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Il Roland Garros parla ancora italiano: Errani e Vavassori campioni nel doppio misto. “Siamo i migliori amici l’uno dell’altra”

4 June 2026 at 14:10

Sara Errani e Andrea Vavassori si confermano la coppia regina del doppio misto mondiale. I due azzurri hanno vinto per il secondo anno di fila il titolo del Roland Garros, secondo Slam del 2026 di scena sui campi in terra rossa di Parigi, battendo in finale la coppia formata dalla canadese Gabriella Dabrowski e dallo statunitense Evan King, in tre set con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 nel super tiebreak.

Nelle bacheche di ‘Sarita‘ e ‘Wave‘ ci sono adesso ben quattro trofei Major: quelli conquistati allo Us Open nel 2024 e nel 2025 e al Roland Garros nel 2025 e ancora nel 2026. In carriera i due si sono tolti grandissime soddisfazioni anche individualmente: la 39enne di Massa Lombarda vanta sei titoli Slam in doppio femminile, i primi cinque con Roberta Vinci e il più recente – Roland Garros 2025 – con Jasmine Paolini; per il 31enne torinese tre finali Slam in doppio maschile, tutte in coppia con Simone Bolelli.

“Vivo ancora questo sogno che non finisce, è incredibile. Oggi è stata dura per noi, ma è pazzesco e troppo divertente giocare con Andrea, il mio miglior amico. Sei troppo bravo. Grazie al nostro team e alle nostre famiglie, senza di voi non saremmo qui. Grazie al Roland Garros per questo torneo e poi il pubblico pazzesco. Ci sono sempre tanti italiani che ci hanno sostenuto e siamo davvero felici di vivere questi momenti e spero di rivedervi l’anno prossimo”. Così Sara Errani nel corso della cerimonia di premiazione.

Parole a cui ha dato seguito anche Andrea Vavassori successivamente: “Anche Sara è la mia miglior amica, sei la prima con cui voglio parlare quando perdo. Sono felice di condividere questa avventura con te. Grazie alla federazione, al nostro team e al torneo. Oggi c’era vento ma c’era una bellissima atmosfera, con il sostegno del pubblico. E grazie anche per il sostegno ricevuto dall’Italia”. E non è finita qui: Bolelli e Vavassori giocheranno la semifinale domani, venerdì, mentre Cobolli e Arnaldi si affronteranno nella semifinale del singolare maschile. Chi vince va in finale.

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Panatta sul successo degli italiani al Roland Garros: “L’avevo detto anche dopo l’eliminazione di Sinner”

4 June 2026 at 12:56

“Mi farebbe molto piacere premiare un italiano e ne sarei orgoglioso, ma sono già veramente felice che ce ne sia di sicuro uno in finale che potrò ammirare dalla tribuna, chiunque esso sia”. Parola di Adriano Panatta. L’ex campione azzurro sarà presente domenica alla finale del Roland Garros dopo esser stato invitato nelle scorse settimane e premierà il vincitore. In tanti si aspettavano un replay di Roma: Sinner vincitore e lui a consegnare la coppa. Non sarà così, ma Panatta potrebbe premiare un altro italiano: o Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi.

Uno dei due sarà in finale e sfiderà il vincitore del match tra Jakub Mensik e Alexander Zverev, favoritissimo per la vittoria finale. Ma più che l’avversario, secondo Panatta l’ostacolo più grande è “La pressione. Quando vedi il traguardo, il braccio pesa sempre un po’ di più. L’avversario ha un peso, è ovvio, ma su campi come questo, considerando che nessuno dei nostri è mai arrivato tanto avanti a Parigi, conta più la pressione. Ve lo assicuro“.

“Ci sono luoghi che restano dentro per sempre: per me Parigi è uno di quelli. È un privilegio sentire ancora un legame così forte con il Roland Garros che per me è molto speciale”, ha spiegato poi Panatta, che al Roland Garros trionfò nel 1976, 50 ani fa. “E comunque l’avevo detto anche dopo l’eliminazione di Jannik che c’erano altri ragazzi italiani con le carte in regola per fare molto bene. Ora ci spero. Se poi fosse un romano, si ripeterebbe la storia“, ha dichiarato l’ex tennista.

Con l’eliminazione di Berrettini, l’unico romano in corsa è Flavio Cobolli, nato a Firenze ma cresciuto a Roma e tifosissimo della Roma: “Flavio fisicamente è fortissimo, sapevo che se avesse trovato continuità anche a Parigi si sarebbe potuto spingere molto lontano. Sta vivendo la migliore stagione in carriera e lo ha dimostrato anche ieri; la semifinale al Roland Garros lo proietta nella Top 10 mondiale e al numero 2 d’Italia”.

Di fronte ci sarà la rivelazione Matteo Arnaldi, che da 104 nel ranking ha raggiunto la semifinale Slam a Parigi, la prima della sua vita: “Arnaldi ha parzialmente limato la frenesia del passato. Quando entra in modalità ‘maratoneta’ in un match tre set su cinque diventa un incubo difensivo per chiunque. Arrivando ai quarti con oltre 17 ore di gioco, lo ha dimostrato”.

Dispiacere invece per Berrettini, che dopo un super torneo è stato costretto al ritiro ai quarti di finale: “Sono molto dispiaciuto per lui, spero non sia niente di grave e che non gli precluda nulla. Aveva ripreso alla grande e fatto benissimo. Spero possa partecipare a Wimbledon. Non sono sorpreso: sapevamo di avere una ottima squadra, ma arrivare a questo punto in così tanti non era affatto scontato. Sinner è il migliore, non cambio idea per quel blackout, ma dietro di lui c’è un gruppo di alto livello che può fare strada. Speriamo che in questi campi prestigiosi si continui a parlare la nostra lingua il più possibile”.

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Binaghi lancia l’appello: “Ogni sforzo possibile per permettere a tutti di vedere la semifinale tra due italiani in chiaro. È un’opportunità”

4 June 2026 at 11:43

“Credo che, in presenza di una semifinale Slam con due protagonisti italiani, sia importante fare ogni sforzo possibile per consentire a tutti gli appassionati di seguirla anche in chiaro”. L’appello arriva direttamente dal presidente della Fitp, Angelo Binaghi dopo la vittoria di Flavio Cobolli su Felix AugerAliassime ai quarti di finale del Roland Garros, che ha garantito una “sicura” semifinale tutta azzurra.

Il tennista romano, numero 10 del seeding parigino, affronta adesso Matteo Arnaldi, che ha battuto Matteo Berrettini, costretto al ritiro nel secondo set per un problema all’anca. “Il tennis italiano sta vivendo il momento più importante della sua storia ed è diventato un patrimonio sportivo nazionale, capace di coinvolgere milioni di persone ben oltre il pubblico abituale degli abbonati. I nostri straordinari ragazzi impegnati a Parigi rappresentano oggi anche un modello educativo per tanti giovani: per serietà, spirito di sacrificio, rispetto dell’avversario, cultura del lavoro e capacità di trasmettere valori positivi attraverso lo sport”, ha aggiunto Binaghi.

Qui l’appello a Eurosport, che detiene i diritti del Roland Garros: “Per questo rivolgiamo un appello a Eurosport affinché renda visibile l’incontro anche in chiaro, nello spirito della normativa che il legislatore italiano ha già indicato per il futuro a tutela degli eventi di particolare interesse nazionale. Non si tratta di una questione commerciale, ma di un’opportunità per accompagnare ulteriormente la crescita del tennis nel nostro Paese e permettere a milioni di italiani di condividere un momento potenzialmente storico per il nostro sport”, ha concluso il numero uno del tennis italiano.

Come poi riportato successivamente da AdnKronos, Warner Bros. Discovery starebbe valutando in queste ore la possibilità di rendere la semifinale Slam visibile in chiaro. Una riflessione che arriverebbe anche alla luce dell’appello del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ha appunto invitato a fare “ogni sforzo possibile” per permettere a tutti gli appassionati di seguire l’incontro con due protagonisti italiani in chiaro. Si tratterebbe comunque di riflessioni ancora in corso, anche perché il via libera definitivo dipenderebbe da altri partner coinvolti. Al momento, però, non c’è ancora una conferma ufficiale.

Tennis in chiaro: cosa dice la legge

Le semifinali e le finali di tennis con italiani in campo saranno visibili in chiaro. Ovviamente quelle dei tornei rilevanti: Masters 1000, Atp Finals (fin qui venivano trasmesse in Rai solo per altri accordi), Slam, United Cup, Coppa Davis, Billie Jean King Cup e Internazionali d’Italia, già previsti dall’ultima legge che risaliva al 2012. Questo è quanto previsto dalla nuova normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale a novembre 2025. Ma con una precisazione: “Per gli eventi i cui diritti siano stati acquisiti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente decreto, l’efficacia delle disposizioni decorre dalla scadenza dei contratti in essere“.

Tradotto: per esempio per il Roland Garros – per cui Discovery ha i diritti fino al 2030 – la trasmissione in chiaro di semifinale e finale con italiani in campo partirà solo dopo il 2030. Fino a quel momento deciderà chi appunto detiene i diritti tv. Ecco perché sarà Warner Bros. Discovery a decidere se la sfida tra Cobolli e Arnaldi sarà trasmessa in chiaro.

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Tutti gli infortuni di Matteo Berrettini: vittorie e drammi, le tappe di una carriera tormentata

4 June 2026 at 11:00

Qualche anno prima dei trionfi di Jannik Sinner e dell’esplosione definitiva del tennis italiano, c’era il sogno di Matteo Berrettini. La sua finale a Wimbledon nel 2021 resterà per sempre il primo capitolo dell’epoca d’oro della racchetta azzurra. Quel tennista romano, esploso un po’ tardivamente (nel 2021 aveva “già” 25 anni) era così diverso dal prototipo del tennista italiano: alto, potente, forte soprattutto sull’erba. Capace di soffrire, di rimontare e gioire. È entrato così subito nel cuore di tutti gli appassionati. Che oggi si chiedono cosa sarebbe stato Berrettini senza tutti gli infortuni che hanno martoriato la sua carriera. Da quel Wimbledon ad oggi sono arrivati tanti altri trionfi: dai successi al Queen’s fino alle due Coppa Davis vinte nel 2024 e nel 2025, sempre da protagonista prima con Sinner e poi con l’amico Flavio Cobolli. Ma sono arrivati anche tantissimi traumi: stop dolorosi e faticose risalite. Il vero tallone d’Achille del fisico di Berrettini è la fragilità della catena addominale-obliqua, già emersa nel 2021 e poi tornata più volte negli anni successivi. A questa si sono aggiunti due stop strutturali pesanti: l’operazione alla mano destra nel 2022 e la rottura del legamento della caviglia destra allo US Open 2023. Fino all’ultimo exploit in questo Roland Garros, interrotto nuovamente da un problema fisico, questa volta all’anca. Ecco tutti gli infortuni che hanno tormentato la carriera del campione romano.

Luglio 2019 – La caviglia

Nei primi anni di carriera ad alto livello di Berrettini emergono spesso dei problemi alla caviglia. Il più grave nel luglio 2019, quando dopo Wimbledon rinuncia a Gstaad, dove era campione in carica, e poi anche a Montréal. Rientra a Cincinnati ad agosto dopo circa 3 settimane. Poco dopo raggiunge la sua prima semifinale Slam agli Us Open.

Febbraio 2021 – Il primo problema agli addominali

Durante il terzo turno degli Australian Open vinto con Karen Khachanov, Berrettini accusa uno stiramento addominale. Due giorni dopo deve dare forfait prima degli ottavi contro Stefanos Tsitsipas. Rientra a Montecarlo ad aprile: purtroppo quel primo infortunio sarà l’inizio di un dramma sportivo che lo perseguiterà negli anni a venire. Per fortuna non in quell’estate del 2021, quando Berrettini arriva fino alla finale a Wimbledon, persa contro Novak Djokovic.

Novembre 2021 – Le lacrime alle Atp Finals

ATP Finals, Torino: per la prima volta c’è in campo un italiano, è Matteo Berrettini. Contro Alexander Zverev si ferma in lacrime per un nuovo problema addominale nella zona sinistra. È costretto a rinunciare al torneo, sostituito da Jannik Sinner. Torna ad allenarsi a dicembre e punta all’Australian Open: ci mette circa due mesi per tornare in forma, ma a Melbourne raggiunge subito la semifinale, sconfitto da Rafa Nadal.

Marzo 2022 – L’infortunio alla mano destra

Neanche il tempo di riprendersi dal secondo infortunio agli addominali che arriva un’altra brutta notizia: Berrettini rinuncia a Miami per un problema alla mano destra, deve sottoporsi a un intervento. Salta Montecarlo, Madrid, Roma e Roland Garros. Rientra a Stoccarda l’8 giugno 2022 e vince il torneo, dopo quasi tre mesi di stop.

Giugno 2022 – La beffa del Covid

Per Berrettini arriva subito dopo un’altra botta psicologica durissima. È appena rientrato, ha vinto Stoccarda e il Queen’s: è già uno dei favoriti per Wimbledon. Ma è costretto a rinunciare al torneo sull’erba londinese perché prima dell’esordio risulta positivo al Covid. Una beffa enorme.

Marzo 2023 – Polpaccio destro

È un periodo difficile. Berrettini si ritira contro Holger Rune nei quarti ad Acapulco, dopo aver mostrato un evidente problema al polpaccio destro. Rientra a Indian Wells pochi giorni dopo: circa una settimana.

Aprile 2023 – Di nuovo gli addominali

Dopo aver battuto Francisco Cerundolo a Montecarlo, Berrettini rinuncia al match successivo con Holger Rune. Ha subito una lesione muscolare di secondo grado all’obliquo interno della fascia addominale. Salta di nuovo Madrid, Roma e Roland Garros. Rientra di nuovo sull’erba, a Stoccarda, dopo due mesi di stop.

Settembre 2023 – Il crac alla caviglia

Berrettini sta provando faticosamente a risalire in classifica, a ritrovare fiducia e condizione. Comincia gli Us Open molto carico, ma arriva un altro trauma: cade durante il match di secondo turno contro Arthur Rinderknech e si ritira. Il verdetto è durissimo: rottura di un legamento della caviglia destra. Chiude il 2023 in anticipo e non gioca più per diversi mesi,

Gennaio 2024 – Ci si mette anche il piede

Il rientro effettivo avviene a Phoenix nel marzo 2024, anche perché nel frattempo subentra un problema al piede alla vigilia degli Australian Open: Berrettini si ritira prima dell’esordio con Stefanos Tsitsipas. Rientra a Phoenix a marzo, raggiungendo la finale. Salterà comunque gran parte della stagione sulla terra rossa per una tonsillite e per una condizione ancora precaria.

Settembre 2024 – Il solito problema

A Tokyo Berrettini accusa il solito problema agli addominali: contro Arthur Fils vince il primo set, chiede il medical time-out e si ritira all’inizio del secondo. Torna nel circuito europeo indoor a ottobre, dopo circa un mese di stop. In tempo per ritrovare la condizioni e guadagnarsi la convocazione in Coppa Davis: vince l’Insalatiera a Malaga in coppia con Jannik Sinner.

Aprile-maggio 2025 – L’incubo addominali

L’incubo addominali torna nella primavera del 2025. A Madrid Berrettini si ferma contro Jack Draper per un fastidio, a Roma si ritira contro Casper Ruud per un problema all’obliquo destro. Poi rinuncia al Roland Garros. Rientra a Wimbledon, ma dopo il primo turno non gioca più fino all’autunno e salta anche lo US Open. Rientra a Hangzhou a settembre 2025. Si prepara di nuovo per la Coppa Davis, vinta ancora da protagonista insieme a Cobolli nella bolgia di Bologna.

Gennaio 2026 – Il déjà vu

Australian Open, Berrettini dà forfait prima del primo turno con Alex de Minaur per un nuovo fastidio agli obliqui, spiegando di non sentirsi in grado di reggere un match al meglio dei cinque set. Questa volta si ferma prima che la situazione possa costringerlo a fermarsi per diversi mesi.

Giugno 2026 – L’ultimo dramma

Berrettini sembra rinascere al Roland Garros: vince anche un match al quinto set (contro Comesana) e torna ai quarti di uno Slam, come non gli capitava dagli Us Open 2022. Poi il nuovo dramma: è costretto al ritiro nel secondo set contro Arnaldi. In conferenza indicato l’anca come zona del problema, dicendo di non sapere ancora l’esatta diagnosi e di attendere gli esami. I tempi di recupero non sono ancora noti: la grande speranza è che possa esserci a Wimbledon. Soprattutto, che i suoi tormenti possano dargli finalmente una tregua.

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Ranking Atp: Arnaldi fa un balzo di almeno 70 posizioni, Cobolli è virtualmente in top 10 – La classifica degli italiani

4 June 2026 at 10:18

Tre italiani ai quarti di finale, due in semifinale, un finalista sarà azzurro a prescindere da come andrà. Il Roland Garros dell’Italia – nonostante il crollo di Jannik Sinner e l’assenza di Lorenzo Musetti – è stato un successo e ha regalato storie fantastiche. Dalla prima semifinale Slam di Cobolli – che affronta Arnaldi in semifinale – al ritorno di Berrettini (poi uscito in lacrime per un infortunio), fino all’exploit dello stesso Arnaldi. E proprio questi exploit hanno permesso a tutti e tre di migliorare notevolmente la loro posizione nel ranking Atp, che però – va precisato – sarà ufficiale da lunedì, da quando sarà finito il Roland Garros.

Partiamo proprio da Flavio Cobolli, che “vede” l’ingresso in top 10 ed è sicuro di diventare il numero due italiano, visto che Darderi e Musetti sono rispettivamente numero 17 e 18. Il tennista azzurro – se dovesse vincere la semifinale – sarà sicurissimo di essere al numero 10 del ranking Atp a partire da lunedì. Se dovesse perdere, dovrà sperare che Mensik non vinca il torneo. Il tennista ceco è infatti l’unico che al momento gli può togliere il numero 10 nella classifica Atp.

Balzo notevole anche quello di Matteo Arnaldi, che dopo un lungo infortunio al piede l’anno scorso, sta vivendo mesi da sogno e con la semifinale al Roland Garros guadagna almeno 70 posizioni, arrivando al numero 34 del ranking. Se dovesse vincere la semifinale, arriverebbe a ridosso della top 20. Buon risultato anche per Matteo Berrettini, che con i quarti nello Slam parigino fa un balzo di 57 posizioni e dopo esser stato fuori dalla top 100 per qualche settimana, rientra in top 50: sarà numero 48. Sinner perde 1250 punti, ma rimane saldamente in testa alla classifica, anche perché Alcaraz è ancora fermo per infortunio e gli altri sono distantissimi.

La top 10 live del ranking Atp

  • Jannik Sinner (Italia) — 13.500 punti
  • Carlos Alcaraz (Spagna) — 9.910 punti
  • Alexander Zverev (Germania) — 6.105 punti
  • Felix Auger-Aliassime (Canada) — 4.440 punti
  • Ben Shelton (Stati Uniti) — 3.920 punti
  • Alex de Minaur (Australia) — 3.905 punti
  • Novak Djokovic (Serbia) — 3.760 punti
  • Daniil Medvedev (Russia) — 3.760 punti
  • Taylor Fritz (Stati Uniti) — 3.720 punti
  • Flavio Cobolli (Italia) — 3.040 punti

La classifica degli italiani in top 100

  • Jannik Sinner (1) 13.500 punti
  • Flavio Cobolli (10) 3.040 punti
  • Luciano Darderi (17)2.300 punti
  • Lorenzo Musetti (18) 2.275 punti
  • Matteo Arnaldi (34) 1.336 punti
  • Matteo Berrettini (48) 985 punti
  • Lorenzo Sonego (66) 855 punti
  • Mattia Bellucci (77) 777 punti

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“Questa volta è l’anca. Il dolore è forte e non so quanto starò fermo. Sono stanco di ritirarmi”: Berrettini spiega il suo infortunio

4 June 2026 at 09:54

“È l’anca, spero che le radiografie mi diranno cosa è stato”. Un nuovo dolore, l’ennesimo infortunio. Questa volta è l’anca a distruggere i sogni di gloria di Matteo Berrettini. Il 30enne romano si è dovuto fermare ancora una volta, durante il secondo set dei quarti di finale del Roland Garros. Niente possibilità di sfidare Flavio Cobolli: a giocarsi la possibilità di accedere alla finale di Parigi sarà Matteo Arnaldi. Il sanremese aveva vinto il primo set, stava giocando bene, ma per Berrettini il rammarico più grande è non aver avuto la chance di lottare, di provarci. È successo di nuovo. E questo stop lo costringe a dover provare a ripartire di nuovo, sperando di essere pronto per giocare a Wimbledon tra meno di un mese.

Le parole di Berrettini dopo il ritiro sono un manifesto della sua tristezza: “Sono stanco di ritirarmi, non volevo finire così”. È una sensazione che ormai lo sta perseguitando: “Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo. Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all’ultimo punto, di provarci, ed è un po’ quello che è successo negli ultimi anni“, spiega il tennista romano.

Come si è fatto male: “Nel primo set ho iniziato a sentire qualcosa”

Il dolore non è arrivato all’improvviso, ma è diventato troppo forte per continuare a giocare: “A metà del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo, ma non ci ho dato molto peso. Sono solo andato avanti e ho cercato di fare del mio meglio. Poi più giocavo, più servivo, più colpivo di dritto e peggio mi sentivo e ho chiamato in campo il team medico e mi hanno detto che l’area era molto infiammata e molto dolorante“. Berrettini ha provato comunque a giocare, poi ha capito che sarebbe stato un errore: “Il dolore era troppo e spero di non aver fatto nessun danno serio. Vedremo cosa è stato, spero nulla di brutto. Sono deluso, ma giocando avrei potuto fare peggio e recuperare sarebbe stato più lungo”.

I dubbi: “Il dolore è forte e non so quanto starò fermo”

Oltre alla delusione per come è finita la sua avventura a Parigi, c’è anche il timore che l’infortunio possa essere grave: “È l’anca, spero che le radiografie mi diranno cosa è stato. Non ho mai sofferto qui, avevo sofferto un dolore diverso all’anca destra. Non avrei voluto ritirarmi, non vorrei mai, è la peggior sensazione possibile. Ma non è l’ultimo torneo che gioco, devo pensare al mio futuro e alla mia ripresa”. Berrettini sa di essere in un terreno inesplorato: “Questa zona non la conosco, il dolore è forte e non so quanto starò fermo, farò decidere ai dottori. Nella mia testa c’era il pensiero di non star fermo tre mesi. Speriamo di rivederci a Wimbledon”.

Il futuro: “Questa è la mentalità che devo avere”

Perché Berrettini vuole comunque andare avanti, superare anche questa nuova sfida. Le sue prestazioni a Parigi hanno dimostrato il suo reale valore e lo hanno riportato in top 50: da lunedì sarà alla posizione 48 del ranking Atp, prima di iniziare il Roland Garros era fuori dalla top 100: “Devo prendere le cose buone che ho fatto in questo torneo perché poche settimane fa e pochi giorni fa sarebbe stato pazzesco pensare a me nei quarti di finale e quindi cercherò di tornare a casa con il sorriso sulle labbra. Sarà dura, ma questa è la mentalità che mi piace avere, è così che mi piace affrontare queste due settimane. E ovviamente, sono deluso. Sono triste, ma sono anche orgoglioso del modo in cui ho lottato in questo torneo”.

Il finale è anche un esempio di grande sportività nei confronti di Arnaldi: “Dobbiamo dare a Matteo il rispetto che merita perché per batterlo stasera dovevo essere al 100%“.

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Dramma Berrettini: si ritira per infortunio, esce in lacrime. Arnaldi è in semifinale al Roland Garros

3 June 2026 at 21:51

Una batosta tremenda, l’epilogo peggiore di uno storico derby italiano ai quarti di finale del Roland Garros. Per via dell’ennesimo infortunio, Matteo Berrettini è costretto al ritiro in lacrime nel corso del secondo set. Il dolore alla coscia destra è troppo forte per continuare a giocare, anche dopo il medical time out. Così Matteo Arnaldi avanza in semifinale nello Slam di Parigi, per la prima volta in carriera: sarà lui a sfidare Flavio Cobolli in un altro storico derby italiano. Lui che questo traguardo se lo è costruito proprio riemergendo da un altro brutto infortunio. Arnaldi merita questo obiettivo, Berrettini non meritava di vederselo strappare in questo modo.

Il sogno di Arnaldi continua, la maledizione di Berrettini si ripresenta. È finita nel modo che nessuno avrebbe immaginato, con il sanremese che supera così il romano con il punteggio di 7-5 5-2 rit. e raggiunge un traguardo impronosticabile alla vigilia. Sulla stessa scia del penultimo atto conquistato 8 anni fa, sempre sulla terra rossa di Parigi, da Marco Cecchinato. Adesso tra Arnaldi e la finale del Roland Garros c’è un altro derby, contro un altro romano, Cobolli, per la prima semifinale Major tutta italiana.

Non doveva finire così. Non doveva finire dopo appena un set e mezzo, con Berrettini con le mani sul viso e costretto ad alzare bandiera bianca dopo due ore di partita dettata dalla tensione della grande occasione per entrambi. Arnaldi ha avuto la bravura di riprendersi da un inizio molto contratto, nel quale ha concesso due break di vantaggio a Berrettini. La sua reazione e la rimonta hanno fatto da sfondo a un primo set non eccelso, ma nel quale il sanremese è apparso più lucido e meno propenso all’errore gratuito rispetto al 30enne romano. E non è un caso che i turni di servizio di Berrettini siano stati più incerti. Emblema è il game del 4-4, con l’ex numero 6 del mondo chiamato ad un turno di servizio da 16 minuti con cinque palle break annullate. Arnaldi è stato più solido e meno falloso, e il risultato è stato il primo set. Un andamento che stava proseguendo nel secondo parziale, fino a quel medical time out chiamato da Berrettini sul 2 pari. Il momento che ha rovinato una grande festa.

Questa semifinale riporta Arnaldi in piena zona teste di serie in vista di Wimbledon, con un salto in dieci giorni di ben 70 posizioni. Era n. 104 prima dell’inizio di questo Roland Garros, adesso è virtualmente al n. 34. E nelle Race le cose vanno anche meglio. Il romano è a ridosso della top 20, virtualmente al 23esimo posto. Qui il balzo in avanti è di 71posizioni. Una salita incredibile, così come incredibile è stato il viaggio parigino di Arnaldi fino a questo momento. Il bilancio con Cobolli è perfettamente in parità: una vittoria a testa. Entrambi i precedenti sulla terra battuta. Ad Arnadi la sfida di Umago nel 2023, a Cobolli quella al Roland Garros di un anno fa.

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“Sono andato in bagno a riflettere e ho capito che era la chance della mia vita”: Cobolli racconta la sua impresa

3 June 2026 at 19:12

Flavio Cobolli non si ferma più. Il tennista romano conquista la semifinale del Roland Garros battendo Felix Auger-Aliassime in quattro set, 4-6, 6-4, 6-4, 6-4, al termine di una prova di maturità che conferma la sua crescita vertiginosa. Per la prima volta in carriera approda tra i migliori quattro di uno Slam e lo fa dopo aver ribaltato una partita complicata, iniziata in condizioni difficili per il vento e contro un avversario che, almeno sulla carta, partiva favorito. Al termine dell’incontro Cobolli ha raccontato le sue sensazioni, già proiettato verso una semifinale che sarà certamente a tinte azzurre.

Cobolli: “Ho pensato che era la chance della mia vita”

Dopo la vittoria, l’azzurro ha spiegato il momento chiave della sua partita: “Oggi sono state due partite diverse. Nel primo set c’era tanto vento ed era difficile giocare. Sono andato in bagno a riflettere, per provare a cambiare qualcosa. Dovevo lottare, ho pensato che era la chance della mia vita“. Una riflessione che ha prodotto l’effetto sperato. Dopo un primo set condizionato dal nervosismo e dalle difficili condizioni atmosferiche, Cobolli ha cambiato marcia, trovando progressivamente il suo miglior tennis. “Ce l’ho fatta, sono felice. Il vento? Non ho cambiato la tensione delle racchette, da due settimane è la stessa. Sono superstizioso“, ha aggiunto sorridendo.

Il capolavoro di Parigi

La vittoria contro Auger-Aliassime è stata probabilmente la migliore dimostrazione della maturazione raggiunta dal romano. Cobolli ha interpretato il match come un veterano, adattandosi alle diverse situazioni tattiche e gestendo con lucidità i momenti decisivi. Dopo aver sofferto nel primo set, soprattutto dal punto di vista emotivo, ha reagito quando si è trovato sotto anche nel secondo parziale. Da lì in poi ha alzato il livello, vincendo gran parte dei punti pesanti e mostrando una capacità sempre più evidente di scegliere quando forzare e quando invece conservare energie e concentrazione. È stato cinico, paziente e spietato. Qualità che stanno accompagnando la sua costante ascesa. Da lunedì entrerà tra i primi dieci giocatori del mondo, salvo un’eventuale vittoria finale di Jakub Mensik. Un altro traguardo in una stagione che continua a regalargli soddisfazioni.

Ora la semifinale: ci sarà un altro italiano

In semifinale Cobolli troverà sicuramente un connazionale, visto che dall’altra parte del suo lato di tabellone si affrontano Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Un dettaglio che rende ancora più speciale il momento del tennis italiano. “Cosa farò stasera? La solita routine. Andrò a cena con i miei amici, poi a letto. So che ci sarà un Matteo in semifinale con me. Sono due ottimi amici, faccio un grande in bocca al lupo a entrambi. È la migliore settimana della mia vita. Manca qualcosa, dovrò lottare ancora“, ha concluso Cobolli. E in effetti qualcosa manca ancora. Ma a Parigi, dopo questo ennesimo capolavoro, qualcuno dovrà trovare il modo di fermarlo. Finora sono riusciti giusto a rubargli due set.

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Incredibile al Roland Garros: Sabalenka serve per il match, poi crolla e perde 10 game consecutivi. “Voglio smettere con il tennis”

3 June 2026 at 16:02

Continuano i colpi di scena al Roland Garros: anche la numero 1 al mondo del ranking Wta Aryna Sabalenka è stata eliminata. Sabalenka ha perso ai quarti di finale dello Slam parigino, seconda prova stagionale tra i Major, in rimonta contro la russa Diana Shnaider, numero 23 del ranking Wta, che si è imposta in tre set con il punteggio di 3-6, 7-5, 6-0 in 2 ore e 14 minuti. Sabalenka, finalista lo scorso anno a Parigi, era in vantaggio 6-3, 5-3 prima di accusare un clamoroso blackout che l’ha portata a subire una serie di 10 game persi di fila. Per Shnaider è la prima semifinale in un torneo dello Slam, affronterà ora la polacca Maja Chwalinska.

Una sconfitta che ha dell’incredibile, se si considera che Sabalenka era in totale controllo della partita e stava servendo per il match. Esattamente come Sinner, ma a differenza del numero uno al mondo del ranking Atp, Sabalenka non ha avuto alcun malore o comunque non ha mostrato segni di sofferenza fisica. Di sicuro però la tennista bielorussa ha accusato il colpo e non è più riuscita a esprimersi al meglio sia perché il rendimento di Diana Shnaider è cresciuto nel tempo, sia per le folate di vento che hanno condizionato diversi punti, tant’è che Sabalenka ha commesso ben 57 errori gratuiti, di cui 17 nel terzo set e oltre 10 dal 5-3 del secondo. Vento che ha peraltro anche condizionato soprattutto la prima parte di match tra Flavio Coboli e Felix Auger-Aliassime.

Emblematico il gesto di stizza nel terzo set quando, dopo aver discusso animatamente con il proprio angolo, si è sfogata con una pallina che il raccattapalle le aveva appena passato. Gesto non accolto benissimo dal pubblico del Roland Garros che ha cominciato a fischiarla. Per Sabalenka è uno Slam – quello parigino – indigesto: la bielorussa ha vinto due volte gli Us Open e due volte gli Australian Open, ma mai Wimbledon e il Roland Garros.

“Non provo emozioni. In questo momento, vorrei solo smettere di giocare a tennis. Tra qualche giorno, spero di essermi ripresa mentalmente”. Con queste parole durissime Sabalenka ha poi spiegato le sue sensazioni in conferenza stampa, senza nascondere lo sconforto per “aver sbagliato tutto“, soprattutto nel secondo set, quando “ho avuto delle ottime opportunità”. “Non ricordo l’ultima volta che ho perso dieci game di fila. Credo che mentalmente sia caduta in un buco nero profondo e non sono riuscita a riprendermi”, ha spiegato la numero 1 al mondo. Non è mancata però la polemica: “Non so perché gli organizzatori abbiano tenuto il tetto aperto con tutto quel vento“, ha sottolineato.

Poi però Sabalenka è tornata critica con se stessa: “Forse ho percepito il vento così forte semplicemente perché non mi sentivo bene mentalmente“. La numero 1 del mondo é riuscita anche a ritrovare il sorriso nel finale della conferenza: “Come penso di riprendermi? Ciò che non ci uccide ci rende più forti, giusto? Prima o poi troverò una soluzione e tornerò più forte. A proposito, ho appena trovato un modo per superare questa sconfitta. Avete presenti quelle stanze in cui entri e puoi distruggere tutto? Probabilmente passerò tutta la giornata di domani in una stanza del genere, a distruggere tutto. Forse mi aiuterà, forse no”.

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“Sono riuscito a giocare due ore e mezza senza dolore”: due mesi fa Arnaldi festeggiava questo, oggi è il maratoneta del Roland Garros

3 June 2026 at 13:57

“Sono riuscito a giocare tre set e due ore e mezza senza dolore, quindi posso solo essere orgoglioso del lavoro e dei progressi che io e la mia squadra stiamo facendo”. Dieci settimane fa Matteo Arnaldi parlava così su Instagram dopo la sconfitta con Shevchenko al primo turno dell’Atp Miami, il 20 marzo. Festeggiava un traguardo che sembrava piccolo: tornare a stare in campo senza soffrire dopo un lungo infortunio. Nel 2025, è stato fermo per un mese e mezzo in estate a causa di un infortunio al piede destro: frattura del sesamoide mediale. Faticava a camminare, figuriamoci giocare ai massimi livelli.

Oggi rileggere quella frase fa quasi ridere. Perché il tennista ligure è entrato nella storia del Roland Garros e degli Slam: nessuno, da quando esistono le rilevazioni ufficiali, era mai arrivato ai quarti di finale dopo aver trascorso così tanto tempo in campo. Diciassette ore e quarantadue minuti di battaglie, rimonte e maratone sulla terra rossa di Parigi. “È dura non posso mentire, ma ci sto arrivando. Questi ultimi 6 mesi sono stati i più duri della mia carriera, non poter giocare e vedere crollare la mia classifica non è stato facile, ma ieri anche se non ho ottenuto la vittoria, è stato un grandissimo passo avanti. Non sono ancora al mio meglio ma arrivo presto“, scriveva.

Promessa mantenuta: a distanza di due mesi e mezzo gioca i quarti di finale al Roland Garros, contro Matteo Berrettini, e soprattutto si diverte a stare in campo per tanto tempo, si esalta. “Ho giocato sempre maratone, al primo turno, al secondo, sempre quattro e cinque ore, oggi cinque ore e mezzo. Sono felice di essere qui”, ha raccontato dopo la vittoria contro Tiafoe in cinque ore e mezza. Dieci settimane fa sperava di tornare al suo livello. Oggi è ai quarti del Roland Garros dopo aver trascorso più tempo in campo di chiunque altro nella storia degli Slam. Non male per uno che a marzo festeggiava semplicemente l’assenza del dolore dopo aver perso al primo turno di un Masters 1000.

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“Qualche mese fa avrei detto no, ora sarebbe bellissimo allenare Sinner. Ma Alcaraz al 100% è superiore”: la rivelazione di Ferrero

3 June 2026 at 13:17

Juan Carlos Ferrero direbbe sì a Jannik Sinner per allenarlo. Lo ha ammesso in un’intervista al Corriere della Sera lo stesso coach spagnolo che ha “costruito” i successi di CarlosAlcaraz, salvo poi separarsi a fine 2025 in maniera non proprio serena. Ferrero ha parlato della possibilità di diventare un giorno il nuovo allenatore dell’azzurro, nonostante sia il primo grande rivale del numero 2 del mondo: “Qualche mese fa, avrei detto di no: la rottura con Carlos era fresca, non sarei stato pronto“, ha rivelato, “ma oggi che mi sento più forte, dico: perché no? Sinner ama lavorare duro ed è disposto a tutto per rimanere numero 1: come atteggiamento, mi piace. Sarebbe bellissimo allenarlo“.

Una candidatura vera e propria, arrivata in un periodo in cui rimangono alcuni dubbi sul futuro di Darren Cahill, che già lo scorso anno aveva pensato di lasciare. Poi il legame con Sinner e la voglia di vincere ancora, hanno fatto la differenza. Per Ferrero però Alcaraz rimane superiore a Sinner, anche se di un “pelo“: “Se la giocano sui dettagli. Carlos è più dinamico, ha più colpi, sa togliere il ritmo a Jannik, che ama giocare soprattutto in un modo: veloce, colpendo alla stessa altezza. Al suo ritmo, è difficilissimo da battere“, ha spiegato l’allenatore spagnolo, “per me, al cento per cento, Alcaraz è un pelo sopra, siamo sul 55-45%. Tra quei due le partite sono state e saranno sempre apertissime. Per anni l’ho allenato con lo scopo di battere Sinner: i miglioramenti erano calibrati specificamente su Jannik”.

Poi sulla sconfitta di Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo: “È stato come un risveglio: tutti hanno aperto gli occhi e pensato che questa è l’occasione della vita. Io vedo Zverev più attrezzato per la vittoria, in ogni caso avremo un nuovo vincitore Slam dopo gli ultimi nove dominati da Carlos o Jannik”, ha detto Ferrero, “in prospettiva, è un cambiamento interessante: per almeno un paio d’anni i due manterranno la loro superiorità, ma Parigi 2026 segna un cambio di passo per gli inseguitori, che hanno capito che Sinner non è imbattibile. Sarà motivante per tutti: chi comanda e chi rincorre“.

Sinner e Alcaraz sì, ma per Ferrero ci sono altri due tennisti che potranno vincere uno slam: “Senza dubbio Fonseca e Jodar. Fonseca lo conoscevamo ma Jodar ci ha sorpresi tutti. Mentalmente è molto solido, allenarsi in Davis con Carlos lo ha aiutato a capire in quali aree deve crescere. Ha potuto migliorare nel cono d’ombra di Alcaraz, indisturbato. Ricorda Sinner: dritto da perfezionare, rovescio colpo naturale. Per ora a Rafael basta il padre, nel futuro vedremo”.

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Roland Garros, l’ucraina Kostyuk contro la russa Andreeva: “Non so come si possa dormire tranquilli sapendo che il tuo Paese uccide altra gente”

3 June 2026 at 11:02

“Non so come si possa dormire sonni tranquilli durante la notte quando il tuo paese sta uccidendo altra gente”. A parlare è Marta Kostyuk, tennista ucraina che al Roland Garros ha battuto ieri Elina Svitolina in tre set e in semifinale affronterà la russa Mirra Andreeva. E proprio parlando dell’avversaria russa e di altre connazionali che non hanno mai preso posizione contro la guerra RussiaUcraina, Kostyuk si è sfogata in conferenza stampa. Lo ha fatto dopo una precisa domanda sulle dichiarazioni di alcune russe nelle ultime settimane, tra cui Diana Shnaider e proprio Mirra Andreeva, che hanno sempre dichiarato di non voler entrare in questioni politiche, ma di voler solo giocare a tennis.

“Se non siete d’accordo, c’è una soluzione“, ha detto Kostyuk ai giornalisti. “Conosco persone che hanno lasciato la Russia non appena è iniziata la guerra, che hanno venduto tutte le loro attività, che si sono lasciate tutto alle spalle perché semplicemente non condividono ciò che il loro Paese sta facendo agli altri“. Ha poi citato la collega Daria Kasatkina, che l’anno scorso ha cambiato nazionalità sportiva passando dalla Russia all’Australia, come esempio di qualcuno che si è espresso pubblicamente nonostante le pressioni sulla sua famiglia. “Non credo che viva in Russia, ma la maggior parte delle giocatrici non vive in Russia”, ha detto Kostyuk. “Non c’è niente che te lo impedisca se non ci credi. Dopo quattro anni, credo che abbiano chiarito in modo inequivocabile da che parte stanno”.

Kostyuk ha poi ribadito che non stringerà la mano all’avversaria russa, come fa ormai dal 2022: “Sono tutti adulti. Sanno di cosa parlano. Sanno cosa sta succedendo. Hanno i telefoni. Hanno Instagram. Si informano”, ha detto la tennista ucraina. “Vorrei che ci fosse una posizione più chiara su ciò che sta accadendo, soprattutto quando il tuo Paese sta uccidendo altre persone”. Nei giorni precedenti, l’ucraina aveva dedicato la sua vittoria al “popolo ucraino” dopo aver rivelato di essersi svegliata con la notizia di un’altra notte di attacchi in Ucraina. Kostyuk ha poi anche dichiarato che rappresentare l’Ucraina per lei è diventato più importante dei risultati stessi.

“Con tutto quello che sta succedendo, per me essere qui è una vera benedizione e non penso a vincere”, ha detto. “Sono qui per rappresentare l’Ucraina e per divertirmi“. Intanto al Roland Garros potrebbe trovarsi “da sola” contro tre russee bielorusse: lei e Andreeva sono già in semifinale, mentre nei quarti di oggi sono impegnate Anna Kalinskaya (russa), Aryna Sabalenka (bielorussa), Diana Shnaider (russa) e Maja Chwalinska (polacca).

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Roland Garros, il momento magico dell’Italia continua anche nel doppio: Bolelli e Vavassori volano in semifinale

2 June 2026 at 18:02

Non solo i tre nel singolare: al Roland Garros, l’Italia ha qualcosa da dire anche nel doppio. I “soliti” Simone Bolelli e Andrea Vavassori conquistano infatti la semifinale a Parigi, vincendo per 6-7, 6-1, 7-6 contro la coppia formata dal ceco Petr Nouza e l’austriaco Neil Oberleitner. I due italiani tornano in semifinale a Parigi a due anni dall’ultima volta, nel 2024. Gli azzurri ora aspettano di sapere con chi si giocheranno l’accesso alla finale tra Granollers/Zeballos e Nys/RogerVasselin.

Una partita complicatissima per la coppia azzurra, che dopo aver perso il primo set al tie-break, non è uscita dal match e ha trovato un ottimo secondo set, chiuso con un netto 6-1. Il terzo set è stato senza dubbio il più emozionante tra i tre: un parziale combattutissimo, in cui entrambe le coppie hanno giocato con grande attenzione e concentrazione (solo due palle break concesse dalla coppia avversaria, non sfruttate da Bolelli e Vavassori), poi vinto dal duo italiano al super tie-break, dopo aver annullato due match point non consecutivi. Una vittoria che accende i riflettori anche sul doppio, che ormai da anni dà diverse soddisfazioni all’Italia, sia in campo maschile che femminile.

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Jodar può aspettare: Zverev lo spazza via in tre set al Roland Garros e vola in semifinale. Poi lancia la sfida: “Contento di essere tra i primi 4. Per ora”

2 June 2026 at 17:12

Un primo set con tantissime difficoltà, in cui è anche stato sotto 5-2. Poi tutto liscio: Alexander Zverev rispetta i pronostici e batte Rafael Jodar per 3-0 (7-6, 6-1, 6-3) in due ore e 28 minuti di partita. Una partita ben giocata dal tedesco, che è partito male, ma dal 5-2 ha concesso solo quattro game alla promessa spagnola, vera rivelazione degli ultimi mesi, che però può ancora aspettare. Dopo l’eliminazione di Jannik Sinner, Zverev è in assoluto il favorito numero uno per la vittoria finale al Roland Garros. Lo sa e lo conferma anche nella classica intervista post partita in mezzo al campo: “Voglio arrivare fino in fondo e vincere gli altri match che ho davanti”.

Una partita iniziata con qualche problema, con Jodar che ha anche servito per il primo set. Poi Zverev ha preso le misure e da quel momento non c’è più stata storia: “Sapevo delle difficoltà di oggi, ma l’ho gestita bene. Sono contento di essere tra i primi quattro, per ora”, ha spiegato scherzando e lasciando intendere che l’obiettivo è chiaramente vincere. Una partita condizionata anche da una tempesta arrivata su Parigi, con il match che si è giocato con il tetto chiuso: “Lui era in ritmo partita, al coperto è tutto totalmente diverso, sia la velocità, sia il rimbalzo della palla. Lui stava giocando meravigliosamente. Poi ho un po’ rimescolato le carte e dopo il primo set è andato tutto liscio. È stata una buona partita per me”.

In serata l’altro quarto di finale che lo riguarda indirettamente da vicino: quello tra Jakub Mensik e Joao Fonseca. Chi vince, sfida Zverev in semifinale. “Guarderò l’altra partita in tv, in stanza, con un drink. Ora mi alleno per due giorni”. Infine anche una battuta per chiudere l’intervista: “Ho vinto ed è arrivata la tempesta”. ha dichiarato scatenando le risate del pubblico. Proprio in quel momento infatti a Parigi ha ripreso a piovere in maniera molto intensa.

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“In bocca al lupo a Matteo e Matteo”, l’abbraccio negli spogliatoi tra Berrettini e Arnaldi: così l’Italia del tennis è squadra anche al Roland Garros

2 June 2026 at 16:44

Jannik Sinner non ha mai avuto dubbi: “L’Italia può vincere anche senza di me“. Lo disse in un’intervista a Sky Sport prima della Coppa Davis, riferendosi nello specifico alla coppa a squadre che coinvolge le migliori nazionali, vinta dall’Italia per la terza volta consecutiva nel 2025. Quello espresso dal numero uno al mondo è però un concetto che si può estendere anche al Roland Garros, in corso a Parigi, che vede tre italiani ai quarti di finale: non era mai successo.

Perché l’Italia del tennis è squadra sempre, anche quando ognuno compete per lo stesso obiettivo dell’altro e in palio non c’è la Coppa Davis, ma il risultato individuale. Lo ha dimostrato Flavio Cobolli, lo ha dimostrato Matteo Berrettini e anche Matteo Arnaldi. In un torneo in cui la posta in palio è altissima – soprattutto dopo l’eliminazione di Sinner e la rinuncia di Alcaraz – uno pensa all’altro. Anzi, agli altri. Lo aveva fatto Arnaldi dopo il successo contro Collignon (“Ha vinto anche Matteo? Sono contento per loro, per lui e Flavio“), lo ha fatto anche Flavio Cobolli, che dopo aver battuto Zachary Svadja agli ottavi, nella classica intervista post partita in campo ha da subito avuto un pensiero carino per gli altri due italiani che avrebbero giocato poco dopo: “Ora in bocca al lupo a Matteo e Matteo, voglio augurare il meglio a entrambi per gli ottavi di finale”, ha esclamato il 24enne, facendo riferimento a Matteo Arnaldi, che ha vinto un match pazzesco contro Frances Tiafoe qualche ora dopo, e a Matteo Berrettini, che ha battuto Juan Manuel Cerundolo. Tra Cobolli e Berrettini l’amicizia è poi cosa nota già dai tempi della Coppa Davis.

E ancora: finito il suo match, Berrettini ha incrociato Matteo Arnaldi nel corridoio che porta agli spogliatoi. Lo ha abbracciato e gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio, quasi a dirgli: “Ora tocca a te, ti aspetto ai quarti”. Detto, fatto. I due si sfideranno adesso per un posto in semifinale, con la consapevolezza che uno dei due dovrà fermare il sogno dell’altro. Per entrambi, per motivi differenti, sarebbe una vittoria a ogni modo storica. Ma l’Italia e Filippo Volandri – capitano in Coppa Davis sempre presente durante i match degli italiani – hanno già ottenuto la conferma che cercavano: oltre al talento e alla profondità di un movimento senza precedenti, esiste un gruppo in cui ognuno spinge l’altro verso l’obiettivo. E non è affatto scontato, soprattutto quando non si indossa la maglia azzurra.

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McEnroe su Sinner: “È come se Superman fosse colpito dalla kryptonite. Ha la pelle molto chiara, stanno facendo il possibile per risolvere”

2 June 2026 at 15:05

Jannik Sinner vincerà Wimbledon 2026, parola di John McEnroe. L’ex tennista americano ha commentato non solo l’eliminazione dell’azzurro dal Roland Garros, arrivata al secondo turno per un colpo di calore, ma anche l’exploit di Berrettini, Cobolli e Arnaldi, tutti ai quarti di finale dello Slam di Parigi. “Non mi sarei aspettato che gli italiani fossero ancora qui”, ha ammesso McEnroe in un’intervista a La Stampa, “d’altra parte Cobolli è la seconda testa di serie più alta in quella parte del tabellone, è un ragazzo che sa quello che fa. È un grande atleta. Poi adoro Berrettini, vederlo tornare dopo tutto quello che ha passato, e potenzialmente contro Flavio potrebbe essere una semifinale“.

Poi McEnroe è tornato sul ko di Sinner, che intanto si rilassa a Montecarlo e si sottoporrà a dei controlli prima di Wimbledon: “È come se Superman fosse colpito dalla kryptonite, non è divertente giocare in quello stato”, ha detto l’ex tennista americano, “io sono stato abbastanza fortunato da non soffrire di crampi, almeno quando giocavo: ora mi capita sempre ed è una sensazione terribile“.

“Jannik ha la pelle molto chiara, so che stanno facendo tutto il possibile per trovare una soluzione e comunque era a un game dalla vittoria”, ha continuato, “un game in più e oggi staremmo parlando di lui. A volte perdi e non è colpa del tuo avversario, ed è una cosa orribile. In qualsiasi sport“. Nessun dubbio però per il prossimo Wimbledon, Slam a cui Sinner arriverà da campione in carica: “Può vincerlo ancora, assolutamente “, ha concluso McEnroe.

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La “maledizione” contro Berrettini in diretta tv: il gesto della sorella di Cerundolo al Roland Garros che fa discutere

2 June 2026 at 14:40

Gesto choc contro Matteo Berrettini a Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha raggiunto i quarti di finale dello Slam di Parigi, dove sfiderà Matteo Arnaldi nel derby azzurro che vale un posto in semifinale, battendo l’argentino Juan Manuel Cerundolo agli ottavi. Durante il decisivo terzo set, deciso al tie break, Berrettini ha dovuto superare anche una ‘maledizione‘ lanciata dall’angolo, molto poco sportivo, di Cerundolo, mattatore di Jannik Sinner nel secondo turno.

Quando Berrettini si preparava a giocare al tie-break e a rispondere al servizio dell’argentino, nel corso del terzo set, le telecamere hanno infatti inquadrato l’angolo di Cerundolo, immortalando la sorella che, seduta in prima fila, ha fatto il gesto delle corna verso l’azzurro. Un modo per augurargli sfortuna e che poco si addice al bon ton proprio del tennis.

Non è la prima volta che l’angolo dell’argentino si fa notare per gestipoco sportivi nel corso del torneo. Proprio durante il match con Sinner, l’allenatore di Cerundolo è stato immortalato esultare in maniera smodata di fronte alle difficoltà fisiche dell’azzurro, alle prese con un malore che gli ha provocato sensazione di vomito e un accenno di crampi, ma anche chiedere all’arbitro di accelerare per far tornare Sinner dopo il rientro negli spogliatoi tra un set e l’altro. Durante le fasi finali del match, lo stesso coach ha fatto il segno di ‘andare a dormire‘ proprio verso Sinner, scatenando l’ira social dei tifosi di Sinner. Bisogna anche dire che invece, al contrario, Juan Manuel Cerundolo è sempre rimasto composto e soprattutto molto gentile con Sinner nel match poi vinto.

Il gesto censurabile ancora dall’angolo di #Cerundolo con il tennista argentino del tutto incolpevole (ma che brutta gente che ha attorno).
Comunque il #malocchio ha portato male, rimbalzandole addosso alla grande ????????????
E le #corna chissà dove se le ritrova adesso?????????????… pic.twitter.com/iA6Zmj57Jb

— ???????????????????? ???????? ℙℙℝ (@Frank201410) June 2, 2026

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Arnaldi ha già fatto qualcosa di storico a Parigi: nessuno era mai arrivato ai quarti Slam giocando così tanto

2 June 2026 at 13:54

17 ore e 42 minuti. Mai nessun altro nella storia del Roland Garros e degli Slam in generale dal 1991 si era qualificato ai quarti di finale rimanendo così tante ore in campo nei match precedenti. Matteo Arnaldi sì. D’altronde sono forse le battaglie e i match lunghi che gli hanno permesso di raggiungere per la prima volta nella sua carriera i quarti di uno Slam. Arnaldi non lo ha mai nascosto: rimanere in campo per lunghe battaglie è la cosa che lo esalta di più in assoluto. Lo ha dimostrato anche contro Frances Tiafoe, quando sul 4-1 e 40-15 nel quarto set era virtualmente già sotto la doccia. Chiunque probabilmente si sarebbe trovato fuori dal campo dopo un quarto d’ora, lui invece ha giocato ancora, ha recuperato due break, ha esaltato il pubblico presente e si è preso una vittoria storica al Roland Garros.

Ora il derby con Matteo Berrettini, ma per avere l’idea di quello che Arnaldi sta facendo, bisogna citare qualche dato: 4 ore e un minuto contro Tallon Griekspoor, 3 ore e 17 minuti contro Stefanos Tsitsipas, 4 ore e 58 minuti contro Raphael Collignon e 5 ore e 26 contro Frances Tiafoe. Totale: 17 ore e 42 minuti totali in campo. È record per i tornei Major: il precedente apparteneva ad Albert Costa: 15 ore e 2 minuti al Roland Garros 2003. Per capire meglio la portata, Joao Fonseca, che è il secondo giocatore che ha speso più tempo in campo per arrivare ai quarti di finale, ha giocato 14 ore e 29 minuti nelle sue quattro partite. 3 ore e 13 minuti in meno. Tradotto: è come se Arnaldi avesse giocato almeno una partita in più degli altri in tutto il torneo.

Ciò che però stupisce è come questo ragazzo arrivi lucido mentalmente e fisicamente fino alla fine. A volte ha dei blackout all’interno del match, ma non cede mai definitivamente. Contro Tiafoe ha vinto un match praticamente perso, non solo rimanendo sul pezzo da un punto di vista mentale, ma mostrando una condizione fisica pazzesca, come mostrato anche in alcuni recuperi tra quarto e quinto set, quando ha fatto più volte il “tergicristallo”, fino ad arrivare a una vittoria incredibile.

Arnaldi ha vinto 11 partite nell’ultimo mese tra Challenger di Cagliari (vittoria), Roma (eliminato al terzo turno da Jodar in tre set) e Roland Garros. E pensare che fino al 20 aprile ne aveva vinte due nel 2026, perdendone nove (di cui quattro consecutive prima del torneo in Sardegna). A causa di un problema al piede era addirittura uscito dalla top 150, mentre ora sogna di tornare tra i primi 50. “Questa vittoria ha un valore diverso. Dopo mesi difficili e un po’ di tempo lontano dal campo, tornare a vincere così significa davvero tanto”, aveva scritto dopo Cagliari. Quasi consapevole del fatto che da lì sarebbe cambiata la sua stagione. E non è ancora finita.

Roland Garros, tempo in campo per giocatore

  • Arnaldi: 17:42
  • Fonseca: 14:29
  • Auger-Aliassime: 13:14
  • Berrettini: 13:11
  • Mensik: 13:00
  • Jodar: 12:53
  • Cobolli: 9:37
  • Zverev: 9:17

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Roland Garros, il mercoledì di Parigi parla italiano: prima in campo Cobolli, poi il derby Berrettini-Arnaldi | Programma e orari di oggi

3 June 2026 at 03:13

In tanti dopo la clamorosa eliminazione a sorpresa di Jannik Sinner pensavano che il Roland Garros degli italiani fosse praticamente finito. E invece l’Italia ne porta tre ai quarti di finale per la prima volta nella storia del tennis azzurro. Il tutto senza il numero uno del mondo, Jannik Sinner appunto, e il numero due d’Italia, Lorenzo Musetti. A prendersi la scena sono Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini, che a modo loro stanno facendo un’impresa. Il primo e il terzo perché per la prima volta in carriera hanno raggiunto i quarti di finale al Roland Garros (per Arnaldi sono i primi quarti in assoluto in uno Slam), il secondo perché dopo anni difficili, tormentati dagli infortuni, è rinato e lo sta dimostrando partita dopo partita.

Mercoledì 3 giugno sarà un’altra giornata storica per l’Italia del tennis, che avrà senza dubbio un italiano in semifinale, ma il sogno a questo punto è averne due. Previsto infatti il derby tra Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini in serata, mentre prima scende in campo Flavio Cobolli contro Felix Auger-Aliassime, l’unico non italiano in gioco nella parte alta di tabellone, quella senza favoriti. Il teatro di entrambe le sfide sarà ovviamente il Philippe-Chatrier. In più, Sara Errani e Andrea Vavassori disputeranno anche le semifinali di doppio misto.

Roland Garros, gli italiani in campo mercoledì: gli orari

  • Flavio Cobolli-Felix Auger-Aliassime: terzo match, campo Philippe-Chatrier
  • Matteo Berrettini-Matteo Arnaldi: non prima delle 20:15, campo Philippe-Chatrier

Roland Garros, il programma completo di mercoledì 3 giugno

COURT PHILIPPE-CHATRIER

Dalle 11:00

  • Anna Kalinskaya-Maja Chwalinska

A seguire

  • Aryna Sabalenka-Diana Shnaider

A seguire

  • Felix Auger-Aliassime-Flavio Cobolli

Non prima delle 20:15

  • Matteo BerrettiniMatteo Arnaldi

COURT SUZANNE-LENGLEN

Dalle 11:00

Inizio programma (Leggende)

  • Alizé Cornet / Daniela Hantuchova – Martina Hingis / Angelique Kerber

Non prima delle 12:00

  • Marcel Granollers / Horacio Zeballos – Hugo Nys / Edouard Roger-Vasselin

A seguire

  • Sander Arends / David Pel – Quentin Halys / Pierre-Hugues Herbert

A seguire

  • Sara Errani / Andrea Vavassori – Desirae Krawczyk / Neal Skupski (o Siegemund / Roger-Vasselin)

A seguire

  • Shuko Aoyama / En-Shuo Liang – Hanyu Guo / Kristina Mladenovic

COURT SIMONNE-MATHIEU

Dalle 11:00

Inizio programma (Leggende)

  • Tatiana Golovin / Guy Forget – Pauline Parmentier / Gilles Simon

Non prima delle 12:00

  • N. Sriram Balaji / Marcelo Demoliner – Harri Heliovaara / Henry Patten

A seguire

  • Mansour Bahrami / Cédric Pioline – Arnaud Clément / Fabrice Santoro

A seguire

  • Gabriela Dabrowski / Evan King – Asia Muhammad / Nikola Mektic

A seguire

  • Ellen Perez / Demi Schuurs – Anna Danilina / Aleksandra Krunic

Roland Garros 2026, dove vederlo in tv e streaming

In Italia il Roland Garros 2026 viene trasmesso esclusivamente sui canali Eurosport, che sono visibili solo per gli abbonati alle seguenti piattaforme streaming: HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Prime Video Channels. Non è prevista una copertura tv in chiaro. L’emittente proprietario dei diritti, Warner Bros. Discovery Italia, potrebbe decidere di trasmettere in chiaro le fasi finali del torneo, in caso di presenza di italiani. Un anno fa, la finale tra Sinner e Alcaraz fu trasmessa in diretta gratis su Canale NOVE.

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