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Fukushima, l’incredibile evasione di un orso: sfugge a trappole, droni e tranquillanti

Continua a tenere con il fiato sospeso la città di Fukushima, nel nord-est del Giappone, dove un orso nero asiatico responsabile del ferimento di quattro persone è riuscito a sfuggire a una vasta operazione di cattura organizzata dalle autorità. Dopo giorni di ricerche, trappole e tentativi di sedazione, l’animale è riuscito a dileguarsi lasciando dietro di sé una scia di interrogativi e preoccupazione tra i residenti. La vicenda ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, non solo per la gravità degli attacchi, ma anche per l’incredibile capacità dell’orso di eludere i controlli e trovare una via di fuga.

Gli attacchi nell’area industriale

L’emergenza è iniziata martedì, 2 giugno, mattina nell’area industriale di Sasakino, alla periferia di Fukushima. L’orso è stato avvistato nei pressi di un’acciaieria dove ha aggredito due lavoratori. Uno di loro sarebbe stato scaraventato a terra durante l’attacco. Successivamente l’animale si è spostato tra edifici industriali e abitazioni vicine, colpendo altre persone lungo il suo percorso. In totale quattro individui, di età compresa tra i 20 e gli 80 anni, hanno riportato ferite di varia entità. Alcuni hanno subito lesioni serie e fratture al volto, ma fortunatamente nessuno risulta in pericolo di vita. Le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza e diffuse online hanno contribuito ad aumentare l’allarme e il dibattito sulla crescente presenza degli orsi nelle zone urbanizzate del Paese.

Una caccia senza successo

Dopo gli attacchi, l’orso si è rifugiato all’interno di uno stabilimento di componentistica elettronica. Da quel momento è scattata una complessa operazione per catturarlo. Polizia, cacciatori specializzati e personale di emergenza hanno circondato l’area installando gabbie-trappola e utilizzando esche a base di miele e frutta. È stato autorizzato persino l’impiego di dardi tranquillanti, una misura eccezionale considerando la presenza di materiali infiammabili negli impianti industriali. Tuttavia ogni tentativo si è rivelato inutile. Secondo le ricostruzioni, il proiettile anestetico avrebbe colpito l’orso ma il farmaco non sarebbe stato iniettato correttamente, permettendo all’animale di rimanere attivo e vigile.

La fuga che ha sorpreso tutti

La svolta è arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì, quando l’orso è riuscito a evadere dall’edificio in cui si trovava. Secondo quanto riferito dalle autorità municipali, l’animale avrebbe aperto autonomamente una finestra che risultava chiusa. Attorno alla serratura sono stati trovati numerosi segni e graffi che farebbero pensare a una manipolazione diretta del meccanismo di apertura. Una volta aperto il passaggio, l’orso ha danneggiato la rete protettiva installata all’esterno, superato le barriere di sicurezza e infine scavalcato il cancello dello stabilimento, facendo perdere le proprie tracce. Le fotografie diffuse dal Comune mostrano chiaramente la finestra utilizzata per la fuga, la rete lacerata e i segni lasciati dagli artigli sul telaio.

Il sindaco: "È un animale estremamente intelligente"

Ad alimentare ulteriormente la curiosità attorno alla vicenda sono stati alcuni comportamenti osservati durante le operazioni di ricerca. Il sindaco di Fukushima, Yuki Baba, ha raccontato che l’orso sarebbe stato visto mentre beveva acqua direttamente da un rubinetto presente nell’area industriale. Per questo motivo il primo cittadino lo ha definito "estremamente intelligente", sottolineando come l’animale abbia mostrato capacità insolite nel trovare risorse e aggirare gli ostacoli predisposti per catturarlo.

Droni e pattuglie continuano le ricerche

Nonostante la fuga, le operazioni non si sono fermate. Droni, pattuglie di polizia e squadre specializzate continuano a monitorare la zona nel tentativo di localizzare il plantigrado prima che possa avvicinarsi nuovamente alle aree abitate. Le autorità hanno invitato la popolazione alla massima prudenza. Alcune scuole della zona hanno temporaneamente modificato le proprie attività, ricorrendo anche alla didattica a distanza e rafforzando le misure di sicurezza per studenti e personale.

Un problema sempre più grave in Giappone

L’episodio di Fukushima non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni il Giappone sta assistendo a un aumento significativo degli incontri tra esseri umani e orsi. Negli ultimi dodici mesi gli avvistamenti hanno superato quota 50 mila, un dato senza precedenti. Dall’inizio del 2026 gli attacchi attribuiti ai plantigradi hanno già provocato almeno tre morti e oltre venti feriti. Ancora più pesante il bilancio del 2025, quando si registrarono più di 230 aggressioni e 13 vittime, il numero più alto mai rilevato nel Paese.

Perché gli orsi si avvicinano sempre più alle città

Gli esperti spiegano che il fenomeno è legato soprattutto alle trasformazioni del territorio. In Giappone vivono principalmente due specie, l’orso bruno, diffuso nell’isola di Hokkaido, e l’orso nero asiatico, presente soprattutto nell’isola di Honshu, dove si trovano sia Tokyo sia Fukushima. La riduzione delle aree boschive, l’abbandono delle campagne e la diminuzione delle risorse alimentari naturali hanno spinto questi animali a spingersi sempre più vicino ai centri abitati. Di conseguenza aumentano gli incontri ravvicinati con l’uomo. Nella maggior parte dei casi gli attacchi non hanno finalità predatorie. Gli orsi reagiscono spesso perché si sentono minacciati o sorpresi dalla presenza umana. Tuttavia, date le dimensioni e la forza di questi animali, anche un’aggressione di natura difensiva può provocare conseguenze gravissime e, in alcuni casi, risultare fatale. La fuga dell’orso di Fukushima è così diventata il simbolo di un’emergenza che il Giappone sta cercando di affrontare con sempre maggiore urgenza, mentre residenti e autorità attendono di sapere dove ricomparirà il plantigrado che è riuscito a mettere in scacco un’intera operazione di cattura.

Il mistero degli uomini che spuntano dai tombini: cosa cercano nelle fogne di New York

A New York c'è un mistero che nelle ultime settimane ha attirato l'attenzione della polizia e dei residenti. Diversi video diffusi sui social mostrano gruppi di uomini emergere dai tombini della città nel cuore della notte, dopo aver trascorso ore all'interno della rete fognaria. Le immagini, riprese in vari quartieri di Brooklyn e del Queens, hanno spinto le autorità ad avviare un'indagine per capire cosa stesse accadendo sotto le strade della metropoli. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Polizia di New York (NYPD), al momento non esiste alcuna minaccia per la sicurezza pubblica. Tuttavia gli investigatori stanno cercando di chiarire le ragioni che hanno spinto queste persone a muoversi all'interno di uno dei sistemi fognari più estesi degli Stati Uniti.

L'ipotesi

Finora non sono stati effettuati arresti e non è stato accertato se i vari episodi siano collegati tra loro. Una delle piste seguite dagli investigatori è però piuttosto insolita. Secondo un alto funzionario delle forze dell'ordine, il gruppo potrebbe essere impegnato a "setacciare il sistema fognario alla ricerca di oggetti di valore finiti nelle acque reflue". Per escludere rischi più gravi, il NYPD ha inviato nelle fogne gli agenti della propria Unità di Servizi d'Emergenza, specializzata negli interventi più complessi. Le verifiche non hanno evidenziato la presenza di materiali sospetti o attività pericolose. "Il NYPD, per assicurarsi che non vi fosse alcuna minaccia per la popolazione, ha inviato gli agenti altamente addestrati dell'Unità di Servizi d'Emergenza all'interno del sistema fognario per verificare che gli individui non avessero lasciato nulla di sospetto. Non è stato trovato nulla. Anche il Dipartimento per la Protezione Ambientale della città, che gestisce la rete, ha effettuato controlli senza riscontrare danni alle infrastrutture".

Tre ore sottoterra a Gravesend

La prima segnalazione risale alla tarda serata di giovedì scorso. Un testimone aveva notato alcune persone aprire un tombino all'incrocio tra McDonald Avenue e Colin Place, nel quartiere di Gravesend, a Brooklyn. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe rimasto nel sottosuolo per circa tre ore. Intorno alle due del mattino le stesse persone sono riemerse dal tombino. Un video diffuso successivamente mostra la scena, un uomo solleva il pesante coperchio in ghisa e permette a sette persone di uscire una dopo l'altra. Tutti sembrano indossare tute protettive o abiti da lavoro. Poco dopo, il gruppo si cambia rapidamente vicino ad alcune auto parcheggiate prima di allontanarsi.

Il secondo episodio a Williamsburg

Quasi in contemporanea è arrivata una seconda segnalazione da Williamsburg, sempre a Brooklyn. Alcune persone sono state viste entrare in un tombino nei pressi dell'incrocio tra Heyward Street e Bedford Avenue. Anche in questo caso il gruppo sarebbe rimasto nella rete fognaria per circa due ore e mezza prima di riemergere. Le immagini pubblicate dal sito locale Williamsburg 365 mostrano sette persone uscire dal sottosuolo una dopo l'altra. Diversi membri del gruppo indossavano lampade frontali o le trasportavano insieme ad altri attrezzi. Almeno tre persone avevano con sé delle pale. Uno degli uomini ha persino rischiato di essere investito da un'auto mentre risaliva in superficie nel mezzo del traffico notturno. Dopo essere usciti dal tombino, i componenti del gruppo sono saliti a bordo di alcune vetture e si sono allontanati.

Un precedente nel Queens

Le indagini hanno riportato alla luce anche un episodio avvenuto il 5 maggio nel quartiere di Astoria, nel Queens. In quell'occasione tre persone erano state viste entrare in un tombino all'incrocio tra la 20th Avenue e la 36th Street. I tre indossavano alti stivali impermeabili da pesca e portavano torce elettriche. Anche quel comportamento aveva suscitato sospetti tra i residenti della zona. Un testimone aveva raccontato l'episodio all'emittente NBC New York: "Tre sconosciuti che camminavano in giro con strani abiti hanno aperto il tombino e sono scesi, come nei cartoni animati delle Tartarughe Ninja. Li guardavo e loro guardavano me, ho capito che stavano tramando qualcosa".

Nessun collegamento accertato

Al momento gli investigatori non sono riusciti a stabilire se i diversi episodi facciano parte della stessa attività o se si tratti di gruppi distinti. Le autorità stanno esaminando i filmati di sorveglianza e raccogliendo testimonianze per ricostruire gli spostamenti delle persone coinvolte. Il Dipartimento per la Protezione Ambientale di New York ha confermato che, dopo le ispezioni effettuate, non sono stati individuati danni alla rete fognaria cittadina. "Non ci sono arresti e le indagini sono ancora in corso", ha dichiarato un portavoce della polizia. Per ora il caso resta avvolto nel mistero. Quello che è certo è che le immagini di uomini che emergono dalle fogne nel cuore della notte hanno trasformato alcuni normali tombini di Brooklyn e Queens nel centro di uno degli enigmi più curiosi che New York abbia vissuto negli ultimi mesi.

#BREAKING: Video footage obtained by Williamsburg 365 shows seven individuals emerging from a manhole at Bedford Avenue and Lynch Street early Friday morning. The unusual activity is part of a series of incidents reported over two consecutive days in Williamsburg. pic.twitter.com/s6sbCbtxyT

— Williamsburg 365 News (@Williamsburg365) May 31, 2026

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