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Received — 4 June 2026 Il Fatto Quotidiano

Le prove dell’esistenza di Dio? Ci interessano ancora: ristampato “MillenniuM”

By: F. Q.
4 June 2026 at 12:14

Non possiamo sapere se Dio esiste, ma certo interessa ai lettori. Il numero di Millennium su “Tutte le prove dell’esistenza di Dio“, uscito il 15 maggio, è stato appena ristampato per soddisfare le richieste. Lo potete (ri)trovare in libreria (cerca qui la più comoda per te) e negli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Unilibro, Libreria Universitaria, Hoepli).

Con un taglio fra filosofia, scienza e teologia, il mensile diretto da Peter Gomez racconta “la più gigantesca inchiesta umana, mai terminata”, per dirla con Fabrizio d’Esposito, che ne ripercorre le tappe in un lungo articolo che spazia da Platone ad Heidegger, mentre Laura Margottini dà voce a scienziati e divulgatori – come Telmo Pievani e Francesco Sylos Labini – su limiti della scienza e conseguenti letture metafisiche. Di fede e scienza discutono, con erudizione e ironia, Jacopo Fo e Piergiorgio Odifreddi.

In un’epoca dominata dal materialismo, le grandi domande continuano ad attrarci, come sa bene l’imprenditore-teologo francese Olivier Bonnassies, coautore del best seller internazionale “Dio. La Scienza. Le prove” (firmato con Michelle- Yves Bolloré, fratello del famoso finanziere Vincent). Intervistato da Martina Castigliani, illustra presunte prove “scientifiche” dell’esistenza di un’intelligenza superiore basate principalmente sul Big Bang, sulla meccanica quantistica e sugli studi che cercano di tracciare l’origine della vita sulla Terra.

Tornando coi piedi per terra, MillenniuM propone un bellissimo colloquio fra lo scrittore giramondo Lawrence Osborne e Nanni Delbecchi. E ancora, due reportage italiani: uno da Ponte, il paese in provincia di Benevento assediato dai cantieri delle grandi opere, di Valentina Barile e Manuel Dorati; l’altro da Voghera, in provincia di Pavia, da dove Antonio Armano descrive la mesta decadenza di una cittadina del Nord, partendo da un suo illustre cittadino, lo scrittore Alberto Arbasino. Ultima segnalazione, un Portfolio fotografico tutto declinato al femminile. Anche se non è il numero di marzo.

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Auto più pulite, ma il ricambio resta lento. Servirebbero oltre 15 anni per svecchiare il parco circolante

By: F. Q.
4 June 2026 at 07:06

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, il Centro Studi di AutoScout24 ha tracciato un aggiornamento sullo stato del parco auto italiano. L’analisi, realizzata su dati ACI, evidenzia alcuni progressi nella diffusione delle tecnologie a minore impatto ambientale, ma conferma anche la lentezza del processo di rinnovo delle vetture in circolazione.

Nel 2025 il parco auto nazionale contava circa 41,7 milioni di autovetture. Nell’ultimo lustro il cambiamento più evidente riguarda la crescita delle alimentazioni ibride. Tra il 2020 e il 2025 il numero di queste vetture è infatti aumentato del 573,2%, portando la quota sul totale dall’1,4% all’8,7%. Un incremento significativo che testimonia il crescente interesse degli automobilisti verso soluzioni elettrificate.

Più contenuta, invece, la diffusione delle auto elettriche. Nonostante l’attenzione mediatica e gli investimenti dei costruttori, le vetture a batteria rappresentano ancora appena lo 0,9% del parco circolante italiano. Cresce il peso delle auto Euro 6, passate dal 26,2% del 2020 al 41,8% del totale attuale.

I dati mostrano però come il percorso verso un rinnovo completo sia ancora lontano. Sulle strade italiane circolano infatti circa 17,6 milioni di automobili Euro 4 o inferiori, pari al 42% del totale. Di queste, oltre 4,2 milioni appartengono addirittura alle categorie Euro 0 ed Euro 1. A ciò si aggiunge l’elevata età media del parco: più di 18,2 milioni di vetture, il 43,7% del totale, hanno almeno 15 anni.

Secondo le stime elaborate dal Centro Studi di AutoScout24, incrociando i dati sulle radiazioni e sull’evoluzione del parco circolante, sarebbero necessari oltre 15 anni per arrivare a una situazione in cui le auto in circolazione siano esclusivamente Euro 6, ibride o elettriche. Una tempistica che evidenzia quanto il ricambio naturale del mercato non sia sufficiente ad accelerare la transizione.

Per questo sembra necessario ampliare le misure di sostegno, estendendo gli incentivi non solo alle auto nuove ma anche al mercato dell’usato. La disponibilità economica continua infatti a rappresentare l’elemento chiave che influenza la decisione di sostituire il proprio veicolo.

L’analisi evidenzia inoltre forti differenze territoriali. Sul fronte delle alimentazioni elettriche, solo il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta superano il 2% di quota sul totale circolante. Per quanto riguarda le ibride, la Valle d’Aosta guida la classifica con il 23,8%, seguita dal Trentino-Alto Adige con il 22% e dalla Toscana con il 13,6%. All’estremo opposto si trovano Campania, Sicilia e Molise, tutte sotto il 4%.

Anche osservando le classi di emissioni emergono profonde disparità. Calabria, Sicilia e Campania registrano le percentuali più elevate di vetture Euro 0-4, rispettivamente con il 59,3%, il 58,5% e il 57,6% del parco circolante. La situazione appare invece più favorevole nelle regioni del Nord e in alcune aree del Centro Italia: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Toscana e Lombardia presentano le quote più elevate di auto Euro 6.

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