con i media, poi la conferenza stampa. Per Sasha Zverev sembrava la festa perfetta. Poi è arrivato il momento della consueta intervista a L’Équipe ed è finita malissimo. Il noto quotidiano francese, infatti, non gli ha neanche dedicato la prima pagina del lunedì, solitamente dedicata al vincitore del Roland Garros, ma questa volta occupata dalla pallamano femminile.

Il motivo? Il tennista tedesco ha abbandonato l’intervista dopo alcune domande fatte dal giornalista sul caso delle due ex compagne che hanno accusato in passato il tennista di violenza domestica. L’Équipe ha deciso di pubblicare comunque integralmente l’intervista, spiegando esattamente come è andata. Prima diverse domande sulle emozioni provate al primo Slam vinto, poi altre sull’infortunio del 2022 contro Nadal proprio al Roland Garros, poi altre sul come sia convivere con il diabete. Poi la domanda che ha scatenato la reazione di Zverev: “Hai mai avuto paura che anche in Francia si ripetesse quanto successo in Australia lo scorso anno?”. Il riferimento è a quando una spettatrice della Rod Laver Arena, dopo la finale persa agli Australian Open contro Sinner, gridò dagli spalti “L’Australia crede a Olya e Brenda”, le due ex che hanno accusato Zverev di violenza domestica.

Zverev inizialmente ha deciso di rispondere solo con un “sì” e con un “no”, poi ha interrotto il giornalista e ha risposto: “Non mi pare che questo sia quel tipo di intervista. In secondo luogo, sa che è stato dimostrato che le accuse erano false? È la seconda volta che mi fa una domanda al riguardo. Penso che dovremmo fermarci qui, è meglio”, abbandonando l’intervista. “L’Équipe non mi ha dedicato la prima pagina? Non è una mia decisione. Ho fatto tutto il possibile e la mia innocenza è stata dimostrata”, aveva commentato il tennista.

Le accuse a cui si fa riferimento sono quelle della sua ex fidanzata Olya Sharypova di violenza domestica e abusi fisici, su cui indagò anche l’Atp, ma chiudendo tutto senza prove sufficienti per poter punire il tedesco. Poi un’altra sua ex – Brenda Patea, che è anche la mamma della figlia – ha accusato Zverev di lesioni personali. In quella circostanza Zverev, “per abbreviare il procedimento, nell’interesse della figlia”, aveva deciso di pagar 200mila euro per porre fine al procedimento, su richiesta del Pubblico Ministero e con il benestare della parte accusante. “Alexander Zverev è quindi considerato innocente. L’archiviazione del caso non comporta un accertamento di colpevolezza o un’ammissione di colpa”, avevano affermato gli avvocati di Zverev al tempo.

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Sinner ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano dopo il secondo giorno di visite: ha visto diversi esperti e si è sottoposto ad accertamenti multispecialistici

9 June 2026 at 11:57

Jannik Sinner ha lasciato intorno alle 12.30 l’ospedale San Raffaele di Milano, dove era arrivato questa mattina verso le 9.30 per proseguire gli accertamenti medici programmati cominciati ieri, dopo l’ultimo problema avuto al Roland Garros, dove a causa di un malore ha perso al secondo turno in un match che fino a quel momento stava dominando. Ieri il campione italiano si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici programmati. Controlli che sono proseguiti anche oggi, con il numero 1 del tennis mondiale ha imboccato un’uscita secondaria, per evitare media e curiosi che affollavano l’ingresso del padiglione solventi Diamante. Da quanto apprende Adnkronos, Sinner si è sottoposto ad accertamenti multispecialistici, vedendo diversi esperti. Un iter gestito come ieri da Alberto Zangrillo, Chief Clinical Officer dell’Irccs di via Olgettina, primario dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale, cardio-toraco-vascolare e dell’Area unica di Terapia intensiva cardiologica e cardiochirurgica.

Ieri erano stati eseguiti esami ematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici. Anche oggi gli accertamenti rientravano in questo percorso di valutazione complessiva dello stato di forma, con l’obiettivo di monitorare il recupero e assicurarsi che non vi siano strascichi del recente affaticamento. Ieri il numero uno al mondo si è mostrato sereno e sorridente davanti alle telecamere presenti al San Raffaele di Milano. Dopo aver trascorso diverse ore in ospedale, Sinner aveva ieri lasciato il San Raffaele nel pomeriggio senza rilasciare dichiarazioni, limitandosi a salutare i cronisti presenti con un semplice “ciao“. Intanto – dopo il crollo al Roland Garros – il tennista azzurro si è concesso un periodo di pausa e relax prima in Sardegna, poi a Montecarlo.

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