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IA, il governo affida a università e ricerca la regia della strategia nazionale

11 June 2026 at 13:47

L’intelligenza artificiale non come soggetto autonomo, ma come strumento al servizio delle persone. È attorno a questa impostazione che il governo prova a costruire la propria architettura normativa sull’IA, inserendo università, ricerca e formazione al centro della strategia nazionale.

Una scelta che emerge con chiarezza dal decreto legislativo di adeguamento all’AI Act europeo approvato dal Consiglio dei ministri e che assegna al Ministero dell’Università e della Ricerca un ruolo di primo piano nella costruzione dell’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale.

Tre articoli, tre direttrici d’intervento e una filosofia di fondo che il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sintetizzato senza lasciare spazio a equivoci: “L’IA è un oggetto d’uso, non un soggetto di diritto”.

“L’IA – prosegue Bernini – ha un cervello algoritmico ma a monte e a valle c’è sempre un programmatore umano, una intelligenza naturale. Da qui la scelta di investire soprattutto sul capitale umano e tecnologico, nella convinzione che la sfida non si vinca soltanto con le infrastrutture, ma con competenze diffuse e capacità di governo dell’innovazione”.

Il primo tassello del provvedimento riguarda infatti la formazione. Università, enti pubblici di ricerca e istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica diventano il perno di un sistema nazionale di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale rivolto non solo agli studenti, ma anche a cittadini, professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni.

Docenti, ricercatori e tecnologi potranno essere coinvolti in attività formative e divulgative che saranno riconosciute nei percorsi di valutazione professionale.

Una scelta che mira a costruire un presidio scientifico stabile in un settore caratterizzato da trasformazioni rapidissime. Non a caso il decreto apre anche alla collaborazione con ordini professionali, associazioni di categoria e terzo settore per ampliare la diffusione delle competenze.

Il secondo asse riguarda l’integrazione dell’IA nei percorsi dell’istruzione superiore.

Pur nel rispetto dell’autonomia degli atenei, vengono introdotti contenuti formativi minimi dedicati all’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle implicazioni tecniche, giuridiche ed etiche.

L’obiettivo è evitare che la rivoluzione tecnologica resti confinata agli specialisti e fare in modo che i futuri professionisti, indipendentemente dal settore di provenienza, acquisiscano gli strumenti per comprendere e utilizzare queste tecnologie in maniera consapevole.

Un ruolo strategico viene attribuito anche agli ITS Academy, chiamati a intercettare rapidamente l’evoluzione delle tecnologie emergenti e a tradurla in competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.

Il Mur monitorerà annualmente il livello di integrazione dell’IA nell’offerta formativa attraverso indicatori definiti con il supporto dell’Anvur. Il terzo pilastro è quello della ricerca e del trasferimento tecnologico.

Il decreto punta a rafforzare il legame tra università, centri di ricerca e imprese, incentivando collaborazioni, dottorati cofinanziati, startup innovative e spin-off universitari.

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda inoltre gli spazi di sperimentazione normativa previsti dall’AI Act europeo, i cosiddetti sandbox regolatori, che consentiranno di testare nuove applicazioni in un contesto controllato.

Per sostenere queste attività viene introdotto anche uno strumento di mobilità temporanea che permetterà a professori, ricercatori e personale specializzato di collaborare direttamente con le autorità competenti.

La visione del governo è quella di un’innovazione che non proceda in maniera disancorata dalla dimensione umana. “L’IA non è una nuova materia ma una modalità d’uso, un nuovo modo di studiare, imparare e fare le cose”, ha osservato Bernini, richiamando anche l’enciclica di Papa Leone XIV sul rapporto tra progresso scientifico e bene comune. Una strategia che guarda già al futuro prossimo.

Oggi, a Bologna, è stata presentata l’evoluzione del supercomputer Leonardo e inaugurati due nuovi computer quantistici. “Vogliamo dare attraverso la formazione del capitale umano e tecnologico – chiude il ministro – una IA a disposizione di atenei, territori, imprese, tutti noi. L’obiettivo è rendere la vita delle persone migliore”.

Dall’ambiente al sociale, ecco chi è stato premiato agli Impact Award

8 June 2026 at 17:01

Si è svolta la seconda edizione dell’Impact Award, promosso da Polimi Graduate School of Management in collaborazione con il centro di ricerca Tiresia e con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).

Premiate le iniziative capaci di trasformare le sfide ambientali e sociali in opportunità per il Paese, generando impatti tangibili per persone, comunità e territori.

L’evento si è tenuto presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano con la partecipazione del presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, dell’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, e della Rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, che hanno consegnato il riconoscimento ai rappresentanti dei sette progetti vincitori.

L’Impact Award si articola in più categorie: Pmi, Imprese, Infrastrutture, Pubblica Amministrazione – con riconoscimenti distinti per l’impatto ambientale e sociale – e Cooperazione internazionale.

I sette progetti vincitori sono stati scelti per la capacità di produrre benefici misurabili per l’ambiente e le persone, grazie a soluzioni innovative che rispondono a bisogni concreti con effetti positivi e duraturi.

L’iniziativa è rivolta ai soggetti attivi in tali ambiti che hanno siglato un accordo di finanziamento con Cassa depositi e prestiti.

La giuria, composta da esperti di sostenibilità e innovazione provenienti dall’imprenditoria, dal settore pubblico, ma anche dal mondo accademico e dal terzo settore, ha selezionato i vincitori a partire da una rosa di 20 finalisti.

“La sfida più grande per aziende e Istituzioni è coniugare competitività e sostenibilità, garantendo al tempo stesso una transizione che non lasci indietro nessuno”, ha spiegato il presidente Giovanni Gorno Tempini.

“Cdp ha un approccio equilibrato e pragmatico: sosteniamo lo sviluppo del Paese facilitando l’accesso al credito e indirizzando i finanziamenti verso progetti capaci di produrre impatti positivi. Inoltre, guardiamo all’innovazione che oggi più che mai richiede un impegno di sistema. Le esperienze che premiamo insieme al Politecnico di Milano con l’Impact Award sono un esempio chiaro del legame tra sostenibilità e trasformazione digitale”.

Dario Scannapieco poi ha sottolineato che “i vincitori e i finalisti della seconda edizione dell’Impact Award raccontano casi concreti di realtà che
progettano il futuro in chiave sociale e green, generando impatti reali e misurati grazie anche alle nostre metodologie di valutazione e al lavoro con il Politecnico di Milano. Come emerso dalla ricerca DOXA, aziende ed Enti continuano a vedere gli investimenti in sostenibilità come possibilità dicrescita nel medio-lungo periodo. Il compito di CDP è quello di mettere a disposizione risorse e competenze per promuovere un circolo virtuoso verso una transizione giusta”.

La Rettrice Donatella Sciuto ha affermato che “come università tecnologica impegnata per il bene comune, crediamo che l’impatto vada oltre i risultati ottenuti; è importante anche la capacità di generare nuova conoscenza e opportunità per i territori. L’Impact Award riconosce non solo ciò che è stato fatto, ma anche il potenziale di crescita delle persone e delle iniziative premiate per renderne gli effetti ancora più solidi, trasformando esperienza e conoscenza in valore condiviso”.

I progetti vincitori

Categoria PMI
Simpro S.p.A. (Piemonte): ha realizzato un edificio industriale per azzerare la quasi totalità dei consumi energetici, grazie a un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e strutture per la mobilità elettrica.

Categoria Imprese Ambientale
Damiano S.p.A. (Sicilia): ha sviluppato l’efficientamento idrico del processo produttivo lungo la filiera della frutta secca, la digitalizzazione del magazzino e la creazione di un reparto dedicato agli allergeni.

Categoria Imprese Sociale
Esaote S.p.A. (Liguria): ha creato e commercializzato un dispositivo di risonanza magnetica per la chirurgia del glioma cerebrale, collaborando con neurochirurghi e utilizzando tecnologie innovative.

Categoria Infrastrutture

E-Distribuzione S.p.A. (Lazio): ha investito nel potenziamento della rete di distribuzione elettrica nazionale, migliorando la qualità, l’efficienza del servizio e rafforzandone la resilienza climatica.

Categoria PA Ambientale
ABC Napoli (Campania): ha realizzato una piattaforma di ultima generazione per ridurre le perdite della rete idrica, migliorando l’efficienza del servizio e la gestione sostenibile della risorsa acqua.

Categoria PA Sociale
ARCA Puglia Centrale (Puglia): ha avviato la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, con priorità all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’accessibilità degli alloggi.

Categoria Cooperazione Internazionale
XacBank (Mongolia): ha ampliato il portafoglio prestiti a sostegno delle micro, piccole e medie imprese mongole, in particolare a guida femminile e giovanile e nelle aree rurali, e di progetti green e della filiera del cashmere sostenibile.

La ricerca

Nel corso della premiazione è stata anche presentata l’indagine “Sostenibilità, competitività e impatto” curata da DOXA1, parte del Gruppo Ipsos, da dove emerge come, in uno scenario globale caratterizzato dall’incertezza, le aziende orientate a investire in sostenibilità e gli Enti locali
dedichino maggiore attenzione alla dimensione sociale e di governance, pur senza trascurare la componente ambientale.

La quota delle imprese, Pmi incluse, che dichiara di voler – nei prossimi tre anni – aumentare gli investimenti nel benessere e nella tutela dei lavoratori (offrendo smart working, flessibilità dell’orario lavorativo, welfare aziendale e formazione), raggiunge il 66%, in incremento
dal 44% degli ultimi tre anni.

Cresce il numero delle realtà imprenditoriali che mirano ad accrescere l’impegno per la salute e la salvaguardia dei dipendenti anche in termini di sicurezza: 53% dal 44% del triennio precedente.

In aumento infine le percentuali relative agli investimenti per migliorare la governance (39% dal 33%). L’indicazione per una riduzione dell’impatto ambientale invece, diminuisce pur restando prioritaria, passando al 69% dall’89%.

Maggiore attenzione alla componente sociale si rileva anche per gli enti locali: il 35% dei Comuni che investono in sostenibilità sono intenzionati a rendere più attrattivi i loro territori in termini di infrastrutture e servizi (era al 26% nei tre anni passati) mentre rimane costante l’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale (69%).

La ricerca evidenzia inoltre come per l’intero campione degli intervistati la sostenibilità non rappresenti più solo un fattore reputazionale ma sia percepita sempre più come una leva economico-finanziaria nel medio-lungo periodo: in particolare per il 30% delle imprese migliora le performance finanziarie e per il 26% facilita l’accesso ai fondi pubblici ed europei.

Infine, per accelerare gli investimenti, l’81% delle aziende e il 93% dei Comuni ritiene necessario un supporto, con risorse e competenze, soprattutto nella fase di progettazione tecnica ed economica.

 

L’economia circolare delle competenze, il Festival della Fondazione Pensiero Solido

5 June 2026 at 07:44

Economia Circolare delle Competenze è un progetto che valorizza i giovani all’interno di un proficuo rapporto tra le generazioni e punta a scuotere i NEET dalla loro apatia, dare nuova speranza ai giovani che pensano di andare all’estero e richiamare gli adulti alle loro responsabilità, rifiutando l’idea che l’Italia sia un Paese destinato a un inesorabile declino.

Nel Festival dell’Economia Circolare delle Competenze 2026, verrà presentata la ricerca qualitativa realizzata con l’università Cattolica di Milano, per identificare le caratteristiche fondamentali di una organizzazione “circolare”, si inaugurerà economiacircolarecompetenze.it, la casa digitale del progetto e presenteremo l’Accademia della Circolarità delle Competenze.

Vi saranno una serie di esperienze di circolarità in atto (a partire da quelle oggetto della nostra ricerca) e interventi di autrici e autori che hanno scritto sull’importanza della collaborazione tra le generazioni per affrontare le sfide della contemporaneità.

Il Festival dell’Economia Circolare 2026 delle Competenze intende:

▪︎ Continuare la mappatura della “galassia” delle realtà che praticano l’Economia Circolare delle Competenze, in presenza e tramite il sito economiacircolarecompetenze.it.

▪︎ Utilizzare la nostra ricerca qualitativa per diffondere il modello della Circolarità al maggior numero di imprese possibile.

▪︎ Fare informazione e cultura sul tema con il economiacircolarecompetenze.it, agenzia stampa gratuita per le realtà che praticano la Circolarità.

▪︎ Favorire un cambio di mentalità nella classe dirigente imprenditoriale, dei media e della comunicazione tramite il racconto del Festival da parte dei nostri media partner e degli altri media.

▪︎ Formare giovani e imprese, profit e non profit, mostrando le potenzialità formative della Accademia della Circolarità delle Competenze.

PROGRAMMA

Venerdì 5 giugno.

I giovani e il lavoro. I giovani al lavoro.

▪︎ Manuela Miragoli, direttore risorse umane IBM

▪︎ Flavia Orlandi, strategic & corporate coomunications, Brunswick

Presentazione MOOC Economia Circolare delle Competenze.

Susanna Sancassani, direttrice Metid, Politecnico di Milano

(Ri)attivare i giovani.

▪︎ Paolo Lattanzio, Leader Sviluppo territoriale Italia Save the Children

▪︎ Alessandro Vergni, responsabile comunicazione Edilcommercio

Verso l’Accademia della Circolarità delle Competenze.

Dialogo con Fabio Mangiarotti, Formatore evolutivo e consulente in neuroscienze comportamentali, ICF Coach

e Giovanni Acerboni, linguista, PhD, formatore di scrittura, didattica della scrittura e AI del linguaggio.

La formazione nelle MPMI italiane.

Presentazione della ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale PMI della School of Management del Politecnico di Milano.

Claudio Rorato, direttore e responsabile scientifico dell’Osservatorio professionisti e innovazione digitale, Politecnico di Milano

Bulldozer. Il lavoro cambia, cambiamo il lavoro.

Gianluca Spolverato, avvocato cassazionista, specializzato in diritto del lavoro

Giovani in azione: il progetto “Generazione sospesa”.

Livia Viganò, Cofounder e COO di Factanza Media

QUESTION TIME. Dialogo con le persone presenti al Festival.

DEGUSTAZIONE delle prelibatezze del Panificio Frusconi e dialogo a tu per tu.

Sabato 6 giugno.

Saluti istituzionali

La circolarità delle competenze in azione.

▪︎ Emilio Colombo, cofondatore e amministratore delegato Siberg

▪︎ Paolo Costa, cofondatore, presidente emerito e amministratore Spindox

▪︎ Federica Rossi, Skills for Social Impact, CSR, Corporate Affairs, Microsoft

La scomparsa dei giovani. Le 10 mappe che spiegano il declino demografico dell’Italia.

Alessandro Rosina, ordinario di demografia e statistica sociale, Università Cattolica di Milano

Il paradigma della Circolarità delle Competenze.

Presentazione della ricerca qualitativa Fondazione Pensiero Solido/Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Ivana Pais, ordinario di sociologia economica, Università Cattolica di Milano

Il potere della transilienza.

Riccarda Zezza, fondatrice e direttrice scientifica Lifeed

Verso l’Accademia della Circolarità delle Competenze.

Riccardo Maggiolo, formatore, autore, consulente, speaker

La generazione Z e noi.

Andrea De Micheli, fondatore e presidente Casta Diva Group

QUESTION TIME. Dialogo con le persone presenti al Festival.

DEGUSTAZIONE delle prelibatezze del Panificio Frusconi e dialogo a tu per tu.

Cybersicurezza, pronti dodici milioni da Mur e Acn

4 June 2026 at 13:25

Dodici milioni di euro per formare nuove competenze, rafforzare la ricerca e rendere più solide le infrastrutture digitali del sistema universitario italiano. È la cifra messa sul tavolo dal Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato da Anna Maria Bernini, insieme all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con un nuovo avviso pubblico che punta a consolidare uno degli ambiti più strategici per il futuro del Paese: la cybersicurezza.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026 e accompagna l’attuazione della direttiva europea NIS2, il nuovo impianto normativo che impone standard più elevati di protezione e gestione del rischio per enti pubblici e operatori privati. Una sfida che non riguarda soltanto la dimensione tecnologica, ma investe il terreno della formazione, della ricerca scientifica e della capacità di attrarre e valorizzare talenti.

L’obiettivo del bando è infatti quello di rafforzare la preparazione del sistema universitario e degli enti pubblici di ricerca rispetto alle minacce informatiche, sostenendo percorsi capaci di coniugare innovazione, resilienza digitale e utilizzo responsabile delle tecnologie emergenti, a partire dall’intelligenza artificiale. In uno scenario internazionale segnato dall’aumento degli attacchi cyber e dalla crescente competizione tecnologica, la costruzione di competenze avanzate diventa un tassello essenziale della sicurezza nazionale.

La misura si sviluppa lungo due direttrici. La prima, “Incentivazione della mobilità internazionale”, dispone di 8 milioni di euro e sostiene progetti promossi da università ed enti pubblici di ricerca, anche in partenariato. Le risorse finanzieranno programmi di mobilità accademica e professionale, attività di alta formazione, collaborazioni internazionali e workshop specialistici. Parallelamente, una parte degli interventi sarà destinata al potenziamento delle infrastrutture digitali e dei sistemi di sicurezza informatica di atenei e centri di ricerca. Per ciascun progetto è previsto un contributo fino a 500 mila euro.

La seconda linea di intervento, denominata “Protettori Digitali”, vale invece 4 milioni di euro ed è rivolta direttamente agli studenti universitari. L’obiettivo è diffondere competenze sulla prevenzione dei rischi informatici, sull’educazione digitale e sull’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Una scelta che riflette un principio ormai condiviso dagli esperti del settore: la cybersicurezza non è più materia esclusiva degli specialisti, ma una competenza trasversale che coinvolge l’intera società.

Particolare attenzione viene riservata anche al tema dell’inclusione. Il bando introduce infatti criteri premiali per i progetti che favoriscono la partecipazione femminile ai percorsi di formazione e mobilità internazionale, nel tentativo di ridurre il divario di genere che ancora caratterizza molte discipline Stem e le professioni legate alla sicurezza digitale.

Dietro l’investimento economico si intravede una visione più ampia: costruire una filiera nazionale della cybersicurezza che metta in connessione università, ricerca e istituzioni, rafforzando la capacità del Paese di affrontare le sfide della trasformazione digitale. Perché la sicurezza delle reti e dei dati passa certamente dalle tecnologie, ma si fonda prima di tutto sulle competenze di chi sarà chiamato a governarle. Le candidature potranno essere presentate tramite la piattaforma Cineca dal 30 giugno al 28 luglio 2026. Una finestra che apre una nuova fase nell’investimento italiano sul capitale umano della sicurezza digitale.

Cinque anni di sovranità tecnologica in Italia e in Europa. La scheda

4 June 2026 at 12:06

Il 3 giugno 2026 la Commissione europea ha adottato la comunicazione COM(2026) 503 e, con essa, il Tech Sovereignty Package: per la prima volta l’Unione si dota di una definizione formale di sovranità tecnologica e di quattro strumenti coordinati, il Chips Act 2.0, il Cloud and AI Development Act, la strategia open source e la roadmap per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale nell’energia.

Il termine “sovranità tecnologica” entra nel dibattito italiano cinque anni prima, con il primo Rapporto Strategico dedicato del Centro Economia Digitale, e attraversa l’intera legislatura europea fino a diventare titolo di un portafoglio della Commissione e nome del Pacchetto in arrivo. Le tappe principali.

30 marzo 2021. Il Centro Economia Digitale presenta a Roma il Rapporto Strategico “Sovranità Tecnologica”, illustrato dal suo Presidente Rosario Cerra. L’evento, con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, vede gli interventi del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, del ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao, del Sottosegretario agli Affari Europei Vincenzo Amendola e del Capo Rappresentanza Ue in Italia Antonio Parenti. È la prima volta che in Italia il tema della Sovranità Tecnologica viene strutturato con una proposta organica di policy industriale e presentato alle istituzioni.

15 settembre 2021. Nel Discorso sullo Stato dell’Unione la Presidente Ursula von der Leyen annuncia il futuro European Chips Act, qualificando il sostegno alla filiera dei semiconduttori come questione di “sovranità tecnologica”. Il termine entra nel lessico ufficiale di Bruxelles.

4 novembre 2021. Entra in funzione l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, istituita con il decreto-legge 14 giugno 2021 n. 82. Primo Direttore Generale Roberto Baldoni.

8 febbraio 2022. La Commissione europea propone l’European Chips Act, prima traduzione legislativa concreta dell’agenda di sovranità tecnologica nel comparto semiconduttori.

9 agosto 2022. Gli Stati Uniti approvano il Chips and Science Act, che stanzia 52,7 miliardi di dollari per i semiconduttori, di cui 39 in incentivi alla manifattura. Il 7 ottobre seguono i controlli all’export di chip avanzati verso la Cina. La microelettronica diventa leva geopolitica esplicita e accelera la risposta industriale europea.

30 novembre 2022. OpenAI lancia ChatGpt, accelerando l’attenzione politica europea sulla governance dell’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture di calcolo.

21 dicembre 2022. Diventa operativo il Polo Strategico Nazionale (PSN), l’infrastruttura cloud per i dati e i servizi critici della Pubblica Amministrazione, terzo pilastro della Strategia Cloud Italia, autonoma da operatori extra-Ue. La società è costituita il 4 agosto 2022 da Cdp Equity, TIM, Leonardo e Sogei.

30 marzo 2023. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali dispone, con provvedimento d’urgenza n. 112/2023, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati italiani da parte di OpenAI: prima azione regolatoria europea su un servizio AI a uso di massa. Il servizio resta inaccessibile in Italia fino al 28 aprile 2023, per circa quattro settimane.

8 giugno 2023. La Commissione europea approva il secondo Ipcei sulla microelettronica e le tecnologie di comunicazione (Ipcei Me/Ct): fino a 8,1 miliardi di euro di aiuti pubblici da quattordici Stati membri, Italia inclusa con STMicroelectronics tra i partecipanti, a mobilitare 13,7 miliardi di investimenti privati su 68 progetti.

21 settembre 2023. Entra in vigore l’European Chips Act. Il Regolamento mobilita 3,3 miliardi di euro di fondi Ue per il pillar “Chips for Europe”, attiva il Chips Joint Undertaking e l’European Semiconductor Board, e fissa l’obiettivo del 20% di quota globale UE sui semiconduttori entro il 2030.

Luglio 2024. Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio adotta la Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026, articolata su ricerca, pubblica amministrazione, imprese e formazione.

1 agosto 2024. Entra in vigore l’AI Act (Regolamento Ue 2024/1689): primo quadro normativo organico al mondo sull’intelligenza artificiale. Applicazione graduale, con piena operatività prevista per il 2 agosto 2026.

9 settembre 2024. Mario Draghi consegna alla Commissione il Rapporto “The Future of European Competitiveness”, organizzato su innovation gap, decarbonizzazione integrata alla competitività e riduzione delle dipendenze strategiche. La sovranità tecnologica assume valore di programma politico per la legislatura europea.

17 settembre 2024. Ursula von der Leyen propone Henna Virkkunen come Executive Vice-President for Tech Sovereignty, Security and Democracy. Per la prima volta la sovranità tecnologica entra nel titolo di un portafoglio del collegio dei Commissari.

19 novembre 2024. Il Centro Economia Digitale presenta nella Sala Aldo Moro del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il Rapporto Strategico “Coopetizione. Aziende e Stati di fronte alla sfida di un mondo che cambia”. Il Rapporto propone la “Coopetizione” come metodo per gestire la Sovranità Tecnologica nei sistemi di interdipendenza, e documenta un incremento di brevetti collaborativi tra competitor del 159% nel periodo 2003-2022. Il documento entra nel dialogo tra il Governo italiano e gli attori industriali nazionali come framework di riferimento per le strategie di alleanza tecnologica.

1 dicembre 2024. Insediamento della Commissione Von der Leyen II. Virkkunen entra in carica con portafoglio integrato su Digital and Frontier Technologies, cybersecurity, AI, difesa della democrazia.

10 dicembre 2024. EuroHPC Joint Undertaking seleziona il progetto IT4LIA AI Factory, candidatura italiana coordinata da Cineca. Investimento di circa 430 milioni di euro cofinanziato da Ue e governo italiano (Mur, Acn, Regione Emilia-Romagna, Infn, ItaliaMeteo, AI4I, Fondazione Bruno Kessler). Localizzazione presso il Tecnopolo di Bologna.

29 gennaio 2025. La Commissione presenta il Competitiveness Compass, roadmap quinquennale fondata sulle raccomandazioni Draghi. Annunciata la European Savings and Investments Union. Il Compass prefigura inoltre il futuro European Competitiveness Fund, formalmente proposto il 16 luglio 2025 con una dotazione di 234 miliardi di euro nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

10-11 febbraio 2025. All’AI Action Summit di Parigi, von der Leyen lancia InvestAI: target di mobilitazione 200 miliardi di euro, di cui 20 miliardi di contributo pubblico UE per la realizzazione di un massimo di cinque AI Gigafactory.

20 giugno 2025. Si chiude la Call of Expression of Interest per le AI Gigafactory: 76 proposte da 16 Stati membri su 60 siti diversi. L’Italia è tra i Paesi candidati.

29 ottobre 2025. Il Centro Economia Digitale presenta al ministero dell’Economia e delle Finanze, con la partecipazione del ministro Giancarlo Giorgetti, il Rapporto Strategico “High-Tech Economy. Il nuovo ciclo competitivo globale”. Lo studio documenta empiricamente che un dollaro di valore aggiunto high-tech genera 3,9 dollari di Pil nei Paesi Ue in tre anni (1,28 nei settori low-tech). Il Rapporto diventa riferimento analitico nelle interlocuzioni del Mef e del Mimit sull’esecuzione delle priorità di politica industriale.

16 gennaio 2026. Il Consiglio Ue adotta il Regolamento 2026/150 che modifica il regolamento EuroHPC JU includendo le AI Gigafactory nel mandato e fissando il contributo Ue al 17% del capital expenditure.

9 aprile 2026. La Commissione europea autorizza un aiuto di Stato italiano da 211 milioni di euro per lo sviluppo di chip fotonici.

3 giugno 2026. Con la comunicazione Com(2026) 503 l’Unione adotta il Tech Sovereignty Package e, per la prima volta, una definizione formale di sovranità tecnologica. I quattro strumenti coordinati, il Chips Act 2.0, il Cloud and AI Development Act, la strategia open source e la roadmap su energia e intelligenza artificiale, affrontano per la prima volta l’intera filiera, dal chip al software, come un sistema unico.

Ecco quali Paesi avranno accesso a Mythos di Anthropic (c’è l’Italia)

3 June 2026 at 15:39

La startup dei fratelli Amodei estenderà l’accesso a Mythos a ben 15 Paesi, quindi a circa 150 organizzazioni in tutto il mondo, compresa l’Italia.

Il suo potente modello di IA, capace di individuare rapidamente le vulnerabilità nella sicurezza informatica, era stato finora limitato nell’utilizzo. Solo circa 50 partner, per lo più società statunitensi, erano stati coinvolti nel programma denominato Project Glasswing per testare le potenzialità del modello prima che potesse finire in mani pericolose.

Amazon, Google, Nvidia, Applee Microsoft sono le società coinvolte nella prima fase, durante la quale sono state scoperte più di 10.000 gravi vulnerabilità di sicurezza. Ora Anthropic apre il programma ad altri: Australia, Canada, Nuova Zelanda, Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Svezia, India, Giappone, Corea del Sud, come detto già, Italia e l’Agenzia di cybersicurezza europea, Enisa.

“Ciò che accomuna tutti i partner – spiega Anthropic sul suo sito – è la consapevolezza che un attacco riuscito al loro codice sorgente potrebbe avere conseguenze catastrofiche. Per la maggior parte dei partner, stimiamo che un attacco di vasta portata potrebbe colpire oltre 100 milioni di persone, con importanti ripercussioni sia sulla sicurezza globale che su quella nazionale”.

I nuovi partecipanti coprono settori che mancavano nel gruppo originario, tra cui reti elettriche, sistemi idrici,ospedali, reti telefoniche e produttori di hardware. Conferma della partecipazione al progetto è già arrivata oggi dal ministero sudcoreano della Scienza e delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. Infatti, come rivelato dal Financial Times, sarebbero dentro Samsung Electronics, Sk Hynix e Sk Telecom.

“Questa espansione rappresenta il passo successivo verso i nostri obiettivi a lungo termine: rendere l’intelligenza artificiale più sicura per tutti i software e aiutare il settore ad adattarsi a come l’IA potrebbe modificare molti dei presupposti fondamentali della sicurezza informatica”, afferma Anthropic.

Dentro gli Ipm, oltre i luoghi comuni. Cosa racconta la ricerca #Introspezioni

3 June 2026 at 11:18

Non sono il potere o la furbizia a guidare i ragazzi negli istituti penali minorili. Al contrario, al centro ci sono famiglia, libertà, lealtà. La ricerca “#Introspezioni” — promossa dal ministero della Giustizia insieme a fondazione Lottomatica e fondazione Francesca Rava–Nph Italia Ets, curata dagli istituti di ricerca Swg e Cuntura — restituisce un’immagine inattesa dei giovani detenuti, lontana da stereotipi e semplificazioni.

I dati della ricerca: un ponte tra dentro e fuori

La rilevazione si è svolta in 43 giorni, tra il 9 dicembre 2025 e il 20 gennaio 2026, coinvolgendo 373 ragazzi in 18 istituti su 18, pari al 67% della popolazione detenuta, con una partecipazione trasversale anche per età e nazionalità. Questo livello di coinvolgimento rende la ricerca particolarmente significativa per comprendere dinamiche e aspettative interne al sistema penale minorile.

Il primo elemento che emerge riguarda i valori. La famiglia è indicata dal 92% degli intervistati, seguita da libertà (66%), lealtà (47%) e amore (46%). Un ordine che smentisce molte narrazioni consolidate: concetti come potere, ambizione o furbizia restano molto indietro.

Il quadro che se ne ricava è quello di giovani che cercano radici e orizzonti: la libertà passa dalla relazione e dai legami, più che dall’affermazione individuale.

Autorappresentazione e relazioni: fiducia cercasi

L’immagine che i ragazzi restituiscono di sé è articolata. Calma, generosità e sicurezza sono tra le caratteristiche più citate, accompagnate però da diffidenza e bisogno di protezione. Una socialità prudente, che ha bisogno di potersi fidare.

Anche sul piano relazionale emergono dati interessanti. Ciò che conta di più non è il comando o l’autorità, ma una serie di comportamenti che definiscono un’etica concreta delle relazioni: dire la verità anche quando è difficile, mantenere le proprie promesse, chiedere scusa quando si sbaglia e non tradire i compagni.

Si tratta di un vero e proprio “patto morale” che struttura le relazioni: responsabilità individuale e credibilità personale diventano elementi centrali.

Moralità e confini sfumati

Sul piano etico emerge una moralità in parte situazionale, in cui il confine tra giusto e sbagliato tende a sfumare. In alcuni casi comportamenti come proteggere un amico che ha sbagliato o vendicarsi possono essere considerati giustificabili.

È il segnale di una forte centralità della lealtà e dell’onore, ma anche della necessità di percorsi educativi capaci di ricostruire criteri più stabili.

Appartenenza, motivazione e futuro

Non emerge un atteggiamento vittimistico. Al contrario, i ragazzi mostrano un forte bisogno di appartenenza e condivisione: sentirsi parte di qualcosa e condividere i momenti significativi viene percepito come essenziale.

La motivazione passa dalla concretezza: impegnarsi ha senso se collegato al proprio futuro e se produce risultati visibili. Non a caso, la spinta principale è fare qualcosa di importante per il proprio domani.

Ancora più rilevante è il dato sul futuro: il 92% ha un progetto una volta uscito dall’istituto e la grande maggioranza si dice determinata a realizzarlo. I percorsi immaginati ruotano attorno a lavoro, autonomia, stabilità familiare e riscatto sociale.

La presentazione alla Camera

I risultati della ricerca sono stati presentati il 21 maggio 2026 nella Nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, in un appuntamento che ha visto la partecipazione del ministro della giustizia Carlo Nordio, del sottosegretario Andrea Ostellari, del capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano, del presidente di fondazione Lottomatica Riccardo Capecchi e della presidente di fondazione Francesca Rava Mariavittoria Rava. Hanno preso parte all’incontro anche Adrio Maria De Carolis, presidente di Swg, Domenico Petrolo, direttore di Cuntura, e Alessandro Scalcon, senior researcher SWG, con la moderazione del giornalista David Parenzo.

Un passaggio istituzionale che ha portato al centro del dibattito pubblico una narrazione diversa dei giovani negli Ipm, mettendo in evidenza non solo l’errore, ma anche valori, relazioni e aspirazioni che li avvicinano ai loro coetanei.

Il ruolo di fondazione Lottomatica

Per fondazione Lottomatica, sostenere #Introspezioni significa riconoscere che ascoltare chi si trova ai margini è un atto di responsabilità civile prima ancora che sociale.

Il progetto si inserisce nell’impegno della fondazione a favore delle fasce più vulnerabili della società, con un approccio che privilegia la conoscenza come base per un intervento efficace. Dare voce a ragazze e ragazzi detenuti negli IPM italiani — attraverso uno strumento rigoroso e rispettoso della loro dignità — produce dati utili non solo alla ricerca, ma anche alla costruzione di politiche e programmi di reinserimento più aderenti ai bisogni reali. L’evento alla Camera dei deputati ha portato i risultati di questa ricerca al cuore del dibattito istituzionale, confermando il valore di un modello di collaborazione tra fondazioni, istituzioni e mondo scientifico. Come ha sottolineato il presidente Riccardo Capecchi, “Ascoltare la loro voce — ‘ask the boy’ — e comprendere i loro bisogni è un elemento imprescindibile per strutturare un percorso che sia autenticamente riabilitativo”.

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