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“Stop al supporto dell’Italia alle guerre”: oltre cento sigle convocano un corteo alla base aerea Usa di Aviano
La base aerea Usa di Aviano è da oltre due mesi una specie di sismografo dell’attività statunitense sul fronte della guerra contro l’Iran. Gli arrivi e le partenze si susseguono, consentendo gli scali di aerei cargo che trasportano materiali non meglio identificati sulle rotte del conflitto. Alcuni partono da Fairford nel Regno Unito e si dirigono verso la Giordania, facendo scalo nel centro friulano o a Ramstein in Germania. Altri aerei sono stati segnalati sulla rotta da Lakenheath, nel Suffolk, a Incirlik, in Turchia ai confini con la Siria (dove si trovano una cinquantina di testate atomiche), per poi rientrare in Europa attraverso Aviano, che a sua volta è un deposito atomico. A tenere meritoriamente il monitoraggio di questo flusso aereo è il giornale on line pordenoneoggi.it, che segue anche il via vai delle truppe che, a bordo di Boeing 747, raggiungono la base di Camp Lemonnier a Gibuti, nel Corno d’Africa. “Continuano giornalmente anche i voli da e per Ramstein e la Romania, dove gli Usa hanno una base molto importante per lo scacchiere europeo, considerando che la Romania aiuta l’Ucraina nell’invio di droni di fabbricazione statunitense”, spiega il giornalista Alessandro Rinaldini.
In quell’extraterritorialità della guerra su cui possono contare gli americani in Italia, Aviano è uno snodo importante ed è lì che associazioni pacifiste e movimenti politici contro la guerra si sono dati appuntamento per sabato 6 giugno. Al momento 112 sigle hanno dato la loro adesione, a cominciare da Anpi Friuli-Venezia Giulia, Cgil, Tavolo della Pace, Global Sumud Flotilla, Rete italiane Donne in Nero che fanno da capifila. Il raduno è previsto alle 15 davanti al Duomo, da dove si snoderà il corteo fino all’ingresso della base. “Aviano, una voce collettiva per la pace, contro la guerra e il riarmo” è il tema della manifestazione. “La pace non appartiene soltanto ai governi o alle istituzioni, ma nasce anche dalla responsabilità e dall’impegno quotidiano della collettività”, si legge nel manifesto. “Un fermo No alla guerra e a ogni escalation militare si alzerà con voce unica, per riaffermare l’urgenza per la pace e per un modello di società alternativo fondato sulla dignità e sul rispetto delle persone, dei popoli e di ogni essere sul pianeta”. I temi si intrecciano: si va dalla denuncia della corsa globale agli armamenti e dei “rigurgiti nazionalisti” al rischio sempre più concreto di un mondo dominato dalla logica della deterrenza e dello scontro permanente. “Ci opponiamo fermamente al supporto politico e militare fornito dal governo italiano e dai governi europei a Israele nel genocidio del popolo palestinese, così come alla guerra condotta da Israele e dagli Stati Uniti contro Iran e Libano. Il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno a tutte le vittime dei conflitti in corso nel mondo, dall’Ucraina al Sudan, dal Myanmar al Congo e all’Eritrea”.
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“La manifestazione sta riscuotendo un forte consenso”, ha detto in conferenza stampa Maurizio Marcon, segretario generale della Cgil di Pordenone. “La mobilitazione vuole essere anche una proposta, non soltanto una denuncia. Chiediamo al governo italiano e alle istituzioni di investire nelle politiche sociali e nelle misure urgentissime per affrontare i disastri ambientali e il cambiamento climatico, anziché nelle spese militari”. Antonella Lestani, coordinatrice regionale dell’Anpi, ha aggiunto: “Richiamarsi all’articolo 11 della nostra Costituzione equivale riaffermare la promessa originaria della democrazia italiana: mai più la guerra come strumento di potere, e centralità della convivenza democratica tra i popoli. Abbiamo scelto Aviano per lanciare un messaggio politico e umano contro la normalizzazione della guerra”. Michele Negro, rappresentante friulano della Rete per i diritti, l’accoglienza e la solidarietà internazionale, ha fornito alcuni dati: “Abbiamo oltre 12mila testate nucleari nel mondo, quando sappiamo che ne basterebbero cinquanta per distruggere l’umanità. Mentre crescono gli investimenti per la produzione di armi e per le infrastrutture militari, abbiamo situazioni economiche esplosive come i licenziamenti dell’Electrolux. Di fronte a ciò, l’Italia sceglie di investire quasi mille miliardi in dieci anni per arrivare al 5% del Pi, in spese militari”. Altri numeri sono stati aggiunti da Massimo Marchini, attivista della Flotilla di terra: “La maggior parte delle vittime delle guerre oggi sono i civili. A Gaza, degli oltre 80mila morti registrati, circa l’85% sono civili, un quarto delle vittime sono bambini. Un dato terribile”.
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- Non solo Milo Infante, anche Sottile e Giletti contro Bruzzone. La criminologa replica: “Partita la prima querela, ho raccolto parecchio materiale in questi mesi”
Non solo Milo Infante, anche Sottile e Giletti contro Bruzzone. La criminologa replica: “Partita la prima querela, ho raccolto parecchio materiale in questi mesi”
Non solo lo scontro a distanza tra Milo Infante e Roberta Bruzzone: la cronaca nera diventa un caso a Viale Mazzini. Come segnala il sito Open, anche Salvo Sottile, conduttore del talk “Far West” su Rai3, avrebbe fornito una corposa documentazione all’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini. Pure Massimo Giletti si sarebbe lamentato con i vertici del comportamento della criminologa dopo un dissidio con la troupe del programma “Lo Stato delle Cose”.
“Con Sottile non ho mai avuto un grande rapporto. Certamente anche lui è già oggetto di mie iniziative giudiziarie. L’ultima puntata del suo programma è stata strumentalizzata per veicolare informazioni false e distorte sul mio conto, con un chiaro intento diffamatorio. Ho già dato mandato ai miei legali – annuncia Bruzzone ad Open – di procedere penalmente nei suoi confronti e nei confronti della sua casa di produzione: l’ho querelato. E per quanto riguarda Infante, una volta visti gli atti, valuteremo. Dalla diffamazione agli atti persecutori il passo è breve”. La rottura con Infante era avvenuta lo scorso novembre, dopo una lunga collaborazione, quando la criminologa aveva lasciato lo studio di “Ore 14” invitando gli ospiti a “leggere le carte” suscitando la reazione immediata del padrone di casa: “Lo facciamo anche noi lo sforzo di leggerli, non le ha lette solo lei”. Come svelato dal Domani, Infante, che è anche vicedirettore degli Approfondimenti, si è rivolto al Comitato Etico della Rai e ai direttori di competenza con la richiesta di audit per fare chiarezza sui comportamenti di Roberta Bruzzone.
Un dossier che raccoglie sei mesi di attività social della criminologa che è anche un volto Rai, non solo come opinionista de “La Vita in Diretta“, ma anche conduttrice della docuserie “Nella mente di Narciso“, in onda su RaiPlay e Rai2. Per la cronaca un titolo prodotto da “La Casa Rossa” di Francesca Verdini, compagna di Matteo Salvini. “Apprendo dalla stampa che Milo Infante avrebbe ritenuto opportuno investire della questione il Comitato Etico Rai. Ne prendo atto con assoluta serenità. Anzi: non vedo l’ora di essere convocata, se davvero questo accadrà”, aveva replicato Bruzzone a Fanpage.it: “Sarà quella la sede più opportuna per rappresentare, con puntualità e documentazione, tutto ciò che anche io ho da riferire in merito a condotte, modalità e dinamiche che mi riguardano direttamente. E che riguardano Infante. A quel punto vedremo, carte alla mano e non a colpi di suggestioni, chi abbia davvero rispettato il codice etico e chi, invece, lo abbia violato. Io sono pronta. Come sempre”, aveva concluso la criminologa.
Ad Open ricostruisce l’origine delle tensioni social con i volti Rai: “Ho raccolto parecchio materiale in questi mesi. Mi sono arrivati attacchi molto gravi e documentati da parte di Infante e Sottile, veicolati anche attraverso i loro programmi televisivi. Di recente ho smentito Infante perché aveva diffuso informazioni completamente false su un messaggio dell’avvocato Tizzoni (l’avvocato della famiglia di Chiara Poggi, ndr). Ho semplicemente ripreso un post di Selvaggia Lucarelli che lo sbugiardava pubblicamente. Evidentemente questa cosa di essere stato sbugiardato in pubblico gli ha dato molto fastidio, so che subito dopo si è molto agitato. Se se l’è presa ne prendo atto, ma non è colpa mia se rappresenta le cose in maniera distorta. L’autocritica forse non è tra le sue qualità migliori”.
Bruzzone difende la legittimità dei suoi interventi, escludendo di aver violato i regolamenti di viale Mazzini: “Il codice etico della Rai dà grande risalto al fatto che l’informazione, soprattutto nei casi di cronaca nera, non debba essere spettacolarizzata o infarcita di suggestioni”. “Se ho scritto dei post, non erano certo contro la Rai, ma contro un certo modo di fare informazione. E se lui si è riconosciuto in quelle critiche, ne prendo atto. Con Milo Infante ho deciso di interrompere la collaborazione a Ore 14 nel novembre dello scorso anno perché la sua linea editoriale, in particolare sul caso Garlasco, era inconciliabile con la mia. Per me la cosa finiva lì, poi sono seguite condotte discutibili da parte sua per attaccarmi, inclusi passaggi in un podcast e a Le Iene. Con questa persona ho chiuso in maniera definitiva e irreversibile per il resto della vita”, spiega la criminologa alla testata diretta da Franco Bechis.
Per il futuro e la sua permanenza in Rai Bruzzone mostra sicurezza: “La mia docuserie Nella mente di Narciso è regolarmente in onda e non c’è alcun rischio. Ho un altro programma in corso di realizzazione e sono già stata convocata per le riprese. Che l’obiettivo di Infante sia quello di farmi saltare il programma mi sembra piuttosto evidente, ma sostituire me è un tantino complesso. Il formato è costruito interamente su di me, sono una parte autorale fondamentale ed ho il ruolo di esperto principale. Sostituirmi è praticamente impossibile, un programma del genere senza la mia impostazione sarebbe improbabile”.
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The enduring fascination with Marilyn Monroe: The actress’s lipsticks, bras and frying pans fetch $2 million at auction
It’s only an imaginary birthday, one that was never meant to happen, but the celebrations say a lot about Hollywood’s eternal myth‑making. This Monday, June 1, Marilyn Monroe would have turned 100. And although she died more than 60 years ago, the world remains utterly fascinated by that perfectly imperfect blonde screen icon.

© Julien Sauctions
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