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Edf 2025, Leonardo mette a segno 15 progetti e oltre 64 milioni

12 June 2026 at 14:20

Quindici progetti su diciotto candidature presentate, per finanziamenti europei che superano i 64 milioni di euro destinati direttamente al gruppo e che arrivano a circa 84 milioni se si considera anche il contributo delle società partecipate. Sono questi i numeri con cui Leonardo chiude la sua partecipazione all’edizione 2025 dell’European defence fund (Edf), lo strumento con cui l’Unione europea finanzia la ricerca e lo sviluppo capacitivo nel settore della difesa.

Il quadro generale dell’Edf 2025

Il bando 2025 dell’Edf, nel suo complesso, ha messo sul tavolo circa un miliardo di euro distribuiti su 33 inviti a presentare proposte. A fronte di 410 candidature arrivate da tutta Europa, la Commissione ne ha selezionate 57, che coinvolgeranno in totale 634 soggetti provenienti da 26 Stati membri, oltre a Norvegia e Ucraina. Una platea ampia, in cui le piccole e medie imprese pesano per il 38% dei partecipanti, segno della linea seguita da Bruxelles negli ultimi anni: allargare la base industriale coinvolta nei programmi comuni, evitando che la difesa europea resti un affare riservato a pochi grandi gruppi e a pochi paesi.

I due progetti guidati da Leonardo

Dei 15 progetti che vedono coinvolta Leonardo, 11 riguardano lo sviluppo capacitivo e 4 la ricerca. Tra questi, due portano la firma del gruppo italiano in qualità di capofila: Asimov (Autonomous system for inspection, maintenance, defence operations and manoeuVres) e Anemos (Airborne new european Mids operational solution). Asimov si inserisce nel filone dello sviluppo capacitivo e guarda alle operazioni e ai servizi in orbita per la difesa europea, un terreno su cui Leonardo è già presente con asset satellitari e su cui punta a consolidare un ruolo di primo piano. Anemos, invece, è un progetto di ricerca pensato per ampliare le capacità europee in materia di superiorità informativa e interoperabilità, attraverso nuove soluzioni di radiocomunicazione e forme d’onda avanzate per i sistemi di comunicazione tattica.

Una presenza trasversale sui domini operativi

Al di là dei due progetti guidati direttamente dall’azienda, la presenza di Leonardo nei consorzi finanziati dall’Edf 2025 tocca praticamente tutti i domini operativi su cui si sta orientando la difesa europea. Si va dal collaborative air combat in ambito aeronautico al land collaborative combat con integrazione aria-terra, passando per i sistemi di nuova generazione per il soldato, la digital ship e il naval combat cloud sul fronte navale. A questo si aggiungono le attività legate alla cyber defence, all’interoperabilità tra addestramento live, virtual e constructive, e a un insieme di tecnologie abilitanti (radar multi-banda 4D, sensori a infrarossi, componentistica elettronica avanzata) che secondo l’azienda costituiscono i mattoni su cui si regge l’autonomia strategica del continente.

Ila Berlin 2026, l’Italia porta in vetrina difesa e spazio

10 June 2026 at 16:31

Ila Berlin 2026 si apre come uno dei principali appuntamenti internazionali per aerospazio e difesa, con una forte attenzione a industria, innovazione, sicurezza e cooperazione tra Paesi europei. Al Berlin ExpoCenter Airport la fiera riunisce aziende, istituzioni, forze armate e ricerca, offrendo una fotografia dei programmi che stanno ridisegnando il settore.

La presenza italiana è significativa. Gli espositori sono 25, con un padiglione nazionale coordinato da Ita/Ice che raccoglie 13 aziende, accanto alla partecipazione di Aiad e di gruppi come Leonardo, Mbda, Avio Aero ed ELT Group. Il dato industriale si accompagna a una presenza tecnologica che tocca elicotteri, difesa elettronica e osservazione della Terra.

Il debutto operativo dell’AW249

Il simbolo più immediato è l’AW249 di Leonardo, presentato con un esemplare di pre-serie e impegnato per la prima volta anche in voli dimostrativi. Il velivolo, destinato all’Esercito italiano con la denominazione AH-249 Fenice, dovrà sostituire l’AH-129D Mangusta.

Il programma prevede 48 esemplari a partire dal 2027. La novità non riguarda solo il ricambio di una piattaforma. L’AW249 viene presentato come un sistema digitale e interoperabile, pensato per missioni di esplorazione e scorta in scenari multidominio. Il volo a Berlino serve quindi a mostrare capacità operative, integrazione e maturità industriale.

Sentinel-1 NG, nuova generazione in orbita

Nello spazio, il passaggio più rilevante è il contratto assegnato a Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, per due satelliti Copernicus Sentinel-1 di nuova generazione. L’accordo con l’Agenzia spaziale europea è la prima tranche di un’intesa complessiva da 700 milioni di euro.

Sentinel-1 NG fornirà dati per ambiente, clima, gestione dei disastri naturali, sorveglianza marittima e monitoraggio di oceani, ghiacci e territorio. I satelliti osserveranno giorno e notte, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. Il radar ad apertura sintetica garantirà una risoluzione fino a quattro volte superiore rispetto alla prima generazione e coprirà aree più ampie. La piattaforma Mila consentirà anche il rientro controllato a fine vita operativa.

Difesa elettronica e asse italo-tedesco

ELT Group porta a Berlino una storia industriale costruita nel tempo con la Germania. Il gruppo opera nel Paese da oltre quattro decenni, con strutture a Meckenheim e un ufficio a Berlino, e partecipa a programmi centrali per la difesa europea come Eurofighter Typhoon e NH90.

La collaborazione riguarda anche la Marina tedesca, con sistemi pensati per proteggere le fregate classe F124 dalle minacce nello spettro elettromagnetico. A Ila, l’azienda presenta inoltre soluzioni che uniscono difesa elettronica, cyber e spazio. Tra queste c’è TEWS, una tecnologia montata su piattaforme mobili che aiuta a intercettare segnali, raccogliere informazioni e migliorare la consapevolezza operativa sul campo.

La partecipazione italiana alla fiera mostra quindi una filiera orientata a programmi europei ad alta intensità tecnologica. Il passaggio decisivo sarà trasformare visibilità, cooperazione e contratti in capacità operative concrete.

Difesa aerea, ecco perché la Svizzera guarda al sistema italo-francese Samp/T

9 June 2026 at 14:25

La Svizzera sta valutando l’acquisizione di un secondo sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio mentre le consegne dei sistemi Patriot ordinati agli Stati Uniti registrano ritardi che potrebbero protrarsi fino al 2032 o oltre. Lo ha dichiarato Markus Mäder, segretario di Stato per la Sicurezza, indicando il sistema franco-italiano Samp/T come la principale opzione europea presa in esame da Berna.

La Svizzera aveva acquistato nel 2022 cinque batterie Patriot nell’ambito del programma Air2030 per un valore di circa 2,3 miliardi di franchi svizzeri. Le consegne erano inizialmente previste tra il 2027 e il 2028, ma il calendario è stato successivamente posticipato di almeno cinque anni.

Secondo Mäder, la priorità della Svizzera è garantire l’interoperabilità con il contesto europeo. “Vogliamo essere interoperabili con il nostro ambiente, e il nostro ambiente è l’Europa”, ha affermato in un’intervista al Financial Times. Pur escludendo l’abbandono del programma Patriot, Mäder ha spiegato che Berna sta valutando soluzioni complementari alla luce dei ritardi accumulati.

Un eventuale ordine del Samp/T rappresenterebbe una novità significativa per la strategia di approvvigionamento svizzera. Il governo ha confermato il mese scorso di aver ricevuto risposte da Francia, Germania, Israele e Corea del Sud nell’ambito della ricerca di un secondo sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio.

Il Samp/T è il principale sistema europeo della categoria ed è attualmente in fase di evoluzione verso la versione Samp/T NG. Il programma è sviluppato da MBDA insieme ai partner industriali Thales e Leonardo. Le prime consegne della nuova versione a Francia e Italia sono previste entro la fine di quest’anno, mentre la Danimarca è diventata nel 2024 il primo cliente export del sistema, con consegne attese a partire dal 2028.

Pur mantenendo la propria posizione di neutralità e restando al di fuori della Nato e dell’Unione europea, la Svizzera intende rafforzare la cooperazione in materia di difesa con i Paesi vicini. Mäder ha sottolineato che Berna si considera “parte integrante della sicurezza europea”.

Il segretario di Stato ha inoltre ribadito che una maggiore cooperazione con l’Europa non è incompatibile con il mantenimento dei rapporti con Washington. “Vogliamo intensificare la cooperazione con l’Europa, ma allo stesso tempo mantenere quella cooperazione in materia di sicurezza e difesa che funziona bene con gli Stati Uniti”, ha dichiarato. 

Perché Trump vuole far entrare gli americani nel capitale dei colossi IA

7 June 2026 at 10:19

Elemento di comunanza di vedute apparente o reale convergenza di opinioni. Donald Trump e Bernie Sanders sembrano d’accordo su un punto: l’idea che una parte della ricchezza generata dall’Intelligenza artificiale debba tornare direttamente ai cittadini americani. Non attraverso un nuovo schema regolatorio, almeno per ora, ma con una partecipazione pubblica nelle grandi società del settore.

Secondo Axios, il presidente americano ha aperto alla possibilità che gli Stati Uniti acquisiscano una piccola quota nei giganti dell’IA, così da consentire alla popolazione di condividere il potenziale rialzo di aziende destinate, nelle attese degli investitori, a valutazioni nell’ordine dei trilioni di dollari. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha descritto il modello come una sorta di “partnership” tra le società tecnologiche e il pubblico americano. Una formula che richiama al tentativo di legare il consenso verso l’IA alla redistribuzione di una parte dei suoi benefici finanziari.

Già OpenAI, Anthropic e SpaceX sono da tempo al centro delle attese di Wall Street per possibili quotazioni o operazioni di mercato di grandi dimensioni. E l’amministrazione americana guarda alla possibilità di costruire un meccanismo attraverso cui i cittadini possano partecipare al valore creato dalle imprese che stanno guidando la corsa tecnologica. Ecco perché Trump ha detto che il suo team sonderà la possibilità di una partecipazione statunitense nelle aziende dell’AI, mentre la Casa Bianca continua a cercare un equilibrio tra sostegno industriale, controllo strategico e gestione degli effetti sociali della nuova tecnologia.

Le idee

Il tema arriva ma non nasce alla Casa Bianca. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha spinto negli ultimi mesi per un “AI New Deal”, portando l’idea anche nei colloqui con esponenti dell’amministrazione e del Congresso. E, sul versante politico opposto, Sanders ha rilanciato il dossier con la proposta – più radicale – di un fondo sovrano alimentato da una tassa una tantum del 50% sulle azioni delle principali società americane dell’intelligenza artificiale. Proposta che affonda le sue radici nell’idea che la ricchezza prodotta dall’AI non deriverebbe sì dal capitale privato, ma soprattutto dal sapere collettivo, dai dati e dalle infrastrutture sociali su cui i modelli sono stati costruiti. Per questo, sostiene Sanders, una quota rilevante dovrebbe tornare alla collettività.

L’Industria

L’industria, naturalmente, guarda a un’ipotesi molto meno onerosa. Secondo Axios, tra i sostenitori più pragmatici dell’idea si ragiona su quote comprese tra l’1% e il 5%, da conferire a un fondo pubblico o a uno schema analogo. Una differenza sostanziale rispetto al modello Sanders, ma sufficiente riconoscere che la legittimazione sociale dell’IA passerà anche dalla distribuzione dei suoi dividendi. Anche perché trasformare i cittadini in beneficiari diretti della crescita dell’IA  potrebbe diventare uno strumento di consenso. In poche parole, se gli americani parteciperanno al successo economico della tecnologia, saranno più inclini ad accettarla.

L’amministrazione Trump ha già sperimentato, in settori ritenuti critici, un approccio più interventista rispetto al tradizionale modello dei sussidi. L’accordo con Intel, che ha previsto un investimento pubblico in azioni ordinarie del gruppo, è stato presentato come parte della strategia per rafforzare la capacità americana nei semiconduttori. Applicare una logica simile all’intelligenza artificiale significherebbe spostare ulteriormente il confine tra politica industriale, sicurezza nazionale e mercato.

Washington guarda anche a Pechino. Trump ha legato la proposta alla necessità di mantenere il vantaggio americano sull’IA rispetto alla Cina. Una partecipazione pubblica nei campioni tecnologici nazionali potrebbe essere letta, in questa prospettiva, come un modo per consolidare l’ecosistema industriale statunitense e presentare la corsa all’intelligenza artificiale non solo come una competizione tra imprese, ma come un progetto nazionale.

Wass (Fincantieri) entra nel mercato canadese. L’intesa con Magellan Aerospace

4 June 2026 at 14:44

Wass Submarine Systems, controllata del gruppo Fincantieri specializzata nei sistemi di difesa subacquea, e la canadese Magellan Aerospace hanno firmato un accordo finalizzato a sostenere e sviluppare le capacità di difesa underwater del Canada. L’intesa, firmata in occasione del salone Cansec di Ottawa, punta a rafforzare la collaborazione industriale tra le due aziende nel settore delle tecnologie subacquee avanzate.

L’accordo prevede la valorizzazione delle competenze complementari delle due società nell’ambito dei sistemi di difesa subacquea, con l’obiettivo di contribuire ai programmi e alle esigenze operative delle Forze armate canadesi. La collaborazione sarà orientata allo sviluppo di soluzioni tecnologiche e capacità industriali in grado di supportare i requisiti del mercato canadese nel dominio underwater.

L’intesa mira a promuovere opportunità di cooperazione industriale e tecnologica, facendo leva sull’esperienza maturata da Wass nelle tecnologie subacquee e sulla presenza industriale di Magellan Aerospace nel mercato canadese. L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di capacità nazionali nel settore della difesa subacquea e supportare le future esigenze operative del Canada.

Dall’Italia al Canada

Wass rappresenta il polo di eccellenza di Fincantieri nel settore della difesa subacquea e opera nella progettazione e realizzazione di siluri, sonar, sistemi di lancio e contromisure per piattaforme navali e subacquee. La società è entrata a far parte del gruppo Fincantieri nel 2025 a seguito del completamento dell’acquisizione della linea di business Underwater Armaments & Systems di Leonardo. Magellan Aerospace è un gruppo industriale attivo nei settori aerospaziale e della difesa e dispone di una presenza consolidata in Canada attraverso attività di progettazione, produzione e supporto tecnologico per programmi nazionali e internazionali.

Nelle puntate precedenti

Oltre al nuovo accordo con Magellan Aerospace, Wass ha firmato a febbraio un contratto da oltre 200 milioni di euro con il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90 destinati alla Royal Saudi Naval Force, definito dall’azienda come il più importante nei 150 anni di storia dell’azienda. A dicembre 2025 la società si è aggiudicata un contratto da altri 200 milioni di euro con la Marina Indiana per la fornitura dei siluri pesanti Black Shark Advanced, destinati ai sei sottomarini classe Scorpène in servizio nella flotta di Nuova Delhi. L’intesa comprende inoltre i sistemi di lancio, le attrezzature per la manutenzione e il relativo supporto logistico. Le consegne sono previste tra il 2028 e il 2030, con produzione affidata allo stabilimento Wass di Livorno.

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