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Received — 7 June 2026 Il Fatto Quotidiano

Trump interrompe l’intervista con Nbc: “Siete faziosi e disonesti”. La giornalista: “Sono venuta fin qui dal Wisconsin”

7 June 2026 at 18:26

L’intervista è durata un’ora. Ha dichiarato di considerare Mojtaba Khamenei “più razionale” di suo padre, di auspicare attacchi “più mirati” di Israele su Hezbollah e ha negato di aver mai assicurato di non coinvolgere gli Stati Uniti in nuove guerre, una promessa che però ha costituito un punto centrale della sua campagna per la rielezione nel 2024. Ma dopo sessanta minuti in cui si mostrava visibilmente agitato, Donald Trump ha bruscamente interrotto il colloquio con la giornalista di Kristen Welker, di Nbc news, registrato venerdì in Wisconsin e andato in onda oggi. Dopo che la giornalista ha insistito sul fatto che egli non avesse fornito la minima prova a sostegno delle sue contestate accuse secondo cui le elezioni del 2020 gli sarebbero state “rubate”. “Siete un network fazioso e disonesto”, ha tuonato il presidente. “Chiudiamola qui, perché ne ho abbastanza. Grazie, cara. Buona continuazione”, ha tagliato il tycoon.

WOW — Trump crashes out and cuts his interview with Welker short as she presses him on his lack of evidence for claiming elections are rigged

“You’re either crooked or you’re stupid. Let’s call it quits. Because I’ve had enough. Thank you darling,” he tells her.”

“I traveled… pic.twitter.com/qQaNIDnX4y

— Aaron Rupar (@atrupar) June 7, 2026

Welker ha insistito affinché Trump continuasse, ricordandogli di essersi recata appositamente in Wisconsin per l’intervista, ma il presidente ha rifiutato sostenendo di “essere rimasto seduto sotto la pioggia con te per un’ora”. “Ti ho concesso abbastanza tempo. Dovresti metterti in riga. Un Paese non potrà mai essere grande con una stampa disonesta”, ha attaccato. La giornalista ha poi ha rivelato di aver riparlato con il presidente che ha accettato di concederle una seconda intervista.

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La fabbrica del consenso di Israele: in un bando segreto della Difesa il piano per manipolare l’opinione pubblica globale

7 June 2026 at 16:10

Il Ministero della Difesa israeliano ha messo a punto la creazione di un programma biennale volto a formare militari e funzionari in operazioni psicologiche per influenzare l’opinione pubblica globale. In totale 320 all’anno, selezionati tramite un bando interno, pronti a plasmare l’immagine di Israele e non solo in ambito internazionale. Il corso, aperto anche a non meglio definiti “partner stranieri” e che nella prima edizione pare sia partito nel 2025, include moduli “Black Hat” per aggirare i filtri di social media come Facebook e Google, puntando a manipolare attivamente percezioni e comportamenti. Questo sforzo strutturato si inserisce nel contesto della guerra di propaganda di Israele, mirato in particolare a risollevare i consensi negli Stati Uniti.

Il bando, svelato dalla piattaforma investigativa israeliana The Hottest Place in Hell e ripreso da +972, mostra che la maggior parte dei corsi – scrive InsideOver – “è orientata ad azioni ‘offensive’, definite come interventi mirati a ‘interrompere o manipolare le convinzioni, gli atteggiamenti e i comportamenti dei pubblici bersaglio'”. Nella lista dei corsi, sono due in particolare a colpire: uno, dedicato alle tecniche ‘Black Hat’, che insegna “la distribuzione e la promozione di contenuti illegittimi utilizzando strumenti e soluzioni tecnologiche – un percorso che bypassa Facebook e Google“, mentre “un altro modulo insegna a pianificare ‘operazioni informative allo scopo di influenzare la coscienza pubblica nell’arena locale e internazionale'”, compresa la creazione di testi ad hoc per situazioni e popolazioni specifiche, misurandone l’impatto in tempo reale. Poi ci sono moduli riservati all’intelligence “per l’influenza” e “culturale”, rispettivamente creati per alimentare le campagne psicologiche e per studiare i codici culturali di popolazioni target in modo da aumentare l’efficacia dell’azione. I corsi per gli stranieri – in particolare quelli su operazioni di influenza, intelligence per l’influenza e attivismo online – verranno tenuti in inglese: per quanto non siano classificati, vengono applicate misure di riservatezza per non svelare agli stessi docenti l’identità dei corsisti e il loro ruolo nell’intelligence.

Alla base di questa operazione ci sono i tentativi di Israele per riguadagnare terreno nell’opinione pubblica americana. A questo scopo, il ministero degli Esteri di Netanyahu ha avviato da tempo campagne digitali su Google e YouTube finalizzate a veicolare contenuti pro-Israele. L’acquisizione di Paramount Global da parte di Skydance Media, guidata dall’imprenditore David Ellison – figlio di Larry, multimiliardario fondatore di Oracle e che ha donato milioni di dollari alle forze armate israeliane – ha impresso una svolta fortemente filo-israeliana all’assetto del gruppo, che include anche Cbs. La transizione ha generato tensioni interne e un ampio dibattito mediatico per la gestione dei contenuti e le scelte editoriali, in particolare per la scelta della giornalista filo-israeliana Bari Weiss, diventata direttrice della tv. Peraltro Ellison, scrive il Financial Times, “si prepara a riunificare CBS e CNN sotto il suo controllo attraverso l’ acquisizione di Warner Bros Discovery per 111 miliardi di dollari”. Tra le campagne di influenza – e disinformazione – di Israele, anche quella che ha coinvolto influencer israeliani e stranieri e che si è svolta tra ottobre 2023 e dicembre 2024: l’obiettivo era quello di raccontare la guerra a Gaza promuovendo esclusivamente la narrazione dell’Idf. Israele continua tuttora a bloccare l’ingresso indipendente dei giornalisti internazionali nella Striscia.

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“L’esercito israeliano ha usato munizioni al fosforo bianco in zone densamente popolate in Libano”

7 June 2026 at 14:49

Un video girato il 30 maggio scorso, mentre le forze israeliane prendevano il controllo del castello di Beaufort, in Libano. Ma ci sono anche altre immagini postate sui social e analizzate da esperti e gruppi umanitari che giungono alla stessa conclusione: l’esercito israeliano ha utilizzato munizioni al fosforo bianco in zone densamente popolate in Libano durante il suo nuovo conflitto con Hezbollah. A scriverlo è il New York Times, che ha verificato i video aiutandosi da esperti: le immagini mostrano le caratteristiche scie di fumo prodotte da questa sostanza altamente pericolosa su Nabatieh, cittadina di circa 40mila persone.

Il Times cita altri video verificati che mostrano l’utilizzo del fosforo bianco nella zona di Tiro e nei pressi di tre piccole località, Qlayaa, Khiam and Yohmor, in questi mesi di conflitto. Spesso usato dai militari per creare incendi e cortine di fumo durante i combattimenti, il fosforo bianco non è illegale in sé, ma il suo deliberato utilizzo contro i civili ed in zone abitate da civili costituisce una violazione delle leggi internazionali di guerra. Una volta esposto all’aria, il fosforo bianco prende spontaneamente fuoco ed è estremamente difficile spegnere gli incendi che provoca.

Interpellato dal Times, l’esercito israeliano ha negato ogni utilizzo delle munizioni di fosforo bianco in violazione delle leggi internazionali. “Le procedure dell’Idf richiedono che queste munizioni non siano usate in zone densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme e va oltre i requisiti del diritto internazionale”, recita una dichiarazione in cui si sottolinea che “i principali proiettili fumogeni usati dall’Idf non contengono” questa sostanza. “Come molti eserciti occidentali, l’Idf possiede proiettili fumogeni con fosforo bianco che sono legali rispetto alle leggi internazionali”, conclude la dichiarazione, sottolineando che queste munizioni “non vengono usate per tiri mirati o provocare incendi“.

In passato l’utilizzo da parte di Israele di fosforo bianco in zone densamente popolate è stato oggetto di rapporti come quello pubblicato nel 2024 da Human Rights Watch in cui si documentava il diffuso utilizzo della sostanza in Libano mettendone in discussione la necessità ed indicando l’esistenza di alternative più sicure, come le munizione M150. Il governo libanese dall’ottobre del 2023 ha inviato quattro lettere alle Nazioni Unite sollevando preoccupazione per l’utilizzo di fosforo bianco da parte di Israele. In una di queste lettere, datata 3 luglio 2024, si citano dati governativi secondo i quali oltre 600 incendi sarebbero scoppiati a causa dell’utilizzo di fosforo bianco nel Libano meridionale.

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Alte colonne di fumo dai villaggi del Libano dopo gli attacchi israeliani: le immagini

7 June 2026 at 11:05

Alte colonne di fumo si alzano sui villaggi del Libano meridionale dopo gli attacchi israeliani in diverse località. Israele ha lanciato un’operazione in Libano per sradicare il gruppo armato Hezbollah, sostenuto dall’Iran, che ha trascinato il Libano nella più ampia guerra in Medio Oriente lanciando missili per conto del suo finanziatore. Un cessate il fuoco che avrebbe dovuto porre fine ai combattimenti tra Israele e Hezbollah è entrato in vigore il 17 aprile, ma non è mai stato pienamente rispettato.

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Drone russo colpisce il sito di stoccaggio nucleare di Chernobyl: danni e incendio. Ma i livelli di radiazioni sono nei limiti

7 June 2026 at 10:31

Un drone russo ha colpito nella notte un edificio all’interno del sito dell’impianto centralizzato di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito nella zona di Chernobyl, provocando un incendio e danni significativi alla struttura. L’episodio, confermato dalla società statale ucraina Energoatom e notificato all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), riporta al centro dell’attenzione i rischi per la sicurezza nucleare legati al conflitto in Ucraina.

Secondo Energoatom, l’attacco è avvenuto intorno alle 2.10, ora di Kiev. Il drone avrebbe colpito l’edificio destinato alla ricezione dei contenitori per il combustibile esaurito, che risulta parzialmente distrutto. La società ucraina ha precisato che nel fabbricato danneggiato non era conservato materiale nucleare. L’Aiea, citando le informazioni ricevute da Kiev, ha riferito che l’attacco ha causato danni rilevanti alla facciata, alle finestre e alle porte dell’edificio, mentre anche strutture vicine sono state interessate dall’onda d’urto. I livelli di radiazione, tuttavia, restano entro i limiti previsti.

L’agenzia dell’Onu ha annunciato che un proprio team effettuerà a breve un’ispezione sul posto per valutare l’entità dei danni. Il direttore generale Rafael Grossi ha definito l’incidente “fonte di profonda preoccupazione”, sottolineando che l’attacco è avvenuto in un impianto che custodisce ingenti quantità di materiale nucleare a poca distanza dall’edificio colpito. Grossi ha inoltre ribadito che gli attacchi contro siti nucleari sono “del tutto inaccettabili” e rappresentano una violazione dei principi fondamentali della sicurezza nucleare durante i conflitti armati.

L’episodio si inserisce in una nuova ondata di attacchi russi che ha interessato diverse regioni ucraine. Nella regione di Zaporizhzhia, le autorità locali hanno denunciato bombardamenti notturni e nuovi raid nelle ore successive, che hanno provocato anche blackout parziali. Un uomo di 56 anni è morto durante un attacco con droni nella stessa regione, mentre un’altra vittima, un uomo di 59 anni, è stata registrata nella regione di Dnipropetrovsk. Almeno una persona è rimasta ferita e sono stati segnalati danni alle infrastrutture.

Sul fronte politico, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver respinto l’opportunità di avviare colloqui diretti con il presidente Volodymyr Zelensky per porre fine al conflitto. In un messaggio pubblicato sui social, Sybiha ha sostenuto che il protrarsi della guerra rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche e militari della Russia.

Le nuove tensioni arrivano mentre Zelensky è atteso a un confronto con i leader di Francia, Germania e Regno Unito sulle prossime mosse diplomatiche e militari. Secondo recenti analisi basate sui dati dell’Institute for the Study of War, l’Ucraina avrebbe riconquistato più territorio di quanto ne abbia perso nel mese di maggio per il secondo mese consecutivo, mentre l’economia russa continua a fare i conti con inflazione, aumento della pressione fiscale e carenza di manodopera.

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