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Difesa aerea, ecco perché la Svizzera guarda al sistema italo-francese Samp/T

9 June 2026 at 14:25

La Svizzera sta valutando l’acquisizione di un secondo sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio mentre le consegne dei sistemi Patriot ordinati agli Stati Uniti registrano ritardi che potrebbero protrarsi fino al 2032 o oltre. Lo ha dichiarato Markus Mäder, segretario di Stato per la Sicurezza, indicando il sistema franco-italiano Samp/T come la principale opzione europea presa in esame da Berna.

La Svizzera aveva acquistato nel 2022 cinque batterie Patriot nell’ambito del programma Air2030 per un valore di circa 2,3 miliardi di franchi svizzeri. Le consegne erano inizialmente previste tra il 2027 e il 2028, ma il calendario è stato successivamente posticipato di almeno cinque anni.

Secondo Mäder, la priorità della Svizzera è garantire l’interoperabilità con il contesto europeo. “Vogliamo essere interoperabili con il nostro ambiente, e il nostro ambiente è l’Europa”, ha affermato in un’intervista al Financial Times. Pur escludendo l’abbandono del programma Patriot, Mäder ha spiegato che Berna sta valutando soluzioni complementari alla luce dei ritardi accumulati.

Un eventuale ordine del Samp/T rappresenterebbe una novità significativa per la strategia di approvvigionamento svizzera. Il governo ha confermato il mese scorso di aver ricevuto risposte da Francia, Germania, Israele e Corea del Sud nell’ambito della ricerca di un secondo sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio.

Il Samp/T è il principale sistema europeo della categoria ed è attualmente in fase di evoluzione verso la versione Samp/T NG. Il programma è sviluppato da MBDA insieme ai partner industriali Thales e Leonardo. Le prime consegne della nuova versione a Francia e Italia sono previste entro la fine di quest’anno, mentre la Danimarca è diventata nel 2024 il primo cliente export del sistema, con consegne attese a partire dal 2028.

Pur mantenendo la propria posizione di neutralità e restando al di fuori della Nato e dell’Unione europea, la Svizzera intende rafforzare la cooperazione in materia di difesa con i Paesi vicini. Mäder ha sottolineato che Berna si considera “parte integrante della sicurezza europea”.

Il segretario di Stato ha inoltre ribadito che una maggiore cooperazione con l’Europa non è incompatibile con il mantenimento dei rapporti con Washington. “Vogliamo intensificare la cooperazione con l’Europa, ma allo stesso tempo mantenere quella cooperazione in materia di sicurezza e difesa che funziona bene con gli Stati Uniti”, ha dichiarato. 

Perché Trump vuole far entrare gli americani nel capitale dei colossi IA

7 June 2026 at 10:19

Elemento di comunanza di vedute apparente o reale convergenza di opinioni. Donald Trump e Bernie Sanders sembrano d’accordo su un punto: l’idea che una parte della ricchezza generata dall’Intelligenza artificiale debba tornare direttamente ai cittadini americani. Non attraverso un nuovo schema regolatorio, almeno per ora, ma con una partecipazione pubblica nelle grandi società del settore.

Secondo Axios, il presidente americano ha aperto alla possibilità che gli Stati Uniti acquisiscano una piccola quota nei giganti dell’IA, così da consentire alla popolazione di condividere il potenziale rialzo di aziende destinate, nelle attese degli investitori, a valutazioni nell’ordine dei trilioni di dollari. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha descritto il modello come una sorta di “partnership” tra le società tecnologiche e il pubblico americano. Una formula che richiama al tentativo di legare il consenso verso l’IA alla redistribuzione di una parte dei suoi benefici finanziari.

Già OpenAI, Anthropic e SpaceX sono da tempo al centro delle attese di Wall Street per possibili quotazioni o operazioni di mercato di grandi dimensioni. E l’amministrazione americana guarda alla possibilità di costruire un meccanismo attraverso cui i cittadini possano partecipare al valore creato dalle imprese che stanno guidando la corsa tecnologica. Ecco perché Trump ha detto che il suo team sonderà la possibilità di una partecipazione statunitense nelle aziende dell’AI, mentre la Casa Bianca continua a cercare un equilibrio tra sostegno industriale, controllo strategico e gestione degli effetti sociali della nuova tecnologia.

Le idee

Il tema arriva ma non nasce alla Casa Bianca. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha spinto negli ultimi mesi per un “AI New Deal”, portando l’idea anche nei colloqui con esponenti dell’amministrazione e del Congresso. E, sul versante politico opposto, Sanders ha rilanciato il dossier con la proposta – più radicale – di un fondo sovrano alimentato da una tassa una tantum del 50% sulle azioni delle principali società americane dell’intelligenza artificiale. Proposta che affonda le sue radici nell’idea che la ricchezza prodotta dall’AI non deriverebbe sì dal capitale privato, ma soprattutto dal sapere collettivo, dai dati e dalle infrastrutture sociali su cui i modelli sono stati costruiti. Per questo, sostiene Sanders, una quota rilevante dovrebbe tornare alla collettività.

L’Industria

L’industria, naturalmente, guarda a un’ipotesi molto meno onerosa. Secondo Axios, tra i sostenitori più pragmatici dell’idea si ragiona su quote comprese tra l’1% e il 5%, da conferire a un fondo pubblico o a uno schema analogo. Una differenza sostanziale rispetto al modello Sanders, ma sufficiente riconoscere che la legittimazione sociale dell’IA passerà anche dalla distribuzione dei suoi dividendi. Anche perché trasformare i cittadini in beneficiari diretti della crescita dell’IA  potrebbe diventare uno strumento di consenso. In poche parole, se gli americani parteciperanno al successo economico della tecnologia, saranno più inclini ad accettarla.

L’amministrazione Trump ha già sperimentato, in settori ritenuti critici, un approccio più interventista rispetto al tradizionale modello dei sussidi. L’accordo con Intel, che ha previsto un investimento pubblico in azioni ordinarie del gruppo, è stato presentato come parte della strategia per rafforzare la capacità americana nei semiconduttori. Applicare una logica simile all’intelligenza artificiale significherebbe spostare ulteriormente il confine tra politica industriale, sicurezza nazionale e mercato.

Washington guarda anche a Pechino. Trump ha legato la proposta alla necessità di mantenere il vantaggio americano sull’IA rispetto alla Cina. Una partecipazione pubblica nei campioni tecnologici nazionali potrebbe essere letta, in questa prospettiva, come un modo per consolidare l’ecosistema industriale statunitense e presentare la corsa all’intelligenza artificiale non solo come una competizione tra imprese, ma come un progetto nazionale.

Wass (Fincantieri) entra nel mercato canadese. L’intesa con Magellan Aerospace

4 June 2026 at 14:44

Wass Submarine Systems, controllata del gruppo Fincantieri specializzata nei sistemi di difesa subacquea, e la canadese Magellan Aerospace hanno firmato un accordo finalizzato a sostenere e sviluppare le capacità di difesa underwater del Canada. L’intesa, firmata in occasione del salone Cansec di Ottawa, punta a rafforzare la collaborazione industriale tra le due aziende nel settore delle tecnologie subacquee avanzate.

L’accordo prevede la valorizzazione delle competenze complementari delle due società nell’ambito dei sistemi di difesa subacquea, con l’obiettivo di contribuire ai programmi e alle esigenze operative delle Forze armate canadesi. La collaborazione sarà orientata allo sviluppo di soluzioni tecnologiche e capacità industriali in grado di supportare i requisiti del mercato canadese nel dominio underwater.

L’intesa mira a promuovere opportunità di cooperazione industriale e tecnologica, facendo leva sull’esperienza maturata da Wass nelle tecnologie subacquee e sulla presenza industriale di Magellan Aerospace nel mercato canadese. L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di capacità nazionali nel settore della difesa subacquea e supportare le future esigenze operative del Canada.

Dall’Italia al Canada

Wass rappresenta il polo di eccellenza di Fincantieri nel settore della difesa subacquea e opera nella progettazione e realizzazione di siluri, sonar, sistemi di lancio e contromisure per piattaforme navali e subacquee. La società è entrata a far parte del gruppo Fincantieri nel 2025 a seguito del completamento dell’acquisizione della linea di business Underwater Armaments & Systems di Leonardo. Magellan Aerospace è un gruppo industriale attivo nei settori aerospaziale e della difesa e dispone di una presenza consolidata in Canada attraverso attività di progettazione, produzione e supporto tecnologico per programmi nazionali e internazionali.

Nelle puntate precedenti

Oltre al nuovo accordo con Magellan Aerospace, Wass ha firmato a febbraio un contratto da oltre 200 milioni di euro con il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90 destinati alla Royal Saudi Naval Force, definito dall’azienda come il più importante nei 150 anni di storia dell’azienda. A dicembre 2025 la società si è aggiudicata un contratto da altri 200 milioni di euro con la Marina Indiana per la fornitura dei siluri pesanti Black Shark Advanced, destinati ai sei sottomarini classe Scorpène in servizio nella flotta di Nuova Delhi. L’intesa comprende inoltre i sistemi di lancio, le attrezzature per la manutenzione e il relativo supporto logistico. Le consegne sono previste tra il 2028 e il 2030, con produzione affidata allo stabilimento Wass di Livorno.

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